PASSEGGIATE A LEVANTE CRÊUZA DE MÄ

PASSEGGIATE A LEVANTE CRÊUZA DE MÄ

Crêuza de mä vuol dire, generalmente in ligure, stradina stretta che porta al mare. Queste stradine (nella fotografia una della costa del Golfo Paradiso lungo una delle Passeggiate a Levante), o vicoletti, o viuzze sono diffusissime in tutte le cittadine e i paesini della costa ligure. Spesso ripide si percorrono in genere a fianco di case dipinte in modo colorato “alla ligure” e portano, in molti casi, in non molti minuti a piedi dal mare ai monti superando anche dislivellli elevati.
Il nome è anche il titolo di un famoso disco dell’indimenticabile cantautore Fabrizio de André che contrariamente alle aspettative dei critici che pensavano non avrebbe avuto un buon riscontro in quanto in lingua dialettale ligure, ebbe invece un grande successo diventando una pietra miliare musicale e la prestigiosa rivista Rolling Stone lo ha messo al 4o posto della classifica dei migliori 100 album italiani.
-
Creuza de mä means, generally in Liguria, narrow road leading to the sea. These narrow streets (in the photo one in the Paradise Gulf along one of the itineraries along Eastern Liguria walkings&hikes) or alleys, are widespread in all the towns and villages along the Ligurian coast. Often you travel generally steep side of houses painted in the typical “Ligurian color” and lead, in many cases, in a not many minutes walk from the sea to the mountains path and tops.
The name is also the title of a famous record of the unforgettable singer and song writer Fabrizio de André which contrary to the expectations of critics who thought it wold not have a good response been all in the Ligurian dialect, become instead a great success and a milestone in Italian music and the prestigious Rolling Stone magazine has placed fourth in the rankings of the top 100 Italian albums.

PHOTOGALLERY     PHOTOSITE     SITE     PORTFOLIO     BOOKS

PASSEGGIATE A LEVANTE da Moneglia a Deiva passando per Lemeglio

Chiesa di Lemeglio in stile romanico ligure, facciata. Lungo la passeggiata/escursione che porta da Moneglia a Lemeglio e a Deiva. - Lemeglio church romanesque ligurian style facade. Along the walk / hike that leads from Moneglia to Lemeglio and Deiva.

Chiesa di Lemeglio in stile romanico ligure, facciata. Lungo la passeggiata/escursione che porta da Moneglia a Lemeglio e a Deiva. - Lemeglio church romanesque ligurian style facade. Along the walk / hike that leads from Moneglia to Lemeglio and Deiva.

Chiesa di Lemeglio in stile romanico ligure, affresco del soffitto. Lungo la passeggiata/escursione che porta da Moneglia a Lemeglio e a Deiva. -Lemeglio church romanesque ligurian style ceiling fresco. Along the walk / hike that leads from Moneglia to Deiva

Chiesa di Lemeglio in stile romanico ligure, affresco del soffitto. Lungo la passeggiata/escursione che porta da Moneglia a Lemeglio e a Deiva. -Lemeglio church romanesque ligurian style ceiling fresco. Along the walk / hike that leads from Moneglia to Deiva

Lungo l’escursione che parte da Moneglia, si passa a fianco, e merita la sosta anche perchè c’è una fontanella, della chiesa di S. M Assunta, parrocchia dal 1413, con la bella facciata nel tipico stile romanico ligure in pietra e a righe alternate di marmo e ardesia o riproducenti tale combinazione. Sul soffitto un elaborato affresco policromo. Da questa frazione c’è uno splendido panorama sulla baia di Moneglia e i monti circostanti. Si prosegue e uscendo dalla frazione si entra nel boscaglia in prevalenza composta da querce, lecci, macchia mediterranea con corbezzioli e si arriva su punti panoramici con vista su tutto il Golfo di Moneglia e verso Punta Baffe. Arrivati sulla parte sommitale si prosegue su tratti, che costeggiano un alto precipizio con vista a strapiombo sul mare o all’interno della vegetazione e si scende verso Deiva.

Along the hiking, starting from Moneglia, you pass near, and it is worth the stop also because there is a fountain, the church of S. M Assunta, parish since 1413, with the beautiful facade in the typical Ligurian Romanesque style in stone with alternating rows of marble and slate or reproducing such a combination. From this fraction there is a splendid view over the bay and surrounding mountains of Moneglia. The walk continues exiting the village and entering in the bush mainly composed of oaks, holm oaks, typical Mediterranean vegetatio with corbezzioli to arrive to a panoramic points with views across the Gulf of Moneglia and towards Punta Baffe. Arrived at the summit the hike continues on a path over a high cliff with views overlooking the sea or within the vegetation towards Deiva.

PHOTOGALLERY     PHOTOSITE     SITE     PORTFOLIO     BOOKS

“A passo d’uomo. Passeggiate di primavera la Liguria da scoprire tra la via Aurelia e il West”

Un bello e interessante articolo a firma del bravo giornalista-escursionista Francesco La Spina. “Tra la via Aurelia e l’West per immaginarla alla Guccini” per scrivere di molti posti e itinerari della Liguria descritti anche nel mio libro “Passeggiate a Levante”. Un bell’articolo che prende spunto dai molti paesaggi dei nativi americani per scrivere di molti luoghi, inaspettatamente simili della nostra regione che sono un concentrato di grandi e piccoli gioiellini paesaggistici e naturalistici con descrizioni, fotografie, cartine, aneddoti storici, spunti culturali ed occasioni gastronomiche tra la costa, il mare e monti.

"Passeggiate di primavera la Liguria da scoprire tra la via Aurelia e il West"

“«Anche le montagne respirano, ma la nostra vita è troppo breve per potercene accorgere». “È un motto dei Sioux, nativi americani che avevano la fortuna di abitare le alte pianure del Missouri, guardando da un lato le sfolgoranti albe del Lago Winnipeg e dall’altro gli abbaglianti tramonti sulle Montagne Rocciose. Chiunque venisse addormentato … o se gli occhi li riaprisse … riterrebbe di essere stato paracadutato nel Far West e non a cavallo tra le nostrane valli Petronio, Graveglia e Vara. Due dei tanti luoghi da scoprire tra il Mar Ligure e l’Appennino e che abili documentaristi negli ultimi anni stanno contribuendo a divulgare. Tra loro Enrico Pelos, grande fotografo del paesaggio, ma anche appassionato frequentatore e raccontatore di sentieri e mulattiere che si incrociano sui nostri monti e, nel corso dei secoli, sono stati i nastri trasportatori non solo di merci ma anche di cultura e di costumi…”   continua leggendo l’articolo su Repubblica

Passeggiate a Levante ACQUEDOTTO STORICO di GENOVA – GENOA HISTORICAL ACQUEDUCT

Alcuni dei ponti dell’Acquedotto Storico di Genova costruiti in epoche diverse.
-
Some of the water bridges along the Genoa Historical Acqueduct built in different ages

PHOTOGALLERY     PHOTOSITE     SITE     PORTFOLIO     BOOKS

PASSEGGIATE A LEVANTE: ISC Itinerario Storico Colombiano, cave abbandonate, storia, panorami, cavalli, mtbikers e molto altro…

PASSEGGIATE A LEVANTE: ISC Itinerario Storico Colombiano, cave abbandonate, storia, panorami, cavalli, mtbikers e molto altro...

Una bella passeggiata/escursione in Val Fontanabuona, lungo le terre di provenienza di Cristoforo Colombo. Conosciuto un tempo anche come via «dell’ardesia» o via «del pane», questo è il percorso seguito dalla famiglia Colombo nel suo trasferimento da Moconesi a Quinto e preparato per il cinquecentenario della scoperta dell’America. L’itinerario può essere considerato come un insieme di passeggiate …
-
ISC COLOMBUS HISTORIC ROUTE, abandoned quarries, history, landscapes, horses, mtbikers and more …
A nice walk/hike in the Fontanabuona Valley, along the lands of origin of Christopher Columbus. Once known also as “The Slate way” slate “The Bread path” this is the itinerary followed by the Colombo family in its move from to Moconesi to Quinto in Genoa and prepared for the fifth centenary of the discovery of America. The route can be considered as a set of hikes …

PHOTOGALLERY     PHOTOSITE     SITE     PORTFOLIO     BOOKS

INTERVISTA PER MOUNTAIN BLOG DA PARTE DI CHRISTIAN ROCCATI

L’interessante intervista, concernente la fotografia, la montagna, etc. con Christian Roccati, molto bravo ed apprezzato alpinista e scrittore (ma non solo) ed Experience Blogger di Mountain Blog, uno dei più interessanti blog di argomenti montani, pubblicata e corredata da fotografie dal parco del Beigua, dai monti della Val d’Aosta, dai monti intorno a Genova, dal gruppo del monte Bianco, dalla Valtrebbia, etc…

Intervista per Mountain Blog da parte di Christian Roccati

Intervista per Mountain Blog da parte di Christian Roccati

La costa ligure da Portofino Vetta con i nomi dei monti e le distanze in un’antica stampa degli inizi del 1900

La bella rappresentazione della costa ligure con i suoi monti, con i nomi e le distanze, da come si vede dall’Hotel Kulm a Portofino Vetta. L’opera, di Gio. Delle Piane (CAI Ligure) ed edita dalla SAIGA fratelli Armanino di Genova é del 1908 circa. (per gentile concessione del collezionista Riccardo Buelli di www.rutaincartolina.it )
-
The beautiful representation of the Ligurian coast, with its mountains, with the names and distances , as seen from the Hotel Kulm in Portofino Vetta. The work of Gio. Delle Piane (CAI Ligure) was published by SAIGA Armanino brothers of Genoa in 1908 or so. (with the kind permission from the private collection of Riccardo Buelli of www.rutaincartolina.it )

DARIO MODENA, pittore genovese dei Nativi Americani – A Genoise Native Americans painter

Molti pittori hanno consegnato alla storia gli usi e costumi dei Popoli Nativi Americani. Uno su tutti, George Catlin che abbandonò una brillante carriera di avvocato per passare la sua vita a dipingerli.

Noi li conosciamo più comunemente come “Indiani”. Questo termine dovrebbe essere dimenticato o diventare desueto perché a loro non piace proprio. Scrivo dalla terra del grande navigatore Cristoforo Colombo che per primo, nel 1492, raggiunse le loro terre. Egli passò alla storia proprio per questa scoperta ma in effetti neanche lui sapeva quello che stava facendo. Infatti non era proprio sua intenzione arrivare nelle loro terre, e se avesse potuto prevedere quanto sarebbe successo in seguito alla sua scoperta, forse avrebbe evitato…

Non sono molti i pittori che hanno scelto di raffigurare i Nativi Americani anche perchè nella nostra bella terra di Liguria tutti sono giustamente attratti dai riflessi cangianti del mare, dai colori dei molti paesi e usi delle popolazioni della costa o dalle sfumature dei boschi dei paesi dell’entroterra. C’è però un pittore genovese, Dario Modena che ha scelto invece di dipingere le praterie nordamaericane, i paesaggi dei Nativi, ed i loro usi e costumi. Conosciuto ed apprezzato in molte esposizioni e mostre mi sono piaciuti particolarmente alcuni suoi quadri ed ecco una scelta con alcune foto. A più di qualcuno porteranno delle emozioni di certi anni…

Nel Genovesato si celebra d’estate una bella festa, dedicata ai nativi americani, nei pressi del monte più famoso di Genova nel parco omonimo dell’Antola vicino a Casa del Romano. I dettagli della prossima si possono trovare sull’interessante sito di Hunkapi

“La mia cultura dava valore all’amicizia e alla compagnia, e non guardava alla privacy come a una cosa cui tenersi aggrappati, poiché la privacy costruisce muri su muri e promuove la sfiducia.” (Capo Dan George)

(foto di Dario Modena per gentile concessione dell’autore)

Many painters have given to the history the habits and customs of Native American Peoples. One of all, George Catlin, abandoned a successful career as a lawyer to spend his life to paint them.
We know them more commonly as “Indians”. This term should be forgotten or become obsolete because they do not like it at all. I write from the land of the great navigator Christopher Columbus who first, in 1492, reached their land. He became famous for this discovery, but he did not even knew what he was doing. In fact it was not his intention to arrive in their lands, and if he could predict what would have happened after his discovery, he would have perhaps avoided…

There are not many artists who have chosen to depict the Native Americans because even in our beautiful region of Liguria  they are mainly are attracted by the changing reflections of the sea, by the colors of the many villages of the coast or by the nuances of the woods. There is, however, a Genoese painter Dario Modena, who has chosen to paint the North America Native landscapes and customs. He is known and appreciated in many exhibitions and shows and I liked some of his paintings so here is a a particularly choice with some photos. To more then one they will bring back emotional feelings of gone by years…

On Summer a feast is dedicated to the Native Americans, near Antola mount the most famous mountain of Genoa in the park near Casa del Romano. The details of the next one can be found on the interesting Hunkapi site.

(photo by Dario Modena, with kind permission of the author)

“My culture and friendship gave value to the company, and did not look like to privacy a thing which hold on, because the privacy build walls of walls and promotes distrust” (Chief Dan George)

PASSEGGIATE A LEVANTE sulla Rivista Anthia n.ro 12 2011

Recensione del libro "Passeggiate a levante" sulla rivista Anthia nr 12 2011

PHOTOGALLERY      PHOTOSITE      SITEs

Ansel Adams

Ansel Adams was the greatest BW landscape photographer of all times and a true ecologist ante-litteram

Ansel Adams è stato il più grande fotografo di paesaggio in BW di tutti i tempi ed un sincero ecologista ante-litteram

PASSEGGIATE A LEVANTE Foto dal Libro Presentazione Slideshow

Una breve presentazione del libro con alcune delle fotografie fatte lungo le “Passeggiate a Levante”.
E’ stata anche l’occasione per iniziare a fare sperimentazioni musicali dirette imparando qualcosa sulle note … e la musica
suonando direttamente su tastiera …. dopo anni di ascolto di musiche elettroniche varie….

PHOTOGALLERY     PHOTOSITE     SITE     PORTFOLIO     BOOKS

A brief presentation of the book with some of the photographs taken along the ” Eeastern Liguria walks”
it was also the opportunity to start making musical experimentation directly learning something about notes … and music
playing directly on a keyboard …. After years of listening to various electronic music ….

Monte SUBASIO (PG) da Assisi

Alcune foto da un recente viaggio in Umbria dove, in mezzo alle visite a musei, chiese e città d’arte, sono riuscito ad andare sul monte Subasio che offre una delle viste più spettacolari dell’Umbria e che deve il suo nome al fatto fu un possedimento del principe Asio (Sub Asio).
Questo monte è in provincia di Perugia, fa parte dell’Appennino umbro-marchigiano (m 1.290 s.l.m.) ed alle sue pendici occidentali sorgono le due belle città di Assisi e Spello.
Il percorso illustrato, molto panoramico e vario, collega Assisi al monte Subasio passando per l’Eremo delle Carceri, l’affioramento roccioso di Sasso Piano, i pascoli sommitali del monte e le doline carsiche. Arrivati qui si può, volendo proseguire, continuare in discesa fino a Spello.


Si esce da Assisi passando per Porta Cappuccini (m 469 s.l.m.), si costeggiano le vecchie mura, si prende la strada in salita e si arriva quindi allo spiazzo con la targa ricordo per l’Anno Internazionale delle montagne (2002)

Proseguendo in salita si arriva all’Eremo delle carceri (m 791 metri s.l.m., possibilità di approvvigionamento idrico. Il piccolo ma importante complesso monastico, molto ben conservato e che merita la visita, è immerso nel bosco fitto e qui Francesco d’Assisi usava ritirarsi in preghiera con i suoi compagni.

Si prosegue quindi tra boschi di leccio e roverella e prati

dove si possono trovare grossi funghi prataioli e molte persone con sedie sdraio che prendono la tintarella o fanno picnic.

un cippo ricordo per una ragazza colpita dal fulmine durante la festa del 18o compleanno e sulla quale si era abbattuto un improvviso temporale

proseguendo si arriva nella zona prativa e dei pascoli sommitali degli Stazzi e dove l’ultimo lupo è stato visto negli anni ’60 e dove qualche volta si può vedere anche l’aquila reale

fin sulla cima corredata di antenne, a Sasso Piano, l’affioramento roccioso (con la famosa pietra rosa delle costruzioni della città di Assisi) più alto in quota (m 1125 s.l.m.) ed al rifugio del Mortaro usato come osservatorio aereo durante la guerra. Inoltre si arriva anche a due grosse doline carsiche un tempo usate come neviere. Qui si troverebbe anche – secondo la leggenda – l’antico albero dove San Francesco predicò agli uccelli.

da qui si puo volare con il parapendio sopra grandi distese di terreni e paesi


con Assisi sullo sfondo

Note: Il percorso è di 7-10 km a seconda della visita all’Eremo e dei sentieri che permettono di fare delle varianti su sterrate e sentieri “tagliando” il percorso che si fa quindi in 3-5 ore eventualmente fermandosi nei vari punti panoramici e con un dislivello di circa 900m
(per gli amanti della serie Alias… diverse scene importanti sono state girate su questo monte)