Tv e guerre (finite)

Ho visto gli interessanti servizi di Tarcisio Mazzeo su Rai 3 dal Mozambico e dalla Croazia.

In Croazia ci sono stato prima degli avvenimenti descritti.

Ho dei bei ricordi di sole, mare, mangiate di pesce e gente cordiale.

Mi ha fatto impressione sentire quello che era ed è stata.

Purtroppo è sempre attuale la scritta che c’è alla palazzina dei mutilati di via Saffi di Genova "La guerra è la lezione che i popoli non imparano mai abbastanza"

Meno male che adesso in Mozambico con le armi ci fanno solo sedie "firmate" buone per le mostre artistiche.

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ANNI 60: La scuola genovese dei cantautori (III)

In questo gruppo, che era proprio un gruppo di “quattro amici al bar” come dice Paoli e del quale faceva parte, c’erano anche Bruno Lauzi (nato in Eritrea, ma cresciuto a Genova) che controcorrente si definiva liberale ma da fine osservatore già scriveva allora “Arrivano i Cinesi” e la bella “Amore caro Amore bello”. Collaborò fino a poco prima di morire anche con gli attuali Buio Pesto. C’erano anche Umberto Bindi e Luigi Tenco, anche se egli era di Ricaldone in Piemonte. In misura diversa c’era anche Paolo Conte che scrisse “Genova per noi” per i piemontesi. Prima di loro già facevano parte di questo gruppo Natalino Otto ed in misura minore Joe Sentieri,.
Oggi quella vena artistica è un po’ offuscata ma ci sono dei cantatutori famosi come Ivano Fossati che continuano su questa tradizione e negli ultimi tempi si è affermato in modo importante Max Manfredi che è proprio con de Andrè alla “Fiera della Maddalena” e che proprio da lui venne designato come “erede”.
Ci sono altri a continuare la tradizione, tra questi: Federico Sirianni, Sergio Alemanno e il noto Francesco Baccini. In questo contesto hanno avuto anche grande importanza diverse band genovesi come i New Trolls o i Ricchi e Poveri e i Matia Bazar ma questa … mi sono già dilungato fin troppo… in fondo…. è un’altra storia.
Per approfondire:
“Via della povertà” Fabrizio De André canta la cover di Desolation Row di Bob Dylan
Bruno Lauzi nelle canzoni scritte da Battisti-Mogol
e molti, molti altri… cercate gente cercate… (sul web)

ANNI 60: La scuola genovese dei cantautori (II)

I “cantautori genovesi” cantavano, già in quegli anni e quasi in sordina, il boom economico e le sue contraddizioni, il capitalismo con i suoi valori forse non del tutto positivi, la storia, la politica, partendo dalla tradizione anche francese di protesta sul “grotesque” (Brassens) o affidandosi alla vena malinconico-intimistica del grande Leonard Cohen (Suzanne con Giovanna d’Arco lato-B traduzione “Joan of Arc”1972, It seems so Long Ago) o la protesta di Dylan.
Io abitavo allora a pochi decine di metri di distanza dalla sua casa, dove provava le canzoni accompagnandosi con la chitarra. Una cara amica di allora mi descrisse, con fare un pò sorpreso, questi “suoni” che provenivano dal “vicino” della sua abitazione. Certo allora, non immaginavo chi sarebbe diventato anche se io avevo già comprato qualche suo LP che, essendo allora studente, mi costavano un capitale. Altro che mp3 in “free” download!


ANNI 60: La scuola genovese dei cantautori (I)

Negli anni 60, quando l’Inghilterra (ma non solo), impazziva  per i Beatles, a Genova si affermava la cosiddetta “scuola dei cantautori genovesi”.
Questo termine era stato dato ad un gruppo di giovani appassionati di Genova, della città, delle sue strade, dei suoi abitanti e delle sue cose. Con pregi e difetti.
Questi giovani volevano fare i “cantatutori” ed alcuni ci riuscirono bene, anzi si può ben dire che tra questi c’era quello che sarebbe diventato poi il più famoso, il più bravo, il più amato: Fabrizio De Andrè (non me ne vogliano i Gucciniani che lo metto subito dopo… ma venne anche dopo…) oggi oggetto di tesi, studio nelle scuole, quasi “beatificato”.
Chissà se a lui sarebbe poi piaciuto.
Da quel gruppo sarebbe anche venuto fuori uno dei più grandi comici: l’attore-autore Paolo Villaggio, che con De Andrè scrisse da giovane la “goliardica” e per allora un pò “azzardata” canzone di Carlo Martello (Volume I, 1967, Carlo Martello Ritorna Dalla Battaglia Di Poitiers) che arriverà, sempre attuale, fino ai giorni nostri.
La “Bocca di rosa” che ben altro scandalo (per allora) avrebbe poi creato era sempre di quell’anno.
Genova era insomma una fucina di talenti, chissà forse sarà stata l’aria del mare.

PASSEGGIATE A LEVANTE Il Monte Chiappozzo in Val Graveglia

Partenza al mattino prestissimo (ancora buio ma giustificata da previsioni di bel tempo) per la Val Graveglia che è una delle valli meno conosciute di Genova ma non per questo meno interessante.
Tutta la zona del Monte Chiappozzo è per gli amanti della geologia una delle mete più interessanti in quanto vi si trovano antiche miniere con una tradizione mineraria attiva ancora oggi, sia sotto forma estrattiva che come attrattiva turistica come la Miniera di Gambatesa e paesaggistica.

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R NI D’AIGURA (Il Nido d’Aquila) È uscito il n.ro 52 della rivista

La Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime e delle altre culture alpine e montane della Liguria è uscita con il numero di Luglio-Dicembre 2009
SOMMARIO
  • pag. 3 “LE CARU E SORTE” P.L. Massajoli, P. Boschieri e E. Pelos
  • pag. 11 “TOPONOMASTICA STORICA DELLE VIOZENNE :LE “CIANCHE” di R. Moriani
  • pag. 16 “TOPONOMASTICA: NOMI DELLA RIVIERA DEL SEC. XVI E ORONIMI” di L.Felolo
  • pag. 22 “CONTRIBUTO DEL PROVENZALE AL G.E.C.” di P. L. Massaioli
  • pag. 27 “PARLIAMO ANCORA DI DIALETTO” di i P.L.Massaioli
  • pag. 28 “LA FESTA DELLA BARCA” a BAJARDO di Laura Cestelli
  • pag. 31 “ERBA BUONA,ERBA CATTIVA” di Isabella Herzfeld
  • pag. 40 “QUELE VEGLIE PAROLE” (poesia in Brigasco di Viozene di Duna d’Marì da Méiga)

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