STAGLIENO Cimitero Monumentale di Genova – The Monumental Cemetery of Genoa (Italy)

L'Angelo della famiglia Oneto - The Angel of the Oneto family
L’Angelo della famiglia Oneto – The Angel of the Oneto family

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Questo angelo dal fascino ambiguo, androgino, è la statua, di Staglieno, più famosa nel mondo. È un opera dello scultore Giulio Monteverde (Bistagno, Alessandria, 1837 – Roma 1917), allievo del Varni, del 1882. Un angelo inquietante veglia sulle spoglie del defunto in modo quasi assente, meditabondo e misterioso con uno sguardo magnetico verso il nulla, o l’infinito. Un simbolo che farà di Monteverde uno dei precursori del Simbolismo soprattutto quello della corrente della “cultura del mistero” dei preraffaelliti inglesi ben riconoscibili nei tratti espressivi ma sapientemente allusivi. E infatti dell’angelo rimane anche difficile stabilirne con certezza il sesso, forse una preoccupazione per molti, ma l’opera è talmente bella e affascinante che é tanto più misteriosa anche per questo dubbio. Venne comissionata da Francesco Oneto un ricco commerciante della borghesia genovese nonchè banchiere della classe borghese.
La statua vanta innumerevoli copie alcune delle quali eseguite dallo stesso Monteverde ed è stata copiata in molti cimiteri di fede cattolica.
Nota:Una fotografia di questa statua è stata pubblicata sul libro PASSEGGIATE A LEVANTE di Enrico Pelos inserita in un itinerario descrittivo che permette di entrare nel Cimitero Monumentale di Staglieno e di visitare alcune delle tombe più famose con notizie, cartina e informazioni.

This angel with ambiguous charm is the most famous statue, of Staglieno, in the world. It is a work of the sculptor Giulio Monteverde (Bistagno, Alexandria, 1837 – Rome 1917) , a pupil of Varni, 1882. An angel watches over the remains of the deceased in an almost absent, mysterious with a magnetic look at nothing, or infinity. A symbol that will make Monteverde a precursor of Symbolism especially the one of the current “culture of the mystery ” of the English Pre-Raphaelites in expressive features easily recognizable but cleverly allusive. In fact, the angel is also difficult to determine with certainty the sex, for many concerns, but the work is so beautiful and charming and all the more mysterious for this question. This work was commissioned by Francesco Oneto a wealthy merchant of the bourgeoisie as well as banker.
The statue has many copies of which some were executed by Monteverde and has been copied in many cemeteries of the Catholic faith.
Note : A photograph of this statue has been published in the book PASSEGGIATE A LEVANTE by Enrico Pelos which include an itinerary that allows you to enter in the Staglieno Monumental Cemetery and visit some of the most famous tombs with news, map and informations

La Statua della Fede - The Statue of Faith
La Statua della Fede – The Statue of Faith

La Statua della fede (o della Religione) è una scultura di Santo Varni (1807-85). E’ al centro del cimitero di Staglieno, dietro l’ingresso principale. Sorge dove un tempo c’era solo un grande prato ed è alta 9 metri. Con una mano sorregge una grande croce e nell’altra un libro sacro.

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The Statue of the Faith (or Religion ) is a sculpture of Santo Varni (1807-85) and is 9 meters high. It is in the center of the Staglieno cemetery, behind the main entrance. It was Built where there was once a large lawn and is 9 meters high. With one hand holding a large cross and a holy book in the other one.

Il Campo dei Mille - Camp of the 1000
Il Campo dei Mille – Camp of the 1000

Il Campo dei 1000 è riservato ai resti di numerosi garibaldini che parteciparono alla spedizione, molti dei quali erano liguri. La partenza avvenne nel 1860 dallo scoglio di Quarto di Genova per sbarcare a Marsala in Sicila ed è uno degli episodi più importanti del Risorgimento. Anche colui che li guidò nell’impresa Giuseppe Garibaldi era ligure in quanto Nizza era italiana ma oggi appartiene alla Francia.

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Camp of the 1000 is reserved for the remains of the many who participated in the expedition, many of whom were from Liguria. The departure took place in 1860 from the rock of Quarto in Genoa to arrive at Marsala in Sicily and is one of the most important events of the Risorgimento. Even the man who led them in the enterprise was from Liguria as Giuseppe Garibaldi was born in Nice that was Italian but now belongs to France .

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La tomba dei famosi attori genovesi Gilberto e Rina Govi - The tomb of the famous Genoese actors and Gilberto and Rina Govi
La tomba dei famosi attori genovesi Gilberto e Rina Govi – The tomb of the famous Genoese actors and Gilberto and Rina Govi

Gilberto Govi era nato a Genova il 22 10 del 1885 (Genova, 28 4 1966) attore famoso e fondatore del teatro dialettale genovese è uno dei simboli della città di Genova. Era conosciuto anche come “La maschera e il volto” perchè era bravissimo nell’impersonare in modo caricaturale personaggi tipici liguri ma non solo. Sua moglie Rina anch’essa apprezzata attrice è morta a Genova e sepolta con lui.
Tra le opere più famose sono da ricordare “I manezzi pe majâ na figgia”, “Pignasecca e Pignaverde”, “Colpi di timone”, “Gildo Peragallo, ingegnere” e fece anche film per il cinema.

Gilberto Govi was born in Genoa on 22 10 of 1885 (Genoa, 1966 28 4) famous actor and founder of the Genoese dialect theater is one of the symbols of the city of Genoa. He was also known as “The mask and the face” because he was so talented to express caricatured characters of the typical Ligurian but not only. His wife Rina also appreciated actress died in Genoa and she now near him.
Among the most famous works are to remember “”I manezzi pe majâ na figgia”, “Pignasecca e Pignaverde”, “Colpi di timone”, “Gildo Peragallo, ingegnere” and he was also a movie actor.

La tomba di Caterina Campodonico, la "Signora delle noccioline" - The tomb of Catherine Campodonico, the "Lady of the nuts necklaces"
La tomba di Caterina Campodonico, la “Signora delle noccioline” – The tomb of Catherine Campodonico, the “Lady of the nuts necklaces”

La tomba di Caterina Campodonico, più universalmente conosciuta come quella della “Signora delle noccioline” (o anche della “Paisana” o della “Popolana”) è commissionata direttamente da lei stessa allo scultore Lorenzo Orengo (Genova 1838 -1909) che la scolpì nel 1881. E’ famosa anche l’epigrafe scritta dal poeta Giambattista Vigo in dialetto genovese:

A sôn de vende ræste e canestrelli
All’Æguasanta, a-o Garbo, a san çeprian
Con vento e sô, con ægua zù a tinelli,
A-a mâe vecciaia pe asseguaghe ûn pan;
Fra i pochi södi, m’ammuggiava quelli
Pe tramandame a-o tempo ciù lontan
Mentre son viva, e son vea portoliann-a:
Cattainin Campodonico (a Paisann-a)
MDCCCLXXXI
Da questa mâe memoia, se ve piaxe,
Voiatri que passàe preghaême paxe.

A forza di vendere collane di noccioline e dolci
all’Acquasanta, al Garbo e a San Cipriano,
con il vento e con il sole, con l’acqua che vien giù a catinelle,
per assicurare il pane alla mia vecchiaia;
fra i pochi soldi, mi ammucchiavo quelli
per tramandarmi al tempo più lontano
mentre son viva, da autentica abitante di Portoria 1:
Caterina Campodonico (la Paesana)
1881
Da questa mia memoria, se vi piace,
voialtri che passate, auguratemi pace.

1 Quartiere genovese

The tomb of Catherine Campodonico, more generally known as the “Lady of the nuts necklaces” (or even the “Paisan”) was commissioned directly by herself to the sculptor Lorenzo Orengo (Genoa 1838 -1909 ) which made the statue in 1881. It is also famous for the inscription written by the poet Giambattista Vigo in Genoese dialect :

By selling necklaces of nuts and sweets
in the streets of Acquasanta, Garbo and Saint Cipriano,
with the wind and the sun, with water coming down in buckets,
to ensure the bread in my old age;
among the few money I’ve piled up those
to pass the time as far
while I am alive, an authentic inhabitant of Portoria
Caterina Campodonico (The Paisan)
1881
From my memory, if you like,
you people that pass by, wish me peace.

La tomba di Mary Constance Lloyd moglie di Oscar Wilde. - La tomba di Mary Constance Lloyd moglie di Oscar Wilde.
La tomba di Mary Constance Lloyd moglie di Oscar Wilde. – La tomba di Mary Constance Lloyd moglie di Oscar Wilde.

Constance Mary Lloyd, nacque a Dublino il 2 gennaio 1859 e morì a Genova il 7 aprile 1898. Fu una scrittrice e giornalista amante della letteratura italiana ed è famosa per essere diventata la moglie del famoso dandy. Dopo le note vicende legate al suo matrimonio decise di venire a vivere in Liguria con i figli dove morì.

Constance Mary Lloyd, was born in Dublin January 2, 1859 and died in Genoa April 7, 1898. She was a writer and journalist, lover of Italian literature and is famous for becoming the wife of the famous dandy . After the known events related to her marriage she decided to come and live with their childrens in Liguria, where she died.

Le Tombe dei Caduti di Guerra Inglesi e Alleati della 2a Guerra Mondiale - The War (IIWW) graves of British and Allied Armies
Le Tombe dei Caduti di Guerra Inglesi e Alleati della 2a Guerra Mondiale – The War (IIWW) graves of British and Allied Armies

Aligned with their white marble the War graves of fallen British and Allied forces who fought on Italian soil during the Second World War.

Allineate con i loro marmi bianchi le Tombe dei Caduti Guerra Inglesi e delle forze Alleate che hanno combattuto sul suolo italiano durante la Seconda Guerra Mondiale.

La Tomba del famoso cantautore Fabrizio de Andre' e la sua chitarra. - The Tomb of the famous singer-songwriter Fabrizio De Andre' and his guitar.
La Tomba del famoso cantautore Fabrizio de Andre’ e la sua chitarra. – The Tomb of the famous singer-songwriter Fabrizio De Andre’ and his guitar.

Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è stato il più grande cantautore italiano. Alcune delle sue canzoni-poesie sono ormai entrate nella letteratura italiana e le sue canzoni sono nei repertori di artisti di tutto il mondo. Cominciò traducendo e interpretando alcune famose canzoni di Bob Dylan di Leonard Cohen e di Georges Brassens scrisse insieme all’amico e famoso comico Paolo Villaggio (Fantozzi) alcune celebri canzoni (Carlo Martello).
Nato in una famiglia dell’alta borghesia genovese ha spesso cantato – forse per reazione e insofferenza alla sua condizione di persona agiata senza problemi apparenti – le vite di emarginati umili e oppressi. Sposatosi con una signora genovese e poi con la cantante Dori Ghezzi ha avuto due figli Cristiano e Luvi, che portano avanti, in maniera diversa, le sue canzoni.
Tra i suoi dischi anche molte canzoni in dialetto ligure, sardo e napoletano che sono diventate famose anche al di fuori delle singole regioni di appartenenza. Molte sono le strade a lui dedicate in molte città e paesi italiani.
I titoli dei suoi LP/CD più belli sono: “Tutti morimmo a stento” (1968), “Non al denaro, non all’amore né al cielo” (1971), “Crêuza de mä” (viuzza, stradina di mare, 1984)

Fabrizio De André (Genoa, February 18, 1940 – Milan, 11 January 1999) was the greatest Italian singer-songwriter. Some of his songs have become poems in the Italian literature, and his songs are in the repertoires of artists from around the world. He began translating and interpreting some of the popular songs of Bob Dylan to Leonard Cohen and Georges Brassens and together with his friend the famous comic Paolo Villaggio (Fantozzi) wrote some famous songs (Charles Martel).
Born into an upper class family from Genoa has often sung – perhaps in reaction to his condition of wealthy man with no apparent problems – the life conditions of marginalized and oppressed humble. He married a lady of Genoa and then the singer Dori Ghezzi and had two sons Christian and Luvi, that carried on in a different way, his songs.
Among his records many songs are in the dialect of Liguria, Sardinia and Neaples who have become famous even outside of the individual regions of origin. Many roads are dedicated to him in many Italian cities and towns.
The titles of his most beautiful LP are: “We all died barely” (1968), “No to money, no to love, nor to the sky” (1971) , “Crêuza de mä” (tipical narrow street to the sea, 1984)

Itinerario al Cimitero Monumentale di Staglieno (dal libro Passeggiate a Levante) 

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PASSEGGIATE A LEVANTE – Rocche del REOPASSO Biurca nord e bivacco Città di Busalla

Rocche del Reopasso, la cima Biurca Nord con bivacco Citta'  di Busalla.- .Reopasso Rocks, Biurca peak with Busalla town shelter.
Rocche del Reopasso, la cima Biurca Nord con bivacco Citta' di Busalla.- .Reopasso Rocks, Biurca peak with Busalla town shelter.

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DARIO MODENA, pittore genovese dei Nativi Americani – A Genoise Native Americans painter

Molti pittori hanno consegnato alla storia gli usi e costumi dei Popoli Nativi Americani. Uno su tutti, George Catlin che abbandonò una brillante carriera di avvocato per passare la sua vita a dipingerli.

Noi li conosciamo più comunemente come “Indiani”. Questo termine dovrebbe essere dimenticato o diventare desueto perché a loro non piace proprio. Scrivo dalla terra del grande navigatore Cristoforo Colombo che per primo, nel 1492, raggiunse le loro terre. Egli passò alla storia proprio per questa scoperta ma in effetti neanche lui sapeva quello che stava facendo. Infatti non era proprio sua intenzione arrivare nelle loro terre, e se avesse potuto prevedere quanto sarebbe successo in seguito alla sua scoperta, forse avrebbe evitato…

Non sono molti i pittori che hanno scelto di raffigurare i Nativi Americani anche perchè nella nostra bella terra di Liguria tutti sono giustamente attratti dai riflessi cangianti del mare, dai colori dei molti paesi e usi delle popolazioni della costa o dalle sfumature dei boschi dei paesi dell’entroterra. C’è però un pittore genovese, Dario Modena che ha scelto invece di dipingere le praterie nordamaericane, i paesaggi dei Nativi, ed i loro usi e costumi. Conosciuto ed apprezzato in molte esposizioni e mostre mi sono piaciuti particolarmente alcuni suoi quadri ed ecco una scelta con alcune foto. A più di qualcuno porteranno delle emozioni di certi anni…

Nel Genovesato si celebra d’estate una bella festa, dedicata ai nativi americani, nei pressi del monte più famoso di Genova nel parco omonimo dell’Antola vicino a Casa del Romano. I dettagli della prossima si possono trovare sull’interessante sito di Hunkapi

“La mia cultura dava valore all’amicizia e alla compagnia, e non guardava alla privacy come a una cosa cui tenersi aggrappati, poiché la privacy costruisce muri su muri e promuove la sfiducia.” (Capo Dan George)

(foto di Dario Modena per gentile concessione dell’autore)

Many painters have given to the history the habits and customs of Native American Peoples. One of all, George Catlin, abandoned a successful career as a lawyer to spend his life to paint them.
We know them more commonly as “Indians”. This term should be forgotten or become obsolete because they do not like it at all. I write from the land of the great navigator Christopher Columbus who first, in 1492, reached their land. He became famous for this discovery, but he did not even knew what he was doing. In fact it was not his intention to arrive in their lands, and if he could predict what would have happened after his discovery, he would have perhaps avoided…

There are not many artists who have chosen to depict the Native Americans because even in our beautiful region of Liguria  they are mainly are attracted by the changing reflections of the sea, by the colors of the many villages of the coast or by the nuances of the woods. There is, however, a Genoese painter Dario Modena, who has chosen to paint the North America Native landscapes and customs. He is known and appreciated in many exhibitions and shows and I liked some of his paintings so here is a a particularly choice with some photos. To more then one they will bring back emotional feelings of gone by years…

On Summer a feast is dedicated to the Native Americans, near Antola mount the most famous mountain of Genoa in the park near Casa del Romano. The details of the next one can be found on the interesting Hunkapi site.

(photo by Dario Modena, with kind permission of the author)

“My culture and friendship gave value to the company, and did not look like to privacy a thing which hold on, because the privacy build walls of walls and promotes distrust” (Chief Dan George)

PASSEGGIATE A LEVANTE Vobbia il Castello della Pietra

PASSEGGIATE A LEVANTE Vobbia il Castello della Pietra - the Castle of the Stone
PASSEGGIATE A LEVANTE Vobbia il Castello della Pietra - the Castle of the Stone

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Vobbia è forse quasi sconosciuta al di fuori del genovesato. Non è così per il suo Castello della Pietra che, unico nel suo genere, è costruito tra due torrioni di conglomerato, e domina e controlla la viabilità della valle da tanti e tanti secoli…

Vobbia is perhaps almost unknown outside of the Genoese area. Not so with its Castle of the Stone which is unique in its kind. It is built between two towers of the conglomerate, and it dominates and controls the viability of the valley since very ancient times…

COMMODORE 64 Sono passati 30 anni – 30 years of age for the C64 pc

Il Commodore 64 compie 30 anni. Fu nel 1982 che, al CES di Las Vegas venne presentato – dall’inventore Jack Tramiel (informatico polacco nato a Lodz nel 1928 e naturalizzato statunitense – un computer a 8 Bit che avrebbe iniziato le vendite dall’agosto al prezzo di 600 dollari circa. In Italia cominciò a trovarsi in vendita a fine 1982/inizio 1983 a 1 milione di lire circa.

Commodore C64 Personal Computer - 30 years of age in 2012
My Commodore C64 Personal Computer station - 30 years of age in 2012

Più di un internauta avrà iniziato il suo rapporto da amatore informatico, ma anche forse lavorativo, con questo pc. Qualcuno avrà ancora in qualche cassetto le cassette che si usavano sul lettore “mangiacassette” dedicato (che in molti casi era il “solito” Philips che quasi tutti avevano in casa. Poi, venne l'”avanzato” lettore di FD da 5 1/4″.
Io ho regalato tutto ma ricordo bene i primi preventivi di lavoro fatti con lo “spreadsheet” o l'”elaboratore testi” o le prove con i listati in codice Basic per fargli fare qualcosa di più. Il tutto partiva con i comandi “”Load…press play on tape…run” e poi stampato sui fogli perforati utilizzati dalle stampanti ad aghi. La maggior parte degli utenti però lo usava per i videogames di “Pac-man” o “Mario Bros”.
Il Commodore è il computer che ha avuto maggior fama nella storia, anche perchè i concorrenti si contavano sulla dita di una mano (Atari, Apple…) ma soprattutto perchè aveva il miglior rapporto qualità prezzo. Era dotato di “ben” 64Kb di RAM (che diventatavno poi 35/40 free), una capacità considerata grande per l’epoca ma ovviamente ridicola per gli standard anche di un telefonino di oggi. Raggiunse il record di vendita, a tutt’oggi imbattuto, di 17 milioni di unità.
Poi usci, e lo comprai, il 128. Era molto più bello con un design elegante, ma il “feeling” non era più lo stesso.
Nel 2010 è “rinato” ovviamente con componenti più aggiornati ma la concorrenza è ormai agguerrita e diversificata e la storia, negli anni a venire, sarà diversa.
Sul web si trovano ancora programmi ed emulatori e’ non è solo una questione di nostalgia se qualcuno come la “C64 Orchestra” o il gruppo rock danese dei “Press play on Tape” suona oggi brani che si ispirano all’effetto, per alcuni quasi “ipnotico”, delle musichette degli antichi “giochini” o effetti “speciali”.
Un grazie a Jack per la sua straordiaria invenzione.

Un po’ di storia…
“… Fu nel 1975 che venne immesso sul mercato il primo computer a livello di personal grazie all’Altair, subito seguita da Radio Shack e Commodore, ma costavano ancora migliaia di dollari, una cifra non proprio alla portata di tutti.
Nel 1978, circa quando risiedevo e lavoravo in Inghilterra, l’ufficio di progettazione dove lavoravo acquistò una stazione di lavoro CAD (Computere Aided Design – Progettazione assistita da calcolatore) molto grande, complessa e molto costosa. Il computer era ancora solo per le grosse e medie società. Tornato in Italia constatai che quasi nessuno era al corrente di questa “rivoluzione” che stava per investire tutti, ma sarebbe stato così solo per poco tempo ancora.
Il primo grande passo avanti in questo senso avviene grazie a Steve Jobs, un 18enne, universitario mancato, figlio adottivo, vagabondo, appassionato di meditazione trascendentale e degli Hare Krishna, amante della musica dei Beatles, lavoratore part time all’Atari (allora compagnia di video giochi) ma snobbato perchè pieno di idee eccentriche. Fa un viaggio in India e quando torna in California conosce Stephen Wozniak e fonda la Apple con l’obiettivo di fare un personal computer alla portata di tutti”…
Ma questa è tutta un’altra storia, arrivata fino ai giorni nostri…

(da “Il computer nella professione del traduttore, Un po’ di storia” di Enrico Pelos pubblicato su Columbus Nr 1 del 1992, periodico informativo dell’AITI (Ass. Italiana Traduttori e Interpreti) Sez. Liguria.

The Commodore 64 turns 30. It was in 1982 that, at CES in Las Vegas was presented – by the inventor Jack Tramiel (a computer expert Polish born in Lodz in 1928 and naturalized U.S.) an 8-bit computers that sales would begin in August at a price of about $ 600. In Italy began to be sold at the end of 1982/beginnin of 1983 at about one million liras.
More than a surfer will have started to go digital his relationship as an amateur, but also perhaps working with this PC. Someone will still have some cassette tapes that were used on the player “cassette” dedicated (which in many cases was the “usual” Philips that almost all had at home. Then came the “advanced” 5 1/4 FD driver.
I gave away all the components, but I still remember well the first works done with the “spreadsheet” or the ‘”word processor” or the listings in Basic code to make it do something more. Everything started with the commands “” Load … Press play on tape … run “and then printed on perforated sheets used by dot matrix printers. Most users, however, used it for video games like “Pac-Man” or “Mario Bros”.
The Commodore is the computer that has been most famous in history, partly because competitors were counted on the fingers of one hand (Atari, Apple …) but mostly because he had the best value for money. It was equipped with 64Kb of RAM, a capacity considered large for its time but obviously ridiculous even by the standards of a mobile phone today. Sales rose to a record, undefeated so far, of about 17 million units.
Then I bought the C128. It was truly an elegant design, but the “feeling” was no longer the same.
In 2010, was “born again” and of course with the latest components but the competition is now fierce and history in the years to come, will be different.
On the Web there are still programs and emulators, and ‘is not just a matter of nostalgia as if someone like “C64 Orchestra” or the Danish rock band “Press Play on Tape” today play songs that are inspired by the effect, for some almost “hypnotic”, of the tunes of the old “toys ” with their “special” effects.
Thanks to Jack for his extarordinary invention.

A little ‘ history …
“… It was in 1975 that was released, by Atari, the first personal computers, closely followed by Radio Shack and Commodore, but still cost thousands of dollars, a figure not quite for everyone.
In 1978 about, when I lived and worked in England, the design office where I worked bought a CAD workstation (Computer Aided Design) very large, complex and very expensive. The computer was still only for large and medium-sized companies. Back in Italy I noticed that almost no one was aware of this “revolution” was going to invest us all, but it would be so only for a little while longer.
The first major step in this direction is due to Steve Jobs, a 18 year old, academic failure, adopted child, wanderer , passionate about transcendental meditation and the Hare Krishna, a lover of music of the Beatles , working part-time with Atari (then video game company) but snubbed because full of quirky ideas. He takes a trip to India and when he returned to California knew Stephen Wozniak and founded Apple, and with the objective of making a personal computer to bring all ” …
But that’s another story, came up to the present day …

(from ” The computer in the profession of the translator, a little ‘history’ by Enrico Pelos published on Columbus No. 1 of 1992 , the magazine’s information of AITI (Italian Association of Translators and Interpreters) of Liguria.

 

GIORGIO CAPRONI Centenario della nascita Fontanigorda Bosco delle Fate in Passeggiate a Levante a phototrek book by (c) Enrico Pelos

Quest’anno ricorre il centenario della nascita del grande poeta Giorgio Caproni.

Questa foto – il Bosco delle Fate di Fontanigorda a lui tanto caro – è un omaggio alla sua poesia.

Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990) fu poeta, critico, giornalista, narratore e traduttore. Diventò cittadino onorario di Genova e a lui sono dedicati il Parco Culturale a Montebruno e il sentiero poetico a Fontanigorda, il paesino cantato in Ballo a Fontanigorda (1938) in una delle sue prime raccolte. La tomba dove riposa con la moglie Rosa Rettagliata è a Loco di Rovegno, lo stesso paese dove insegnò per due anni presso la scuola elementare, sotto i monti che amava.

(da “Passeggiate a Levante” di Enrico Pelos, ed. Blu 2011)


Giorgio Caproni (Livorno, January 7, 1912 – Rome, January 22, 1990 ) was a poet, critic, journalist, novelist and translator. He became an honorary citizen of Genoa and to him is dedicated the Montebruno Cultural Park and the poetic path in Fontanigorda the village of the poem Fontanigorda Ball (1938) published in one of his first collections. The tomb where he rests with his wife Rosa Rettagliata is in Loco Rovegno, the same village where he taught for two years at the elementary school , under the mountains he loved.

(from “Passeggiate a Levante (Walking to the East)” by Enrico Pelos, Blu ed 2011)

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Mostra MEDITERRANEO Quadri al Palazzo Ducale di Genova

VAN GOGH Places in PROVENCE The mill of one of his famous paintings with the canal
VAN GOGH Places in PROVENCE The mill of one of his famous paintings with the canal

Sono andato alla mostra “Mediterraneo” a Genova al Palazzo Ducale,perchè grande amante e conoscitore della Provenza e di molti suoi celebri pittori, qui presentati con diversi dei loro famosi quadri, in modo davvero affascinante.
La mia vera sorpresa però non è stata un quadro…

Ho comprato il dvd, giusto come si fa talvolta alle mostre per avere un “ricordo”, ripromettendomi di guardarlo in futuro.

Ebbene, solo in questi giorni ho avuto modo di visionarlo pensando di assistere all’esposizione del solito “catalogo” di “meraviglie multimediali” più o meno interessanti.

E la sorpresa, oltre a scoprire splendidi quadri di pittori quasi “sconosciuti”, è stata il narratore.

Sin dai primi minuti sono stato come “calamitato” allo schermo ed ho fatto un “viaggio” veramente bello e interessante e, seppure veramente lungo, avrei voluto che il dvd continuasse ancora.
Goldin è una di quelle rarissime persone che ascolteresti per ore senza accorgerti del tempo che passa.
Molti complimenti per il grande, impegnativo e bel lavoro.

P.S. Per la mostra su Van Gogh (e Gaugain), che a questo punto non voglio e non posso ovviamente perdere, passerò prima a prendere il dvd in modo da arrivare “preparato” alla mostra ed apprezzare appieno le novità che, anche se ho viaggiato e fotografato nelle terre di Provenza dipinte dal celebre pittore, sono sicuro che il “Narratore” ed anche i suoi eventuali compagni di viaggio (i miei apprezzamenti vanno anche a loro) mi faranno scoprire.

I went to the “MEDITERRANEO” paintings exhibition at the Palazzo Ducale in Genoa, because a great lover and connoisseur of Provence and its many famous painters, presented here with several of their famous paintings, in a very fascinating way.
My real surprise , however, was not a picture …

I bought the DVD, just as sometimes many of us do after seen an exhibitions just to have a “memory “, promising myself to look him in the future.

Well, these days I had the time to watch it and waiting to attend the exhibition as of the usual “catalog” of “multimedia wonders” more or less interesting.

And the surprise, as well as numerous works of painters discovered almost “unknown” was the narrator.

The first few minutes I was like “snapped” to the screen and I made a “travel” really nice and interesting, albeit very long, I would still go on that seen further on.

Goldin is one of those rare people who listen for hours without noticing the time passing by.

Many compliments for the great, challenging and beautiful work.

P.S. For the exhibition of Van Gogh (and Gaugain), which at this point I do not want to lose and I can not, of course, I will first get the DVD so I’ll get “prepared” to fully appreciate the news and shows that, although I have traveled and photographed in the lands of Provence painted by the famous painters, I’m sure the “Narrator” and also its potential travel companions (my appreciation also goes to them) I will find out.

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