Luoghi (ex) Abbandonati PALASPORT DI GENOVA 1 – (ex) ABANDONED PLACES GENOA PALASPORT 1

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Luoghi (ex) Abbandonati Palasport di Genova Fiera di Genova dove suonarono i Beatles… – ex Abandoned Places Genoa Palasport where the Beatles played…

10 anni Anniversario della scomparsa del Prof. Pierleone Massajoli, un grande amico e studioso della comunità brigasca e della cultura dei monti del Ponente della Liguria. Sul blog di Trucioli (1a parte + link alla 2a parte)

È ormai prossimo l’anniversario dei 10 anni († 20 10 2011) dell’assenza del Prof. Pierleone Massajoli. Torinese, ma ligure d’adozione, fu studioso e grande conoscitore soprattutto della cultura della terra brigasca. Egli però non fu solo questo perchè, tra i molti interessi, si occupò di cultura e antropologia Americana e India, ed anche di culture di stati singoli come Jugoslavia e Sardegna.
Mi fa quindi piacere tracciare un ricordo del tempo, 10 anni circa, nei quali ho avuto il piacere di conoscere lui e la sua famiglia e l’onore di collaborare con lui alla redazione della rivista R’ Ni d’Aigura (“Il nido d’aquila”, rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Marittime, Montane e dell’Appenino Ligure fondata nel 1983) e all’attività dell’omonima omonima Associazione Culturale.


Ricordo come fosse ieri quando, una sera del 1998, gli telefonai chiedendogli se gli avrebbe fatto piacere pubblicare sulla sua rivista alcune mie foto di un viaggio a Triora, Realdo, Verdeggia e della mia escursione a piedi fino alle cime del Monte Saccarello nell’ambito del mio progetto fotografico “Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri” (che verrà poi pubblicato sulla guida ufficiale della Camera di Commerico di Genova).

La permanenza a Triora e Realdo mi aveva fatto conoscere posti unici e affascinanti ed anche scoprire una rivista che si occupava di queste zone. Ebbi quindi l’occasione di leggerne un numero e la mia attenzione venne subito attirata dalla semplice grafica in bianco e nero e dalla tipologia ddegli articoli, molti dei quali mi permisero di conoscere a fondo la cultura e le zone che stavo attraversando ed impararne la loro storia.
Egli ne fu entusiasta e mi propose subito di collaborare al Centro Studi della Rivista, se l’avessi gradito, con mie fotografie ed articoli e ringraziandomi per la disponibilità.
Io mi misi a disposizione dedicando una parte del mio tempo, quando libero da impegni, e da allora ci siamo incontrati molte volte sia per qualche gita insieme, sia per impostare gli articoli per la redazione della rivista in quanto, avendo egli saputo che lavoravo nel campo informatico e grafico, gli avrebbe fatto piacere che la riorganizzassi, in chiave un po’ più moderna, sempre restando con la stampa rigorosamente in Bianco e Nero come ormai si erano abituati i molti affezionati lettori. Ed infatti, oltre che alla rivista mi dedicai anche alla realizzazione di un sito (le cui pagine sono ormai oggetto da archivio e con una parte di esso ancora visibile al link con https://web.archive.org/web/20091121010734/http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htm# ) e di un blog ( https://rnidaigura.blogspot.com/ ) sempre con l’attenzione di accrescere l’interesse per la rivista ed a supporto dell’attività editoriale e promozionale della stessa.

Ebbi così l’occasione di entrare in contatto con molti poeti e scrittori, storici, disegnatori e fotografi, famosi sia a livello ligure ma anche nazionale ed internazionale. Furono molti gli Autori e le Autrici che contribuirono alla rivista nel corso degli anni, ebbi l’occasione di conoscerne diversi di persona e con alcuni di essi di avere anche il piacere della loro amicizia. Molti interessanti articoli furono pubblicati, come ad esempio di (in ordine alfabetico e mi scuso se ne ho dimenticato qualcuno): Mauro Balma, Werner Bätzing, Maria Antonietta Beringheli, Attilio Giuseppe Boano, Paola Boschieri, Caterina Bottero Marro, Massimo Brizzolara, Enrico Calzolari, Giorgio Casanova, Marco Cassioli, Fabio Costa, Nicola Farina, Luigi Felolo, Ippolito Edmondo Ferrario, Giovanni Ferrero, Guido Ferretti, Werner Forner, Patrizia Gavagnin, Paolo Giardelli, Giovanni Meriana, Jacques Giusto E Jacques Guido, Lorenzo Lanteri, Maurice Mauviel, Sara Medica, Roberto Moriani, Sandro Oddo, Paolo Bruno Olindo, Pastorelli di Briga, Nillo Rebaudo, Diego Rossi, Cristina Sala, Annibale Salsa, Sandro Sbarbaro, Giulia Petracco Siccardi, Gabriella Stanchi e Marina Tranchina.
Ebbi anche l’occasione, oltre che come autore di articoli e fotografie, di impaginare i disegni dei molti artisti collaboratori della rivista. Ogni numero era un po’ una nuova emozione man mano che mi arrivavano, tramite il Prof. Massajoli o via mail gli articoli, i disegni e le foto e soprattutto era importante la composizione della copertina che aveva spesso un disegno a tema montanaro/pastorale inviato quasi sempre dalle artiste Elena Pongiglione o Etta Lanza. Altre opere furono inviate da artisti e disegnatrici come Vanda Chiappero, Desana, Paola Fossati, Pola Lodesani, Niccoli, Paola Pastura, Leo Pecchioni, Ivy Pelish, Sara Pettinari, Ilaria Pilastro, Paola Trebini. Altri contributi particolari furono pubblicati da fotografie e/o notizie dal regista Richard Blank o dal climber Mario Nebiolo. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e per un’altra c’era già pronta un’altra foto ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e c’era già pronta un’altra foto, ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme.
La rivista era anche l’occasione per la presentazione di libri sulla cultura alpina in generale e di molti dei lavori per la cultura brigasca che lo impegnarono per anni come ad esempio il Dizionario uscito in diversi volumi. Il nome dato ai “Brigaschi” deriva dalla cittadina di Briga Marittima, ora in Francia, da cui emigrarono molti abitanti per ragioni economiche, politiche e forse religiose, tra il XV e il XVI secolo. La rivista aveva, nei primi numeri le diciture “R Nì D’Áigüra“ e “A Vastéra” Uniun de Tradisiun brigasche con il simbolo della “Rosa dei Pastori” che per i Brigaschi è “A rösa di pastùu”.
E questo un motivo ricorrente, intagliato nei collari delle pecore, nelle scatole per il formaggio e della buonissima toma da pecore brigasche che si può trovare anche ad Albenga, o in rappresentazioni in pietra, come portali, chiese, stipiti. Esso rappresenta probabilmente la ruota del sole ed è considerato di buon augurio. Il simbolo era in uso da anni prima che fosse adottato da un partito nazionale, poiché all’epoca non si pensava a registrare i marchi. I paesi Brigaschi sono 2 in Liguria, entrambi in provincia di Imperia: Realdo (Rêaud), frazione del comune di Triora (fino al 1947 frazione di Briga Marittima) Verdeggia (Vërdegia), frazione del comune di Triora. Essi sono 5 nel Piemonte e tutti in provincia di Cuneo: Briga Alta (Briga Àuta) comune composto delle frazioni di Carnino (Carnin) Upega (Üpëga) Piaggia (A Ciagia) Viozene (Viusèna), ed una frazione del comune di Ormea. Altri sono in Francia: La Brigue (fino al 1947 Briga Marittima, dal 1947 al 1976 La Brigue de Nice, in brigasco Ra Briga, in ligure Briga, in piemontese Briga) inclusa la frazione Morignole (fino al 1947 Morignolo, in brigasco Morignoo). In alcuni numeri comparirà nell’intestazione anche la croce occitana, simbolo di appartenenza dei Brigaschi all’identità occitana e legata alla grande famiglia dell’area franco-piemontese.

Tra i viaggi fatti insieme ricordo quando andammo ad Armo, paese montano dell’Alta Valle Arogna in provincia di Imperia, per un concorso di poesia “Pochi ma boi” e la presentazione della rivista. Seguimmo le attività della giornata come la processione della tradizionale Festa della Madonna e conoscendo molte persone del paese. Ricordo un altro viaggio fatto a Mendatica, in occasione della Transumanza, nel quale feci molte foto durante le manifestazioni tradizionali, che vennero poi pubblicate sulla rivista. Mi parlò infine di questo film in corso a Balestrino (Inkheart La leggenda di cuore d’inchiostro) e per il quale voleva farmi conoscere alcuni dei personaggi coinvolti, visto che la produzione era inglese e sapeva che io avevo lavorato a lungo in Inghilterra. Ma non ci fu il tempo, anche perchè in quel periodo ero impegnato nel mio lavoro fotografico che mi portava a viaggiare spesso nel Levante Ligure.
Per un altro viaggio mi fece scoprire molte delle belle zone della Val Roja, anch’esse piene di intrecci culturali a cavallo di Francia e Italia con le storie di paesi divisi dalla guerra e poi dai trattati che li fecero cambiare in diversi casi, lingua e nazione.
Purtroppo il tempo non ci permise di andare insieme a Realdo, il suo luogo “magico” del quale mi parlava spesso e dove amava trascorrere lunghi periodi di svago e di studio, e nel quale avrebbe voluto farmi da “speciale” guida, dato che io avevo esplorato quei luoghi e che lui aveva saputo farmi appassionare a questo particolare Ponente Ligure, anche se poi il mio libro sarebbe stato per l’altro versante della Liguria nelle “Passeggiate a Levante” e che gli sarebbe comunque piaciuto.
Un giorno mi comunicò che non avremmo più avuto occasione di continuare la rivista insieme e mi dispiacque molto al pensiero di quello che poi avrebbe potuto succedere e me ne rattristai molto. Anche per questo suo entusiasmo che mi aveva ormai contagiato ho continuato ad interessarmi alla ricerca della cultura ligure soprattutto dei monti, percorrendoli per molti chilometri e facendo altre molte conoscenze come avrebbe voluto che io continuassi a fare, anche se non più per la sua bella rivista in Bianco e Nero.

> Descrizione con foto sul Blog di Trucioli

> Link a R Ni d’Aigura I miei articoli Le fotografie (estratto dei 10 anni)

> Link alla 2a parte su Trucioli, Blog della Liguria e Basso Piemonte

GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO il Video Slideshow

(se non va sopra andare su video sotto – if it is not working properly go to video underneath)
A pochi giorni dall’anniversario della nascita di un grande attore del 1900 Gian Paolo Rosmino, nato a Torino il 2 luglio 1888, il racconto della storia della sua carriera, ma non solo, attraverso le molte fotografie dell’archivio della figlia Gigliola Rosmino. Buona lettura e buona visione.
Un pomeriggio d’autunno. una visita ad una parente… Quel giorno Gigliola raccontandomi un fatto del suo passato mi disse che aveva delle foto di suo padre, attore e regista, e… l’album era di quelli che si usavano al tempo che non c’era internet, in pelle e rilegato con lacciuoli, le pagine di pergamena, erano inframezzate da sottili veline. Le foto si lasciavano sfogliare con piacere, erano foto molto belle, non solo come soggetto ma anche dal punto di vista fotografico e della stampa. Alcune di queste foto ritraevano alcuni volti conosciuti o molto famosi anche a livello internazionale.
L’attore oggetto della storia di questo libro, è Gian Paolo Rosmino. La mamma è Ernestina Rosmino in arte Suzanne Fabre una delle dive degli anni ‘20/’30… ed anche sua compagna nella vita.
Un grande attore che aveva fatto quasi 100 film! Chi era questo attore nato a Torino che aveva deciso di venire a finire i suoi giorni in riva al mare?
Un attore di un grande periodo della storia del nostro Novecento torna in vita grazie anche all’archivio fotografico della figlia.
Gian Paolo Rosmino (Torino 1888 – Rapallo 1982), fu uno degli attori più interessanti della sua epoca. Ha recitato e/o diretto alcune delle attrici e dive più importanti dei suoi anni: Lyda Borelli, Susanne Fabre, Italia Almirante Manzini, Olimpia Barroero, Lydia Quaranta Elena Makowska, e in tempi più recenti Gina Lollobrigida, Rossana Podesta’, Sylva Koscina…
Video di Enrico Pelos https://www.enricopelos.it enricopelos@alice.it
2020 © EnricoPelos.it
Per il libro :
Tutti i diritti riservati
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A few days before the anniversary of the birth of a great 1900 actor Gian Paolo Rosmino, born in Turin on 2 July 1888, the story of his career, but not only, through the many photographs from the archive of his daughter Gigliola Rosmino. Enjoy your reading and enjoy the vision.
An autumn afternoon. A visit to a relative … That day Gigliola told me a fact of his past and that he had photos of his father… an actor and a moviemaker… and … the album was one of those used at the time when there was no internet, in leather and bound with laces, the parchment pages were interspersed with thin tissues. The photos were very beautiful and interesting, not only as a subject but also from a photographic and print point of view. Some of these photos portrayed some faces known or very famous also internationally. The actor is now (ri)discovered by the story of this book…the name was Gian Paolo Rosmino. The mother is Ernestina Rosmino aka Suzanne Fabre one of the divas of the 20s / 30s … and also her life partner.
A great actor who had made almost 100 films! Who was this Turin-born actor who decided to end his days by the sea? An actor from a great period in the history of our twentieth century came to life thanks to his daughter’s photographic archive.
Gian Paolo Rosmino (Turin 1888 – Rapallo 1982), was one of the most interesting actors of his time. He has acted and/or directed some of the most important actresses and divas of his years: Lyda Borelli, Susanne Fabre, Italia Almirante Manzini Olimpia Barroero, Lydia Quaranta, Elena Makowska, and in more recent times Gina Lollobrigida, Rossana Podesta’, Sylva Koscina…

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Gian Paolo Rosmino Divo Del Muto… ALBERTO SORDI 15 giugno Anniversario della Nascita nel Film LE SIGNORINE DELLA VILLA ACCANTO

Gian Paolo Rosmìno fu il regista di un film con Alberto Sordi (nato a Roma a Trastevere il 15 giugno del 1920) allora giovanissimo.
Il film era «Le signorine della villa accanto» ed uscì nel 1942.
Il film narra di un severo professore di filosofia impersonato dall’attore Antonio Gandusio (che studiò all’università di Genova laureandosi in Giurisprudenza), che per proteggere le sue otto figlie non permette loro di uscire di casa.
La vicina sta organizzando un ballo e riesce a portare tutta la famiglia alla festa dove le giovani ragazze stringono una serie di amicizie e persino l’intransigente padre cede al fascino di una bella invitata.
Gigliola Rosmìno, la figlia di Gian Paolo Rosmìno, ricorda bene quando fece questo film.
In particolare ricorda che il grande Alberto Sordi era, nel film, un giovane invitato.
L’attore non trovava chi ballasse con lui ed allora scelse lei la più piccola delle otto figlie del professore.

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GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO Il Libro di ENRICO PELOS FOTO ARCHIVIO GIGLIOLA ROSMINO

 

GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO INTERPRETA GIOVANNI BOSCO IL SUO FILM DI MAGGIOR SUCCESSO
Un pomeriggio d’autunno. una visita ad una parente… Quel giorno Gigliola raccontandomi un fatto del suo passato mi disse che aveva delle foto di suo padre e… L’attore oggetto della storia di questo libro, è Gian Paolo Rosmino. La mamma è Ernestina Rosmino in arte Suzanne Fabre una delle dive degli anni ‘20/’30… ed anche sua compagna nella vita.
Un grande attore che aveva fatto quasi 100 film!
Chi era questo attore nato a Torino che aveva deciso di venire a finire i suoi giorni in riva al mare?
Un attore e di un grande periodo della storia del nostro Novecento tornava in vita grazie anche all’archivio fotografico della iglia.
Gian Paolo Rosmino (Torino 1888 - Rapallo 1982), fu uno degli attori più interessanti della sua epoca. Ha recitato e/o diretto alcune delle attrici e dive più importanti dei suoi anni: Lyda Borelli Susanne Fabre, Italia Almirante Manzini, Olimpia Barroero, Lydia Quaranta, Elena Makowska, e in tempi più recenti Gina Lollobrigida, Rossana Podesta’, Sylva Koscina…

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GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO DI ENRICO PELOS FOTO ARCHIVIO GIGLIOLA ROSMINO
GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO E DEL CINEMA DI CARTA

 

GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO DI ENRICO PELOS FOTO ARCHIVIO GIGLIOLA ROSMINO
GIAN PAOLO ROSMINO GIRA IWNA LA PERLA DEL GANGE A VILLA CRESPI… UNA DISCENDENTE SARA’ POI PRESIDENTESSA DEL FAI…

GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO DI ENRICO PELOS FOTO ARCHIVIO GIGLIOLA ROSMINOGIAN PAOLO ROSMINO CON CLARA CALAMAI TRA LE PRIME ATTRICI A GIRARE UNA SCENA DI NUDO NEL CINEMA

GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO DI ENRICO PELOS FOTO ARCHIVIO GIGLIOLA ROSMINO
GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO DI ENRICO PELOS FOTO ARCHIVIO GIGLIOLA ROSMINO

 

An autumn afternoon. A visit to a relative … That day Gigliola told me a fact of his past and that he had photos of his father… he was an actor… now covered by the story of this book…the name was Gian Paolo Rosmino. The mother is Ernestina Rosmino aka Suzanne Fabre one of the divas of the 20s / 30s … and also her life partner.
A great actor who had made almost 100 films!
Who was this Turin-born actor who decided to end his days by the sea?
An actor from a great period in the history of our twentieth century came to life thanks to his daughter’s photographic archive.
Gian Paolo Rosmino (Turin 1888 – Rapallo 1982), was one of the most interesting actors of his time. He has acted and/or directed some of the most important actresses and divas of his years: Lyda Borelli, Susanne Fabre, Italia Almirante Manzini, Olimpia Barroero, Lydia Quaranta, Elena Makowska and in more recent times Gina Lollobrigida, Rossana Podestà, Sylva Koscina…

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GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO il Libro… Attore degli anni ’20, ’30, ’40… e regista (dal 1911 al 1965)

HARRISON GRAVE “Eleanor Rigby, died in the church And was buried along with her name…

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HARRISON GRAVE “Eleanor Rigby, died in the church And was buried along with her name
Nobody came
Father McKenzie, wiping the dirt
From his hands as he walks from the grave
No one was saved

All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?”
Beatles

“Eleanor Rigby morì nella chiesa
E fu sepolta insieme al suo nome
Non venne nessuno
Padre McKenzie si scrolla la polvere
Dalle mani mentre si allontana dalla tomba
Nessuno fu salvato

Tutta la gente sola
Da dove viene?
Tutta la gente sola”
Di dov’è?”
Beatles

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“LIFE IS VERY SHORT and there’s no time, for fussing and fighting my friend”.

“LIFE IS VERY SHORT and there’s no time, for fussing and fighting my friend”.
Beatles

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“La vita è così breve che non c’è tempo per agitarsi e litigare amico mio”
Beatles

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KARL MARX “The philosophers have only interpreted the world in various ways. The point, however, is to change it. “

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KARL MARX “The philosophers have only interpreted the world in various ways. The point, however, is to change it. ”
(Feuerbach, Karl Marx grave epitah in Highate cemetery)

“I filosofi hanno soltanto interpretato il mondo in modi diversi; ma il punto è, tuttavia, cambiarlo.”
(Feuerbach, epitaffio sulla tomba di Marx in Highate cemetery)

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STAGLIENO… but not only… ANGEL WITH REVERSED TORCH

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ANGEL WITH REVERSED TORCH

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“MISTY MORNING whisperings and gentle stirring sounds Belie the deathly silence that lay all around.”

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“Misty morning whisperings and gentle stirring sounds
Belie the deathly silence that lay all around.”
Roger Waters, Pink Floyd

“Sussurri di nebbiosa mattina e dolci suoni vibranti
Smentiscono il silenzio tombale che si trovava tutto intorno”
Roger Waters, Pink Floyd

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DARK GALLERIES “No matter how dark the moment, love and hope are always possible.”

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“No matter how dark the moment, love and hope are always possible.”
George Chakiris

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GOVI “Being able to make people love the Genoese dialect: this is my pride”

“Essere riuscito a far amare il dialetto genovese: questo è il mio vanto.”
Gilberto Govi

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THE PARTISAN “Oh, the wind, the wind is blowing, Through the graves the wind is blowing”

“The frontiers are my prison. Oh, the wind, the wind is blowing,
Through the graves the wind is blowing, Freedom soon will come;
Then we’ll come from the shadows.”
The Partisan, Leonard Cohen

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“Le frontiere sono la mia prigione. Oh, il vento, soffia il vento,
Attraverso le tombe soffia il vento, Presto arriverà la libertà;
Poi verremo dalle ombre.”
Il Partigiano, Leonard Cohen

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YELLOW FLOWERS “we will be and maybe also some yellow flowers”

“We are and will be dust. Not air, not fire, nor water
but earth, only earth we will be and maybe also some yellow flowers.”
Pablo Neruda
staglieno cemetery - angel with yellow flowers - ph enrico pelos
“Polvere siamo, saremo. Non aria, né fuoco, né acqua
ma terra, terra soltanto saremo e forse dei fiori gialli.”
Pablo Neruda

“Polvo somos, seremos. Ni aire, ni fuego, ni agua sino tierra,
solo tierra seremos y talvez unas flores amarillas.”
Pablo Neruda

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“ALL’OMBRA DEI CIPRESSI … e dentro l’urne”

“All’ombre de’ cipressi e dentro l’urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?”
Ugo Foscolo
(il poeta venne ferito nella battaglia del forte Diamante di Genova appena sopra Staglieno)
Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...
“Under the cypress shade, and in urns
comforted by tears is the sleep
of death less heavy?”
Ugo Foscolo
(the poet was wounded in the battle of Forte Diamante in Genoa just above Staglieno)

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FORTINO GENOVESE DI ALBENGA

Questo fortino fu costruito nel 1586 dalla Repubblica di Genova con lo scopo di proteggere Albenga dalle incursioni barbaresche ma anche, narrano le cronache, per tenerla meglio sotto controllo.
La costruzione è a pianta quadrata con posti di guardia sui quattro lati e fu costruito direttamente sulla spiaggia. Oggi dista dalla linea del mare duecento metri circa a causa degli apporti alluvionali, avvenuti nel corso dei secoli, del fiume Centa.

Dal terrazzo si ha una buona vista anche su un’altra parte della storia dell’albenganese, quella legata a Napoleone. Da qui infatti si possono vedere quella che era la linea di difesa della sua armata da capo S. Spirito a Ormea.

Il Comune di Albenga ne potè disporre definitivamente nel 2006 e in poco meno di sette anni ne ha effettuato il recupero e il restauro. E’ sede di un bel museo multimediale sull’isola della Gallinara, un lounge bar e promuove iniziative culturali di vario genere.

Forse il restauro avrebbe potuto essere un po’ più coerente con lo stile originale ma indubbiamente questo recupero rappresenta un bell’esempio per … alcuni dei forti di Genova… e ora più di un navigante penserà, con amarezza, ad un certo Forte Begato… abbandonato e fermo, da tanti anni, con le quattro frecce come direbbe Brumotti…

FORTINO GENOVESE DI ALBENGA

FORTINO GENOVESE DI ALBENGA

FORTINO GENOVESE DI ALBENGA

FORTINO GENOVESE DI ALBENGA

This fort was built in 1586 by the Republic of Genoa, with the aim of protecting Albenga from the barbarian raids, but also, the chronicles, better to keep it under control.
The building has a square base with guard posts on the four sides and was built directly on the beach. Today the line of the sea is about two hundred meters distant because of the alluvional deposits, which occurred over the centuries, by the river Centa.

The terrace has a good view on another part of the history of Albenga, tied to Napoleon. From here you can see that in fact it was the line of defense of his army along the inland to Ormea.

The City of Albenga had it definitively in 2006 and in less than seven years did restoration works. It has a multimedia museum on the island of Gallinara, a lounge bar and promotes cultural activities of various kinds.

Perhaps the restoration could have been a bit ‘more consistent with the original style but undoubtedly this is a fine example for recovery … some of the forts of Genoa … and now more than a sailor will think, bitterly, at some Fort Begato …

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Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

Lungo uno degli itinerari che porta dalla Val Graveglia al monte Zatta nei pressi dell’Alta Via dei Monti Liguri…

LIGURIA Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

LIGURIA Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

LIGURIA Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

Ristorante abbandonato nei pressi della Colonia della Fondazione Devoto

LIGURIA Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

Along one of the routes leading from the Graveglia Valley to Mount Zatta along the Liguria Mountains High Way trekking.

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LIGURIA PAESI (ex) ABBANDONATI Colletta di Castelbianco

Colletta, frazione del comune di Castelbianco, è oggi abitata anzi quasi “esclusiva”. I suoi attuali abitanti, avendone comprato muri e servizi, desiderano la quiete e la tranquillità in una delle più belle valli della Liguria – semisconosciuta alla maggior parte dei liguri – la Val Pennavaire. Si trova nell’immediato entroterra di Albenga, ai piedi del “selvaggio” monte Castellermo (o Castell’Ermo o Peso Grande m. 1092), al confine con il Piemonte, lungo uno delle importanti vie del sale che dalla costa permetteva il trasporto e lo scambio delle merci con il nord su fino in Svizzera.
Ci fu però un tempo, non molto lontano, che Colletta era stato abbandonato. E lo fu per tanti e tanti anni, dal lontano 1878 anno del terremoto.

Cercando lungo l’Alta Via dei Monti Liguri paesi, popoli e storie sono arrivato tanti anni fa in mezzo a queste case che seppure in rovina rimanevano ritte a testimoniare con la loro silente presenza il fascino di un luogo, immerso nella pace degli ulivi, che sarebbe tornato a far parte della storia.
Queste fotografie, riprese prima che fosse acquistato e trasformato nel primo “villaggio telematico” in Italia ad opera del famoso architetto Giancarlo De Carlo, mostrano l’aspetto di uno dei tanti paesi liguri abbandonati che, fortunatamente in questo caso, è tornato a rivivere ed entrando di diritto in quella corrente archittetonico-sociale definita come neoruralismo. L’inaugurazione avvenne nel 1998 con un concerto per Theremin di Lydia Kavina, nipote dell’inventore del precursore di tutti gli strumenti elettronici Leon Theremin da cui il nome.

Il primo a credere in questa avventura da “aquile solitarie” (vengono così definiti suoi abitanti in quanto persone desiderose di stare in un posto ritirato ma a contatto con il resto del mondo tramite le cosiddette nuove tecnologie, per allora) è stato un professore di Genova che ho avuto il piacere di conoscere.
Ho avuto però il piacere di conoscere e fotografare anche l’ultimo abitante. Cosi si autodefiniva anche se nelle frazioni limitrofe era definito come “abusivo”. Fatto sta che abitava felicemente nei locali dell’odierna “Locanda delle Antiche Pietre” con le sue caprette coltivando gli ulivi dei terreni circostanti e ricavandone un ottimo olio.
Colletta di Castelbianco è entrata a far parte della ristretta cerchia dei “borghi più belli d’Italia” (19 in Liguria).

Informazioni storiche da:
Enrico Zunino, Rita Olivari, “Notizie sulla storia del territorio e dell’insediamento di Colletta di Castelbianco” 1994.

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

Colletta, in the municipality of Castelbianco, is now inhabitated and almost “exclusive”. His current inhabitants, having bought walls and services, want peace and tranquility in one of the most beautiful valleys in Liguria – little known to most of the Ligurian – Val Pennavaire. It is located in the hinterland of Albenga, at the foot of the “savage” mountain Castellermo (or Castell’Ermo or Great Weight m. 1092), on the border with Piedmont, along one of the main routes of the salt from the coast allowed the transport and the exchange of goods with the north up to Switzerland.
But there was a time, not long ago, that Colletta was abandoned. And it was for so many years, from 1878 year of the earthquake.

Looking along the Alta Via dei Monti Liguri countries, people and stories I got many years ago in the midst of these houses even in ruins remained upright to show their silent presence the charm of a place immersed in the peace of the olive trees, which would come back to be part of history.
These photographs, taken before it was purchased and transformed into the first “electronic village” in Italy by the famous architect Giancarlo De Carlo, show the appearance of one of the many Ligurian abandoned villages, fortunately in this case, he returned to new life. The inauguration took place in 1998 with a concert for Theremin by Lydia Kavina, grandson of the inventor of the precursor of all electronic instruments Leon Theremin hence the name.

The first one to believe in this adventure for “solitary eagles” (defined so its inhabitants are people who want to stay in a solitary place but withdrew in contact with the rest of the world through the so-called new technologies, by then, was a professor from Genoa I had the pleasure to know.
But I had also the pleasure of meeting and photographing the last inhabitant. So called himself though in the neighboring villages was defined as “abusive”. The fact is that he lived happily in the premises of today’s “Inn of the Ancient Stones” with his goats cultivating the olive trees of the surrounding land and obtaining an excellent oil.
Colletta di Castelbianco became part of the inner circle of the “most beautiful villages in Italy” (19 in Liguria).

Historical information from:
Enrico Zunino, Rita Olivari, “Notizie sulla storia del territorio e dell’insediamento di Colletta di Castelbianco” 1994.

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A LONDON GIRL IN HYDE PARK…

A LONDON GIRL ... - ph (c) Enrico Pelos
A LONDON GIRL ... - ph (c) Enrico Pelos

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DOCUMENTS of an ERA: KRAFTWERK Roundhouse Concert 1976 … I was there…

Kraftwerk London Roundhouse Concert – ph (c) Enrico Pelos

THANKS FOR THE VISIT

OTHER PHOTOS IN COLOR WILL BE  AVAILABLE SOON IN A FUTURE PUBLICATION

GRAZIE DELLA VISITA

LE FOTO  A COLORI  SARANNO VISIBILI IN UNA FUTURA PUBBLICAZIONE

I Kraftwerk possono essere a buon titolo considerati i “i padri di tutte le musiche elettroniche” (magari insieme ai Tangerine Dreams…) da 40 anni a questa parte…
Il gruppo, di origine tedesca, formatosi a Dusseldorf nel 1970, era già un pò conoscituo in certi ambienti, ma questi strani musicisti che si muovevano come robots e che “emettevano” strani suoni sarebbero stati i precursori di una moltitudine di genere musicali. Non a caso Il MOMA ( Museum Of Modern Arts) di New York dedica a loro in questi giorni la prima “esposizione vivente” delle loro storia.
Nel 1976 vivevo a Londra e, conoscendoli, non potevo perdere la loro esibizione di “Authoban” e “Trans Europe Express” alla mitica Roundhouse. Certamente un mito musicale.

Kraftwerk can be rightfully considered the “fathers of all electronic musics” (perhaps together with Tangerine Dreams…) for more than 40 years now …
The group of German origin, formed in 1970 in Dusseldorf, was already a little known in certain environments, but these strange musicians that they did move like robots and “emitting” strange sounds were the forerunners of a multitude of musical genres. It is not a case that the MOMA (Museum Of Modern Art) in New York is dedicating to them the first “living exhibition” of their history …
In 1976 I was living in London and, knowing them, I would not miss their performance of di “Authoban” and “Trans Europe Express” at the legendary Roundhouse. Certainly a musical myth

…In this quote there are proofs that Kraftwerk at least used one slide during this concert in september 1975 in the Uk. But since the texts is somewhat vague you could also read it as if they showed different static slides during the concert. So maybe Kraftwerk started using the slides first when they came back to Europe after the American tour or perhaps even on some of the concerts on the American tour.

PHOTO IS THE ONLY LIVE PHOTAGE FROM THE CONCERTS OF 1975-76 KRAFTWERK HAS EVER RELEASED OFFICIALY (and in this respect my photos are almost unique, note of photos author)

Here is the full research by Andréas Hagström for which I thank for the courtesy of publication.

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Ansel Adams

Ansel Adams was the greatest BW landscape photographer of all times and a true ecologist ante-litteram

Ansel Adams è stato il più grande fotografo di paesaggio in BW di tutti i tempi ed un sincero ecologista ante-litteram

PASSEGGIATE A LEVANTE I Laghi del Gorzente

Passeggiata ai Laghi del Gorzente lungo l'Alta Via dei Monti Liguri (in parte) - Gorzente Lakes itinerary along the Liguria Mountains High Way (partly)

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PASSEGGIATE A LEVANTE Mareggiata a Deiva – Deiva sea-storm

passeggiata deiva framura - deiva framura itinerary
La passeggiata da Deiva a Framura "35 Lungo i boschi da Deiva a Framura passando per Punta Apicchi" del libro "Passeggiate a Levante" - The hiking "35 Along the woods from Deiva to Framura also going to Punta Apicchi" from the book "Passeggiate a Levante" (Walking and Hiking in Eastern Liguria) from Deiva to Framura

Attraversare il ponte sul fiume di Deiva entrando nel comune di Framura (curiosamente quasi tutti pensano di essere a Deiva ma oltre il ponte fa parte del Comune di Framura, attenzione però perchè i vigili di Deiva hanno la delega per fare le multe anche a Framura…) e proseguire verso il campeggio Framura. Poco prima della galleria prendere la salitina sulla sinistra di fronte alla casa rossa.
Si sale rapidamente su sentiero dilavato e dopo aver superato il punto soprastante il campeggio con una bella vista panoramica si prosegue fino ad incontrare una grande sterrata. Si gira quindi a destra (se si sale a sinistra si torna giù a Deiva facendo un piccolo anello) e si prosegue sempre sulla sterrata in mezzo al bosco e alla macchia mediterranea.
Arrivati ad un piccolo spiazzo con tavolo da picnic noterete, sulla destra, l’indicazione per Punta Apicchi. Se avete tempo andateci, sono pochi minuti ed arriverete in breve al giardinio botanico (abbandonato…) con bella area con tavoli picnic e panorama. Continuando sulla sterrata si arriva in breve in vista delle frazioni di Framura e della sua bella e panoramica costa. Si scende quindi sulla strada asfaltata e si arriva a visitare alcune delle frazioni che meritano una visita. Scendendo verso il mare si arriva alla stazione, dove si può anche proseguire per la caratteristica spiaggia di Vandarecca o per il piccolo scalo davanti allo scoglio di Ciamia (il più grande della Liguria) e si può prendere il treno per il ritorno o risalire il percorso di andata.  

vai alla mappa sat dell’itinerario / go to the sat map of the itinerary
http://it.wikiloc.com/wikiloc/spatialArtifacts.do?event=view&id=866735&measures=off&title=off&near=off&images=off&maptype=S

PASSEGGIATE A LEVANTE I Laghi del Gorzente, il Sentiero Natura sull’Alta Via dei Monti Liguri

Così appare il paesaggio in uno dei tratti del sentiero naturalistico dei laghi del Gorzente, alla “Pietra del Grano”, in una nebbiosa giornata invernale intorno ai zero gradi.

[geotag on]

PASSEGGIATE A LEVANTE P.so del Faiallo, Reixa e Argentea sull’Alta Via dei Monti Liguri con neve e ghiaccio sul mare

In questi giorni di nevicate abbondanti molti appassionati di sci, ciaspole, alpinismo, escursionismo e fotografia si sono dati tacito appuntamento su uno dei tratti più belli dell’Alta Via dei Monti Liguri, che qui è in uno dei punti più vicini al mare.
Il Passo del Faiallo è raggiungibile da Genova con una comoda strada, che porta fino all’Hotel Faiallo. Da qui la neve fa compagnia fino al Rifugio Argentea o a Pra Riondo. Quando si arriva sul crinale il freddo è intenso e la temperatura può anche arrivare a diversi gradi sotto lo zero. Il vento è sferzante e gelido, e il mare blu è sovrastato dalla coltre di nuvole bianche sopra la città di Genova.  Il panorama che spazia su gran parte della Liguria e arriva fino ai monti della Corsica non li fanno sentire.

Transumanza della pecora Brigasca a Mendatica 2009

Alcune delle fotografie pubblicate sulla rivista R Ni d’Aigura nr. 52 Lug-Dic 2009

R NI D’AIGURA (Il Nido d’Aquila) È uscito il n.ro 52 della rivista

La Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime e delle altre culture alpine e montane della Liguria è uscita con il numero di Luglio-Dicembre 2009
SOMMARIO
  • pag. 3 “LE CARU E SORTE” P.L. Massajoli, P. Boschieri e E. Pelos
  • pag. 11 “TOPONOMASTICA STORICA DELLE VIOZENNE :LE “CIANCHE” di R. Moriani
  • pag. 16 “TOPONOMASTICA: NOMI DELLA RIVIERA DEL SEC. XVI E ORONIMI” di L.Felolo
  • pag. 22 “CONTRIBUTO DEL PROVENZALE AL G.E.C.” di P. L. Massaioli
  • pag. 27 “PARLIAMO ANCORA DI DIALETTO” di i P.L.Massaioli
  • pag. 28 “LA FESTA DELLA BARCA” a BAJARDO di Laura Cestelli
  • pag. 31 “ERBA BUONA,ERBA CATTIVA” di Isabella Herzfeld
  • pag. 40 “QUELE VEGLIE PAROLE” (poesia in Brigasco di Viozene di Duna d’Marì da Méiga)
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