QUEEN ELISABETH II PASSED AWAY…

QUEEN ELISABETH II LONDON SILVER JUBILEE

R.I.P.

Avendo vissuto e lavorato in Gran Bretagna per alcuni anni, proprio durante le celebrazioni di uno dei suoi jubilee, siamo stati veramente rattristati appena saputa la notizia. Giornata triste ed è come se ne andasse un po’ della nostra storia in Inghilterra in un certo senso…
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Having lived and worked in Great Britain for a few years, during the celebrations of one of her jubilees, we were truly saddened as soon as we heard the news. Very sad day for all the British people and all those who love England and it’s like a bit of our history there is going away in a way.

#ElizabethII

10 anni Anniversario della scomparsa del Prof. Pierleone Massajoli, un grande amico e studioso della comunità brigasca e della cultura dei monti del Ponente della Liguria. Sul blog di Trucioli (1a parte + link alla 2a parte)

È ormai prossimo l’anniversario dei 10 anni († 20 10 2011) dell’assenza del Prof. Pierleone Massajoli. Torinese, ma ligure d’adozione, fu studioso e grande conoscitore soprattutto della cultura della terra brigasca. Egli però non fu solo questo perchè, tra i molti interessi, si occupò di cultura e antropologia Americana e India, ed anche di culture di stati singoli come Jugoslavia e Sardegna.
Mi fa quindi piacere tracciare un ricordo del tempo, 10 anni circa, nei quali ho avuto il piacere di conoscere lui e la sua famiglia e l’onore di collaborare con lui alla redazione della rivista R’ Ni d’Aigura (“Il nido d’aquila”, rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Marittime, Montane e dell’Appenino Ligure fondata nel 1983) e all’attività dell’omonima omonima Associazione Culturale.


Ricordo come fosse ieri quando, una sera del 1998, gli telefonai chiedendogli se gli avrebbe fatto piacere pubblicare sulla sua rivista alcune mie foto di un viaggio a Triora, Realdo, Verdeggia e della mia escursione a piedi fino alle cime del Monte Saccarello nell’ambito del mio progetto fotografico “Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri” (che verrà poi pubblicato sulla guida ufficiale della Camera di Commerico di Genova).

La permanenza a Triora e Realdo mi aveva fatto conoscere posti unici e affascinanti ed anche scoprire una rivista che si occupava di queste zone. Ebbi quindi l’occasione di leggerne un numero e la mia attenzione venne subito attirata dalla semplice grafica in bianco e nero e dalla tipologia ddegli articoli, molti dei quali mi permisero di conoscere a fondo la cultura e le zone che stavo attraversando ed impararne la loro storia.
Egli ne fu entusiasta e mi propose subito di collaborare al Centro Studi della Rivista, se l’avessi gradito, con mie fotografie ed articoli e ringraziandomi per la disponibilità.
Io mi misi a disposizione dedicando una parte del mio tempo, quando libero da impegni, e da allora ci siamo incontrati molte volte sia per qualche gita insieme, sia per impostare gli articoli per la redazione della rivista in quanto, avendo egli saputo che lavoravo nel campo informatico e grafico, gli avrebbe fatto piacere che la riorganizzassi, in chiave un po’ più moderna, sempre restando con la stampa rigorosamente in Bianco e Nero come ormai si erano abituati i molti affezionati lettori. Ed infatti, oltre che alla rivista mi dedicai anche alla realizzazione di un sito (le cui pagine sono ormai oggetto da archivio e con una parte di esso ancora visibile al link con https://web.archive.org/web/20091121010734/http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htm# ) e di un blog ( https://rnidaigura.blogspot.com/ ) sempre con l’attenzione di accrescere l’interesse per la rivista ed a supporto dell’attività editoriale e promozionale della stessa.

Ebbi così l’occasione di entrare in contatto con molti poeti e scrittori, storici, disegnatori e fotografi, famosi sia a livello ligure ma anche nazionale ed internazionale. Furono molti gli Autori e le Autrici che contribuirono alla rivista nel corso degli anni, ebbi l’occasione di conoscerne diversi di persona e con alcuni di essi di avere anche il piacere della loro amicizia. Molti interessanti articoli furono pubblicati, come ad esempio di (in ordine alfabetico e mi scuso se ne ho dimenticato qualcuno): Mauro Balma, Werner Bätzing, Maria Antonietta Beringheli, Attilio Giuseppe Boano, Paola Boschieri, Caterina Bottero Marro, Massimo Brizzolara, Enrico Calzolari, Giorgio Casanova, Marco Cassioli, Fabio Costa, Nicola Farina, Luigi Felolo, Ippolito Edmondo Ferrario, Giovanni Ferrero, Guido Ferretti, Werner Forner, Patrizia Gavagnin, Paolo Giardelli, Giovanni Meriana, Jacques Giusto E Jacques Guido, Lorenzo Lanteri, Maurice Mauviel, Sara Medica, Roberto Moriani, Sandro Oddo, Paolo Bruno Olindo, Pastorelli di Briga, Nillo Rebaudo, Diego Rossi, Cristina Sala, Annibale Salsa, Sandro Sbarbaro, Giulia Petracco Siccardi, Gabriella Stanchi e Marina Tranchina.
Ebbi anche l’occasione, oltre che come autore di articoli e fotografie, di impaginare i disegni dei molti artisti collaboratori della rivista. Ogni numero era un po’ una nuova emozione man mano che mi arrivavano, tramite il Prof. Massajoli o via mail gli articoli, i disegni e le foto e soprattutto era importante la composizione della copertina che aveva spesso un disegno a tema montanaro/pastorale inviato quasi sempre dalle artiste Elena Pongiglione o Etta Lanza. Altre opere furono inviate da artisti e disegnatrici come Vanda Chiappero, Desana, Paola Fossati, Pola Lodesani, Niccoli, Paola Pastura, Leo Pecchioni, Ivy Pelish, Sara Pettinari, Ilaria Pilastro, Paola Trebini. Altri contributi particolari furono pubblicati da fotografie e/o notizie dal regista Richard Blank o dal climber Mario Nebiolo. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e per un’altra c’era già pronta un’altra foto ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e c’era già pronta un’altra foto, ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme.
La rivista era anche l’occasione per la presentazione di libri sulla cultura alpina in generale e di molti dei lavori per la cultura brigasca che lo impegnarono per anni come ad esempio il Dizionario uscito in diversi volumi. Il nome dato ai “Brigaschi” deriva dalla cittadina di Briga Marittima, ora in Francia, da cui emigrarono molti abitanti per ragioni economiche, politiche e forse religiose, tra il XV e il XVI secolo. La rivista aveva, nei primi numeri le diciture “R Nì D’Áigüra“ e “A Vastéra” Uniun de Tradisiun brigasche con il simbolo della “Rosa dei Pastori” che per i Brigaschi è “A rösa di pastùu”.
E questo un motivo ricorrente, intagliato nei collari delle pecore, nelle scatole per il formaggio e della buonissima toma da pecore brigasche che si può trovare anche ad Albenga, o in rappresentazioni in pietra, come portali, chiese, stipiti. Esso rappresenta probabilmente la ruota del sole ed è considerato di buon augurio. Il simbolo era in uso da anni prima che fosse adottato da un partito nazionale, poiché all’epoca non si pensava a registrare i marchi. I paesi Brigaschi sono 2 in Liguria, entrambi in provincia di Imperia: Realdo (Rêaud), frazione del comune di Triora (fino al 1947 frazione di Briga Marittima) Verdeggia (Vërdegia), frazione del comune di Triora. Essi sono 5 nel Piemonte e tutti in provincia di Cuneo: Briga Alta (Briga Àuta) comune composto delle frazioni di Carnino (Carnin) Upega (Üpëga) Piaggia (A Ciagia) Viozene (Viusèna), ed una frazione del comune di Ormea. Altri sono in Francia: La Brigue (fino al 1947 Briga Marittima, dal 1947 al 1976 La Brigue de Nice, in brigasco Ra Briga, in ligure Briga, in piemontese Briga) inclusa la frazione Morignole (fino al 1947 Morignolo, in brigasco Morignoo). In alcuni numeri comparirà nell’intestazione anche la croce occitana, simbolo di appartenenza dei Brigaschi all’identità occitana e legata alla grande famiglia dell’area franco-piemontese.

Tra i viaggi fatti insieme ricordo quando andammo ad Armo, paese montano dell’Alta Valle Arogna in provincia di Imperia, per un concorso di poesia “Pochi ma boi” e la presentazione della rivista. Seguimmo le attività della giornata come la processione della tradizionale Festa della Madonna e conoscendo molte persone del paese. Ricordo un altro viaggio fatto a Mendatica, in occasione della Transumanza, nel quale feci molte foto durante le manifestazioni tradizionali, che vennero poi pubblicate sulla rivista. Mi parlò infine di questo film in corso a Balestrino (Inkheart La leggenda di cuore d’inchiostro) e per il quale voleva farmi conoscere alcuni dei personaggi coinvolti, visto che la produzione era inglese e sapeva che io avevo lavorato a lungo in Inghilterra. Ma non ci fu il tempo, anche perchè in quel periodo ero impegnato nel mio lavoro fotografico che mi portava a viaggiare spesso nel Levante Ligure.
Per un altro viaggio mi fece scoprire molte delle belle zone della Val Roja, anch’esse piene di intrecci culturali a cavallo di Francia e Italia con le storie di paesi divisi dalla guerra e poi dai trattati che li fecero cambiare in diversi casi, lingua e nazione.
Purtroppo il tempo non ci permise di andare insieme a Realdo, il suo luogo “magico” del quale mi parlava spesso e dove amava trascorrere lunghi periodi di svago e di studio, e nel quale avrebbe voluto farmi da “speciale” guida, dato che io avevo esplorato quei luoghi e che lui aveva saputo farmi appassionare a questo particolare Ponente Ligure, anche se poi il mio libro sarebbe stato per l’altro versante della Liguria nelle “Passeggiate a Levante” e che gli sarebbe comunque piaciuto.
Un giorno mi comunicò che non avremmo più avuto occasione di continuare la rivista insieme e mi dispiacque molto al pensiero di quello che poi avrebbe potuto succedere e me ne rattristai molto. Anche per questo suo entusiasmo che mi aveva ormai contagiato ho continuato ad interessarmi alla ricerca della cultura ligure soprattutto dei monti, percorrendoli per molti chilometri e facendo altre molte conoscenze come avrebbe voluto che io continuassi a fare, anche se non più per la sua bella rivista in Bianco e Nero.

> Descrizione con foto sul Blog di Trucioli

> Link a R Ni d’Aigura I miei articoli Le fotografie (estratto dei 10 anni)

> Link alla 2a parte su Trucioli, Blog della Liguria e Basso Piemonte

Music CHARLIE WATTS dei Rolling Stones SE N’È ANDATO…

Un giorno molto triste… se n’è andato #Charlie Watts il batterista dei #RollingStones… “Satisfaction”, “Paint it black”, “Gimme shelter”, “You Can’t Always Get What You Want”, “Time is on my side”, “Ruby Tuesday”, “Love in vain“, “Con le mie lacrime“, “Angie” my loving song… all generation hymns… Ciao Charlie R.I.P. … “Peace, Peace, he is not dead, he doth not sleep – He hath awakened from the dream of life“(Percy Bysshe Shelley)…

A very sad day… #Charlie Watts #RollingStones drummer has passed away… “Satisfaction”, “Paint it black”, “Gimme shelter”, “You Can’t Always Get What You Want”, “Ruby Tuesday”, “Love in vain”, “Time is on my side”, “As tears go by“, “Angie” my loving song,… all generation hymns… Ciao Charlie R.I.P. … “Peace, Peace, he is not dead, he doth not sleep – He hath awakened from the dream of life” (Percy Bysshe Shelley) …

Knebworth 1976 Festival … waiting for the Rolling Stones
Knebworth 1976 Festival … waiting for the Rolling Stones
Knebworth 1976 Festival … waiting for the Rolling Stone
Knebworth 1976 Festival … The Rolling Stones are playing…
Knebworth 1976 Festival … The Rolling Stones are playing…
Knebworth 1976 Festival … The Rolling Stones are playing… till dark…

PAESAGGIO di LIGURIA di MARE di MONTE d’INTERNO di Enrico Pelos (2002) Slideshow nature relaxion music

Paesaggi di Liguria, paesaggi di mare e di monte e dell’interno panorami di albe e tramonti … Il tutto con una musica per relax, mindfulness e terapia forestale visiva…

Fotografie Fotoelaborazioni Testi: Enrico Pelos
Montaggio Slideshow: Enrico Pelos
Musiche: New Age Music del periodo del montaggio dello slideshow

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shttps://www.youtube.com/redirect?http://www.bluedizioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=476:passeggiate-a-levante&catid=51:titoli

Portfolio https://bit.ly/3rJmztC
Collections https://bit.ly/3cJITiI
Vuoi delle foto per la tua casa? https://bit.ly/3sPcSLC
Vuoi dei photo-paintings per la tua casa? https://bit.ly/3drukzj
Vuoi fare la passeggiata con una delle t-shirt? https://bit.ly/39wq8NF https://bit.ly/39yfZA8
Vuoi una delle foto per la custodia del tuo cellulare? https://bit.ly/3fEVXHR
Vuoi una delle foto per la tua coffe mug? https://bit.ly/2PTWvi4

Memorie Beatlesiane… KRAFTWERK Florian Schneider, uno dei fondatori, se n’è andato – Florian Schneider, one of the founders, has left.

KRAFTWERK Florian Schneider, uno dei fondatori, se n’è andato.
Ricordo come fosse ieri la prima volta che li vedemmo alla Roundhouse di Londra.
Una musica indefinita (a quel tempo) la loro ma che affascinava e ti ipnotizzava. Mitici il loro Autobahn (1974) e Trans Europe Express (1976) con il quale si viaggiava sia in realtà che con la fantasia. Sia in autostop che in treno, quando ancora si poteva viaggiare e trovare amici con poche lire in tasca e le frontiere erano aperte più di oggi.
Schneider era uno dei due cantanti ed un polistrumentista: suonava il sintetizzatore, il vocoder, il flauto, il sax ed altri strumenti.
Dal vivo, il loro concerto era già allora uno show multimediale con computer e tecnologie digitali con suoni ed effetti visivi sempre raffinati e belli. Lo show, seppur con una sorta di futurismo retrò con abiti antracite, camicie rosse e cravatte nere e capelli che parevano brillantinati ti trasportava in una sorta di mix futur-vintage
Avevano già programmato di tornare in Italia per celebrare il 50° anniversario della loro arte musical-tecnologica.

Qui un estratto delle pagine pubblicate tempo fa con fotografie del concerto alla Roundhouse.

KRAFTWERK Florian Schneider, one of the founders, has left.
I remember how it was yesterday the first time we saw them at the Roundhouse in London.
Their music was indefinite (at that time) but of the kind that left fascinated and hypnotized. Their Autobahn (1974) and Trans Europe Express (1976) were legendary, with which you could travel both in reality and with the fantasy. Both by hitchhiking and by train at tehat time you could still travel and find friends with a few lire in your pocket and the borders were open more than today.
Schneider was one of the two singers and a multi-instrumentalist: he played the synthesizer, the vocoder, the flute, the sax and other instruments.
Live, their concert was already then a multimedia show with computers and digital technologies with always refined and beautiful sounds and visual effects. The show, albeit with a sort of retro futurism with anthracite clothes, red shirts and black ties and hair that looked like glitter, transported you into a sort of future-vintage mix
They had already planned to return to Italy to celebrate the 50th anniversary of their musical-technological art.

Here an extract of the pages published some time ago with photos of the concert at the Roundhouse.

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Memorie Beatlesiane… BEATBOX BEATLES TRIBUTE BAND – CISANO SUL NEVA 2017

I Beatbox sono oggi una tra le più brave Beatles tribute band. Essi sono famosi a livello internazionale.
Il batterista Alfio “Ringo” Vitanza ha fatto anche parte dei “mitici” New Trolls.

One of the best Beatles tribute bands internationally renowned.
The drummer Alfio “Ringo” Vitanza was also one of the component of the “mythical” New Trolls group

 

 

 

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https://www.amazon.it/Libri-Enrico-Pelos/s?ie=UTF8&page=1&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AEnrico%20Pelos

IRELAND – IRLANDA BEATLES Concerts a Dublino (ita-eng)

Da Beatlesiani non potevamo, una volta a Dublino, andare a vedere, tra le molte altre cose interessanti che offre la città, un posto sconosciuto ai più. Esso rappresenta però per molti un ricordo particolare ed è il palazzo di quello che fu un tempo l’Adelphi Cinema in Abbey street, poco lontano dal monumento al grande irlandese Daniel O’Connel (che come vedremo in seguito è legato alla città di Genova…). Il cinema venne chiuso nel 1995 ed è oggi un grande parcheggio, ma il 7 Novembre 1963 qui suonarono i Beatles. Essi fecero due concerti rimasti nella storia della musica irlandese, anche perchè non bisogna dimenticare che tre del gruppo, John, Paul e George, avevano origini irlandesi e ne erano particolarmente orgogliosi…

IRELAND - IRLANDA http://www.enricopelos.it © Enrico Pelos | enricopelos.it write to the Enrico Pelos enricopelos@alice.it for the use of these photos scrivere a Enrico Pelos enricopelos@alice.it per l'uso di queste foto

As Beatles fans we could not, once in Dublin, go and see, among the many other interesting things that the town has to offer, a place unknown to most of the people but which has a special memory for many and it is the building that was once the Adelphi Cinema in Abbey street. It is not far from the monument dedicated to the great Irish Daniel O’Connel (who, as we will see later, is linked to the city of Genoa…). The cinema closed down in 1995 and is now a large parking lot but on Nov. 7, 1963, the Beatles played here. They played in two concerts which remain in the history of Irish music also because we must not forget that three of the group, John, Paul and George, were of Irish origins and they were especially proud of it…

#Irlanda #Ireland #Dublin #Dublino #Beatles #Genova #Liguria #EnricoPelos #Photography #nikonitalia #nikonireland

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MEMORIE BEATLESIANE e dintorni Cap 23 PINK FLOYD 1974 LONDON CONCERT (Ita/Eng)

Il mito dei Pink Floyd rivivrà a Pompei in una mostra… attraverso immagini e suoni…

“…A novembre fu la volta dei Pink Floyd! Si trattava del British Winter Tour del 1974 al Wembley Empire Pool. Come resistere ad una simile occasione? All’epoca, e negli anni precedenti, ascoltavamo soprattutto questa musica così innovativa e non stavamo più in noi dalla gioia di ascoltarli live. Prendemmo il biglietto come al solito, spedendo le sterline nella busta e ricevendoli quasi subito i (la Royal Mail funzionava anche in mezza giornata). Sul biglietto da noi conservato, leggo Row 0, seat 18, ed era la seconda entrata, di sopra in galleria, comunque si vedeva ed ascoltava benissimo. Fin dal percorso in metropolitana notavo la differenza tra il pubblico dei vari concerti: questi dei Pink Floyd erano per la maggior parte silenziosi e calmi. Nessuno aveva più di 30 anni ed il capello lungo e l’abbigliamento pittoresco erano d’ordinanza….”
“I Pink Floyd sono stati il più affascinante insieme di talenti musicali della storia del rock insieme ai Beatles. Il gruppo fu fondato, nel 1965, da Roger Waters, Syd Barret, Richard Wright e Nick Mason. Dave Gilmour arrivò in seguito e nel ‘68 sostituì Syd Barret…”
(dalle pagine di “MEMORIE BEATLESIANE e dintorni”)

 

MEMORIE BEATLESIANE E DINTORNI by Rita Tunes ed Enrico Pelos PINK FLOYD http://www.enricopelos.it © Enrico Pelos | enricopelos.it write to the Enrico Pelos enricopelos@alice.it for the use of these photos scrivere a Enrico Pelos enricopelos@alice.it per l'uso di queste foto

“… In November it was the turn of Pink Floyd! It was the British Winter Tour 1974 at the Wembley Empire Pool. How to resist such an opportunity? … We took the ticket as usual, sending the money in the envelope and receiving them almost immediately (the Royal Mail worked in half a day). The tcket we kept was for Row 0, seat 18, and was the second entrance, upstairs in the gallery, however, could be seen and listened very well. From the walk on the subway I noticed the difference in the audience of the various concerts: these Pink Floyd guys were for the most part silent and calm. No one had 30 years and the long hair and colorful clothes were to be the fashion of those times …. ”
“The Pink Floyd were the most fascinating ensemble of talented musicians in rock history with the Beatles. The group was founded in 1965 by Roger Waters, Syd Barret, Richard Wright and Nick Mason. Dave Gilmour came in ’68 and replaced Syd Barret … ”
(From the pages of “MEMORIE BEATLESIANE e dintorni”)

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“MEMORIE BEATLESIANE e dintorni” Cap 31 London concerts 1977 BLACK SABBATH (Ita/Eng)

Il 14 marzo 1977, andammo all’Hammersmith Odeon per assistere al concerto dei Black Sabbath dato che il famoso promoter Harvey Goldsmith stava promuovendo a livello internazionale il loro “Technical Ecstasy” tour. … fu una grande emozione quando entrò la formazione “storica” di “Paranoid” con Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward… originari di Birmigham sono stati tra i primi gruppi Heavy Metal, e probabilmente anche il più importante…
da pag. 102 di “MEMORIE BEATLESIANE e dintorni”

MEMORIE BEATLESIANE E DINTORNI by Rita Tunes ed Enrico Pelos

On the 14th of March 1977 we went to the Hammersmith Odeon went for the Black Sabbath concert as the famous promoter Harvey Goldsmith was promoting at their “Technical Ecstasy” tour international level … It was a great thrill when they started to play “Paranoid” with Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler and Bill Ward … they are from Birmigham and they were among the first Heavy Metal groups… probably the most important …
from pag. 102 of “MEMORIE BEATLESIANE e dintorni”

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“MEMORIE BEATLESIANE e dintorni” Cap 22 London concerts 1974 TANGERINE DREAM (Ita/Eng)

“Al mio ragazzo era sempre piaciuto il cosiddetto Krautrock. Così era chiamata dalla stampa e critica angloamericana la scena musicale,costituita dai gruppi attivi in Germania negli anni ‘70. E così mi
raccontò di coloro che producevano in varia misura forme musicali nuove sulla base del rock progressivo o della musica elettronica tedesca (ad esempio Karlheinz Stockhausen) dei decenni precedenti. La definizione comprendeva gruppi spesso diversi tra loro, che spaziava dallo sperimentalismo alle influenze cosmiche dei Tangerine Dream e dei Cluster, alle anticipazioni di New Age degli Ash Ra Temple e dei Popol Vuh, ai “precursori” techno Kraftwerk fino al rock apocalittico degli Amon Düül. Alcuni componenti come Klaus Schulze furono tra i più
importanti innovatori di questa straordinaria “new wave”… Piuttosto perplessa all’ascolto di questa musica, ero curiosa di ascoltarla dal vivo quando prendemmo i biglietti per il concerto dei Tangerine Dream, il 26 ottobre; infatti il gruppo nell’autunno fece un tour di tre settimane. Andammo in metropolitana al Rainbow Theatre, Finsbury Park,…
Il nome del gruppo sembra derivi dalle due parole “Tangerine Dream”, come omaggio agli “influssi onirici” della canzone “Lucy in the sky with diamonds” nel disco “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles, dove si parla di“Tangerine trees”….

da pag. 73 di “MEMORIE BEATLESIANE e dintorni”
MEMORIE BEATLESIANE E DINTORNI by Rita Tunes ed Enrico Pelos

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“My boyfriend had always liked the so-called Krautrock. So it was called by the Anglo-American press and critics music scene and made up of the groups active in Germany in the 70s and who produce new musical forms in varying degrees on the basis of progressive rock or the German electronic music (such as Karlheinz Stockhausen) of the previous decades. The definition included groups often different, that ranged from experimentalism to cosmic influences like Tangerine Dream and Cluster and New Age pioneers as Ash Ra Temple and the Popol Vuh, and also the techno “precursors” Kraftwerk to apocalyptic rock Amon Düül. Some components such as Klaus Schulze were among the most important innovators of this extraordinary “new wave” … I was so very curious to hear them live and we got the tickets for the concert of Tangerine Dream, October 26; In fact, the group took a tour in the fall of three weeks. We went by underground at the Rainbow Theatre, Finsbury Park, …
The group’s name is likely to come from the two words “Tangerine Dream”, as a tribute to “dream influences” of the song “Lucy in the sky with diamonds” on the album “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” by the Beatles, which speaks of “Tangerine trees”…

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Staglieno … but not only… COMMONWEALTH WAR CEMETERIES (IV)

Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...

Staglieno … but not only… COMMONWEALTH WAR CEMETERIES (I)

100 ANNI FA STAVA PER COMINCIARE LA I GUERRA MONDIALE
70 ANNI FA AVREBBE INIZIATO A VOLGERE AL TERMINE LA II GUERRA MONDIALE

Sebbene Genova abbia dovuto subire pesanti bombardamenti da parte delle Forze Alleate del Commonwealth per il particolare momento storico che stava vivendo l’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale molti uomini soldati, marinai e civili che componevano i corpi d’armata che combatterono in Italia persero la vita sul suolo italiano, sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, contribuendo con il loro sacrificio alla fine della guerra.
Molti di loro riposano da decenni nel nostro paese nella particolari sezioni a loro riservata dei Commonwealth War Graves Cemeteries.
I loro nomi meritano di non rimanere nell’oblio.

100 YEARS AGO WAS TO BEGIN THE Ist WORLD WAR
70 YEARS AGO WAS STARTED TO TURN AT THE END THE II WORLD WAR

Although Genoa had to suffer heavy bombing by the Allied Forces of the Commonwealth for the particular historical moment that was experiencing Italy during the Second World War many soldiers, sailors and civilians fought in Italy lost their life on Italian soil, both during the first and the second world war, contributing with their sacrifice to the end of the war.
Many of them are buried in our country in particular sections reserved for them and called Commonwealth War Graves Cemeteries.
Their names do not deserve to be forgotten.

“LA GUERRA È LA LEZIONE CHE I POPOLI NON IMPARANO MAI ABBASTANZA”

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