CERIALE Fireworks Fuochi Artificiali 2022…

CERIALE Fireworks Fuochi Artificiali 2022…

#Ceriale

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 05 Fiori sull’acqua…

Villa Giardini Botanici Hanbury... fiori sull’acqua...
Villa Giardini Botanici Hanbury… fiori sull’acqua…

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 04 Anfore e fiori sulla scalinata…

Villa Giardini Botanici Hanbury con anfore e fiori su una delle scalinate che portano al mare…

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 03 VILLA HANBURY CON LE PIANTE ESOTICHE

La mia Liguria di Ponente Villa Giardini Botanici Hanbury 03 – Villa Hanbury con la sua facciata e gli splendidi giardini con le piante esotiche…

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 02 LA MORTOLA

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 01 VIA IULIA AUGUSTA

Lungo la Via Iulia Augusta verso Villa Hanbury…

Luoghi (ex) Abbandonati BUSSANA VECCHIA

MY PhotoWritingMusic GEAR

I receive sometimes queries regarding my landscape photography gear, my video making gear and even my outdoor gear.
Below, I have compiled a list of everything I own that I believe is worthy enough to mention.
I precise that I do not have any connection, endorsement or sponsorship of any sort from the mentioned brand name or any commercial tie whatsoever
(and in fact, you will not find any link… and by the way, you can easily find every brand with simple research…. )
These facts make me very independent and the expressed opinions are only mine
and only truth based on my photography and trekking direct experiences.

LANDSCAPE PHOTOGRAPHY GEAR>

Cameras:

– NIKON 800E      A really reliable camera. Thousands of photos, from freezing mountains to very warm deserts and not one photo went wrong (unless it was my fault…).

– NIKON 850     A camera I have not used so many times I would have wanted. Although an advancement regards to the D800E as they have changed many command bits&pieces I must confess that on many occasions instead of losing time in learning again many different things I prefer to use again the D800E.

– NIKON P1000     A very very long tele lens up to 2000 and more. It is not of the quality of the D800 lens but it is very useful in discovering long-distance sites…

– APPLE IPHONE 12 PRO MAX+DIJ GIMBLE     Very useful in many see&shot cases…

Video Cameras:

– CANON     

– NIKON 800E      A really reliable camera. Thousands of photos, from freezing mountains to very warm. deserts and not one photo went wrong (unless it was my fault…).

– APPLE IPHONE 12     Very useful in many see&shot cases…

Lenses:

– NIKON 12÷14 mm     The best … (triad)

– NIKON 70 mm     … Triad…

– NIKON 80÷300 mm    Very versatile in a lot of situations.

Filters:

– LEE     The best … although not many versatile for trekking… but wonderful for seascapes and waterscapes photography…

Tripods, Monopods and ball heads:

– MANFROTTO     Perhaps 10 tripods… of different sizes, weights, and shapes…

– BENRO     …L’Elegant Angel very light and sturdy… once my only trekking companion…

Backpacks and Bags:

– LOEWEPRO     Very good and versatile

– TAMRAC     Once, for me… for many years… the best trek backpack… it was a pity that did not evolve the production…

– NIKON is Nice and handy but not as special as the above ones…

Mics:

– RODE     The best for trek&hike photography…

– SHURE    The best for studio recording…

INFORMATICS PC&MACs: >

– MSI pc 1TB SSD + 1 HD 4TB in + external HD and NAS Very reliable pc. Only 1 update inside

– iMAC Old but gold

– iPad is Quite useful but not to bring on trekking… Very nice and useful for many apps but in the end… you lose too much time instead of doing photos…

Sw:

– PHOTOSHOP The best

– PHOTO MECHANICS Unique for some type of labelling and archiving

OUTDOORS GEAR>

– SALEWA Once the best (at least for me). That’s why I still keep on using very old garments until they will worn out. Nowadays there is not much different from other brands. It is the advantage of globalization would say, someone…

– TIMBERLAND Once the best (at least for me). That’s why I still use very old garments until they will worn out. Nowadays there is not much different from other brands. It is the advantage of globalization would say, someone…

– PATAGONIA Very best… I still wear some waistcoast over 40 years old but still the same… but nowadays as above….

– M0NTURA Nowadays one of the best… in its genre…

– FERRINO Nowadays one of the best… in its genre…

– LA SPORTIVA Very good and durable brand articles…

– SALOMON Very good and durable brand articles…

– MILLET Very good especially for some accessories…

– CORONEL TAPIOCCA Very good and, in some cases, with unique articles for particular situations but unfortunately no more available in Italy. It has a site .es but it is lacking of many articles…

CERIALE
Il corvo nero

http://www.enricopelos.it

Luoghi Abbandonati Abandoned Places (ex?): La DISCOTECA DOMINA di Toirano by Enrico Pelos

Fotografie Video Fotoelaborazioni Testi: Enrico Pelos http://www.enricopelos.it
Editing Assembling Filmato: Enrico Pelos
Music: “DOMINA (The Abandoned Discotheque)”
Sound Design Created and Performed by Enrico Pelos
Voce Maschile Narrante: Enrico Pelos
Voce Femminile Narrante:Rita Tunes
Direction: by Enrico Pelos http://www.enricopelos.it

Uno dei ‘Luoghi Abbandonati’ più affascinanti che ho visitato è stata la discoteca Domina sopra Toirano. Il nome fa onore al luogo poiché il maestoso scenario nel quale è immersa domina la Val Varatella fino al mare. Sorta sulle “ceneri” di un ristorante abbandonato realizzato nel 1970, è costruita su 4 piani ed aveva 2 piste da ballo all’interno ed una all’esterno. Buona lettura e buona visione.
In questo periodo di giornate che erano un tempo le feste più importanti dell’anno e che adesso sono soprattutto di “clausura”, più o meno forzata dalle varie ondate pandemiche, in molti siamo “costretti” ad uscire solo lo stretto necessario, per lavoro, per necessità alimentari, per motivi sanitari extra covid… o altro più o meno indispensabile. Ecco che allora, invece di rattristarci e deprimerci, pur nella consapevolezza che forse non è che si ci sia molto da festeggiare se in Italia ad oggi sono sempre tante le vittime di Covid-19, in queste giornate che sono anche d’inizio inverno e non si può andare nei luoghi di vacanza, ci possono venire in aiuto i reportage del tipo “Viaggio intorno alla mia camera” come nel romanzo di Xavier de Maistre che nel marzo del 1974 fu costretto a restare chiuso per 42 giorni in una stanza.
Ed allora vi porto a fare un “viaggio” in un bel posto dell’immediato entroterra della Riviera di Ponente e precisamente alla discoteca abbandonata Domina di Toirano. Essa è poco distante da una delle frazioni della località conosciuta soprattutto per le sue famose grotte, ovvero in quella di Carpe, sulla strada che da Toirano porta su verso il Giogo prima, verso Bardineto e Calizzano poi e da qui in Piemonte. Una strada piena di curve e tornanti ben conosciuta dai molti motociclisti che la percorrono con particolare interesse e velocità (talvolta poco curanti delle linee di mezzeria…) per un week-end o vacanze dai monti al mare e viceversa.
Questa della discoteca Domina è una storia controversa. C’è chi la amava, anche solo per un drink visto lo splendido scenario nel quale era immersa, e chi la odiava, come molti degli abitanti delle zone vicine per i problemi di ordine pubblico che ebbe spesso ad affrontare. Il Domina però non è stata semplicemente una discoteca, ma per molti aspetti è stato un fenomeno culturale del suo tempo, pur con gli annessi e connessi in senso positivo e/o negativo.
La discoteca si chiamava inizialmente “Nanga”, poi si chiamò Domina e nel 2002 cambiò ulteriormente gestione passando sotto la direzionhe dell’Horus di Albenga. Nel 2007 il locale venne chiuso definitivamente. Il nome successivo Domina fu particolarmente azzeccato e non avrebbe potuto essere più incisivo data l’invidiabile vista spettacolare che dalla terrazza, o da altri punti nei pressi, permette di osservare i monti circostanti giù fino il mare ed alle città di Pietra Ligure, Loano Borghetto, Albenga, la mitica isola Gallinara
Fu proprio nel 1994 che la piccola località dell’entroterra del Ponente Ligure diventò la meta preferita degli amanti delle musica della notte. La costruzione venne realizzata a seguito della ristrutturazione di un ristorante allora esistente ed è ancora composta da 4 piani ed aveva un bel bar con paninoteca. Due erano le sale coperte ed all’esterno funzionavano a pieno ritmo, una piscina ed una pista in mezzo ai monti da far invidia ai tanti locali blasonati della costa. C’erano curati percorsi in mezzo al verde, scalette tra la macchia mediterranea, statue in stile pseudo-neoclassico. C’erano alberi di diverse specie tra i quali alcuni imponenti cipressi, che contornavano il belvedere.
Lo stare in piedi sulla terrazza o sul belvedere mi ha sempre fatto venire in mente i famosi versi di un immaginario cavaliere che alla curva si fermava, scendeva e dopo i passi di avvicinamento così diceva: “Da qui messere si domina la valle”, come cantava appunto il famoso gruppo rock progressive Banco del Mutuo Soccorso, anche se come genere musicale erano di qualche anno prima del genere della Domina…
Essa era anche conosciuta come “La discoteca sulla collina” o “La discoteca sulla montagna” e, specialmente a Pasqua, era affollatissima. Molti frequentatori venivano da Genova ed anche da località più lontane della Liguria, visto il famoso e spettacolare scenario del monti del circondario. Il successo ad un certo punto fu tale che venivano organizzati pullman da località anche da fuori Liguria e da varie parti d’Italia, vista anche la grande possibilità di parcheggio e senza problemi di rumore in quanto isolata e distante dalla più vicina frazione di Carpe di cui faceva parte.
Arrivavano anche gruppi in treno che scendevano alla stazione di Loano per poi proseguire in autobus. Altri viaggiavano su navette affollatissime da Torino, Milano e Genova. Molti partivano poi a piedi dalla stazione, risalendo la collina anche dai vicini paesi marittimi. Episodi perticolarissimi ed eccezionali per un locale di questo tipo, ma grande era il desiderio di arrivare in questo posto “unico” non foss’altro per il piacere di poter dire “Io c’ero”.
Nella discoteca Domina si avvicendarono alcuni tra i migliori dj dell’epoca con i loro mix di musiche, in prevalenza elettroniche, techno, trance, hardstyle, house, progressive. Furono ospiti delle serate vocalist e dj come Mario Più, Joe T Vannelli, Roberto Francesconi, Maurizio Benedetta, Zenith, Bruno Power, Tatanka e numerosi ospiti stranieri.
Si cominciava con la musica dal sabato pomeriggio e si andava avanti per 24 ore consecutive. L’idea conduttrice del locale era quella di ballare il più possibile in un ambiente di amicizia e fratellanza con gli altri frequentatori del locale, anche grazie agli inviti ed alle parole dei dj che incitavano il pubblico a sentirsi dei frequentatori particolari, diversi dagli schemi delle altre discoteche ovvero diversi dai “fighetti”, i “figli di papà” che con le auto di grossa cilindrata frequentavano solo i locali con la musica commerciale, imposta dalle varie etichette discografiche, ed accusati di “non ballare per non sudare”.
Eppure ci fu un tempo che quando gli altri locali chiudevano come ad esempio alle prime ore dell’alba e quindi i locali tutti giù in riviera come Le Vele, La Capannina, La Suerte erano chiusi, il “popolo della notte” si spostava lassù sulla montagna, lassù al Domina, e non era un sabato notte come tanti altri per la gente che ballava nel bell’anfiteatro naturale. Era considerata al tempo dagli esperti del settore la più bella location musicale del Nord Italia ed il tempio della musica tekno.
Purtroppo, come spesso succede in questi casi, oltre agli amanti della musica arrivarono anche manifestazioni più o meno autorizzate con eccessi dovuti a risse e circolazione di sostanze improprie di varia natura. All’indomani delle serate/nottate non era difficile vedere ragazzi che raggiungevano a piedi la costa di Borghetto o di Loano con schiamazzi e disturbi vari per gli abitanti delle frazioni vicine. Purtroppo la strada per Carpe aveva spesso macchine danneggiate e persone che stavano male. Peccato perchè nello stesso periodo molte famose discoteche del Nord Europa, come ad esempio il Paradiso di Amsterdam dove sono stato, avevano lo stesso pubblico ma non le stesse problematiche. Li tutto si svolgeva tranquillamente mentre al Domina veniva spesso chiamata la polizia che scortava e diffidava molti dei frequentatori che, come negli stadi, saccheggiavano il bar con minacce ed altri comportamenti.
Questi ed altri motivi portarono le autorità a revocare una prima volta la licenza nel 2002. Nel 2003 il locale fu interessato da una nuova gestione ma anche in questo caso il periodo di esercizio in modo “normale” ebbe la durata di un anno circa.
Negli anni seguenti seguirono periodi di abbandono – usata per molto tempo anche come discarica abusiva, fu anche segnalata anche dai rapporti del WWF di Savona – o di recupero con tentativi di messa all’asta dell’immobile. Sembrava, ad esempio, che nel 2014 si fosse vicini alla trasformazione e ristrutturazione del complesso in una casa di riposo. Nel frattempo il degrado e l’incuria si impossessarono della struttura. Inizialmente furono solo di interventi di writers vari che, data la tipologia del luogo e della posizione, si sentirono ispirati per composizioni varie più o meno artistiche, ma in seguito ci furono atti vandalici ed anche furti volti a portare via infissi quali ringhiere, corrimano, parapetti etc… rendendo la struttura anche molto pericolosa per persone che non avessero percorso le sue scale ed i suoi locali con particolare attenzione.
Situazioni simili di abbandono sono successe anche ad altri locali famosi delle zone vicine del Ponente anche se con diverse destinazioni o utilizzo d’uso nel corso degli anni. Si possono citare ad esempio la mitica Capannina di Alassio, chiusa nel 2009, lo Sporting Club di Finale, i bei giardini con le diverse piste di Ai Pozzi di Loano oggi trasformato in residence turistico alberghiero, l’Astral poi Rajah di Pietra Ligure diventata poi birreria e spaghetteria… ed altre. C’è stato qualche amante di quei tempi che l’ha fatta rivivere sulle pagine di Second Life, il famoso mondo virtuale elettronico digitale della piattaforma informatica che trova applicazione nei campi della creatività virtuale ricreando anche luoghi e musica non più esistenti nel mondo reale.
Si sono quindi susseguite altre aste di vendita: nel 2015 venivano richiesti come importo base 390.000€ circa, poi nel 2016 la richiesta si abbassò ulteriormente a 170.000€ sebbene Le stime iniziali fossero partite da circa mezzo milione di euro, ma la crisi del mercato immobiliare ha colpito tutti i settori.
In tempi recenti è stata infine acquistata ed i cartelli indicanti Proprietà Privata, posizionati in diverse parti della struttura, hanno appunto lo scopo di attestarne il nuovo cambio di destinazione. C’è l’intenzione di attuare un progetto di recupero a fini sportivi ma non solo, da parte di un noto personaggio del mondo dello sport e dello spettacolo della zona. Chi è di queste parti ha già capito a chi mi riferisco, se le voci che mi hanno informato sono fondate.
Tutta la zona dei monti intorno alla discoteca riveste anche un particolare interesse escursionistico, perchè da qui scende al mare, ma volendo si sale anche ad esempio al Giogo di Toirano sull’Alta Via dei Monti Liguri dove la vista spazia sul monte Carmo di Loano e molti altri monti.
Interessanti Passeggiate a Ponente sono poi il percorso escursionistico come il “Sentiero dei Daini” che aggira tutta la bastionata meridionale del Monte Varatella, con alcuni tratti di tipo alpinistico da percorrere con attenzione o come quello che si può raggiungere anche da dal tristemente famoso Ponte del Salto del Lupo che costeggia una parete rocciosa, si inoltra in una pietraia, per proseguire in altri tratti impegnativi fino ad arrivare proprio al bel paesaggio che si vede di fronte alla discoteca, ovvero l’antichissima chiesa di San Pietro ai Monti raggiungibile anche dal Giogo di Toirano o da Boissano.
Ci sono poi anche il “Sentiero Natura Rio della Valle“, diverse grotte come quella della valle della Giara, meta di speleologi esperti. Poco sotto troviamo le cave abbandonate con le belle pitture rupestri dell’amico Mario Nebiolo che, seppure sbiadite dal tempo, si fanno ancora intravedere tra le balze e le fasce del monte sovrastante.
E’ questa la storia di questo luogo ed il periodo nel quale ho scattato la maggioranza delle foto presenti in questa photo-gallery. L’edificio e l’ambiente circostante rimangono splendidi ed originali esempi, seppur nella loro decadenza e vandalizzazione, di un tempo che fu. Un muto testimone della memoria di serate che non torneranno più. Rimane però, a consolazione di coloro che frequentarono gli ambienti ed i luoghi del “locale sopra la montagna”, lo scenario affascinante della natura circostante che non è cambiato e rimane immutato con i suoi sentieri, le sue albe ed i suoi tramonti.
Ai fan delle discoteca DOMINA e ai miei followers dei Luoghi abbandonati suggerisco la lettura dell’articolo completo con molte foto pubblicato sul Blog di Trucioli.it

A DOG NAMED LILLY A DOG NAMED LILLY A MALTESE CREATURE FROM LIGURIA by Enrico Pelos

…Lilly Litte Maltese Trekking Dog has passed… on the film she walked with Rita & Enrico on the following Liguria Locations:
Passeggiata a Levante #13 Pian della Cavalla – Antola Park
Passeggiata a Levante #9 Forte puin – Forti di genova del Righi
Passeggiata a Levante #1 Alta Via dei Monti Liguri – Beigua Park
Passeggiate in Val Noci
Passeggiata Ceriale – Borghetto S.S. Castello Borelli (Luogo (ex) Abbandonato)
RigAntoCa Passeggiata Righi Antola Caprile
Ligurian Sea Coast
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Photography & Shooting with Nikon Cameras: Enrico Pelos
Assembling Editing Direction : Enrico Pelos
Music : “A dog named Lilly” : Enrico Pelos
Sound Design with Keyboard Synth on Ableton Daw : Enrico Pelos
http://www.enricopelos.it

Luoghi Abbandonati Abandoned Places DISCOTECA ABBANDONATA (ex?) DOMINA DI CARPE DI TOIRANO nei pressi dell’Alta Via dei Monti Liguri by enrico pelos

Uno dei ‘Luoghi Abbandonati’ più affascinanti che ho visitato è stata la discoteca Domina sopra Toirano. Il nome fa onore al luogo poichè il maestoso scenario nel quale è immersa domina la Val Varatella fino al mare. Sorta sulle “ceneri” di un ristorante abbandonato realizzato nel 1970, è costruita su 4 piani ed aveva 2 piste da ballo all’interno ed una all’esterno. Buona lettura e buona visione con 19 foto…

In questo periodo di giornate che erano un tempo le feste più importanti dell’anno e che adesso sono soprattutto di “clausura”, più o meno forzata dalle varie ondate pandemiche, in molti siamo “costretti” ad uscire solo lo stretto necessario, per lavoro, per necessità alimentari, per motivi sanitari extra covid… o altro più o meno indispensabile.

Ecco che allora, invece di rattristarci e deprimerci, pur nella consapevolezza che forse non è che si ci sia molto da festeggiare se in Italia ad oggi sono sempre tante le vittime di Covid-19, in queste giornate che sono anche d’inizio inverno e non si può andare nei luoghi di vacanza, ci possono venire in aiuto i reportage del tipo “Viaggio intorno alla mia camera” come nel romanzo di Xavier de Maistre che nel marzo del 1974 fu costretto a restare chiuso per 42 giorni in una stanza.

Ed allora vi porto a fare un “viaggio” in un bel posto dell’immediato entroterra della Riviera di Ponente e precisamente alla discoteca abbandonata Domina di Toirano. Essa è poco distante da una delle frazioni della località conosciuta soprattutto per le sue famose grotte, ovvero in quella di Carpe, sulla strada che da Toirano porta su verso il Giogo prima, verso Bardineto e Calizzano poi e da qui in Piemonte. Una strada piena di curve e tornanti ben conosciuta dai molti motociclisti che la percorrono con particolare interesse e velocità (talvolta poco curanti delle linee di mezzeria…) per un week-end o vacanze dai monti al mare e viceversa.

La discoteca Domina nel maestoso scenario immerso nel verde ripresa da una delle alture circostanti… Essa era anche conosciuta come “La discoteca sulla collina” o “La discoteca sulla montagna”…

Questa della discoteca Domina è una storia controversa. C’è chi la amava, anche solo per un drink visto lo splendido scenario nel quale era immersa, e chi la odiava, come molti degli abitanti delle zone vicine per i problemi di ordine pubblico che ebbe spesso ad affrontare. Il Domina però non è stata semplicemente una discoteca, ma per molti aspetti è stato un fenomeno culturale del suo tempo, pur con gli annessi e connessi in senso positivo e/o negativo.
La discoteca si chiamava inizialmente “Nanga”, poi si chiamò Domina e nel 2002 cambiò ulteriormente gestione passando sotto la direzionhe dell’Horus di Albenga. Nel 2007 il locale venne chiuso definitivamente. Il nome successivo Domina fu particolarmente azzeccato e non avrebbe potuto essere più incisivo data l’invidiabile vista spettacolare che dalla terrazza, o da altri punti nei pressi, permette di osservare i monti circostanti giù fino il mare ed alle città di Pietra Ligure, Loano Borghetto, Albenga, la mitica isola Gallinara.

Fu proprio nel 1994 che la piccola località dell’entroterra del Ponente Ligure diventò la meta preferita degli amanti delle musica della notte. La costruzione venne realizzata a seguito della ristrutturazione di un ristorante allora esistente ed è ancora composta da 4 piani ed aveva un bel bar con paninoteca. Due erano le sale coperte ed all’esterno funzionavano a pieno ritmo, una piscina ed una pista in mezzo ai monti da far invidia ai tanti locali blasonati della costa. C’erano curati percorsi in mezzo al verde, scalette tra la macchia mediterranea, statue in stile pseudo-neoclassico. C’erano alberi di diverse specie tra i quali alcuni imponenti cipressi, che contornavano il belvedere.

Lo stare in piedi sulla terrazza o sul belvedere mi ha sempre fatto venire in mente i famosi versi di un immaginario cavaliere che alla curva si fermava, scendeva e dopo i passi di avvicinamento così diceva: “Da qui messere si domina la valle”, come cantava appunto il famoso gruppo rock progressive Banco del Mutuo Soccorso, anche se come genere musicale erano di qualche anno prima del genere della Domina…

“Da qui messere si domina la valle”…
“Qui 22 anni fa vedevo…” da uno dei tanti autori di graffiti, disegni, artwork, writers…

Essa era anche conosciuta come “La discoteca sulla collina” o “La discoteca sulla montagna” e, specialmente a Pasqua, era affollatissima. Molti frequentatori venivano da Genova ed anche da località più lontane della Liguria, visto il famoso e spettacolare scenario del monti del circondario. Il successo ad un certo punto fu tale che venivano organizzati pullman da località anche da fuori Liguria e da varie parti d’Italia, vista anche la grande possibilità di parcheggio e senza problemi di rumore in quanto isolata e distante dalla più vicina frazione di Carpe di cui faceva parte.

Arrivavano anche gruppi in treno che scendevano alla stazione di Loano per poi proseguire in autobus. Altri viaggiavano su navette affollatissime da Torino, Milano e Genova. Molti partivano poi a piedi dalla stazione, risalendo la collina anche dai vicini paesi marittimi. Episodi perticolarissimi ed eccezionali per un locale di questo tipo, ma grande era il desiderio di arrivare in questo posto “unico” non foss’altro per il piacere di poter dire “Io c’ero”.

Nella discoteca Domina si avvicendarono alcuni tra i migliori dj dell’epoca con i loro mix di musiche, in prevalenza elettroniche, techno, trance, hardstyle, house, progressive. Furono ospiti delle serate vocalist e dj come Mario Più, Joe T Vannelli, Roberto Francesconi, Maurizio Benedetta, Zenith, Bruno Power, Tatanka e numerosi ospiti stranieri.

Si cominciava con la musica dal sabato pomeriggio e si andava avanti per 24 ore consecutive. L’idea conduttrice del locale era quella di ballare il più possibile in un ambiente di amicizia e fratellanza con gli altri frequentatori del locale, anche grazie agli inviti ed alle parole dei dj che incitavano il pubblico a sentirsi dei frequentatori particolari, diversi dagli schemi delle altre discoteche ovvero diversi dai “fighetti”, i “figli di papà” che con le auto di grossa cilindrata frequentavano solo i locali con la musica commerciale, imposta dalle varie etichette discografiche, ed accusati di “non ballare per non sudare”.

Eppure ci fu un tempo che quando gli altri locali chiudevano come ad esempio alle prime ore dell’alba e quindi i locali tutti giù in riviera come Le Vele, La Capannina, La Suerte erano chiusi, il “popolo della notte” si spostava lassù sulla montagna, lassù al Domina, e non era un sabato notte come tanti altri per la gente che ballava nel bell’anfiteatro naturale. Era considerata al tempo dagli esperti del settore la più bella location musicale del Nord Italia ed il tempio della musica tekno.

Purtroppo, come spesso succede in questi casi, oltre agli amanti della musica arrivarono anche manifestazioni più o meno autorizzate con eccessi dovuti a risse e circolazione di sostanze improprie di varia natura. All’indomani delle serate/nottate non era difficile vedere ragazzi che raggiungevano a piedi la costa di Borghetto o di Loano con schiamazzi e disturbi vari per gli abitanti delle frazioni vicine. Purtroppo la strada per Carpe aveva spesso macchine danneggiate e persone che stavano male. Peccato perchè nello stesso periodo molte famose discoteche del Nord Europa, come ad esempio il Paradiso di Amsterdam dove sono stato, avevano lo stesso pubblico ma non le stesse problematiche. Li tutto si svolgeva tranquillamente mentre al Domina veniva spesso chiamata la polizia che scortava e diffidava molti dei frequentatori che, come negli stadi, saccheggiavano il bar con minacce ed altri comportamenti.

Questi ed altri motivi portarono le autorità a revocare una prima volta la licenza nel 2002. Nel 2003 il locale fu interessato da una nuova gestione ma anche in questo caso il periodo di esercizio in modo “normale” ebbe la durata di un anno circa.

Nasce poi nel 2004 il “Domina Revolution”, con “rivoluzione” intesa anche come cambio di genere musicale, ma anche sotto questa gestione accadranno episodi che interesseranno le autorità e si arriverà, nel 2007, alla revoca della licenza in modo definitivo. Ci sarà ancora qualche evento sporadico in occasione di qualche Pasqua o Ferragosto, ma ormai sono cambiati anche i fruitori dell’antico locale e l’intento originario di “amicizia e fratellanza” si trasformerà poco a poco, sino a cambiare rispetto a quello di una volta con ulteriori problematiche tra i frequentatori del locale. Nonostante tutto per molti è ancora forte il ricordo delle notti di musica ed amicizie con l’emozione di vedere sorgere l’alba con il sole che “usciva“ dal mare” laggiù sulla costa.

Negli anni seguenti seguirono periodi di abbandono – usata per molto tempo anche come discarica abusiva, fu anche segnalata anche dai rapporti del WWF di Savona – o di recupero con tentativi di messa all’asta dell’immobile. Sembrava, ad esempio, che nel 2014 si fosse vicini alla trasformazione e ristrutturazione del complesso in una casa di riposo. Nel frattempo il degrado e l’incuria si impossessarono della struttura. Inizialmente furono solo di interventi di writers vari che, data la tipologia del luogo e della posizione, si sentirono ispirati per composizioni varie più o meno artistiche, ma in seguito ci furono atti vandalici ed anche furti volti a portare via infissi quali ringhiere, corrimano, parapetti etc… rendendo la struttura anche molto pericolosa per persone che non avessero percorso le sue scale ed i suoi locali con particolare attenzione.

Situazioni simili di abbandono sono successe anche ad altri locali famosi delle zone vicine del Ponente anche se con diverse destinazioni o utilizzo d’uso nel corso degli anni. Si possono citare ad esempio la mitica Capannina di Alassio, chiusa nel 2009, lo Sporting Club di Finale, i bei giardini con le diverse piste di Ai Pozzi di Loano oggi trasformato in residence turistico alberghiero, l’Astral poi Rajah di Pietra Ligure diventata poi birreria e spaghetteria… ed altre. C’è stato qualche amante di quei tempi che l’ha fatta rivivere sulle pagine di Second Life, il famoso mondo virtuale elettronico digitale della piattaforma informatica che trova applicazione nei campi della creatività virtuale ricreando anche luoghi e musica non più esistenti nel mondo reale.

Si sono quindi susseguite altre aste di vendita: nel 2015 venivano richiesti come importo base 390.000€ circa, poi nel 2016 la richiesta si abbassò ulteriormente a 170.000€ sebbene Le stime iniziali fossero partite da circa mezzo milione di euro, ma la crisi del mercato immobiliare ha colpito tutti i settori.

In tempi recenti è stata infine acquistata ed i cartelli indicanti Proprietà Privata, posizionati in diverse parti della struttura, hanno appunto lo scopo di attestarne il nuovo cambio di destinazione. C’è l’intenzione di attuare un progetto di recupero a fini sportivi ma non solo, da parte di un noto personaggio del mondo dello sport e dello spettacolo della zona. Chi è di queste parti ha già capito a chi mi riferisco, se le voci che mi hanno informato sono fondate.

La curva della Discoteca… “gioa” di tutti i motociclisti…

Tutta la zona dei monti intorno alla discoteca riveste anche un particolare interesse escursionistico, perchè da qui scende al mare, ma volendo si sale anche ad esempio al Giogo di Toirano sull’Alta Via dei Monti Liguri dove la vista spazia sul monte Carmo di Loano e molti altri monti.

Interessanti Passeggiate a Ponente sono poi il percorso escursionistico come il “Sentiero dei Daini” che aggira tutta la bastionata meridionale del Monte Varatella, con alcuni tratti di tipo alpinistico da percorrere con attenzione o come quello che si può raggiungere anche da dal tristemente famoso Ponte del Salto del Lupo che costeggia una parete rocciosa, si inoltra in una pietraia, per proseguire in altri tratti impegnativi fino ad arrivare proprio al bel paesaggio che si vede di fronte alla discoteca, ovvero l’antichissima chiesa di San Pietro ai Monti raggiungibile anche dal Giogo di Toirano o da Boissano.

Ci sono poi anche il “Sentiero Natura Rio della Valle“, diverse grotte come quella della valle della Giara, meta di speleologi esperti. Poco sotto troviamo le cave abbandonate con le belle pitture rupestri dell’amico Mario Nebiolo che, seppure sbiadite dal tempo, si fanno ancora intravedere tra le balze e le fasce del monte sovrastante.

Attenzione: alcuni sentieri presentano talvolta delle difficoltà per escursionisti non esperti. Come sempre consiglio di informarsi bene sulla sulla percorribilità e la fruibilità dell’accesso al momento della programmazione della gita dai siti istituzionali o dalle persone della zona. Vi consiglio di non andare mai da soli, ma se proprio è il vostro caso lasciate comunque sempre detto ad una persona di fiducia quale saranno il vostro percorso e la vostra meta.

I Luoghi Abbandonati della discoteca Domina e della cava di Toirano con le pitture rupestri di Mario Nebiolo.

La discoteca ripresa da una delle alture circostanti…

E’ questa la storia di questo luogo ed il periodo nel quale ho scattato la maggioranza delle foto presenti in questa photo-gallery. L’edificio e l’ambiente circostante rimangono splendidi ed originali esempi, seppur nella loro decadenza e vandalizzazione, di un tempo che fu. Un muto testimone della memoria di serate che non torneranno più. Rimane però, a consolazione di coloro che frequentarono gli ambienti ed i luoghi del “locale sopra la montagna”, lo scenario affascinante della natura circostante che non è cambiato e rimane immutato con i suoi sentieri, le sue albe ed i suoi tramonti.

www.enricopelos.it

www.luoghiabbandonati.it
https://linktr.ee/enricopelos

IL MULINO DI NEIRONE… Dintorni… altri mulini… altre storie… V by enrico pelos

Un viaggio nell’entroterra ligure con l’amico Franco…

per andare trovare Rino l’amico del mulino… da lì la storia e le molte altre di mulini … di persone… che ne seguirono…

l’IFF o l’Itinerario dei Feudi Fliscani con Siestri Luogo Abbandonato sulle orme della Dantesca Fiumana bella…

nella Val Fontanabuona sulle tracce di Cristoforo Colombo, sul 7P l’Itinerario dei 7 passi,…

nella valle dei mulini abbandonati di Portofino e Paraggi, … fino ad arrivare ai Mulini del Ponente Ligure savonese… a Nasino sul Pennavaire… ai piedi del maestoso dolomitico Castellermo o Peso Grande…

A trip to the Ligurian hinterland with his friend Franco to go and find Rino the friend of the mill … from there the history and many others of mills … of people … who followed … the IFF o Itinerary of the Feudi Fliscani with Siestri Abandoned Place in the footsteps of the beautiful Dantesque Fiumana … in the Fontanabuona valley on the trail of Cristopher Colombus, on the 7P the Itinerary of the 7 steps, in the valley of the abandoned mills of Portofino and Paraggi, up to the Mulini del Ponente Ligure… in Nasino sul Pennavaire … at the foot of the majestic Castellermo or Peso Grande Dolomites …

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ALBENGA CAMPOCHIESA S. Giorgio Sagra du Michettin by night

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Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA sull’Alta Via dei Monti Liguri sul Blog di Trucioli

Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA

Il Col di Nava è situato a 934 m di altezza, fa parte del territorio di Pornassio e separa due sottosezioni della Alpi Liguri: le Prealpi Liguri e le Alpi del Marguareis e due regioni: la Liguria e il Piemonte collegando l’Imperiese con il Monregalese ed il Cuneese. Il valico prende il nome dalla frazione di Nava che è composta da due borgate: Col di Nava e Case di Nava distante circa 500 metri. A pochi chilometri, alla fine del tratto in discesa, c’è poi Ponti di Nava che segna il confine tra le due regioni ed è già nel comune di Ormea in Piemonte. Il clima è tipicamente di montagna, anche se siamo a non molti chilometri dal mare, come lo testimoniano anche le molte abitazioni in stile alpino, perchè qui gli inverni sono con frequenti nevicate mentre le estati sono, in genere, fresche.
Il Colle di Nava è sempre stato un importante passaggio di frontiere già all’epoca della Repubblica di Genova e l’antico Ducato di Savoia i cui discendenti divennero in seguito Casa Savoia, la dinastia regnante in Italia. Nel XIX secolo la monarchia iniziò a temere le invasioni della Francia. Il nemico al di là del confine dei monti avrebbe potuto anche arrivare facilmente dal mare sbarcando a Imperia perchè la Marina Reale, formata da unità delle marine preunitarie, non era in grado di affrontare la forza navale francese o quella inglese e quindi non sarebbe riuscita a opporsi ad eventuali sbarchi sulle coste che avrebbero facilmente aggirato le fortificazioni sui monti e invaso la Pianura Padana. Venne decisa quindi la costruzione di una serie di fortificazioni a difesa dei passaggi dei confini tra le due nazioni ma anche per proteggere le zone di scambio commerciale e militare. Tra questi confini uno dei passaggi più importanti era allora proprio il Colle di Nava (altre fortificazioni furono costruite a Tenda e a Vinadio) tra la Valle Arroscia e la Val Tanaro. Lo stato maggiore dell’esercito decise così la costruzione, dal 1870 al 1888, di 5 forti: 3 sono oggi, di fatto, dei luoghi abbandonati ed in effetti furono proprio abbandonati ufficialmente dopo l’8 settembre 1943. Essi sono: il Forte Bellarasco, il Forte Pozzanghi ed il Forte Richermo. Un altro forte il Montescio è abbandonato ma una parte è stata oggetto di restauro ed ha indicazioni di proprietà privata. Il quinto, il Forte Centrale, non è abbandonato ed è restaurato e ben conservato.

Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
  • FORTE BELLARASCO (900 m s.l.m.)
    Il Forte Bellarasco appare veramente maestoso dal suo piazzale panoramico. Esso è di proprietà del demanio militare, chiuso e abbandonato da anni. Costruito in posizione dominante la vista spazia dalla valle di Armo fino a Montegrosso Pian Latte, alle Alpi Marittime e verso i monti dell’Alta Via dei Monti Liguri.
    Esso è una grande costruzione su due piani con un piano terreno con cortile interno ed un piano sotterraneo dove sono ricavati rispettivamente 17 e 43 locali.
    A fianco del portale, una lapide ricorda un episodio della guerra di liberazione quando l’11 marzo 1944 un gruppo di partigiani provenienti dalla Val Tanaro, da Pornassio e dalla costa Imperiese, si asserragliò nell’edificio assieme ai ribelli del Cap. Martinengo (Eraldo Hanau) che lo avevano espugnato alla Guardia Nazionale Repubblicana, e riuscì a contrastare e a respingere le forze nazifasciste che salivano dal mare per compiere un rastrellamento.
    La zona di intervento copriva, oltre alla zona del colle vera e propria, le vallate ed i sentieri laterali, completandosi con l’azione svolta dalle opere del Saccarello ed i forti dello sbarramento di Zuccarello…
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
  • FORTE MONTESCIO (930 s.l.m.)
    Mentre tutti i forti sono facilmente raggiungibili dall’abitato di Nava con delle belle passeggiate ed è comunque sufficiente richiedere qualche informazione agli abitanti del colle, l’itinerario per il Forte Montescio è più difficile da trovare ed è pure un soggetto con qualcosa di misterioso. E infatti occorre proprio andarselo a cercare. Innanzitutto, se chiedete in giro non molti sanno della sua esistenza e tanto meno sanno indicarvi con precisione la strada. Questo perchè lo stesso è in posizione distaccata rispetto al caposaldo degli altri Forti, è abbastanza lontano dalla piazza del colle ed è lungo la tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri che porta verso San Bernardo di Mendatica, che si distacca dalla SS 28 all’altezza del Sacrario degli Alpini. Da qui poi occorre percorrere una strada sterrata che anche se indicata ormai dai moderni strumenti gps o dalle app con le mappe dei cellulari e quindi non ci si può perdere, è comunque una bella camminata. Una volta usciti dal bosco, che tra l’altro in questi giorni presenta in diversi punti un bellissimo foliage mentre d’inverno è non di rado coperto dalla neve con formazioni ghiacciate, ci si trova davanti ad una costruzione veramente imponente in tutto il suo perimetro che è situato tra il Colle di Nava e la colla dei Cancelli di Cosio di Arroscia. Esso permetteva di sorvegliare la Valle del Tanarello, verso la Francia, fungendo altresì da collegamento tra la Piazza di Nava e quella di Cima di Marta e del Saccarello. Il forte è chiaramente abbandonato e diroccato in molti punti ma, e qui sta il “mistero”, sulla parte frontale c’è quello che sembrerebbe un ponte levatoio…
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
  • FORTE POZZANGHI (1173 m s.l.m.)
    Il Forte Pozzanghi domina il Col di Nava, dall’alto dell’omonimo poggio. Esso era dotato di una torre cannoniera con ingresso dal ponte levatoio. Ha la base tonda ed è dotato di un gran numero di feritoie da fucile lungo tutto il perimetro e a tratti intervallate da bocche di cannone per artiglieria. Esso incrociava i fuochi con il Forte Richermo installato sul versante opposto della valle e di uguale costruzione. Si trova nei pressi dell’Alta Via Dei Monti Liguri che porta a San Bernardo di Mendatica….
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA….
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
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Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA

Articolo completo con altre foto sul Blog di Trucioli al link…

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Alta Via dei Monti Liguri Oggi al Col di Nava… il colle del miele e della lavanda… Giornataccia buia e tempestosa…

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Luoghi Abbandonati I FORTI dello SBARRAMENTO di ZUCCARELLO Liguria di Ponente sul Blog di Trucioli

Alcune delle vie di comunicazioni importanti tra la Liguria ed il Piemonte sono quelle che passano attraverso la Val Neva e la Val Pennavàire.
A guardia di questi importanti passaggi vennero costruiti quattro forti: Il FORTE CENTRALE, il FORTE di MONTE ARENA, il FORTE di ROCCA LIVERNA’ ed il FORTE di POGGIO GRANDE.
I forti sono molto interessanti anche come mete di passeggiate e/o escursioni e sono facilmente raggiungibili…

Descrizione con altre foto sul Blog di Trucioli

Il FORTE CENTRALE era il più importante perchè costruito sulla strada che porta da Albenga a Garessio attraverso il Colle di San Bernardo lungo l’Alta Via dei Monti Liguri. Il FORTE CENTRALE è raggiungibile in macchina da Albenga e la strada passa proprio nel mezzo delle mura del forte del quale ad oggi rimangono solo alcuni locali come il corpo di guardia, il ponte sul Neva, un tempo di tipo levatoio, parte del fossato, feritoie… Il resto è stato distrutto per la necessità di far spazio alla grande cava costruita nei pressi.
Da queste parti il generale Massena (protagonista anche dei Forti di Genova…) stabilì il quartier generale per la Battaglia di Loano… Qui nacque e visse la bella Ilaria del Carretto (Zuccarello, 1379 – Lucca, 1405) figlia del marchese di Zuccarello, celebrata in un monumento in bronzo all’ingresso di Zuccarello e in quello famoso di Jacopo della Quercia a Lucca… sempre qui c’è il castello dei Clavesana, passato alla famiglia dei Del Carretto ed in seguito alla Repubblica di Genova. Poco distanti ci sono diverse pareti per arrampicata frequentate da climbers che arrivano da tutta Europa.

Il FORTE di MONTE ARENA rimane sopra il Forte Centrale ed è raggiungibile sia dalla cava sopracitata che da un percorso escursionistico facente parte del Sentiero Liguria. La strada è in parte sterrata ed in parte asfaltata (guidare o camminare con molta attenzione perchè sono entrambe, per lunghi tratti, sopra dei cigli di cava…). e attraversa una bella pineta con sopra i resti di uno dei castelli dei marchesi di Clavesana che porta a Castelbianco ed alle sue frazioni di Vesallo Veravo, Oresine e Colletta. Quest’ultimo era un Luogo abbandonato o Ghost Village a seguito del terremoto del 1887. Qui ebbi l’occasione di fotografare l’ultimo abitante sulla porta dell’attuale locanda. Colletta è stato recuperato e trasformato poi negli anni ’80…’90 in un luogo un all’avanguardia (per allora) nelle comunicazioni a livello abitativo privato e pioniere di quello che è oggi definito Smart Working. Il Borgo è oggi inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Altri percorsi su sentieri portano al forte come gli anelli o sentieri di Monte Arena. Una passeggiata fra storia e natura che, con panorami su due delle valli albenganesi di maggior suggestione, permette di camminare tra i monti del territorio ligure a pochi passi dal mare.
Il forte, di difficile visibilità ad occhio nudo dalle valli circostanti è ormai una struttura difensiva quasi totalmente interrata e fu costruito sul tratto finale della catena montuosa che divide la Val Neva dalla Val Pennavàire. Esso aveva tre piazzole con sei cannoni e due mortai ed è oggi quasi seminascosto dalla vegetazione. Un osservatore attento potrebbe però notare alcuni particolari interessanti come una ciminiera in ferro, una galleria scavata nel terreno, feritoie, tratti di mura seminterrati…
Esso sarebbe composto da un primo piano con 15 stanze collegate tra di loro da un lungo corridoio/cunicolo che si sviluppano per circa 200 m con altri 2 piani sotterranei che però non sono accessibili, interrati perchè probabilmente danneggiati e/o distrutti dai tedeschi in ritirata nel 1945.
Il forte è stato ceduto dal Demanio Militare al Comune di Zuccarello che dovrebbe valorizzarlo ai fini di una fruizione turistica per escursionisti, bikers, e turisti interessati alla storia ed alle bellezze di questi luoghi.

Il FORTE di ROCCA LIVERNA’
La Rocca Livernà è un’elevazione dell’interessante e spettacolare massiccio del Castellermo (o Peso Grande) e sovrasta la Valle Arroscia, la Piana di Albenga, e le valli Pennavaire e Neva. Fu proprio per questa sua posizione che divenne sede di alcune opere militari di difesa ormai in rovina e visitabili liberamente. Il Forte di Rocca Livernà è ragggiungibile da Albenga, sia proseguendo per Arnasco e da qui con una sterrata, oppure o a piedi da Albenga per il caratteristico borgo medievale di Conscente, frazione di Cisano sul Neva, con il suo castello del XV secolo e situato presso la confluenza dei torrenti Neva e Pennavàire.
Al forte si può arrivare anche percorrendo una comoda ed antica mulattiera di costruzione militare ed anche eventuali sentieri di collegamento per una salita più rapida.
La rocca si affaccia sulla Val Pennavàire proprio di fronte alla già citata cava del monte Arena. All’arrivo si supera una garitta in pietre a secco e dopo un tratto che costeggia un fossato si arriva all’entrata della Batteria di Rocca Livernà (482 m). La fortificazione fu costruiita tra il 1881 e il 1897 sulle rovine di un preesistente castello; era composta da cinque piazzole per artiglieria per due cannoni, comprendendo anche un livello inferiore che collega tra di loro altri locali. All’interno del forte è possibile usufruire di un’area picnic. Proseguendo lungo un sentiero militare si arriva sulla vetta della Rocca Livernà (553 m).
Essa venne costruita come struttura di appoggio e protezione del fondovalle col compito di impedire eventuali attacchi verso il Piemonte attraverso il Colle di San Bernardo di Garessio. In realtà questa costruzione, così come tutte le altre simili erette nel Ponente Ligure come ad esempio nell’area del Colle di Nava o in quella del Colle del Melogno, non fu interessata da episodi bellici di rilievo poichè nel frattempo l’evoluzione delle tecniche militari tra fine ‘800 e inizio ‘900 le resero obsolete poco tempo dopo dalla loro messa in servizio, nonostante il grosso impegno di spesa di denaro pubblico per la loro costruzione.

Il FORTE di POGGIO GRANDE.
Il Poggio Grande (813m s.l.m.) è raggiungibile in macchina fino al Santuario di Balestrino e poi con un tratto a piedi oppure con escursioni da Balestrino, Cisano sul Neva, da Peagna di Ceriale, ed altri percorsi.
La pianta della struttura è poligonale, ed è parzialmente interrata e circondata da un fossato rivestito di muri a scarpata e con le postazioni per l’artiglieria separate ricoperte da un manto erboso. Il forte è al centro della spianata. La facciata si presenta con archi in cotto agli ingressi dei locali dove, in alcuni casi, sono ancora visibili le scritte delle destinazioni d’uso originali. La costruzione del forte venne terminata nel 1897 e dalla posizione dominante sulla sommità di Poggio Grande (detto anche dei “Due Fratelli”), su tutte le valli circostanti aveva il compito principale di proteggere da eventuali attacchi di eventuali nemici dal mare. Da qui nelle giornate limpide è possibile vedere anche i monti della Corsica. La costruzione è imponente e si può comprenderne appieno la grandezza percorrendo la zona perimetrale sommitale e, considerata la posizione dominante, capirne l’importanza strategica.
Il santuario di Balestrino è meta di numerosi pellegrinaggi e venne costruito a seguito delle testimonianze di Caterina Richero, abitante in una delle frazioni, sull’Apparizione della Madonna il 5 ottobre 1949 all’età di nove anni, che sarebbe apparsa sulla vetta del Monte Croce. Attualmente è in corso la costruzione di un edificio più grande, onde ricevere il sempre maggior numero di pellegrini provenienti anche dall’estero. Nei sentieri intorno che portano al mare anche dal Monte Acuto (748m s.l.m.) ci sono ampi prati-pascoli con alcune caselle dei pastori molto ben conservate perchè fino a non moltissimi anni fa questo era anche un percorso di transumanza del bestiame che veniva portato a valle a Ceriale e ad Albenga nel periodo invernale.
Il forte è stato oggetto di una ristrutturazione parziale per farne una sede a fini escursionistici e per corsi ambientali. Del forte è ancora visibile l’insegna principale con il nome e, verso sera è possibile incontrare molti animali del bosco che risalgono dai luoghi di abbeverata dai torrenti o corsi d’acqua dalle vallate circostanti.

NOTA IMPORTANTE: questi forti, 3 dei quali in località abbastanza isolate, presentano, in alcuni casi, locali spesso in posizioni precarie. Prestare sempre molta attenzione nei percorsi principali e limitrofi. Non entrare da soli nei locali che potrebbero presentare – accessibii e non di proprietà privata – e informare sempre una persona di fiducia sui percorsi o mete scelte. Informarsi eventualmente anche presso le istituzioni di competenza dei luoghi citati, presenti anche sul web, per eventuali problematiche di accesso alle strade e/o ai siti.

Alcune note e info storiche da:
“Passeggiate a Ponente” di Giancarlo Ascoli e Ferdinanda Fantini ed. Blu, Torino 2007.
Alcuni siti istituzionali delle località citate.
wikipedia.org
luoghiabbandonati.it

Luoghi Abbandonati LA BASE DI PIAN DEI CORSI Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri sul Blog di Trucioli

Alla (ri)scoperta di luoghi abbandonati della Liguria: uno dei luoghi più “intriganti” che hanno sollecitato i desideri fotografici di molti UrbEx e non, c’è certamente la famosa base militare di Pian dei Corsi a Calice Ligure sulla cima di una vetta alta 1.028 m.s.l.m. e a pochi chilometri dalla costa.

Oggi gli edifici sono meta di escursionisti, bikers, camminatori e frequentatori vari ma per lungo tempo tutta l’area era interdetta ed avvolta nel mistero.
Il Piano dei Corsi è un monte sul crinale fra la valle della Bormida di Mallare a nord e la valle del torrente Porra, che sfocia nel Mar Ligure a Finale Ligure e si trova in una deviazione che si diparte dalla tappa 15 dell’Alta Via dei Monti Liguri, quella che va dal Colle del Melogno alla Colla di San Giacomo.
La sommità fu per lungo tempo una base militare con molti “segreti” sulla destinazione d’uso. Chi parlava di cunicoli sotterranei, di alloggiamenti di missili, (veri o presunti…), di apparecchiature e sistemi d’arma o elettronici particolari al centro di trame da vera e propria guerra fredda”.
Si vociferava anche che la base avesse anche gallerie sotterranee collegate con i monti di fronte e un accesso diretto al mare per eventuali sommergibili.

In realtà sembra ormai accertato che fosse solo un centro comunicazioni che ospitava antenne radio per i collegamenti tra le unità della sesta flotta del Mediterraneo e la Germania. E infatti poco distante c’è ancora la la pista di atterraggio per gli elicotteri e le grandi piazzole in cemento che reggevano grandi parabole trasmittenti-riceventi. L’accesso era talmente proibito che neanche le forze dell’ordine italiane potevano entrare (almeno ufficialmente).
Coloro che potevano avere accesso, ad esempio per lavori di manutenzioni, avevano dei permessi speciali con l’ordine poi di rispettare il segreto più assoluto.
La base che è stata smantellata agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso sorgeva su precedenti postazioni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
Oggi alcuni cartelli la indicano (un po’ pomposamente…) come “Wind Farm” (“Fattoria del vento”) ed infatti alcune pale eoliche sono state installate per produrre energia “pulita” a discapito però di un nuovo landscape (panorama) forse un po’ invasivo.
L’area è oggi aperta al pubblico ed ogni tanto c’è anche qualche festa più o meno autorizzata o qualche “battaglia” di appassionati di soft-air.
Tutta la zona è stata “bonificata” da vecchi macchinari come generatori, quadri elettrici, ringhiere metalliche… che potevano rivelarsi pericolose ma occorre ugualmente prestare attenzione perchè qualche situazione di pericolo, ad esempio di caduta in qualche fossa, potrebbe presentarsi all’interno di alcuni locali.

Un complimento va ai vari artisti/writers e/o autori di graffiti vari, alcuni dei quali interessanti e che rallegrano un po’ il posto che in giornate nuovolose e di temporale ha un certo fascino da film horror.
Nelle belle giornate invece i panorami spaziano sui monti circostanti con fitti boschi, fino alla costa e al mare
Poco distante un cippo commemorativo è stato messo dall’ANPI a ricordo dei gravi fatti accaduti nella notte tra l’1 e il 2 febbraio 1945 quando 11 partigiani di Calice vennero uccisi.
Altre info sul blog di Trucioli

Itinerario Liguria PEAGNA DI CERIALE Rassegna dei Libri di Liguria lungo La Via Iulia Augusta sul Blog di Trucioli

Peagna è un piccolo borgo sulle alture di Ceriale in provincia di Savona. Passava da queste parti l’itinerario dell’Antica Via Iulia Augusta. Fu lungo questa strada che i romani proseguirono per il loro trionfale cammino di conquista verso le Gallie e la Spagna…
Anni fa era ancora possibile trovare qualche contadino, a cui, chiedendo della storia della zona, raccontasse che ancora capitava di trovare qualche rudere o piccoli reperti a testimonianza del loro passaggio…
Ed è del 2014 la ricorrenza del Bimillenario della sua costruzione, essendo essa stata iniziata tra il 12 e il 14 a.C. L’imperatore era allora Giulio Cesare Ottaviano Augusto e da lui prese il nome la strada che volle costruire per collegare Piacenza ad Arles… e la sua apertura fu possibile perchè i romani avevano conquistato le Alpi Marittime e vinto le temibili, anche per loro, tribù dei Liguri.
Il nome di Peagna sembra derivi proprio dalla sua posizione lungo l’antico percorso perchè ha origine da “peda mea” ovvero transito, passaggio o guado. Poco lontano dal centro della frazione c’è l’antica fonte Anthia e secondo la tradizione il borgo accolse gli abitanti della vicina frazione di Capriolo che dovettero fuggire, nel tardo medioevo, per un’invasione di formiche rosse (la stessa sorte toccò all’antico nucleo nascente dell’odierna Alassio sempre lungo il percorso della ‘antica Via Iulia Augusta).
Dopo la chiusura dell’unico negozio la frazione, che è raggiungibile da Ceriale in pochi minuti, sembrava destinata ad un declino che avrebbe potuto farla diventare uno dei Luoghi Abbandonati del nostro entroterra. Fortunatamente la vicinanza al mare, i terreni circostanti utilizzati a coltivazione, la quiete ed il silenzio del paesaggio circostante, fecero in modo che, a poco a poco, venisse “riscoperta” da molte persone.

Uno degli antichi edifici è utilizzato come sede dell’Associazione degli “Amici di Peagna” che cura La “Rassegna dei libri” nella Casa Girardenghi. La rassegna, con mostre e serate culturali a tema, aveva molti ospiti interessanti e spesso anche famosi, che la fecero conoscere sempre più in ambito regionale, nazionale ed internazionale. Molte case sono state restaurate, sono stati costruiti un parcheggio ed un luogo per rappresentazioni teatrali all’aperto.
La chiesa parrocchiale restaurata durante i 60 anni da parroco di don Fiorenzo Gerini (l’antica chiesa dedicata a S. Giovanni Battista è atigua) con la sua bella facciata dà sulla piazzetta pedonalizzata. Uno dei vecchi frantoi è diventato un B&B e lo spazio delle serate culturali è oggi diventato l’Auditorium dedicato all’amico Gianfranco Ascoli che per anni, insieme alla moglie Ferdinanda Fantini, fu uno dei promotori più attivi di tutte le manifestazioni culturali del borgo; insieme al Presidente Prof. Franco Gallea (vera memoria storica della Liguria ma non solo…), all’allora Vicepresidente Craviotto, molti altri e patrocinata dal Comune di Ceriale. Quanto tempo è passato da quelle serate insieme. Le prime volte ci andai anche con mio cognato Giovanni che pensava proprio di venire ad abitare nel borgo. In una delle serate, quella del 2003 feci una mostra fotografica con una presentazione multimediale (una novità per allora) ed alcuni interventi insieme all’amico scrittore Ippolito Edmondo Ferrario che più tardi mi avrebbe ben descritto come il fotografo “Selvadego” dei monti liguri nel suo bel romanzo “Miracolo a Castelvecchio di Rocca Barbena”.

Le case e le stradine di Peagna sono quasi tutte pedonali e tutto è tranquillo e tipicamente caratteristico del borgo ligure, con le sue creuze con panorami sul mare da prestarsi bene come set di un film.
È possibile la visita anche di un museo di importanti reperti fossili trovati nel vicino Rio Torsero. La frazione fu anche interessata dalle invasioni dei Saraceni ed ogni anno la Sagra dei Turchi è uno degli avvenimenti principali a ricordo di quei fatti antichi.

Peagna è interessante anche per gli amanti di escursioni, e trekking in quanto è un ottimo punto di partenza per delle belle passeggiate di interesse storico, paesaggistico ed ambientale come ad esempio, la più bella a mio parere, che porta al Santuario di Monte Croce o di Balestrino, dove narrano le cronache, apparve la Madonna, e dalla quale si può godere della vista panoramica sull’antico borgo abbandonato e volendo proseguire, che porta poi al forte di Poggio Grande, un tempo oggetto di parziale restauro ma oggi, de facto, un Luogo Abbandonato dove però verso sera è possibile incontrare la fauna dei boschi composta da agili e fuggenti caprioli. Altra passeggiata interessante è quella che porta alla Valle del Rio Ibà.
Consiglio di andare a Peagna al tramonto perchè il crepuscolo rende il luogo più suggestivo e dalle immediate alture si può avere un panorama unico verso l’isola Gallinara e sui monti circostanti.
Altre info sul blog di Trucioli

La strada aperta dai romani per le Gallie e la Penisola Iberica

Buona lettura e visione da un Socio Onorario degli “Amici di Peagna” e creatore del primo sito web della “Rassegna dei Libri di Liguria” (design & online per oltre 10 anni…)

Luoghi Abbandonati A PROPOSITO DI ITALIA CAMPIONE D’EUROPA 2020… LA PUERTA DEL SOL DI ALASSIO QUANDO NEL 1982 LO FURONO DEL MONDO sul Blog di Trucioli

A proposito di celebrazioni calcistiche, visto l’eccellente risultato degli Azzurri guidati dal Mancini allenatore dei Campioni d’Europa, non possono non venire alla mente anche i Campioni mondiali del 1982 di Bearzot.

Fu proprio all’“Hotel Restaurant” Puerta del Sol di Alassio andarono in ritiro, prima di partire per il più importante torneo calcistico del mondo. Questo bel grande complesso è stato poi abbandonato e in queste foto si vedono
alcuni degli aspetti del degrado negli anni…Le costruzioni con le loro particolarità architettoniche e paesaggistiche sono particolarmente affascinanti… e già si narra di qualche leggenda del fantasma di una bambina che sarebbe caduta…
che si aggirerebbe tra le varie stanze degli edifici con i profili merlati del complesso… all’imbrunire o in piena notte quando, con la luna piena le terrazze con quel che resta delle vetrate riflettono i raggi lunari che si prolungano sul mare…
Vai al link di trucioli.it per il testo completo e altre foto…

Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri LE ALPI LIGURI E LE SUE BELLEZZE NASCOSTE sul blog di Trucioli

Dal Blog coordinato dal bravo giornalista Luciano Corrado: “Il parco naturale regionale delle Alpi Liguri compie un altro passo per ottenere la Carta Europea per il turismo sostenibile nelle aree protette, la certificazione permette agli Enti gestori delle aree protette europee di ottenere e certificare una migliore gestione del territorio nell’ottica di un turismo sostenibile”. vai al link di trucioli.it per il testo completo e altre foto…

Le cascate dell’Arroscia in versione primaverile con acqua abbondante per lo sciogliersi delle nevi…
I monti Toraggio e Pietravecchia
Il forte “abbandonato” Bellarasco al Col di Nava.
La gola delle Fascette
La Festa della Transumanza a Mendatica
L’allevatore di Pecore Brigasche Lo Manto
Il monte Saccarello, il più alto dell’Alta Via dei Monti Liguri e della Liguria con i suoi 2200 m s.l.m.

Il monte Saccarello con la statua del Redentore

Montegrosso Pian latte
Realdo paese Brigasco e vero Nido d’Aquila
Triora

Montegrosso Pian Latte, alcune delle persone volontarie che organizzano la bella sagra annuale con i personaggi tipici a grandezza naturale.

La striscia di strada sterrata che porta alle malghe nei pressi del Colle del Garezzo.
Le cascate dell’Arroscia in versione invernale.

Luoghi Abbandonati POILAROCCA PAESE ABBANDONATO sul blog di Trucioli lungo l’Alta Via dei Monti Liguri

Poilarocca, uno dei più affascinanti Luoghi Abbandonati e Ghost Village della Liguria di Ponente sull’interessante blog di Trucioli.it … e ci fu un tempo che aveva tante case, stradine, fontane, la chiesetta e il forno. Un reportage con Notizie e fotografie dalla località di Mamma Maria che qui visse fino a 104 anni e che fino a 97 non aveva avuto bisogno di un medico curandosi solamente con le erbe selvatiche del bosco… Vita e tradizioni d’altri tempi. … L’attività principale era la pastorizia che si svolgeva a 1400 m e fin su tra le malghe dei monti lungo l’Alta Via dei Monti Liguri… da Mendatica e su al monte Frontè e al monte Saccarello… con viste e paesaggi fino al Mar Ligure… ma era anche molto attiva lavorazione della terra per avere segale, grano, patate, rape… la raccolta di funghi e castagne…

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Luoghi Abbandonati CA’ DI FERRE’ E S. ANNA ALLE TAGLIATE – eMail a Trucioli

Una lettera pubblicata dall’interessante blog di Trucioli.it relativa ad un articolo di Danilo Bruno che ringrazio e con l’Appello al salvataggio di molti dei borghi antichi spesso diventati luoghi abbandonati ma che in molti casi potrebbero ancora oggi essere recuperati…

CA’ DI FERRÈ LA CHIESA
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CA’ DI FERRÈ LA CHIESA
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S.ANNA ALLE TAGLIATE LA CHIESA
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Passeggiate a Levante e a Ponente PAESAGGIO di LIGURIA (2002) Slideshow by Enrico Pelos

Fotografia: Enrico Pelos
Montaggio Slideshow: Enrico Pelos
Musica: Into the Wefts of Ocean Time di Solyaris (Giorgio Rubino). I wish to thank Giorgio for the use of his music
Licensed under Creative Commons Giorgio music link: solyaris.altervista.org

Paesaggio di Liguria… un viaggio che “parte” all’alba dall’Isola della Gallinara, passa per spiagge rocciose con mareggiate…windsurfers.. omprelloni… per Portofino con tutta la troupe di Beautiful venuta dagli States… gli appartamenti sul mare… Camogli … gli splendidi panorami che si godevano dall’Hotel Kulm di Portofino Vetta (prima della chiusura)… dalla poco conosciuta ma affascinante Val Pennavaire con il suo monte Castellermo… si passa dal Monte Beigua… sull’Alta Via dei Monti Liguri con i suoi pascoli e le sue vette… dal museo a cielo aperto delle statue di Vendone di Rainer Kriester… dalla baia di San Fruttuoso… a spiagge con bellezze al sole… a Imperia… per tornare alla Gallinara…

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Paesaggio Fotografico Di Liguria (eBook) https://www.lulu.com/en/en/shop/enrico-pelos/paesaggio-fotografico-di-liguria/ebook/product-1v97q2p6.html (fai link al titolo
Liguria Landscape Photography (eBook) https://www.lulu.com/en/en/shop/enrico-pelos/liguria-landscape-photography/ebook/product-1qn8jqee.html
Paesaggio Fotografico Di Liguria (Paper) https://www.lulu.com/en/en/shop/enrico-pelos/paesaggio-fotografico-di-liguria/hardcover/product-1845jwzk.html
Liguria Landscape Photography (Paper) https://www.lulu.com/en/en/shop/enrico-pelos/liguria-landscape-photography/hardcover/product-1nv9rrem.html

Passeggiate a Levante PAESAGGIO D’EMILIA ROMAGNA E MARCHE (2007) Slideshow by Enrico Pelos

Fotografie: Enrico Pelos
Montaggio Slideshow: Enrico Pelos
Musiche: Traditionals Emiliano-Romagnole
Emilia Romagna e Marche con i loro paesaggi. Un viaggio di vacanza e “culturalmente e un po’ anche se non troppo (volutamente) “impegnato” dal punto di vista fotografico … per vedere, da ligure, com’è il mare dall’altra parte dello stivale.
Una serie di foto da “turista”… con un pizzico di spensieratezza data anche dall’accompagnamento del sound traditional della “Romagna mia”…
Ed ecco quindi una carrellata di foto da: campi di lavanda della pianura, dalla bella ridente “Fattoria Belvedere” che ci ha ospitati per diversi giorni, da piscine e spiagge romagnole, dai murales, da Rimini, dalla notte rosa della riviera adriatica, da Ravenna con il Mausoleo (della prima metà del V secolo) di Galla Placidia (Costantinopoli, 392 – Roma, 27 novembre 450), gli splendidi mosaici d’epoca bizantina di S. Apollinare in Classe con ritratti degli arcivescovi ravennati dipinti nei muri della navata centrale ed in gran parte eseguiti durante il XVIII secolo… Il Mausoleo di Teodorico (prima del 526), la tomba (Costruita nel biennio 1780-81 dall’architetto Camillo Morigia) del Sommo Poeta Dante Alighieri (Firenze, 21 giugno 1265 – Ravenna, 14 settembre 1321), dalle saline, dalle tante tracce dei passaggi del patriota e condottiero Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – La Maddalena, 2 giugno 1882), dalla Rocca e dal Castello di San Leo le cui prigioni “ospitarono” l’avventuriero, esoterista e alchimista Conte di Cagliostro (?, … – San Leo, 26 agosto 1795), dai bei panorami delle tante rocche, da Pennabilli con il ricordo degli echi della campana di Lhasa, dai campi coltivati con le loro “grafiche”… dai percorsi di San Francesco… dai Sentieri della Regina, da Pesaro e da Urbino, dalla “mesta” casetta del grande poeta Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912) a Castelvecchio località che rese famosa con i suoi Canti e che pertanto le intitolò il paese. E poi ancora Da San Marino (repubblica libera fin dal XIII secolo e quindi la più antica del mondo), con i suoi panorami fino al mare, dalle sue genti come Domenico Massaroni “il meccanico che fa cantare i vecchi trattori” ma anche le vecchie moto… Al mulino di Poggio Berni con le sue tramogge e macine rimesse a nuovo… alle saline di Cervia… ai canali navigabili con le barche a celle solari… a Urbino con il suo magnifico palazzo Ducale… agli affreschi in giro per le molte chiese… i monumenti… i palazzi… le piazze… i suoi studenti… le case dei grandi artisti… i “torricini”… una serata con Beppe Braida… i campi di girasoli… e poi ancora… Bobbio con il suo Ponte Gobbo… le sue chiese… i mulini… i campi… là dove si incontrano i fiumi Trebbia e Aveto… i castelli… monti… Ottone… Piacenza…

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Echoes… PHOTO & WRITING STUDIO room with a view

Luoghi Abbandonati… LA BASE ABBANDONATA

Luoghi Abbandonati LA BASE ABBANDONATA… base di misteri… gallerie… cunicoli tra monti… armi… segreti… storie …

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Passeggiate al Ponente… THE ANCIENT LITTLE CHURCH

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Passeggiate al Ponente EYE IN THE SKY

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Luoghi Abbandonati… LA PUERTA DEL SOL

Un luogo evocatore di antichi avvenimenti sportivi…

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Passeggiate al Ponente… BLU DI LIGURIA

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Passeggiate al Ponente… LA GALLINARA L’ISOLA “TARTARUGA” DELLA LIGURIA È STATA VENDUTA

La “tartaruga” più famosa delle Liguria ha cambiato proprietà.
L’isola un tempo rifugio di santi di Tours e San Colombano, eremiti, di potenti abati che avevano giurisdizione fino Bobbio e in Provenza e Catalogna, di esercito tedesco durante la guerra, di banchieri, privati etc… è stata venduta ad un ricco possidente straniero.
…(per dirla alla Crozza/Zaia…”Ragionateci sopra…”…)…

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Luoghi Abbandonati… BALESTRINO Il Borgo Abbandonato…

Balestrino Luogo Abbandonato… oggi…

Le origini di Balestrino risalgono all’anno 1000…
Il borgo medievale abbandonato, si dispone attorno al castello dei Del Carretto di Balestrino…

Le vecchie case dei contadini ormai senza finestre sembrano occhi sbarrati sulla valle…
Le porte, quelle rimaste, ondeggiano su cardini arrugginiti e scricchiolano sbattute dal vento…

Qualche parete, tra quelle rimaste in piedi, biancheggia al sole estivo…
Si intravedono caminetti vuoti e spenti…

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Passeggiate al Ponente… PEAGNA di CERIALE la frazione della Rassegna dei Libri di Liguria

Peagna è una piccola frazione di Ceriale (Sv) incastonata tra monti percorribili da molti sentieri e con splendidi panorami sul mare e sulla costa. Una di queste pescursioni conduce anche al Santuario di Balestrino ed un altro ad antichi forti.
Essa è la località dove, tra le altre cose, viene organizzata ogni anno, dall’”Associazione degli Amici di Peagna”, la “Rassegna dei Libri di Liguria”. L’associazione è stata condotta sin dalla fondazione e per molti anni dalla guida esperta del Prof. Gallea, una delle più preparate “memorie storiche” della Liguria, ma non solo.

Per alcuni anni ho partecipato collaborando all’organizzazione con Gian Carlo (Ascoli) con la creazione di un sito e la preparazione delle prime elaborazioni informatiche e digitali per l’web delle fotografie di molte serate. Ho partecipato ad alcune serate anche come espositore di mostre fotografiche a tema con mie fotografie e slideshow multimediali. Per questo ed altri motivi nel 2008 sono stato nominato, “Socio Onorario”. In una delle serate in cui fui anche uno dei relatori, conobbi ed apprezzai il bravissimo scrittore Ippolito Edmondo Ferrario con il quale diventammo amici al punto che mi volle far diventare uno dei protagonisti di un suo bel romanzo nel quale mi descrisse molto bene.
Queste e molte altre cose mi sono venute in mente quando, oggi dopo molti anni, sono tornato a passeggiare per le stradine della frazione fino ad arrivare all’auditorio ora intolato a Gian Carlo e dove ho conosciuto anche molti “Amici” come Beppe Rizzo, Craviotto, il Prof. Benzi per citarne solo alcuni dei quali ho un bel ricordo.

 

 

la panchina rosa

il B&B

l’auditorium dedicato al caro amico Giancarlo Ascoli che ci ha visto tante volte insieme.

Ciao Giancarlo e Ferdinanda.

Questi pensieri e fotografie come piccolo contributo alla conoscenza di un piccolo Borgo di Liguria che mi ha dato tante e mozioni. E come a me a tanti altri prima di me. Con l’augurio che possa accadere, nonostante le brutte giornate di questo periodo di covid-19, per molte altre persone negli anni a venire.
Grazie Peagna.
Ciao Gian Carlo e Ferdinanda.



l’antica chiesa

panoramica dai monti

Scende la sera su Peagna. E’ notte in Liguria…

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LUOGHI ABBANDONATI: DISCOTECA ABBANDONATA DI LIGURIA… LA DISCOTECA DOMINA DI CARPE DI TOIRANO

Uno dei luoghi abbandonati più affascinanti che ho visitato è stata la discoteca Domina sopra Toirano nell’entroterra della Liguria di Ponente. Il nome faceva onore al luogo poichè dominava tutta la Val Varatella fino al mare. Sorta sulle “ceneri” di un ristorante abbandonato era costruita su 4 piani con 2 piste da ballo all’interno ed una esterna.

Era dotata di piscina, statue, viali alberati ed era frequentata da persone che venivano da tutta la Liguria e da fuori regione.
Fu chiusa nel 2007 per i molti fenomeni di spaccio di droga e risse…

Forse in futuro tutta la storia affascinante… ma a volte anche inquietante… della discoteca Domina ovvero di quello che fu il tempio della musica elettronica… house… dj..techno… ma non solo… immersa in uno scenario – paesaggio mozzafiato…

“Da qui messere si domina la valle” cantavano i progressive Mutuo Soccorso…

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LUOGHI ABBANDONATI Il calare della nebbia autunnale contribuisce a rendere ancora più spettrale il paese (sempre più) fantasma di Poilarocca lungo l’Alta Via dei Monti Liguri

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Il calare della nebbia autunnale contribuisce a rendere ancora più spettrale questo paese (sempre più) fantasma ai piedi dell’Alta Via dei Monti Liguri.
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The waning of the autumn mist helps to make the ghost village of Polarocca even more spooky at the foot of the Ligurian Mountains High Way trek.

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L’ingresso della chiesetta ingresso 2015 – Church entrance 2015

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Chiesetta ingresso 1997 – Church entrance 1997

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Chiesetta interno 1997- Church interior 1997

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Chiesetta interno 2015 – Church interior 2015

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