Luoghi Abbandonati DISCOTECA ABBANDONATA (ex?) DOMINA DI CARPE DI TOIRANO nei pressi dell’Alta Via dei Monti Liguri by enrico pelos

Uno dei ‘Luoghi Abbandonati’ più affascinanti che ho visitato è stata la discoteca Domina sopra Toirano. Il nome fa onore al luogo poichè il maestoso scenario nel quale è immersa domina la Val Varatella fino al mare. Sorta sulle “ceneri” di un ristorante abbandonato realizzato nel 1970, è costruita su 4 piani ed aveva 2 piste da ballo all’interno ed una all’esterno. Buona lettura e buona visione con 19 foto…

In questo periodo di giornate che erano un tempo le feste più importanti dell’anno e che adesso sono soprattutto di “clausura”, più o meno forzata dalle varie ondate pandemiche, in molti siamo “costretti” ad uscire solo lo stretto necessario, per lavoro, per necessità alimentari, per motivi sanitari extra covid… o altro più o meno indispensabile.

Ecco che allora, invece di rattristarci e deprimerci, pur nella consapevolezza che forse non è che si ci sia molto da festeggiare se in Italia ad oggi sono sempre tante le vittime di Covid-19, in queste giornate che sono anche d’inizio inverno e non si può andare nei luoghi di vacanza, ci possono venire in aiuto i reportage del tipo “Viaggio intorno alla mia camera” come nel romanzo di Xavier de Maistre che nel marzo del 1974 fu costretto a restare chiuso per 42 giorni in una stanza.

Ed allora vi porto a fare un “viaggio” in un bel posto dell’immediato entroterra della Riviera di Ponente e precisamente alla discoteca abbandonata Domina di Toirano. Essa è poco distante da una delle frazioni della località conosciuta soprattutto per le sue famose grotte, ovvero in quella di Carpe, sulla strada che da Toirano porta su verso il Giogo prima, verso Bardineto e Calizzano poi e da qui in Piemonte. Una strada piena di curve e tornanti ben conosciuta dai molti motociclisti che la percorrono con particolare interesse e velocità (talvolta poco curanti delle linee di mezzeria…) per un week-end o vacanze dai monti al mare e viceversa.

La discoteca Domina nel maestoso scenario immerso nel verde ripresa da una delle alture circostanti… Essa era anche conosciuta come “La discoteca sulla collina” o “La discoteca sulla montagna”…

Questa della discoteca Domina è una storia controversa. C’è chi la amava, anche solo per un drink visto lo splendido scenario nel quale era immersa, e chi la odiava, come molti degli abitanti delle zone vicine per i problemi di ordine pubblico che ebbe spesso ad affrontare. Il Domina però non è stata semplicemente una discoteca, ma per molti aspetti è stato un fenomeno culturale del suo tempo, pur con gli annessi e connessi in senso positivo e/o negativo.
La discoteca si chiamava inizialmente “Nanga”, poi si chiamò Domina e nel 2002 cambiò ulteriormente gestione passando sotto la direzionhe dell’Horus di Albenga. Nel 2007 il locale venne chiuso definitivamente. Il nome successivo Domina fu particolarmente azzeccato e non avrebbe potuto essere più incisivo data l’invidiabile vista spettacolare che dalla terrazza, o da altri punti nei pressi, permette di osservare i monti circostanti giù fino il mare ed alle città di Pietra Ligure, Loano Borghetto, Albenga, la mitica isola Gallinara.

Fu proprio nel 1994 che la piccola località dell’entroterra del Ponente Ligure diventò la meta preferita degli amanti delle musica della notte. La costruzione venne realizzata a seguito della ristrutturazione di un ristorante allora esistente ed è ancora composta da 4 piani ed aveva un bel bar con paninoteca. Due erano le sale coperte ed all’esterno funzionavano a pieno ritmo, una piscina ed una pista in mezzo ai monti da far invidia ai tanti locali blasonati della costa. C’erano curati percorsi in mezzo al verde, scalette tra la macchia mediterranea, statue in stile pseudo-neoclassico. C’erano alberi di diverse specie tra i quali alcuni imponenti cipressi, che contornavano il belvedere.

Lo stare in piedi sulla terrazza o sul belvedere mi ha sempre fatto venire in mente i famosi versi di un immaginario cavaliere che alla curva si fermava, scendeva e dopo i passi di avvicinamento così diceva: “Da qui messere si domina la valle”, come cantava appunto il famoso gruppo rock progressive Banco del Mutuo Soccorso, anche se come genere musicale erano di qualche anno prima del genere della Domina…

“Da qui messere si domina la valle”…
“Qui 22 anni fa vedevo…” da uno dei tanti autori di graffiti, disegni, artwork, writers…

Essa era anche conosciuta come “La discoteca sulla collina” o “La discoteca sulla montagna” e, specialmente a Pasqua, era affollatissima. Molti frequentatori venivano da Genova ed anche da località più lontane della Liguria, visto il famoso e spettacolare scenario del monti del circondario. Il successo ad un certo punto fu tale che venivano organizzati pullman da località anche da fuori Liguria e da varie parti d’Italia, vista anche la grande possibilità di parcheggio e senza problemi di rumore in quanto isolata e distante dalla più vicina frazione di Carpe di cui faceva parte.

Arrivavano anche gruppi in treno che scendevano alla stazione di Loano per poi proseguire in autobus. Altri viaggiavano su navette affollatissime da Torino, Milano e Genova. Molti partivano poi a piedi dalla stazione, risalendo la collina anche dai vicini paesi marittimi. Episodi perticolarissimi ed eccezionali per un locale di questo tipo, ma grande era il desiderio di arrivare in questo posto “unico” non foss’altro per il piacere di poter dire “Io c’ero”.

Nella discoteca Domina si avvicendarono alcuni tra i migliori dj dell’epoca con i loro mix di musiche, in prevalenza elettroniche, techno, trance, hardstyle, house, progressive. Furono ospiti delle serate vocalist e dj come Mario Più, Joe T Vannelli, Roberto Francesconi, Maurizio Benedetta, Zenith, Bruno Power, Tatanka e numerosi ospiti stranieri.

Si cominciava con la musica dal sabato pomeriggio e si andava avanti per 24 ore consecutive. L’idea conduttrice del locale era quella di ballare il più possibile in un ambiente di amicizia e fratellanza con gli altri frequentatori del locale, anche grazie agli inviti ed alle parole dei dj che incitavano il pubblico a sentirsi dei frequentatori particolari, diversi dagli schemi delle altre discoteche ovvero diversi dai “fighetti”, i “figli di papà” che con le auto di grossa cilindrata frequentavano solo i locali con la musica commerciale, imposta dalle varie etichette discografiche, ed accusati di “non ballare per non sudare”.

Eppure ci fu un tempo che quando gli altri locali chiudevano come ad esempio alle prime ore dell’alba e quindi i locali tutti giù in riviera come Le Vele, La Capannina, La Suerte erano chiusi, il “popolo della notte” si spostava lassù sulla montagna, lassù al Domina, e non era un sabato notte come tanti altri per la gente che ballava nel bell’anfiteatro naturale. Era considerata al tempo dagli esperti del settore la più bella location musicale del Nord Italia ed il tempio della musica tekno.

Purtroppo, come spesso succede in questi casi, oltre agli amanti della musica arrivarono anche manifestazioni più o meno autorizzate con eccessi dovuti a risse e circolazione di sostanze improprie di varia natura. All’indomani delle serate/nottate non era difficile vedere ragazzi che raggiungevano a piedi la costa di Borghetto o di Loano con schiamazzi e disturbi vari per gli abitanti delle frazioni vicine. Purtroppo la strada per Carpe aveva spesso macchine danneggiate e persone che stavano male. Peccato perchè nello stesso periodo molte famose discoteche del Nord Europa, come ad esempio il Paradiso di Amsterdam dove sono stato, avevano lo stesso pubblico ma non le stesse problematiche. Li tutto si svolgeva tranquillamente mentre al Domina veniva spesso chiamata la polizia che scortava e diffidava molti dei frequentatori che, come negli stadi, saccheggiavano il bar con minacce ed altri comportamenti.

Questi ed altri motivi portarono le autorità a revocare una prima volta la licenza nel 2002. Nel 2003 il locale fu interessato da una nuova gestione ma anche in questo caso il periodo di esercizio in modo “normale” ebbe la durata di un anno circa.

Nasce poi nel 2004 il “Domina Revolution”, con “rivoluzione” intesa anche come cambio di genere musicale, ma anche sotto questa gestione accadranno episodi che interesseranno le autorità e si arriverà, nel 2007, alla revoca della licenza in modo definitivo. Ci sarà ancora qualche evento sporadico in occasione di qualche Pasqua o Ferragosto, ma ormai sono cambiati anche i fruitori dell’antico locale e l’intento originario di “amicizia e fratellanza” si trasformerà poco a poco, sino a cambiare rispetto a quello di una volta con ulteriori problematiche tra i frequentatori del locale. Nonostante tutto per molti è ancora forte il ricordo delle notti di musica ed amicizie con l’emozione di vedere sorgere l’alba con il sole che “usciva“ dal mare” laggiù sulla costa.

Negli anni seguenti seguirono periodi di abbandono – usata per molto tempo anche come discarica abusiva, fu anche segnalata anche dai rapporti del WWF di Savona – o di recupero con tentativi di messa all’asta dell’immobile. Sembrava, ad esempio, che nel 2014 si fosse vicini alla trasformazione e ristrutturazione del complesso in una casa di riposo. Nel frattempo il degrado e l’incuria si impossessarono della struttura. Inizialmente furono solo di interventi di writers vari che, data la tipologia del luogo e della posizione, si sentirono ispirati per composizioni varie più o meno artistiche, ma in seguito ci furono atti vandalici ed anche furti volti a portare via infissi quali ringhiere, corrimano, parapetti etc… rendendo la struttura anche molto pericolosa per persone che non avessero percorso le sue scale ed i suoi locali con particolare attenzione.

Situazioni simili di abbandono sono successe anche ad altri locali famosi delle zone vicine del Ponente anche se con diverse destinazioni o utilizzo d’uso nel corso degli anni. Si possono citare ad esempio la mitica Capannina di Alassio, chiusa nel 2009, lo Sporting Club di Finale, i bei giardini con le diverse piste di Ai Pozzi di Loano oggi trasformato in residence turistico alberghiero, l’Astral poi Rajah di Pietra Ligure diventata poi birreria e spaghetteria… ed altre. C’è stato qualche amante di quei tempi che l’ha fatta rivivere sulle pagine di Second Life, il famoso mondo virtuale elettronico digitale della piattaforma informatica che trova applicazione nei campi della creatività virtuale ricreando anche luoghi e musica non più esistenti nel mondo reale.

Si sono quindi susseguite altre aste di vendita: nel 2015 venivano richiesti come importo base 390.000€ circa, poi nel 2016 la richiesta si abbassò ulteriormente a 170.000€ sebbene Le stime iniziali fossero partite da circa mezzo milione di euro, ma la crisi del mercato immobiliare ha colpito tutti i settori.

In tempi recenti è stata infine acquistata ed i cartelli indicanti Proprietà Privata, posizionati in diverse parti della struttura, hanno appunto lo scopo di attestarne il nuovo cambio di destinazione. C’è l’intenzione di attuare un progetto di recupero a fini sportivi ma non solo, da parte di un noto personaggio del mondo dello sport e dello spettacolo della zona. Chi è di queste parti ha già capito a chi mi riferisco, se le voci che mi hanno informato sono fondate.

La curva della Discoteca… “gioa” di tutti i motociclisti…

Tutta la zona dei monti intorno alla discoteca riveste anche un particolare interesse escursionistico, perchè da qui scende al mare, ma volendo si sale anche ad esempio al Giogo di Toirano sull’Alta Via dei Monti Liguri dove la vista spazia sul monte Carmo di Loano e molti altri monti.

Interessanti Passeggiate a Ponente sono poi il percorso escursionistico come il “Sentiero dei Daini” che aggira tutta la bastionata meridionale del Monte Varatella, con alcuni tratti di tipo alpinistico da percorrere con attenzione o come quello che si può raggiungere anche da dal tristemente famoso Ponte del Salto del Lupo che costeggia una parete rocciosa, si inoltra in una pietraia, per proseguire in altri tratti impegnativi fino ad arrivare proprio al bel paesaggio che si vede di fronte alla discoteca, ovvero l’antichissima chiesa di San Pietro ai Monti raggiungibile anche dal Giogo di Toirano o da Boissano.

Ci sono poi anche il “Sentiero Natura Rio della Valle“, diverse grotte come quella della valle della Giara, meta di speleologi esperti. Poco sotto troviamo le cave abbandonate con le belle pitture rupestri dell’amico Mario Nebiolo che, seppure sbiadite dal tempo, si fanno ancora intravedere tra le balze e le fasce del monte sovrastante.

Attenzione: alcuni sentieri presentano talvolta delle difficoltà per escursionisti non esperti. Come sempre consiglio di informarsi bene sulla sulla percorribilità e la fruibilità dell’accesso al momento della programmazione della gita dai siti istituzionali o dalle persone della zona. Vi consiglio di non andare mai da soli, ma se proprio è il vostro caso lasciate comunque sempre detto ad una persona di fiducia quale saranno il vostro percorso e la vostra meta.

I Luoghi Abbandonati della discoteca Domina e della cava di Toirano con le pitture rupestri di Mario Nebiolo.

La discoteca ripresa da una delle alture circostanti…

E’ questa la storia di questo luogo ed il periodo nel quale ho scattato la maggioranza delle foto presenti in questa photo-gallery. L’edificio e l’ambiente circostante rimangono splendidi ed originali esempi, seppur nella loro decadenza e vandalizzazione, di un tempo che fu. Un muto testimone della memoria di serate che non torneranno più. Rimane però, a consolazione di coloro che frequentarono gli ambienti ed i luoghi del “locale sopra la montagna”, lo scenario affascinante della natura circostante che non è cambiato e rimane immutato con i suoi sentieri, le sue albe ed i suoi tramonti.

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A TASTE OF ELBA ISLAND by enrico pelos III Luoghi Abbandonati

Luoghi abbandonati dell’Isola d’Elba – Abandoned Places of Elba Island…
Luoghi abbandonati dell’Isola d’Elba – Abandoned Places of Elba Island…

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IL MULINO DI NEIRONE… Dintorni… altri mulini… altre storie… V by enrico pelos

Un viaggio nell’entroterra ligure con l’amico Franco…

per andare trovare Rino l’amico del mulino… da lì la storia e le molte altre di mulini … di persone… che ne seguirono…

l’IFF o l’Itinerario dei Feudi Fliscani con Siestri Luogo Abbandonato sulle orme della Dantesca Fiumana bella…

nella Val Fontanabuona sulle tracce di Cristoforo Colombo, sul 7P l’Itinerario dei 7 passi,…

nella valle dei mulini abbandonati di Portofino e Paraggi, … fino ad arrivare ai Mulini del Ponente Ligure savonese… a Nasino sul Pennavaire… ai piedi del maestoso dolomitico Castellermo o Peso Grande…

A trip to the Ligurian hinterland with his friend Franco to go and find Rino the friend of the mill … from there the history and many others of mills … of people … who followed … the IFF o Itinerary of the Feudi Fliscani with Siestri Abandoned Place in the footsteps of the beautiful Dantesque Fiumana … in the Fontanabuona valley on the trail of Cristopher Colombus, on the 7P the Itinerary of the 7 steps, in the valley of the abandoned mills of Portofino and Paraggi, up to the Mulini del Ponente Ligure… in Nasino sul Pennavaire … at the foot of the majestic Castellermo or Peso Grande Dolomites …

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IL MULINO DI NEIRONE… Dintorni… altri mulini… altre storie… IV by enrico pelos

Un viaggio nell’entroterra ligure con l’amico Franco per andare trovare Rino l’amico del mulino…

da lì la storia e le molte altre di mulini … di persone… che ne seguirono… Suor Blandina e il Colorado… l’IFF o Itinerario dei Feudi Fliscani con Siestri Paese Abbandonato sulle orme della Dantesca Fiumana bella… su alcuni tratti dell’Alta Via dei Monti Liguri… fino ad arrivare ai Mulini di Cavassolo lungo l’Acquedotto Storico Genovese… ai mulini della Terra brigasca…

A trip in the Ligurian hinterland with his friend Franco to go and find Rino the friend of the mill … from there the story and the many others of mills … of people … who followed … Sister Blandina and the Colorado … the IFF or Itinerary of the Feudi Fliscani with Siestri Paese Abandonato in the footsteps of the beautiful Dantesque Fiumana … on some stretches of the Alta Via dei Monti Liguri … up to the Cavassolo Mills along the Historic Aqueduct Genovese … to the mills of the brigasque land…

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IL MULINO DI NEIRONE… Dintorni… altri mulini… altre storie… III

Un viaggio nell’entroterra ligure per andare a trovare un amico…

La storia dei Cereghino i cantastorie valdesi da Favale…
Le cave di ardesia abbandonate con i veicoli che ormai fanno parte del bosco…
I Mulini abbandonati di Genova Nervi… il mulino Bacicotto… di Favale… di Marsiglia… Amedeo Peter Giannini (San Jose, 6 maggio 1870 – San Mateo, 3 giugno 1949) era originario di Favale di Malvaro
La bella valletta di Niasca nei pressi di Paraggi e di Portofino un tempo con un mulino…

Il mulino è situato in un bel posto tra i monti liguri, con itinerari che attraversano le terre un tempo della potente famiglia genovese dei Fieschi ed è un invito a percorrere e raggiungere mete interessanti come l’IFF (Itinerario dei Feudi Fliscani) l’AV dell’AltaVia dei Monti Liguri, l’ISC Itinerario Storico Colombiano, la Via dell’Ardesia o del Pane, il 2G dei 2 Golfi, Barbagelata… il Caucaso… la Valle dei Mulini a Portofino e Paraggi… sull’Acquedotto Storico di Genova… in Tèra Brigašca…
fatti 3 paragrafi con 3 foto + la cover – next time mettere anche foto dell’interno del mulino……

ll grande ponte sul Rio Torbido sull’Acquedotto Storico Genovese e a fianco le case che un tempo erano mulini…

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Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA sull’Alta Via dei Monti Liguri sul Blog di Trucioli

Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA

Il Col di Nava è situato a 934 m di altezza, fa parte del territorio di Pornassio e separa due sottosezioni della Alpi Liguri: le Prealpi Liguri e le Alpi del Marguareis e due regioni: la Liguria e il Piemonte collegando l’Imperiese con il Monregalese ed il Cuneese. Il valico prende il nome dalla frazione di Nava che è composta da due borgate: Col di Nava e Case di Nava distante circa 500 metri. A pochi chilometri, alla fine del tratto in discesa, c’è poi Ponti di Nava che segna il confine tra le due regioni ed è già nel comune di Ormea in Piemonte. Il clima è tipicamente di montagna, anche se siamo a non molti chilometri dal mare, come lo testimoniano anche le molte abitazioni in stile alpino, perchè qui gli inverni sono con frequenti nevicate mentre le estati sono, in genere, fresche.
Il Colle di Nava è sempre stato un importante passaggio di frontiere già all’epoca della Repubblica di Genova e l’antico Ducato di Savoia i cui discendenti divennero in seguito Casa Savoia, la dinastia regnante in Italia. Nel XIX secolo la monarchia iniziò a temere le invasioni della Francia. Il nemico al di là del confine dei monti avrebbe potuto anche arrivare facilmente dal mare sbarcando a Imperia perchè la Marina Reale, formata da unità delle marine preunitarie, non era in grado di affrontare la forza navale francese o quella inglese e quindi non sarebbe riuscita a opporsi ad eventuali sbarchi sulle coste che avrebbero facilmente aggirato le fortificazioni sui monti e invaso la Pianura Padana. Venne decisa quindi la costruzione di una serie di fortificazioni a difesa dei passaggi dei confini tra le due nazioni ma anche per proteggere le zone di scambio commerciale e militare. Tra questi confini uno dei passaggi più importanti era allora proprio il Colle di Nava (altre fortificazioni furono costruite a Tenda e a Vinadio) tra la Valle Arroscia e la Val Tanaro. Lo stato maggiore dell’esercito decise così la costruzione, dal 1870 al 1888, di 5 forti: 3 sono oggi, di fatto, dei luoghi abbandonati ed in effetti furono proprio abbandonati ufficialmente dopo l’8 settembre 1943. Essi sono: il Forte Bellarasco, il Forte Pozzanghi ed il Forte Richermo. Un altro forte il Montescio è abbandonato ma una parte è stata oggetto di restauro ed ha indicazioni di proprietà privata. Il quinto, il Forte Centrale, non è abbandonato ed è restaurato e ben conservato.

Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
  • FORTE BELLARASCO (900 m s.l.m.)
    Il Forte Bellarasco appare veramente maestoso dal suo piazzale panoramico. Esso è di proprietà del demanio militare, chiuso e abbandonato da anni. Costruito in posizione dominante la vista spazia dalla valle di Armo fino a Montegrosso Pian Latte, alle Alpi Marittime e verso i monti dell’Alta Via dei Monti Liguri.
    Esso è una grande costruzione su due piani con un piano terreno con cortile interno ed un piano sotterraneo dove sono ricavati rispettivamente 17 e 43 locali.
    A fianco del portale, una lapide ricorda un episodio della guerra di liberazione quando l’11 marzo 1944 un gruppo di partigiani provenienti dalla Val Tanaro, da Pornassio e dalla costa Imperiese, si asserragliò nell’edificio assieme ai ribelli del Cap. Martinengo (Eraldo Hanau) che lo avevano espugnato alla Guardia Nazionale Repubblicana, e riuscì a contrastare e a respingere le forze nazifasciste che salivano dal mare per compiere un rastrellamento.
    La zona di intervento copriva, oltre alla zona del colle vera e propria, le vallate ed i sentieri laterali, completandosi con l’azione svolta dalle opere del Saccarello ed i forti dello sbarramento di Zuccarello…
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
  • FORTE MONTESCIO (930 s.l.m.)
    Mentre tutti i forti sono facilmente raggiungibili dall’abitato di Nava con delle belle passeggiate ed è comunque sufficiente richiedere qualche informazione agli abitanti del colle, l’itinerario per il Forte Montescio è più difficile da trovare ed è pure un soggetto con qualcosa di misterioso. E infatti occorre proprio andarselo a cercare. Innanzitutto, se chiedete in giro non molti sanno della sua esistenza e tanto meno sanno indicarvi con precisione la strada. Questo perchè lo stesso è in posizione distaccata rispetto al caposaldo degli altri Forti, è abbastanza lontano dalla piazza del colle ed è lungo la tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri che porta verso San Bernardo di Mendatica, che si distacca dalla SS 28 all’altezza del Sacrario degli Alpini. Da qui poi occorre percorrere una strada sterrata che anche se indicata ormai dai moderni strumenti gps o dalle app con le mappe dei cellulari e quindi non ci si può perdere, è comunque una bella camminata. Una volta usciti dal bosco, che tra l’altro in questi giorni presenta in diversi punti un bellissimo foliage mentre d’inverno è non di rado coperto dalla neve con formazioni ghiacciate, ci si trova davanti ad una costruzione veramente imponente in tutto il suo perimetro che è situato tra il Colle di Nava e la colla dei Cancelli di Cosio di Arroscia. Esso permetteva di sorvegliare la Valle del Tanarello, verso la Francia, fungendo altresì da collegamento tra la Piazza di Nava e quella di Cima di Marta e del Saccarello. Il forte è chiaramente abbandonato e diroccato in molti punti ma, e qui sta il “mistero”, sulla parte frontale c’è quello che sembrerebbe un ponte levatoio…
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
  • FORTE POZZANGHI (1173 m s.l.m.)
    Il Forte Pozzanghi domina il Col di Nava, dall’alto dell’omonimo poggio. Esso era dotato di una torre cannoniera con ingresso dal ponte levatoio. Ha la base tonda ed è dotato di un gran numero di feritoie da fucile lungo tutto il perimetro e a tratti intervallate da bocche di cannone per artiglieria. Esso incrociava i fuochi con il Forte Richermo installato sul versante opposto della valle e di uguale costruzione. Si trova nei pressi dell’Alta Via Dei Monti Liguri che porta a San Bernardo di Mendatica….
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA….
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA
Luoghi Abbandonati (e non) I FORTI DELLO SBARRAMENTO DEL COL DI NAVA

Articolo completo con altre foto sul Blog di Trucioli al link…

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IL MULINO DI NEIRONE… Dintorni… altri mulini… altre storie… I

Un viaggio nell’entroterra ligure per andare a trovare un amico che aveva deciso di vivere fuori dalla grande città ed ecco che da una semplice ricerca storica, sul mulino ed i suoi lavori di restauro, l’interesse si è poi allargato alle molte altre realtà del territorio, e non solo ligure, già esplorato in molte occasioni dal punto di vista escursionistico. Questa è la storia di un rustico abbandonato che egli acquistò, facendolo tornare a vivere nel mezzo di una valle, quella di Neirone, un tempo ricca di mulini e di storia. Ora la quiete ed il silenzio – inusuali ormai per noi abitanti stressati delle città – ammantano i boschi di castagni….

Arrivare a Neirone Corsiglia e Roccatagliata…

L’acqua non fa più girare la ruota del mulino ma ha fatto scattare in me l’ingranaggio per far muovere quella del tempo alla ricerca di luoghi ed anche di documenti dell’epoca. Il libro prende quindi a spunto il Mulino di Neirone e la sua storia essendo uno degli ultimi mulini rimasti nella Val Fontanabuona di Genova in Liguria ancora con una grande ruota ma esplora e racconta con molte fotografie anche di altri mulini come quello di Roccatagliata, di Corsiglia, di Costamaglio, di Poggio Berni, etc. per illustrare la storia, per quelli ad acqua, a vento o eolici…

La Val Fontanabuona dove è situato Neirone è una delle valli più interessanti della città metropolitana di Genova. Fanno parte della valle i comuni di Carasco, Cicagna, Cogorno, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Leivi, Lorsica, Lumarzo, Moconesi, Orero, San Colombano Certenoli e Tribogna. Essa era un tempo un feudo della potente dinastia dei Fieschi e in molti sono passati in queste terre: le Armate di Napoleone, l’Esercito Piemontese, i Garibaldini e forse anche una parte dell’esercito di Annibale….

Il mulino è situato in un bel posto tra i monti liguri, con itinerari che attraversano le terre un tempo della potente famiglia genovese dei Fieschi ed è un invito a percorrere e raggiungere mete interessanti come l’IFF (Itinerario dei Feudi Fliscani) l’AV dell’AltaVia dei Monti Liguri, l’ISC Itinerario Storico Colombiano, la Via dell’Ardesia o del Pane, il 2G dei 2 Golfi, Barbagelata… il Caucaso… la Valle dei Mulini a Portofino e Paraggi… sull’Acquedotto Storico di Genova… in Tèra Brigašca…

Foto 18.
Un’antica cava di ardesia, uno dei luoghi abbandonati della Val Fontanabuona (con “modella”…).

continua…

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10 anni Anniversario della scomparsa del Prof. Pierleone Massajoli, un grande amico e studioso della comunità brigasca e della cultura dei monti del Ponente della Liguria. Sul blog di Trucioli (1a parte + link alla 2a parte)

È ormai prossimo l’anniversario dei 10 anni († 20 10 2011) dell’assenza del Prof. Pierleone Massajoli. Torinese, ma ligure d’adozione, fu studioso e grande conoscitore soprattutto della cultura della terra brigasca. Egli però non fu solo questo perchè, tra i molti interessi, si occupò di cultura e antropologia Americana e India, ed anche di culture di stati singoli come Jugoslavia e Sardegna.
Mi fa quindi piacere tracciare un ricordo del tempo, 10 anni circa, nei quali ho avuto il piacere di conoscere lui e la sua famiglia e l’onore di collaborare con lui alla redazione della rivista R’ Ni d’Aigura (“Il nido d’aquila”, rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Marittime, Montane e dell’Appenino Ligure fondata nel 1983) e all’attività dell’omonima omonima Associazione Culturale.


Ricordo come fosse ieri quando, una sera del 1998, gli telefonai chiedendogli se gli avrebbe fatto piacere pubblicare sulla sua rivista alcune mie foto di un viaggio a Triora, Realdo, Verdeggia e della mia escursione a piedi fino alle cime del Monte Saccarello nell’ambito del mio progetto fotografico “Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri” (che verrà poi pubblicato sulla guida ufficiale della Camera di Commerico di Genova).

La permanenza a Triora e Realdo mi aveva fatto conoscere posti unici e affascinanti ed anche scoprire una rivista che si occupava di queste zone. Ebbi quindi l’occasione di leggerne un numero e la mia attenzione venne subito attirata dalla semplice grafica in bianco e nero e dalla tipologia ddegli articoli, molti dei quali mi permisero di conoscere a fondo la cultura e le zone che stavo attraversando ed impararne la loro storia.
Egli ne fu entusiasta e mi propose subito di collaborare al Centro Studi della Rivista, se l’avessi gradito, con mie fotografie ed articoli e ringraziandomi per la disponibilità.
Io mi misi a disposizione dedicando una parte del mio tempo, quando libero da impegni, e da allora ci siamo incontrati molte volte sia per qualche gita insieme, sia per impostare gli articoli per la redazione della rivista in quanto, avendo egli saputo che lavoravo nel campo informatico e grafico, gli avrebbe fatto piacere che la riorganizzassi, in chiave un po’ più moderna, sempre restando con la stampa rigorosamente in Bianco e Nero come ormai si erano abituati i molti affezionati lettori. Ed infatti, oltre che alla rivista mi dedicai anche alla realizzazione di un sito (le cui pagine sono ormai oggetto da archivio e con una parte di esso ancora visibile al link con https://web.archive.org/web/20091121010734/http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htm# ) e di un blog ( https://rnidaigura.blogspot.com/ ) sempre con l’attenzione di accrescere l’interesse per la rivista ed a supporto dell’attività editoriale e promozionale della stessa.

Ebbi così l’occasione di entrare in contatto con molti poeti e scrittori, storici, disegnatori e fotografi, famosi sia a livello ligure ma anche nazionale ed internazionale. Furono molti gli Autori e le Autrici che contribuirono alla rivista nel corso degli anni, ebbi l’occasione di conoscerne diversi di persona e con alcuni di essi di avere anche il piacere della loro amicizia. Molti interessanti articoli furono pubblicati, come ad esempio di (in ordine alfabetico e mi scuso se ne ho dimenticato qualcuno): Mauro Balma, Werner Bätzing, Maria Antonietta Beringheli, Attilio Giuseppe Boano, Paola Boschieri, Caterina Bottero Marro, Massimo Brizzolara, Enrico Calzolari, Giorgio Casanova, Marco Cassioli, Fabio Costa, Nicola Farina, Luigi Felolo, Ippolito Edmondo Ferrario, Giovanni Ferrero, Guido Ferretti, Werner Forner, Patrizia Gavagnin, Paolo Giardelli, Giovanni Meriana, Jacques Giusto E Jacques Guido, Lorenzo Lanteri, Maurice Mauviel, Sara Medica, Roberto Moriani, Sandro Oddo, Paolo Bruno Olindo, Pastorelli di Briga, Nillo Rebaudo, Diego Rossi, Cristina Sala, Annibale Salsa, Sandro Sbarbaro, Giulia Petracco Siccardi, Gabriella Stanchi e Marina Tranchina.
Ebbi anche l’occasione, oltre che come autore di articoli e fotografie, di impaginare i disegni dei molti artisti collaboratori della rivista. Ogni numero era un po’ una nuova emozione man mano che mi arrivavano, tramite il Prof. Massajoli o via mail gli articoli, i disegni e le foto e soprattutto era importante la composizione della copertina che aveva spesso un disegno a tema montanaro/pastorale inviato quasi sempre dalle artiste Elena Pongiglione o Etta Lanza. Altre opere furono inviate da artisti e disegnatrici come Vanda Chiappero, Desana, Paola Fossati, Pola Lodesani, Niccoli, Paola Pastura, Leo Pecchioni, Ivy Pelish, Sara Pettinari, Ilaria Pilastro, Paola Trebini. Altri contributi particolari furono pubblicati da fotografie e/o notizie dal regista Richard Blank o dal climber Mario Nebiolo. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e per un’altra c’era già pronta un’altra foto ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e c’era già pronta un’altra foto, ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme.
La rivista era anche l’occasione per la presentazione di libri sulla cultura alpina in generale e di molti dei lavori per la cultura brigasca che lo impegnarono per anni come ad esempio il Dizionario uscito in diversi volumi. Il nome dato ai “Brigaschi” deriva dalla cittadina di Briga Marittima, ora in Francia, da cui emigrarono molti abitanti per ragioni economiche, politiche e forse religiose, tra il XV e il XVI secolo. La rivista aveva, nei primi numeri le diciture “R Nì D’Áigüra“ e “A Vastéra” Uniun de Tradisiun brigasche con il simbolo della “Rosa dei Pastori” che per i Brigaschi è “A rösa di pastùu”.
E questo un motivo ricorrente, intagliato nei collari delle pecore, nelle scatole per il formaggio e della buonissima toma da pecore brigasche che si può trovare anche ad Albenga, o in rappresentazioni in pietra, come portali, chiese, stipiti. Esso rappresenta probabilmente la ruota del sole ed è considerato di buon augurio. Il simbolo era in uso da anni prima che fosse adottato da un partito nazionale, poiché all’epoca non si pensava a registrare i marchi. I paesi Brigaschi sono 2 in Liguria, entrambi in provincia di Imperia: Realdo (Rêaud), frazione del comune di Triora (fino al 1947 frazione di Briga Marittima) Verdeggia (Vërdegia), frazione del comune di Triora. Essi sono 5 nel Piemonte e tutti in provincia di Cuneo: Briga Alta (Briga Àuta) comune composto delle frazioni di Carnino (Carnin) Upega (Üpëga) Piaggia (A Ciagia) Viozene (Viusèna), ed una frazione del comune di Ormea. Altri sono in Francia: La Brigue (fino al 1947 Briga Marittima, dal 1947 al 1976 La Brigue de Nice, in brigasco Ra Briga, in ligure Briga, in piemontese Briga) inclusa la frazione Morignole (fino al 1947 Morignolo, in brigasco Morignoo). In alcuni numeri comparirà nell’intestazione anche la croce occitana, simbolo di appartenenza dei Brigaschi all’identità occitana e legata alla grande famiglia dell’area franco-piemontese.

Tra i viaggi fatti insieme ricordo quando andammo ad Armo, paese montano dell’Alta Valle Arogna in provincia di Imperia, per un concorso di poesia “Pochi ma boi” e la presentazione della rivista. Seguimmo le attività della giornata come la processione della tradizionale Festa della Madonna e conoscendo molte persone del paese. Ricordo un altro viaggio fatto a Mendatica, in occasione della Transumanza, nel quale feci molte foto durante le manifestazioni tradizionali, che vennero poi pubblicate sulla rivista. Mi parlò infine di questo film in corso a Balestrino (Inkheart La leggenda di cuore d’inchiostro) e per il quale voleva farmi conoscere alcuni dei personaggi coinvolti, visto che la produzione era inglese e sapeva che io avevo lavorato a lungo in Inghilterra. Ma non ci fu il tempo, anche perchè in quel periodo ero impegnato nel mio lavoro fotografico che mi portava a viaggiare spesso nel Levante Ligure.
Per un altro viaggio mi fece scoprire molte delle belle zone della Val Roja, anch’esse piene di intrecci culturali a cavallo di Francia e Italia con le storie di paesi divisi dalla guerra e poi dai trattati che li fecero cambiare in diversi casi, lingua e nazione.
Purtroppo il tempo non ci permise di andare insieme a Realdo, il suo luogo “magico” del quale mi parlava spesso e dove amava trascorrere lunghi periodi di svago e di studio, e nel quale avrebbe voluto farmi da “speciale” guida, dato che io avevo esplorato quei luoghi e che lui aveva saputo farmi appassionare a questo particolare Ponente Ligure, anche se poi il mio libro sarebbe stato per l’altro versante della Liguria nelle “Passeggiate a Levante” e che gli sarebbe comunque piaciuto.
Un giorno mi comunicò che non avremmo più avuto occasione di continuare la rivista insieme e mi dispiacque molto al pensiero di quello che poi avrebbe potuto succedere e me ne rattristai molto. Anche per questo suo entusiasmo che mi aveva ormai contagiato ho continuato ad interessarmi alla ricerca della cultura ligure soprattutto dei monti, percorrendoli per molti chilometri e facendo altre molte conoscenze come avrebbe voluto che io continuassi a fare, anche se non più per la sua bella rivista in Bianco e Nero.

> Descrizione con foto sul Blog di Trucioli

> Link a R Ni d’Aigura I miei articoli Le fotografie (estratto dei 10 anni)

> Link alla 2a parte su Trucioli, Blog della Liguria e Basso Piemonte

Luoghi Abbandonati I FORTI dello SBARRAMENTO di ZUCCARELLO Liguria di Ponente sul Blog di Trucioli

Alcune delle vie di comunicazioni importanti tra la Liguria ed il Piemonte sono quelle che passano attraverso la Val Neva e la Val Pennavàire.
A guardia di questi importanti passaggi vennero costruiti quattro forti: Il FORTE CENTRALE, il FORTE di MONTE ARENA, il FORTE di ROCCA LIVERNA’ ed il FORTE di POGGIO GRANDE.
I forti sono molto interessanti anche come mete di passeggiate e/o escursioni e sono facilmente raggiungibili…

Descrizione con altre foto sul Blog di Trucioli

Il FORTE CENTRALE era il più importante perchè costruito sulla strada che porta da Albenga a Garessio attraverso il Colle di San Bernardo lungo l’Alta Via dei Monti Liguri. Il FORTE CENTRALE è raggiungibile in macchina da Albenga e la strada passa proprio nel mezzo delle mura del forte del quale ad oggi rimangono solo alcuni locali come il corpo di guardia, il ponte sul Neva, un tempo di tipo levatoio, parte del fossato, feritoie… Il resto è stato distrutto per la necessità di far spazio alla grande cava costruita nei pressi.
Da queste parti il generale Massena (protagonista anche dei Forti di Genova…) stabilì il quartier generale per la Battaglia di Loano… Qui nacque e visse la bella Ilaria del Carretto (Zuccarello, 1379 – Lucca, 1405) figlia del marchese di Zuccarello, celebrata in un monumento in bronzo all’ingresso di Zuccarello e in quello famoso di Jacopo della Quercia a Lucca… sempre qui c’è il castello dei Clavesana, passato alla famiglia dei Del Carretto ed in seguito alla Repubblica di Genova. Poco distanti ci sono diverse pareti per arrampicata frequentate da climbers che arrivano da tutta Europa.

Il FORTE di MONTE ARENA rimane sopra il Forte Centrale ed è raggiungibile sia dalla cava sopracitata che da un percorso escursionistico facente parte del Sentiero Liguria. La strada è in parte sterrata ed in parte asfaltata (guidare o camminare con molta attenzione perchè sono entrambe, per lunghi tratti, sopra dei cigli di cava…). e attraversa una bella pineta con sopra i resti di uno dei castelli dei marchesi di Clavesana che porta a Castelbianco ed alle sue frazioni di Vesallo Veravo, Oresine e Colletta. Quest’ultimo era un Luogo abbandonato o Ghost Village a seguito del terremoto del 1887. Qui ebbi l’occasione di fotografare l’ultimo abitante sulla porta dell’attuale locanda. Colletta è stato recuperato e trasformato poi negli anni ’80…’90 in un luogo un all’avanguardia (per allora) nelle comunicazioni a livello abitativo privato e pioniere di quello che è oggi definito Smart Working. Il Borgo è oggi inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Altri percorsi su sentieri portano al forte come gli anelli o sentieri di Monte Arena. Una passeggiata fra storia e natura che, con panorami su due delle valli albenganesi di maggior suggestione, permette di camminare tra i monti del territorio ligure a pochi passi dal mare.
Il forte, di difficile visibilità ad occhio nudo dalle valli circostanti è ormai una struttura difensiva quasi totalmente interrata e fu costruito sul tratto finale della catena montuosa che divide la Val Neva dalla Val Pennavàire. Esso aveva tre piazzole con sei cannoni e due mortai ed è oggi quasi seminascosto dalla vegetazione. Un osservatore attento potrebbe però notare alcuni particolari interessanti come una ciminiera in ferro, una galleria scavata nel terreno, feritoie, tratti di mura seminterrati…
Esso sarebbe composto da un primo piano con 15 stanze collegate tra di loro da un lungo corridoio/cunicolo che si sviluppano per circa 200 m con altri 2 piani sotterranei che però non sono accessibili, interrati perchè probabilmente danneggiati e/o distrutti dai tedeschi in ritirata nel 1945.
Il forte è stato ceduto dal Demanio Militare al Comune di Zuccarello che dovrebbe valorizzarlo ai fini di una fruizione turistica per escursionisti, bikers, e turisti interessati alla storia ed alle bellezze di questi luoghi.

Il FORTE di ROCCA LIVERNA’
La Rocca Livernà è un’elevazione dell’interessante e spettacolare massiccio del Castellermo (o Peso Grande) e sovrasta la Valle Arroscia, la Piana di Albenga, e le valli Pennavaire e Neva. Fu proprio per questa sua posizione che divenne sede di alcune opere militari di difesa ormai in rovina e visitabili liberamente. Il Forte di Rocca Livernà è ragggiungibile da Albenga, sia proseguendo per Arnasco e da qui con una sterrata, oppure o a piedi da Albenga per il caratteristico borgo medievale di Conscente, frazione di Cisano sul Neva, con il suo castello del XV secolo e situato presso la confluenza dei torrenti Neva e Pennavàire.
Al forte si può arrivare anche percorrendo una comoda ed antica mulattiera di costruzione militare ed anche eventuali sentieri di collegamento per una salita più rapida.
La rocca si affaccia sulla Val Pennavàire proprio di fronte alla già citata cava del monte Arena. All’arrivo si supera una garitta in pietre a secco e dopo un tratto che costeggia un fossato si arriva all’entrata della Batteria di Rocca Livernà (482 m). La fortificazione fu costruiita tra il 1881 e il 1897 sulle rovine di un preesistente castello; era composta da cinque piazzole per artiglieria per due cannoni, comprendendo anche un livello inferiore che collega tra di loro altri locali. All’interno del forte è possibile usufruire di un’area picnic. Proseguendo lungo un sentiero militare si arriva sulla vetta della Rocca Livernà (553 m).
Essa venne costruita come struttura di appoggio e protezione del fondovalle col compito di impedire eventuali attacchi verso il Piemonte attraverso il Colle di San Bernardo di Garessio. In realtà questa costruzione, così come tutte le altre simili erette nel Ponente Ligure come ad esempio nell’area del Colle di Nava o in quella del Colle del Melogno, non fu interessata da episodi bellici di rilievo poichè nel frattempo l’evoluzione delle tecniche militari tra fine ‘800 e inizio ‘900 le resero obsolete poco tempo dopo dalla loro messa in servizio, nonostante il grosso impegno di spesa di denaro pubblico per la loro costruzione.

Il FORTE di POGGIO GRANDE.
Il Poggio Grande (813m s.l.m.) è raggiungibile in macchina fino al Santuario di Balestrino e poi con un tratto a piedi oppure con escursioni da Balestrino, Cisano sul Neva, da Peagna di Ceriale, ed altri percorsi.
La pianta della struttura è poligonale, ed è parzialmente interrata e circondata da un fossato rivestito di muri a scarpata e con le postazioni per l’artiglieria separate ricoperte da un manto erboso. Il forte è al centro della spianata. La facciata si presenta con archi in cotto agli ingressi dei locali dove, in alcuni casi, sono ancora visibili le scritte delle destinazioni d’uso originali. La costruzione del forte venne terminata nel 1897 e dalla posizione dominante sulla sommità di Poggio Grande (detto anche dei “Due Fratelli”), su tutte le valli circostanti aveva il compito principale di proteggere da eventuali attacchi di eventuali nemici dal mare. Da qui nelle giornate limpide è possibile vedere anche i monti della Corsica. La costruzione è imponente e si può comprenderne appieno la grandezza percorrendo la zona perimetrale sommitale e, considerata la posizione dominante, capirne l’importanza strategica.
Il santuario di Balestrino è meta di numerosi pellegrinaggi e venne costruito a seguito delle testimonianze di Caterina Richero, abitante in una delle frazioni, sull’Apparizione della Madonna il 5 ottobre 1949 all’età di nove anni, che sarebbe apparsa sulla vetta del Monte Croce. Attualmente è in corso la costruzione di un edificio più grande, onde ricevere il sempre maggior numero di pellegrini provenienti anche dall’estero. Nei sentieri intorno che portano al mare anche dal Monte Acuto (748m s.l.m.) ci sono ampi prati-pascoli con alcune caselle dei pastori molto ben conservate perchè fino a non moltissimi anni fa questo era anche un percorso di transumanza del bestiame che veniva portato a valle a Ceriale e ad Albenga nel periodo invernale.
Il forte è stato oggetto di una ristrutturazione parziale per farne una sede a fini escursionistici e per corsi ambientali. Del forte è ancora visibile l’insegna principale con il nome e, verso sera è possibile incontrare molti animali del bosco che risalgono dai luoghi di abbeverata dai torrenti o corsi d’acqua dalle vallate circostanti.

NOTA IMPORTANTE: questi forti, 3 dei quali in località abbastanza isolate, presentano, in alcuni casi, locali spesso in posizioni precarie. Prestare sempre molta attenzione nei percorsi principali e limitrofi. Non entrare da soli nei locali che potrebbero presentare – accessibii e non di proprietà privata – e informare sempre una persona di fiducia sui percorsi o mete scelte. Informarsi eventualmente anche presso le istituzioni di competenza dei luoghi citati, presenti anche sul web, per eventuali problematiche di accesso alle strade e/o ai siti.

Alcune note e info storiche da:
“Passeggiate a Ponente” di Giancarlo Ascoli e Ferdinanda Fantini ed. Blu, Torino 2007.
Alcuni siti istituzionali delle località citate.
wikipedia.org
luoghiabbandonati.it

Luoghi Abbandonati LA BASE DI PIAN DEI CORSI Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri sul Blog di Trucioli

Alla (ri)scoperta di luoghi abbandonati della Liguria: uno dei luoghi più “intriganti” che hanno sollecitato i desideri fotografici di molti UrbEx e non, c’è certamente la famosa base militare di Pian dei Corsi a Calice Ligure sulla cima di una vetta alta 1.028 m.s.l.m. e a pochi chilometri dalla costa.

Oggi gli edifici sono meta di escursionisti, bikers, camminatori e frequentatori vari ma per lungo tempo tutta l’area era interdetta ed avvolta nel mistero.
Il Piano dei Corsi è un monte sul crinale fra la valle della Bormida di Mallare a nord e la valle del torrente Porra, che sfocia nel Mar Ligure a Finale Ligure e si trova in una deviazione che si diparte dalla tappa 15 dell’Alta Via dei Monti Liguri, quella che va dal Colle del Melogno alla Colla di San Giacomo.
La sommità fu per lungo tempo una base militare con molti “segreti” sulla destinazione d’uso. Chi parlava di cunicoli sotterranei, di alloggiamenti di missili, (veri o presunti…), di apparecchiature e sistemi d’arma o elettronici particolari al centro di trame da vera e propria guerra fredda”.
Si vociferava anche che la base avesse anche gallerie sotterranee collegate con i monti di fronte e un accesso diretto al mare per eventuali sommergibili.

In realtà sembra ormai accertato che fosse solo un centro comunicazioni che ospitava antenne radio per i collegamenti tra le unità della sesta flotta del Mediterraneo e la Germania. E infatti poco distante c’è ancora la la pista di atterraggio per gli elicotteri e le grandi piazzole in cemento che reggevano grandi parabole trasmittenti-riceventi. L’accesso era talmente proibito che neanche le forze dell’ordine italiane potevano entrare (almeno ufficialmente).
Coloro che potevano avere accesso, ad esempio per lavori di manutenzioni, avevano dei permessi speciali con l’ordine poi di rispettare il segreto più assoluto.
La base che è stata smantellata agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso sorgeva su precedenti postazioni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
Oggi alcuni cartelli la indicano (un po’ pomposamente…) come “Wind Farm” (“Fattoria del vento”) ed infatti alcune pale eoliche sono state installate per produrre energia “pulita” a discapito però di un nuovo landscape (panorama) forse un po’ invasivo.
L’area è oggi aperta al pubblico ed ogni tanto c’è anche qualche festa più o meno autorizzata o qualche “battaglia” di appassionati di soft-air.
Tutta la zona è stata “bonificata” da vecchi macchinari come generatori, quadri elettrici, ringhiere metalliche… che potevano rivelarsi pericolose ma occorre ugualmente prestare attenzione perchè qualche situazione di pericolo, ad esempio di caduta in qualche fossa, potrebbe presentarsi all’interno di alcuni locali.

Un complimento va ai vari artisti/writers e/o autori di graffiti vari, alcuni dei quali interessanti e che rallegrano un po’ il posto che in giornate nuovolose e di temporale ha un certo fascino da film horror.
Nelle belle giornate invece i panorami spaziano sui monti circostanti con fitti boschi, fino alla costa e al mare
Poco distante un cippo commemorativo è stato messo dall’ANPI a ricordo dei gravi fatti accaduti nella notte tra l’1 e il 2 febbraio 1945 quando 11 partigiani di Calice vennero uccisi.
Altre info sul blog di Trucioli

Luoghi Abbandonati A PROPOSITO DI ITALIA CAMPIONE D’EUROPA 2020… LA PUERTA DEL SOL DI ALASSIO QUANDO NEL 1982 LO FURONO DEL MONDO sul Blog di Trucioli

A proposito di celebrazioni calcistiche, visto l’eccellente risultato degli Azzurri guidati dal Mancini allenatore dei Campioni d’Europa, non possono non venire alla mente anche i Campioni mondiali del 1982 di Bearzot.

Fu proprio all’“Hotel Restaurant” Puerta del Sol di Alassio andarono in ritiro, prima di partire per il più importante torneo calcistico del mondo. Questo bel grande complesso è stato poi abbandonato e in queste foto si vedono
alcuni degli aspetti del degrado negli anni…Le costruzioni con le loro particolarità architettoniche e paesaggistiche sono particolarmente affascinanti… e già si narra di qualche leggenda del fantasma di una bambina che sarebbe caduta…
che si aggirerebbe tra le varie stanze degli edifici con i profili merlati del complesso… all’imbrunire o in piena notte quando, con la luna piena le terrazze con quel che resta delle vetrate riflettono i raggi lunari che si prolungano sul mare…
Vai al link di trucioli.it per il testo completo e altre foto…

Luoghi Abbandonati POILAROCCA PAESE ABBANDONATO sul blog di Trucioli lungo l’Alta Via dei Monti Liguri

Poilarocca, uno dei più affascinanti Luoghi Abbandonati e Ghost Village della Liguria di Ponente sull’interessante blog di Trucioli.it … e ci fu un tempo che aveva tante case, stradine, fontane, la chiesetta e il forno. Un reportage con Notizie e fotografie dalla località di Mamma Maria che qui visse fino a 104 anni e che fino a 97 non aveva avuto bisogno di un medico curandosi solamente con le erbe selvatiche del bosco… Vita e tradizioni d’altri tempi. … L’attività principale era la pastorizia che si svolgeva a 1400 m e fin su tra le malghe dei monti lungo l’Alta Via dei Monti Liguri… da Mendatica e su al monte Frontè e al monte Saccarello… con viste e paesaggi fino al Mar Ligure… ma era anche molto attiva lavorazione della terra per avere segale, grano, patate, rape… la raccolta di funghi e castagne…

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Luoghi Abbandonati CA’ DI FERRE’ E S. ANNA ALLE TAGLIATE – eMail a Trucioli

Una lettera pubblicata dall’interessante blog di Trucioli.it relativa ad un articolo di Danilo Bruno che ringrazio e con l’Appello al salvataggio di molti dei borghi antichi spesso diventati luoghi abbandonati ma che in molti casi potrebbero ancora oggi essere recuperati…

CA’ DI FERRÈ LA CHIESA
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S.ANNA ALLE TAGLIATE LA CHIESA
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Passeggiate a Levante Luoghi Abbandonati SIESTRI DI NEIRONE citato da Dante nella Divina Commedia

“Intra Sïestri e Chiaveri s’adima una fiumana bella”… inizia così la terzina in cui Dante Alighieri racconta l’incontro con Papa Adriano V dei Fieschi, nel XIX canto del Purgatorio. Siestri di Neirone è stata riconosciuta dall’Accademia della Crusca come il luogo di passaggio (o perlomeno di ispirazione forse dalle informazioni dalla nipote di Adriano, Alagia Fieschi, di cui era stato ospite)… della terzina del Sommo Poeta…
Oggi è uno dei Luoghi Abbandonati delle Passeggiate a Levante della Liguria lungo l’Itinerario dei Feudi Fliscani della Fontanabuona…
http://www.enricopelos.it
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“Intra Sïestri and Chiaveri, a beautiful stream begins” … thus begins the triplet in which Dante Alighieri tells of his meeting with Pope Adriano V dei Fieschi, in the nineteenth canto of Purgatory. Siestri of Neirone was recognized by the Accademia della Crusca as the place of passage (or at least perhaps inspired by information from Adriano’s granddaughter, Alagia Fieschi, of whom he had been a guest) … of the tercet of the Supreme Poet …
Today it is one of the Abandoned Places of the Walks to the East of Liguria along the Itinerary of the Feudi Fliscani della Fontanabuona …
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Passeggiata a Levante #13 Fioriture al Pian della Cavalla TRACCE DELLA PRESENZA DEL LUPO

Per gli amanti del Lupo… > Passeggiata al Pian della Cavalla, nel Parco dell’Antola a Fascia in Val Trebbia per la fioritura dei narcisi. Fiori pochi, in compenso… tracce di lupo/(lupi?)…

For wolf lovers…> A Walk to Pian della Cavalla, in the Antola Park near Fascia in the Trebbia Valley for the blossoming of the daffodils. Few flowers, but quite luckily … wolf tracks… / (wolves footprints?) …

se non si vede sul vs pc/cell/pad/media… cliccare sul link sotto

http://www.enricopelos.it/hike_tracks/passeggiate_a_levante_13_pian_della_cavalla_walk_by_enrico_pelos.mp4

Passeggiate a Levante ITINERARI AL TRAMONTO VERSO LA SERA… VERSO LA NOTTE

Le passeggiate iniziate con la nebbia dell’alba e proseguite nelle giornate con i forti, i luoghi e i paesi abbandonati, itinerari sui monti e sulle coste… stanno per terminare e siamo arrivati al tramonto, alla sera… alla notte…

1 passeggiate a levante della liguria #22 percorrere i sentieri per vedere i tramonti sulle chiesette dei monti LUNGO L’ISC Itinerario Storico Colombiano
2 passeggiate a levante della liguria #45 percorrere i sentieri per vedere e vivere la sera sul mare a Tellaro…
3 passeggiate a levante della liguria # percorrere i sentieri per fotografare la notte sul paesino più pittoresco della Liguria – quando c’è la neve – … il presepe nel presepe di Pentema…

… e così finiscono le Passeggiate a Levante fotografiche … per il momento… forse…

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The Slideshow https://youtu.be/Rbn_L0_CaAU

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The Sites

http://www.enricopelos.it
http://www.enricopelos.it
http://www.passeggiatealevante.it
http://www.luoghiabbandonati.it

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The book:

http://www.bluedizioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=476:passeggiate-a-levante&catid=51:titoli

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The Photos:

Portfolio https://bit.ly/3rJmztC
Collections https://bit.ly/3cJITiI
Digital Art https://enrico-pelos.pixels.com/collections/digital+arts

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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI DI STORIA POESIA LETTERATURA LEGGENDA…

Itinerari che ci portano nei luoghi dove è passata la storia, la poesia, la letteratura, la leggenda…

1 LA STORIA… passeggiate a levante della liguria #11 #12, al monte Antola… su questi monti e valli è passata la storia… a volte dolorosa… spesso ingiusta… sempre da ricordare…
2 LA POESIA… passeggiate a levante della liguria #23… in mezzo al Bosco delle Fate di Fontanigorda… luogo prediletto dal poeta Giorgio Caproni che lo cantò nella sua poesia “Ballo a Fontanigorda” del 1938… “Mentre per la pastura si sparge l’amaro aroma di una sera silvana…”
3 LA LETTERATURA… passeggiate a levante della liguria #45… a Tellaro… alla Baia di San Lorenzo… a Fiascherino dove visse e scrisse lo scrittore inglese David Herbert Lawrence che qui scrisse alcuni dei suoi libri più famosi… qui visse anche Mario Soldati scrittore, giornalista, regista torinese che scelse Tellaro come suo “Buen retiro”…
4 LA LEGGENDA… passeggiate a levante della liguria #23…al monte Gifarco con la spada nella roccia di San Galgano… e il panorama spazia (nelle giornate limpide…) fino al mare… alle isole… della Gorgona, della Corsica… di Capraia… dell’isola d’Elba…

Slideshow https://youtu.be/Rbn_L0_CaAU
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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI ABBANDONATI… BORGHI ABBANDONATI.. PAESI ABBANDONATI… OGGI MUTI TESTIMONI DI UN VIVERE ANTICO VI

Itinerari che passano vicini a luoghi, frazioni, borghi e paesi abbandonati…

1 …in mezzo ai boschi…
2 …in mezzo ai boschi…
3 …in mezzo ai boschi…

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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI ABBANDONATI… BORGHI ABBANDONATI.. PAESI ABBANDONATI… OGGI MUTI TESTIMONI DI UN VIVERE ANTICO V

Itinerari che passano vicini a luoghi, frazioni, borghi e paesi abbandonati…

1 …in mezzo ai boschi…
…in mezzo ai boschi con gli sfondi dei monti innevati…
3 … con quello che resta di una casa abbandonata ad Arena…

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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI ABBANDONATI… BORGHI ABBANDONATI.. PAESI ABBANDONATI… OGGI MUTI TESTIMONI DI UN VIVERE ANTICO IV

Itinerari che passano vicini a luoghi, frazioni, borghi e paesi abbandonati…

1 …Come in Val Noci… con le piante che si stanno riappropriando del territorio…
…Come in Val Noci… con i tavoli da picnic…
3 … con quello che resta di una cucina abbandonata neanche tanti anni fa… come si può vedere dalla tipologia degli elettrodomestici…

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Passeggiate a Levante della Liguria FORTI DI GENOVA III…

Itinerari fotografici… tra i forti di Genova…

1 Passeggiate a Levante della Liguria #9 Percorrere i sentieri di monte per arrivare all’imponente forte di Monteratti che dai suoi 560 s.l.m. domina molti accessi alla città di Genova… edificato tra il 1831 e il 1842 dal Governo Sabaudo fu un tempo prigione e magazzino ed oggi è uno dei luoghi abbandonati più grandi del territorio e meta di trekking da varie località…
2 Passeggiate a Levante della Liguria #9 Il Forte Diamante sul monte omonimo (667 s.l.m.) è forse il più bello da raggiungere, tra quelli nelle immediate vicinanze di Genova (in realtà il forte è nel comune di Sant’Olcese), sulla panoramica ma ripida serpentina dal sentiero che parte dal Righi, (passa da queste parti la RigAntoCa con i suoi runners…) o dalla salita di Trensaco (anche con il trenino di Casella) o ancora dal sentiero AQ1 dell’Acquedotto Storico Genovese… Esso fu eretto tra il 1756 e il 1758 a difesa dell città insieme ai forti Fratello Maggiore, Fratello Minore, Puin, e Sperone… Fu da queste parti che venne ferito ad una gamba il poeta e capitano Ugo Foscolo negli scontri tra austriaci e francesi nel 1800…
3 Passeggiate a Levante della Liguria #9 Percorrere i sentieri di monte per arrivare alla torre abbandonata di Granarolo… antico borgo contadino e, un tempo, luogo di villeggiatura di genovesi benestanti…

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Passeggiate a Levante della Liguria FORTI DI GENOVA II…

Itinerari fotografici… tra i forti di Genova…

1 Percorrere i sentieri di monte per arrivare ad una visione panoramica che comprende diversi forti di Genova… sullo sfondo il Santuario della Madonna della Guardia…
Percorrere i sentieri di monte per arrivare al Forte Puin… esso fu costruito intorno al 1815… fu a lungo abbandonato e poi affittato ad un privato che lo tenne per venti anni restaurandolo…
3 Il Forte Diamante sul monte omonimo (667 s.l.m.) è forse il più bello da raggiungere, tra quelli nelle immediate vicinanze di Genova (in realtà il forte è nel comune di Sant’Olcese), sulla panoramica ma ripida serpentina dal sentiero che parte dal Righi, (passa da queste parti la RigAntoCa con i suoi runners…) o dalla salita di Trensaco (anche con il trenino di Casella) o ancora dal sentiero AQ1 dell’Acquedotto Storico Genovese… Esso fu eretto tra il 1756 e il 1758 a difesa dell città insieme ai forti Fratello Maggiore, Fratello Minore, Puin, e Sperone… Fu da queste parti che venne ferito ad una gamba il poeta e capitano Ugo Foscolo negli scontri tra austriaci e francesi nel 1800…

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Passeggiate a Levante della Liguria FORTI DI GENOVA I E CASTELLI…

Itinerari… tra i forti di Genova… i suoi castelli…

1 Il Forte Diamante sul monte omonimo (667 s.l.m.) è forse il più bello da raggiungere, tra quelli nelle immediate vicinanze di Genova (in realtà il forte è nel comune di Sant’Olcese), sulla panoramica ma ripida serpentina dal sentiero che parte dal Righi, (passa da queste parti la RigAntoCa con i suoi runners…) o dalla salita di Trensaco (anche con il trenino di Casella) o ancora dal sentiero AQ1 dell’Acquedotto Storico Genovese… Esso fu eretto tra il 1756 e il 1758 a difesa dell città insieme ai forti Fratello Maggiore, Fratello Minore, Puin, e Sperone… Fu da queste parti che venne ferito ad una gamba il poeta e capitano Ugo Foscolo negli scontri tra austriaci e francesi nel 1800…
2 Percorrere i sentieri di monte per arrivare al Forte Geremia (806 m s.l.m.) sull’omonimo Bric a Masone lungo l’Alta Via dei Monti Liguri… Esso fu una fortezza militare del XIX secolo…
3 Percorrere i sentieri di monte per arrivare all’impervio quanto singolare e affascinate Castello della Pietra di Vobbia… nel Parco naturale regionale dell’Antola è oggi inserito nella lista dei monumenti nazionali italiani…

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Passeggiate a Levante della Liguria ITINERARI INCONTRI PERSONE…

Itinerari… incontri… persone…

1 Percorrere i sentieri di monte con le loro sorgenti…
2 Percorrere i sentieri di monte e gli incontri con la sapiente cultura del lavoro nei campi…
3 Percorrere i sentieri di monte e gli incontri con la sapiente cultura del lavoro nei campi… del lavoro della terra……

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Passeggiate a Levante della Liguria ITINERARI NATURALISTICI E RELIGIOSI…

Itinerari naturalistici… e religiosi…

1 Passeggiata a Levante della Liguria #11 e #12 al monte Antola… alla croce… alla cappella… al rifugio… La cappella ha la sua festa il 25 giugno, giorno dell’inaugurazione, e si popola di persone che arrivano a piedi da tutte le valli vicine…
2 Passeggiata a Levante della Liguria #7 L’aquila del CAI sul monte Reale sopra Ronco Scrivia sembra spiccare il volo su tutta la valle… Essa è proprio vicino al Santuario di N.S. di Loreto costruito nel 1858. Al suo fianco c’è anche un locale rifugio per gli escursionisti…
3 Passeggiata a Levante della Liguria # La croce sulla vetta della Biurca Nord che sovrasta il bivacco “Città di Busalla” sul versante est della Biurca alle Rocche del Reopasso… da Crocefieschi…

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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI ABBANDONATI E PAESI ABBANDONATI OGGI MUTI TESTIMONI DI UN VIVERE ANTICO III

Itinerari che passano vicini a luoghi ormai abbandonati… come bunker … manufatti bellici… postazioni dismesse della Marina Militare…

Escursione sul Monte di Portofino… Uno dei bunkers in spesso cemento armato… “ricordo” abbandonato – da oltre 70 anni ormai – dall’Esercito Tedesco della Seconda Guerra Mondiale…
Itinerario verso un manufatto bellico abbandonato… con vista mare… in attesa del tramonto… e il calar della sera…
Verso quello che resta di una delle postazioni di avvistamento delle 5 Terre… dismessa e abbandonata da tempo dalla Marina Militare Italiana…

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Passeggiate a Levante PERCORRERE I SENTIERI SUI MONTI III Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri…

Fotografie dai monti e dai percorsi dei monti… dell’Alta Via dei Monti Liguri…

Passeggiata a Levante della Liguria #26 Dai monti lungo l’Alta Via Dei Monti Liguri… tra Pra Riondo e il Passo del Faiallo con i posti tappa… i rifugi…
Passeggiata a Levante della Liguria #2 Dai Paesi appoggiati alle loro montagne… il Paese di Amborzasco e sullo sfondo i monti Penna e Pennino innevati… nel Parco dell’Aveto… al tramonto…
Passeggiata A Levante Della Liguria #9 Dai Monti Lungo L’Alta Via dei Monti Liguri… con i Forti di Genova come il Forte Geremia… al tramonto…
Passeggiata a Levante della Liguria #28 Dai Monti Lungo L’Alta Via dei Monti Liguri… il laghetto al Passo del Bocco… al tramonto…
Passeggiata a Levante della Liguria #21 I Monti Lungo L’Alta Via dei Monti Liguri… dal Rifugio Margherita sopra Rapallo…

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Passeggiate a Levante PERCORRERE I SENTIERI SUI MONTI II…

Panorami sui monti e dai percorsi dei monti…

Passeggiata #06… attraversando guadi sui percorsi… qui stiamo percorrendo l’Anello della Val Gargassa nei pressi di Rossiglione…
Passeggiata #25… momenti di avventura nei pressi del Prato della Cipolla in Val d’Aveto sull’itinerario che porta al monte Monte Bue (1775 m) e al Monte Maggiorasca (1804m la vetta più alta del levante Ligure) sui monti sopra Santo Stefano d’Aveto nel Parco dell’Aveto…
Passeggiata #25… momenti di sport… lungo l’ISC l’Itinerario Storico Colombiano che porta dalla Val Fontanabuona al porto di Quinto a Genova… lungo il percorso degli avi di Cristoforo Colombo…
Passeggiata #22… momenti di sport… in uno degli itinerari sulla Vie dei Forti di Genova e della Muraglia Genovese…

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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI ABBANDONATI E PAESI ABBANDONATI OGGI MUTI TESTIMONI DI UN VIVERE ANTICO I…

Itinerari nei luoghi abbandonati come paesi abbandonati oggi muti testimoni di un vivere antico…

Casa Abbandonata nella Val Noci…
Casa Abbandonata nella Val Fontanabuona…
Casa Abbandonata nella Val Fontanabuona…
Case Abbandonate nella Val Canate…

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Passeggiate a Levante SPETTACOLI UNICI DAI MONTI E DAL MARE RACCONTANO MOLTE STORIE…

Panorami sul mare, sui monti, sui paesi, sui borghi pittoreschi, dove trovare spettacoli unici da fotografare e che ci raccontano molte storie… le antiche tradizioni…

Camminando sul Massiccio del Beigua si possono vedere cime innevate e le isole della Liguria di Ponente: l’isola di Bergeggi e l’isola della Gallinara…
Panorami innevati sulla Val Pentemina…
Il paesino molto pittoresco di Pentema famoso per il suo Presepe e che con le sue casette innevate rappresenta un ulteriore presepe nel presepe…
Alcuni personaggi (spesso ispirati e/o personificazione degli abitanti del posto…) del Presepe di Pentema a grandezza naturale…

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Passeggiate a Levante TROVERAI PIÙ NEI BOSCHI CHE NEI LIBRI…

Troverai piu’ nei boschi che nei libri… “Gli alberi e le rocce ti diranno cose che nessun maestro ti dirà”…
(San Bernardo di Chiaravalle o Bernard de Fontaine, Dijon 1090 – Ville-sous-la-Ferté 1153 Monaco cistercense fondatore dell’abbazia di Chiaravalle…)

Spettacoli unici dai monti dell’Alta Via Dei Monti Liguri. Nella foto l’attraversamento di una delle splendide e ombrose faggete che portano al monte Zatta (1.404 metri s.l.m. spartiacque appenninico tra le valli Sturla, Graveglia, del Taro e di Vara).

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COLORI PROVENZALI by Enrico Pelos e Rodolfo Predieri (1994) with nature relaxing music

Fotografia: Enrico Pelos – Rodolfo Predieri (Gruppo Fotografico R.E.M)
Testi: Enrico Pelos
Montaggio proiezione dissolvenza incrociata con centralina HW&SW: Enrico Pelos
Musiche scelte: Enrico Pelos e Rodolfo Predieri da brani New Age dell’epoca…

LA STORIA DEI COLORI PROVENZALI
“Canto una fanciulla di Provenza…” Comincia così Mirejo, l’opera di Frederic Mistral che con la vincita del Nobel restituiva dignità alla lingua provenzale (d’Oc).
La Liguria è terradi confine con la Liguria e tra i primi abitanti ci furono i Liguri. Importante nei secoli passati l’influenza delle famiglie genovesi che ebbero proficui scambi con questa regione che influenzò a sua volta una parte della Liguria di Ponente dove ancora oggi si parla la lingua occitana. Terra di incantati scenari colorati dei campi di lavanda, del rosso ocra delle falesie o del verde del Verdon, è la Provenza. La terra di Nostradamus e di Mistral, che ha fatto sognare Petrarca e dipingere Van Gogh
Alcuni viaggi, nell’estate del 1994, nella wonderful Provenza nella più bella stagione. Quella della lavanda che è l’”Anima della Provenza” come ebbe a dire il grande scrittore Jean Giono, di famiglia d’origine piemontese, che proprio a Manosque nacque e morì (1895-1970) e che fu il primo posto nel quale ci fermammo a fotografare. Campi colorati che si estendono a vista d’occhio… L’Abbazia di Senanque con i suoi campi è certamente il “must” per ogni fotografo… Valensole che già il nome la dice tutta… il paese di Gordes in un caldo e assolato pomeriggio…, e poi già che c’eravamo non ci facemmo mancare niente: il Verdon considerato il “Grand Canyon (del Colorado) d’Europa”… La Cave di Les Baux la terra dei primi menestrelli… Roussillion con le sue meravigliose terre d’ocra… il mercato di Folcalquier che con le sue spezie dai mille colori è giustamente rinomato in tutta la Francia… le finestre colorate, i mulini… i tramonti…
“Se ne andò su per Aurnò con la provenza nel cuore. Non si sarebbe più venuto via, vi sarebbe rimasto per sempre…” (Francesco Biamonti).

NOTE TECNICHE
Le fotografie furono realizzate con quella che allora era considerata la migliore pellicola diapositiva per la resa eccezionale dei colori ovvero la pellicola Velvia (Fuji). La proiezione è stata ripresa poi in studio ripreso con videocamera in vhs (che per l’epoca era già ad un buon livello…) che, allora, non disponeva di porte di collegamento digitali per cui la ripresa avvenne direttamente sullo schermo. In quel tempo si riuscivano a fare i primi fotomontaggi digitali (con Ibm 286…) per cui poi il filmato è stato digitalizzato da cui la qualità che non è paragonabile alle conversioni in digitale di oggi. M… e lasciatevi trasportare dal fascino delle immagini e della musica. Buona visione
LE PROIEZIONI
La proiezione venne presentata nell’ottobre del 1994 in una “Serata dell’Audiovisivo” al teatro della società IP grazie alla disponibilità dei soci della sua Sezione Fotografica che misero a disposizione anche il primo hardware e software per la programmazione in automatico della proiezione in sincro con la musica.
Essa venne anche presentata il 4 Novembre in una serata nella prestigiosa sede della Fondazione Giacomo Costa. In quell’occasione la proiezione si avvalse, oltre che di immagini del fotografo Rodolfo Predieri, amico e socio qui citato come co-autore, anche di fotografie del fotografo amico e socio Carmelo Marino e colgo l’occasione per salutare entrambi nel caso arrivassero a “navigare” in questa pagina.

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“I sing a girl from Provence… “Thus begins Mirejo, the work of Frederic Mistral who, with the Nobel prize, restored dignity to the Provencal language (d’Oc).
Some trips, in the summer of 1994, to the wonderful Provence in the most beautiful season. The one with the lavender which is the “soul of Provence” as wrote the great writer Jean Giono, of Piedmontese origin, who was born and died in Manosque (1895-1970) and which was the first place in which we stopped to photograph. Coloured fields that extend as far as the eye can see … The Senanque Abbey with its fields is certainly a “must” for every photographer … Valensole that the name says it all … the village of Gordes in a hot and sunny afternoon …, and then while we were there we did not miss anything: the Verdon considered the “Grand Canyon (of Colorado) of Europe” … The Cave of Les Baux the land of the first minstrels … Roussillon with its marvellous ocher lands … the Folcalquier market which with its colourful spices is rightly renowned throughout France … the coloured windows, the mills … the sunsets…

Passeggiate a Levante PERCORRERE I SENTIERI DI MARE

Quando si parte presto per raggiungere l’inizio del percorso / passeggiata / escursione / trekking fotografico si ha a disposizione tutta la giornata (o più giornate) per percorrere i molti sentieri sulla costa, sul mare, o a strapiombo sulle scogliere della Liguria…

Sentiero tra mare e monti… verso San Fruttuoso di Camogli…

Sentieri tra monti e mare… a Corniglia nelle 5 Terre…
Sentieri tra monti e mare… e le scogliere delle 5 Terre…
Sentieri tra monti e mare… e le scogliere delle 5 Terre… a Manarola…
Sentieri tra monti e mare… tra le pareti del Muzzerone… lungo l’Alta Via delle Cinque Terre…
Sentieri tra monti e mare… con vista sulle isole… della Gorgona… dell’isola d’Elba… della Corsica…

When you leave early in the morning to reach the beginning of the path / walk / excursion / photographic trekking, you have the whole day (or several days) to walk the many paths along the coast, the sea, or overlooking the cliffs of Liguria …

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PAESAGGIO di LIGURIA di MARE di MONTE d’INTERNO di Enrico Pelos (2002) Slideshow nature relaxion music

Paesaggi di Liguria, paesaggi di mare e di monte e dell’interno panorami di albe e tramonti … Il tutto con una musica per relax, mindfulness e terapia forestale visiva…

Fotografie Fotoelaborazioni Testi: Enrico Pelos
Montaggio Slideshow: Enrico Pelos
Musiche: New Age Music del periodo del montaggio dello slideshow

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PASSEGGIATE A LEVANTE Slideshow e foto dal libro di Enrico Pelos (vers completa hd nature relaxation music)

 
Per i tanti lettori del libro che mi hanno richiesto di vedere il filmato completo – e colgo qui l’occasione per ringraziarli – ecco online la versione completa dello slideshow con le molte fotografie ed in versione a più alta risoluzione.

Il video originale per la presentazione del libro “Passeggiate a Levante” (45 itinerari con foto carte etc. nella Liguria di Levante Ed. Blu), con fotografie e musica presentato a Finalborgo, a palazzo Ricci nell’ambito della rassegna delle serate del CAI (Club Alpino Italiano) sez. di Finale Ligure (Sv) “Uno Zaino di Libri – Autori di Montagna”, patrocinato dal GISM e in collaborazione con Biblioteca Mediateca Finalese, libreria “Come un romanzo”, Città di Finale Ligure.
138 Fotografie con le più belle immagini ed alcuni film-clips (127 foto e 4 movie clips, musiche composte e/o eseguite da E. Pelos, R. Tunes, P. Giacci), riflessioni, paesaggi di Liguria molto famosi ma anche di luoghi e paesi abbandonati, panorami di albe e tramonti … e 45 minuti nella versione con il commento dal vivo con presenter (200 foto circa) che mostrano i diversi aspetti della Liguria di Levante: laghi importanti del genovesato, antiche fortificazioni, paesaggi di mare e di monte, hiking e passeggiate, alta via dei monti liguri, sentiero liguria, giri ad anello, sentieri e vette panoramiche, passeggiate a levante al passo del faiallo, monte beigua, monte rama, monte reale, lagorara, ronco scrivia, val gargassa, staglieno, antola,finale ligure, cai, gism, bavastrelli, pentema, torriglia, bogliasco, via crucis, santa croce, pieve ligure,monte cornua, ruta, caravaggio, portofino, fontanigorda, valtrebbia, itinerario storico colombiano, roccabruna, groppo rosso, aveto, prato della cipolla, monte bue, monte penna, val graveglia, punta manara, framura, moneglia, punta baffe, val petronio, celti, zignago, monte dragone, deiva, framura, 5 terre, monterosso, vernazza, cornigli, manarola, portovenere, golfo dei poeti, isola della palmaria, montemarcello, etc… etc…
Per eventuale utilizzo per mostre, serate, presentazioni, proiezioni etc. scrivere all’email dei siti
http://www.enricopelos.it o http://www.passeggiatealevante.it

The original video for the presentation of the book “Passeggiate a Levante” (Eastern Liguria Hikes, 45 itineraries with photos, maps etc… Blue Ed.) with images and music presented at the Finalborgo CAI event, one of the evening encounters of CAI (Italian Alpine Club) of Finale Ligure (Sv) “A Backpack of Books – Mountains Authors” sponsored by GISM (Italian Mountain Authors Group) and in collaboration with Finale Library Media, the “Like a novel” book shop, and the City of Finale Ligure.
138 slides with the most beautiful images and some movie-clips (127 pictures and 4 movie clips in the 16: 9 1920×1080 Full HD res.; music composed and/or played by E. Pelos, R. Tunes, P. Giacci), and 45 min. in the version with live commentary with presenter (over 200 photos) to illustrate the various aspects of Eastern Liguria: Genoa area major lakes, ancient fortifications, seascapes and mountain hiking and walks, ring, trails and scenic peaks, Liguria mountains high way trail …

For a use in exhibitions, presentations, projections, please feel free to write to the email indicated in the sites:
http://www.enricopelos.it
http://www.passeggiatealevante.it
http://www.luoghiabbandonati.it
http://www.staglieno.it
http://www.lulu.com/spotlight/enricopelos
https://www.youtube.com/redirect?http://www.bluedizioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=476:passeggiate-a-levante&catid=51:titoli

Passeggiate a Levante e a Ponente PAESAGGIO di LIGURIA (2002) Slideshow by Enrico Pelos

Fotografia: Enrico Pelos
Montaggio Slideshow: Enrico Pelos
Musica: Into the Wefts of Ocean Time di Solyaris (Giorgio Rubino). I wish to thank Giorgio for the use of his music
Licensed under Creative Commons Giorgio music link: solyaris.altervista.org

Paesaggio di Liguria… un viaggio che “parte” all’alba dall’Isola della Gallinara, passa per spiagge rocciose con mareggiate…windsurfers.. omprelloni… per Portofino con tutta la troupe di Beautiful venuta dagli States… gli appartamenti sul mare… Camogli … gli splendidi panorami che si godevano dall’Hotel Kulm di Portofino Vetta (prima della chiusura)… dalla poco conosciuta ma affascinante Val Pennavaire con il suo monte Castellermo… si passa dal Monte Beigua… sull’Alta Via dei Monti Liguri con i suoi pascoli e le sue vette… dal museo a cielo aperto delle statue di Vendone di Rainer Kriester… dalla baia di San Fruttuoso… a spiagge con bellezze al sole… a Imperia… per tornare alla Gallinara…

#lamialiguria #gallinara #portofino #camogli, #hotelkulm #portofinovetta #valpennavaire #montecastellermo, #montebeigua #beigua #altaviadeimontiliguri #vendone #rainerkriester #sanfruttuoso #imperia #isolagallinara
#passeggiatealevante

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Paesaggio Fotografico Di Liguria (eBook) https://www.lulu.com/en/en/shop/enrico-pelos/paesaggio-fotografico-di-liguria/ebook/product-1v97q2p6.html (fai link al titolo
Liguria Landscape Photography (eBook) https://www.lulu.com/en/en/shop/enrico-pelos/liguria-landscape-photography/ebook/product-1qn8jqee.html
Paesaggio Fotografico Di Liguria (Paper) https://www.lulu.com/en/en/shop/enrico-pelos/paesaggio-fotografico-di-liguria/hardcover/product-1845jwzk.html
Liguria Landscape Photography (Paper) https://www.lulu.com/en/en/shop/enrico-pelos/liguria-landscape-photography/hardcover/product-1nv9rrem.html

Luoghi Abbandonati… ORATORIO DI SAN ROCCO LUNGO L’ACQUEDOTTO STORICO DI GENOVA

L’oratorio di San Rocco, la cui data di costruzione risale al lontano 1642, è oggi un luogo abbandonato ed in rovina lungo la bella passeggiata dell’Acquedotto Storico di Genova che attraversa la Val Bisagno di Genova.

Forse si potrebbe fermare il degrado se si riuscisse a farlo entrare in una delle posizioni importanti delle attività del FAI dei Luoghi del Cuore se votato da tutti i fan dell’Acquedotto.
Per votare andare a questo link

Acquedotto Storico di Genova L’antica “strada dell’acqua” che provvedeva al fabbisogno idrico della citta’ di Genova e il suo porto con un lungo canale dove lÕacqua scorreva a pelo libero, lungo tutta la valle del Bisagno con alcuni dei ponti dell’Acquedotto Storico di Genova costruiti in epoche diverse – The ancient “Water route” which supplied the water to the town of Genoa and its harbour with a long duct all along the Bisagno valley with some of the water bridges along the Genoa Historical Acqueduct built in different ages…

Luoghi Abbandonati… LA DISCOTECA DOMINA di TOIRANO… Lassù sulla montagna…

La discoteca, un tempo famoso ritrovo con vista e piscina….
… con statue (tipo) neoclassiche…
…dovrebbe diventare presto…
Un luogo ex? Forse voci di corridoio mi hanno informato che l’avrebbe comprato…
Forse in futuro tutta la storia affascinante, ma a volte anche inquietante… di quello che fu il tempio della musica elettronica… house… dj..techno… ma non solo…

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Genova… PONTE DI GENOVA SAN GIORGIO SUL POLCEVERA OGGI L’INAUGURAZIONE

Oggi l’inaugurazione del nuovo ponte sul Polcevera.
Il Ponte di Genova San Giorgio.
Un pensiero di orgoglio per quelli che hanno contribuito alla costruzione del nuovo.
Un pensiero di cordoglio a chi ha perduto la vita sul vecchio.
> Scarica  il foto/painting ricordo in grande formato al sito (tasto destro > salva con nome…) >

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Gian Paolo Rosmino… Curzio Malaparte giornalista scrittore regista eclettico discusso e controverso… se n’è andato oggi 19 luglio… del 1957…

              Dal libro “Gian Paolo Rosmino Divo del muto”

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Passeggiate a Levante… L’ITINERARIO STORICO COLOMBIANO

La casa di origine della famiglia Colombo…
Lastricato lungo l’ìtinerario… sotto la cappelletta al tramonto …
La cappelletta al Cornua…

Una scelta di 45 itinerari, (corredati di 283 Fotografie e 45 Cartine) tra i molti che ho percorso nella Liguria di Levante e che vanno dalle semplici passeggiate a escursioni più impegnative, per tutte le stagioni. Molti sono percorsi conosciuti e famosi ma sempre belli da scoprire: Golfo Paradiso, Portofino, Antola, Val d’Aveto, Baia delle Favole, Cinque Terre, Golfo dei Poeti etc. nomi evocativi che meritano di essere conosciuti ed esplorati ma senza fretta, tra il verde dei boschi e l’azzurro del mare e dei laghi e il libro conduce in un viaggio a passo d’uomo alla scoperta del territorio, della natura e del paesaggio. Altri possono essere una scoperta come la cava della Valle Lagorara o l’intero complesso delle fortificazioni di Genova o l’itinerario particolare nel Cimitero Monumentale di Staglieno. Il libro, corredato da molte fotografie, cartine, note tecniche, è pensato per chi vuole andare alla scoperta di un paesaggio di particolare bellezza tra mare e monti, itinerari tra rinomate spiagge o su promontori che offrono squarci su scogliere o che si inoltrano nell’entroterra in zone rurali e montane attraversate da vie del sale e antiche mulattiere. Box di approfondimento si soffermano su aspetti storici, naturalistici e artistici senza dimenticare il folklore e le tradizioni gastronomiche. – 45 itineraries (with 283 photos and 47 maps) among the many I have done in Eastern Liguria which varies from easily walking paths to more demanding hiking and trekkings. The book is fully illustrated with photos and enriched with reference maps and it is thought either for the tourist and the excursion traveller and trekker who wants to discover a landscape of beauty. The book accompanies the reader/walker not only to renowed beaches landscapes like 5 Terre but also to inland mount paths like in Antola, Aveto, Trebbia valleys, etc. or particular sites like Jasper Lagorara Valley, the Genoa ancient fortresses or the Staglieno Monumental Cemetery. 

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GIAN PAOLO ROSMINO DIVO DEL MUTO il Video Slideshow

(se non va sopra andare su video sotto – if it is not working properly go to video underneath)
A pochi giorni dall’anniversario della nascita di un grande attore del 1900 Gian Paolo Rosmino, nato a Torino il 2 luglio 1888, il racconto della storia della sua carriera, ma non solo, attraverso le molte fotografie dell’archivio della figlia Gigliola Rosmino. Buona lettura e buona visione.
Un pomeriggio d’autunno. una visita ad una parente… Quel giorno Gigliola raccontandomi un fatto del suo passato mi disse che aveva delle foto di suo padre, attore e regista, e… l’album era di quelli che si usavano al tempo che non c’era internet, in pelle e rilegato con lacciuoli, le pagine di pergamena, erano inframezzate da sottili veline. Le foto si lasciavano sfogliare con piacere, erano foto molto belle, non solo come soggetto ma anche dal punto di vista fotografico e della stampa. Alcune di queste foto ritraevano alcuni volti conosciuti o molto famosi anche a livello internazionale.
L’attore oggetto della storia di questo libro, è Gian Paolo Rosmino. La mamma è Ernestina Rosmino in arte Suzanne Fabre una delle dive degli anni ‘20/’30… ed anche sua compagna nella vita.
Un grande attore che aveva fatto quasi 100 film! Chi era questo attore nato a Torino che aveva deciso di venire a finire i suoi giorni in riva al mare?
Un attore di un grande periodo della storia del nostro Novecento torna in vita grazie anche all’archivio fotografico della figlia.
Gian Paolo Rosmino (Torino 1888 – Rapallo 1982), fu uno degli attori più interessanti della sua epoca. Ha recitato e/o diretto alcune delle attrici e dive più importanti dei suoi anni: Lyda Borelli, Susanne Fabre, Italia Almirante Manzini, Olimpia Barroero, Lydia Quaranta Elena Makowska, e in tempi più recenti Gina Lollobrigida, Rossana Podesta’, Sylva Koscina…
Video di Enrico Pelos https://www.enricopelos.it enricopelos@alice.it
2020 © EnricoPelos.it
Per il libro :
Tutti i diritti riservati
Lulu Print https://www.lulu.com/en/en/shop/enrico-pelos/gian-paolo-rosmino-divo-del-muto/paperback/product-1wr7r4n4.html
Blurb Print https://www.blurb.com/b/10124924-gian-paolo-rosmino-divo-del-muto
A few days before the anniversary of the birth of a great 1900 actor Gian Paolo Rosmino, born in Turin on 2 July 1888, the story of his career, but not only, through the many photographs from the archive of his daughter Gigliola Rosmino. Enjoy your reading and enjoy the vision.
An autumn afternoon. A visit to a relative … That day Gigliola told me a fact of his past and that he had photos of his father… an actor and a moviemaker… and … the album was one of those used at the time when there was no internet, in leather and bound with laces, the parchment pages were interspersed with thin tissues. The photos were very beautiful and interesting, not only as a subject but also from a photographic and print point of view. Some of these photos portrayed some faces known or very famous also internationally. The actor is now (ri)discovered by the story of this book…the name was Gian Paolo Rosmino. The mother is Ernestina Rosmino aka Suzanne Fabre one of the divas of the 20s / 30s … and also her life partner.
A great actor who had made almost 100 films! Who was this Turin-born actor who decided to end his days by the sea? An actor from a great period in the history of our twentieth century came to life thanks to his daughter’s photographic archive.
Gian Paolo Rosmino (Turin 1888 – Rapallo 1982), was one of the most interesting actors of his time. He has acted and/or directed some of the most important actresses and divas of his years: Lyda Borelli, Susanne Fabre, Italia Almirante Manzini Olimpia Barroero, Lydia Quaranta, Elena Makowska, and in more recent times Gina Loll