ATMOSFERA CULINARIA RURALE II

LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

(la cucina di una villa lungo l’Alta Via dei Monti Liguri in stato di abbandono…)

(The kitchen of a mansion house in abandoned state along tha Liguria Mountains High Way trek)

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LUOGHI ABBANDONATI Un paese (sempre più) fantasma lungo l’Alta Via dei Monti Liguri

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Il calare della nebbia autunnale contribuisce a rendere ancora più spettrale questo paese (sempre più) fantasma ai piedi dell’Alta Via dei Monti Liguri
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The waning of the autumn mist helps to make this ghost village even more spooky at the foot of the Ligurian Mountains High Way trek

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Chiesetta ingresso 2015 – Church entrance 2015

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Chiesetta ingresso 1997 – Church entrance 1997

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Chiesetta interno 1997- Church interior 1997

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Chiesetta interno 2015 – Church interior 2015

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#altaviadeimontiliguri #enricopelos #liguria #art #photography #fotografia #luoghiabbandonati #abandonedplaces #paesiabbandonati #abandonedvillages #abbandonologo #abbandonologia #abandonology #derelict #architettura #urbex #rurex #luoghidismessi #abandonedexploration #chiesa #religione #trekking #escursionismo #hiking

CIAÈ IL RIFUGIO L’ANTICO PONTE E IL SENTIERO BOTANICO nei pressi dell’Alta Via dei Monti Liguri

… siamo su un sentiero/mulattiera antico proveniente da Genova…
…Si possono ben immaginare, cavalieri e mulattieri, ma anche pellegrini, mercanti e contadini che partivano dalla grande città… raggiungevano S. Olcese e facevano tappa in questo Borgo di Ciaè. Essi attraversavano questo antico ponte “romano”/medievale per arrivare al passo appenninico di Crocetta d’Orero, che è il valico più basso, e quindi raggiungere la Valle Scrivia… la Val Trebbia… la Valle Padana…

Una scelta di 45 itinerari, (corredati di 283 Fotografie e 45 Cartine) tra i molti che ho percorso nella Liguria di Levante e che vanno dalle semplici passeggiate a escursioni più impegnative, per tutte le stagioni. Molti sono percorsi conosciuti e famosi ma sempre belli da scoprire: Golfo Paradiso, Portofino, Antola, Val d'Aveto, Baia delle Favole, Cinque Terre, Golfo dei Poeti etc. nomi evocativi che meritano di essere conosciuti ed esplorati ma senza fretta, tra il verde dei boschi e l'azzurro del mare e dei laghi e il libro conduce in un viaggio a passo d'uomo alla scoperta del territorio, della natura e del paesaggio. Altri possono essere una scoperta come la cava della Valle Lagorara o l'intero complesso delle fortificazioni di Genova o l'itinerario particolare nel Cimitero Monumentale di Staglieno. Il libro, corredato da molte fotografie, cartine, note tecniche, è pensato per chi vuole andare alla scoperta di un paesaggio di particolare bellezza tra mare e monti, itinerari tra rinomate spiagge o su promontori che offrono squarci su scogliere o che si inoltrano nell'entroterra in zone rurali e montane attraversate da vie del sale e antiche mulattiere. Box di approfondimento si soffermano su aspetti storici, naturalistici e artistici senza dimenticare il folklore e le tradizioni gastronomiche. - 45 itineraries (with 283 photos and 47 maps) among the many I have done in Eastern Liguria which varies from easily walking paths to more demanding hiking and trekkings. The book is fully illustrated with photos and enriched with reference maps and it is thought either for the tourist and the excursion traveller and trekker who wants to discover a landscape of beauty. The book accompanies the reader/walker not only to renowed beaches landscapes like 5 Terre but also to inland mount paths like in Antola, Aveto, Trebbia valleys, etc. or particular sites like Jasper Lagorara Valley, the Genoa ancient fortresses or the Staglieno Monumental Cemetery. Detailed boxes illus

Non lontano da una delle stazioni del trenino Genova-Casella è un Itinerario di raccordo che porta all’Alta Via dei Monti Liguri. La passeggiata permette di effettuare un bel percorso in mezzo a molte varietà di piante, descritte in molti casi con pannelli lllustrativi, grazie al lavoro di ripristino del sentiero e restauro di alcuni edifici adibiti a rifugio effettuato dal Comune e dai volontari di S. Olcese.

 

Una scelta di 45 itinerari, (corredati di 283 Fotografie e 45 Cartine) tra i molti che ho percorso nella Liguria di Levante e che vanno dalle semplici passeggiate a escursioni più impegnative, per tutte le stagioni. Molti sono percorsi conosciuti e famosi ma sempre belli da scoprire: Golfo Paradiso, Portofino, Antola, Val d'Aveto, Baia delle Favole, Cinque Terre, Golfo dei Poeti etc. nomi evocativi che meritano di essere conosciuti ed esplorati ma senza fretta, tra il verde dei boschi e l'azzurro del mare e dei laghi e il libro conduce in un viaggio a passo d'uomo alla scoperta del territorio, della natura e del paesaggio. Altri possono essere una scoperta come la cava della Valle Lagorara o l'intero complesso delle fortificazioni di Genova o l'itinerario particolare nel Cimitero Monumentale di Staglieno. Il libro, corredato da molte fotografie, cartine, note tecniche, è pensato per chi vuole andare alla scoperta di un paesaggio di particolare bellezza tra mare e monti, itinerari tra rinomate spiagge o su promontori che offrono squarci su scogliere o che si inoltrano nell'entroterra in zone rurali e montane attraversate da vie del sale e antiche mulattiere. Box di approfondimento si soffermano su aspetti storici, naturalistici e artistici senza dimenticare il folklore e le tradizioni gastronomiche. - 45 itineraries (with 283 photos and 47 maps) among the many I have done in Eastern Liguria which varies from easily walking paths to more demanding hiking and trekkings. The book is fully illustrated with photos and enriched with reference maps and it is thought either for the tourist and the excursion traveller and trekker who wants to discover a landscape of beauty. The book accompanies the reader/walker not only to renowed beaches landscapes like 5 Terre but also to inland mount paths like in Antola, Aveto, Trebbia valleys, etc. or particular sites like Jasper Lagorara Valley, the Genoa ancient fortresses or the Staglieno Monumental Cemetery. Detailed boxes illus

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Una scelta di 45 itinerari, (corredati di 283 Fotografie e 45 Cartine) tra i molti che ho percorso nella Liguria di Levante e che vanno dalle semplici passeggiate a escursioni più impegnative, per tutte le stagioni. Molti sono percorsi conosciuti e famosi ma sempre belli da scoprire: Golfo Paradiso, Portofino, Antola, Val d'Aveto, Baia delle Favole, Cinque Terre, Golfo dei Poeti etc. nomi evocativi che meritano di essere conosciuti ed esplorati ma senza fretta, tra il verde dei boschi e l'azzurro del mare e dei laghi e il libro conduce in un viaggio a passo d'uomo alla scoperta del territorio, della natura e del paesaggio. Altri possono essere una scoperta come la cava della Valle Lagorara o l'intero complesso delle fortificazioni di Genova o l'itinerario particolare nel Cimitero Monumentale di Staglieno. Il libro, corredato da molte fotografie, cartine, note tecniche, è pensato per chi vuole andare alla scoperta di un paesaggio di particolare bellezza tra mare e monti, itinerari tra rinomate spiagge o su promontori che offrono squarci su scogliere o che si inoltrano nell'entroterra in zone rurali e montane attraversate da vie del sale e antiche mulattiere. Box di approfondimento si soffermano su aspetti storici, naturalistici e artistici senza dimenticare il folklore e le tradizioni gastronomiche. - 45 itineraries (with 283 photos and 47 maps) among the many I have done in Eastern Liguria which varies from easily walking paths to more demanding hiking and trekkings. The book is fully illustrated with photos and enriched with reference maps and it is thought either for the tourist and the excursion traveller and trekker who wants to discover a landscape of beauty. The book accompanies the reader/walker not only to renowed beaches landscapes like 5 Terre but also to inland mount paths like in Antola, Aveto, Trebbia valleys, etc. or particular sites like Jasper Lagorara Valley, the Genoa ancient fortresses or the Staglieno Monumental Cemetery. Detailed boxes illus
Una scelta di 45 itinerari, (corredati di 283 Fotografie e 45 Cartine) tra i molti che ho percorso nella Liguria di Levante e che vanno dalle semplici passeggiate a escursioni più impegnative, per tutte le stagioni. Molti sono percorsi conosciuti e famosi ma sempre belli da scoprire: Golfo Paradiso, Portofino, Antola, Val d’Aveto, Baia delle Favole, Cinque Terre, Golfo dei Poeti etc. nomi evocativi che meritano di essere conosciuti ed esplorati ma senza fretta, tra il verde dei boschi e l’azzurro del mare e dei laghi e il libro conduce in un viaggio a passo d’uomo alla scoperta del territorio, della natura e del paesaggio.
Altri possono essere una scoperta come la cava della Valle Lagorara o l’intero complesso delle fortificazioni di Genova o l’itinerario particolare nel Cimitero Monumentale di Staglieno.
Il libro, corredato da molte fotografie, cartine, note tecniche, è pensato per chi vuole andare alla scoperta di un paesaggio di particolare bellezza tra mare e monti, itinerari tra rinomate spiagge o su promontori che offrono squarci su scogliere o che si inoltrano nell’entroterra in zone rurali e montane attraversate da vie del sale e antiche mulattiere. Box di approfondimento si soffermano su aspetti storici, naturalistici e artistici senza dimenticare il folklore e le tradizioni gastronomiche.

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CIAÈ antico borgo con frazione mulino abbandonata

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Passeggiate a Levante – ALTA VIA DEI MONTI LIGURI

Passeggiate a Levante

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Luoghi Abbandonati FORTE CENTRALE DI ZUCCARELLO 4

LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

Il Forte Centrale di Zuccarello è uno dei quattro forti dello “Sbarramento di Zuccarello” a guardia dei passaggi tra la Liguria ed il Piemonte attraverso la Val Neva e la Val Pennavaire.

Questo Forte era il principale dello sbarramento situato proprio sulla strada che da Albenga porta a Garessio, in Piemonte, attraverso il Colle di San Bernardo, tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri.
Il forte è ormai quasi del tutto scomparso a causa della costruzione di una grande cava ma alcuni particolari sono ancora visibili: corpo di guardia, ponte sul Neva che in origine era levatoio, feritorie, parte del fossato etc…

Da queste parti il generale Massena (dei Forti di Genova…) stabilì il quartier generale per la Battaglia di Loano…quì nacque e visse la bella Ilaria del Carretto celebrata in un monumento… qui c’è il castello dei Clavesana, passato ai Del Carretto… alla Repubblica di Genova…
Forti di Liguria… Forti di Savona…
… i Forti di Genova… lungo uno degli itinerari della passeggiata “La via dei Forti e l’antica muraglia genovese” a pag 54 di PASSEGGIATE A LEVANTE, Blu edizioni.

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Luoghi Abbandonati FORTE CENTRALE DI ZUCCARELLO 3

LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

Il Forte Centrale di Zuccarello è uno dei quattro forti dello “Sbarramento di Zuccarello” a guardia dei passaggi tra la Liguria ed il Piemonte attraverso la Val Neva e la Val Pennavaire.

Questo Forte era il principale dello sbarramento situato proprio sulla strada che da Albenga porta a Garessio, in Piemonte, attraverso il Colle di San Bernardo, tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri.
Il forte è ormai quasi del tutto scomparso a causa della costruzione di una grande cava ma alcuni particolari sono ancora visibili: corpo di guardia, ponte sul Neva che in origine era levatoio, feritorie, parte del fossato etc…

Da queste parti il generale Massena (dei Forti di Genova…) stabilì il quartier generale per la Battaglia di Loano…quì nacque e visse la bella Ilaria del Carretto celebrata in un monumento… qui c’è il castello dei Clavesana, passato ai Del Carretto… alla Repubblica di Genova…
Forti di Liguria… Forti di Savona…
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Luoghi Abbandonati FORTE CENTRALE DI ZUCCARELLO 2

LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

Il Forte Centrale di Zuccarello è uno dei quattro forti dello “Sbarramento di Zuccarello” a guardia dei passaggi tra la Liguria ed il Piemonte attraverso la Val Neva e la Val Pennavaire.

Questo Forte era il principale dello sbarramento situato proprio sulla strada che da Albenga porta a Garessio, in Piemonte, attraverso il Colle di San Bernardo, tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri.
Il forte è ormai quasi del tutto scomparso a causa della costruzione di una grande cava ma alcuni particolari sono ancora visibili: corpo di guardia, ponte sul Neva che in origine era levatoio, feritorie, parte del fossato etc…

Da queste parti il generale Massena (dei Forti di Genova…) stabilì il quartier generale per la Battaglia di Loano…quì nacque e visse la bella Ilaria del Carretto celebrata in un monumento… qui c’è il castello dei Clavesana, passato ai Del Carretto… alla Repubblica di Genova…
Forti di Liguria… Forti di Savona…
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Luoghi Abbandonati FORTE CENTRALE DI ZUCCARELLO 1

LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

Il Forte Centrale di Zuccarello è uno dei quattro forti dello “Sbarramento di Zuccarello” a guardia dei passaggi tra la Liguria ed il Piemonte attraverso la Val Neva e la Val Pennavaire.

Questo Forte era il principale dello sbarramento situato proprio sulla strada che da Albenga porta a Garessio, in Piemonte, attraverso il Colle di San Bernardo, tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri.
Il forte è ormai quasi del tutto scomparso a causa della costruzione di una grande cava ma alcuni particolari sono ancora visibili: corpo di guardia, ponte sul Neva che in origine era levatoio, feritorie, parte del fossato etc…

Da queste parti il generale Massena (dei Forti di Genova…) stabilì il quartier generale per la Battaglia di Loano…quì nacque e visse la bella Ilaria del Carretto celebrata in un monumento… qui c’è il castello dei Clavesana, passato ai Del Carretto… alla Repubblica di Genova…
Forti di Liguria… Forti di Savona…
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Luoghi Abbandonati – CANATE di MARSIGLIA 2014 4 Paese abbandonato (ma non del tutto…)

LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

Erano 18 anni che desideravo tornare a Canate, da quando cioè l’avevo visitato nel mio trekking lungo l’Alta Via dei Monti Liguri, ed infine sono riuscito a rivederlo.
Il paese è raggiungibile senza problemi. A Canate i prati erano in fiore, nelle case che io ricordavo con mobili vari e con una certo arredo sono rimaste solo qualche botte e qualche bottiglia…
La stradina principale era in ordine con il lavatoio con acqua fresca…

#Liguria #Levante #Luoghiabbandonati #AbandonedPlaces #canate #Acquedotto #urbex #hiking #EnricoPelos #Passeggiatealevante #PaesiAbbandonati #Abandonedvillages #altaviadeimontiliguri #valbisagno

I had wanted to go back to Canate for 18 years and I was finally able to see this abandoned village again a few days ago as I had visited the place on my trekking along the Ligurian Mountains High Way trail.
The route can be covered without any problems. At Canate the meadows were blossoming, I remembered the houses with various furniture and with a certain setting but only few things remained … some bottles …
The main street was in order with fresh water…

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Canate è una frazione di Marsiglia nel comune di Davagna nell’entroterra di Genova ed e’ abbandonata (semi) da molti anni.
Veniva tramandato, fino a non molti anni fa dalle nonne ai nipoti, che il primo nucleo abitato fosse stato fondato da saraceni in fuga dalla costa e questo spiegherebbe il fatto che non abbia neanche una minuscola chiesetta e che effettivamente qualche discendente avesse dei tratti somatici orientaleggianti.

E’ situato in in piccolo pianoro soleggiato a 550m circa nei pressi del monti Lago e Alpesisa (989 m), lungo l’Alta Via dei Monti Liguri e nelle sue vicinanze scorre il rio Canate che va ad alimentare le acque un tempo incanalate nell’Acquedotto Storico di Genova ed oggi utilizzate dall’ente di ditribuzione dell’acqua di Genova.

Non è mai stato raggiunto da una strada carozzabile e le case furono allacciate alla linea elettrica intorno al 1930. Stupiscono alcune case costruite con particolare cura e con materiali di una certa qualità data la posizione non molto accessibile. Infatti la via più breve, per raggiungere la strada carrozzabile ed i mezzi pubblici a Prato, alla periferia di Genova, passava un tempo per un sentiero denominato dei mille scalini oggi frequentato dagli escursionisti.
Un tempo però molti abitanti andavano a lavorare nel porto di Genova e quindi pur percorrendo ogni giorno due ore per andare e due per tornare, spesso a dorso di mulo, potevano contare su una rendita e quindi permettersi qualche piccola comodità.

Il terreno esposto al sole permetteva lo sviluppo della vite che gli abitanti coltivavano su diverse fasce e infatti è stato possibile trovare damigiane, botti di legno e attrezzi per la produzione del vino. Il borgo aveva quindi anche un forno ed una classe elementare ed ogni famiglia aveva due o più mucche.

Il borgo è stato teatro di rappresaglie durante la seconda guerra mondiale, tanto da essere incendiato, ed e’ stato abbandonato dagli ultimi abitanti alla fine degli anni 50 allorquando Marsiglia, raggiungibile a piedi nel bosco, venne raggiunta dalla strada asfaltabile e da una corriera.

Informazioni storiche da:
– Felolo Luigi, “I turchi di Canate”, R Ni d”Aigura, Genova, nr. 20, Luglio – Dicembre 1993
– Fezzardi Marco “Monte Bano, molte storie. Guida ai villaggi abbandonati alle spalle di Genova”, Ed. Grafiche G7, 2004

Luoghi Abbandonati – CANATE di MARSIGLIA 2014 3 Paese abbandonato (ma non del tutto…) IL LAVATOIO

LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

Erano 18 anni che desideravo tornare a Canate, da quando cioè l’avevo visitato nel mio trekking lungo l’Alta Via dei Monti Liguri, ed infine sono riuscito a rivederlo.
Il paese è raggiungibile senza problemi. A Canate i prati erano in fiore, nelle case che io ricordavo con mobili vari e con una certo arredo sono rimaste solo qualche botte e qualche bottiglia…
La stradina principale era in ordine con il lavatoio con acqua fresca…

#Liguria #Levante #Luoghiabbandonati #AbandonedPlaces #canate #Acquedotto #urbex #hiking #EnricoPelos #Passeggiatealevante #PaesiAbbandonati #Abandonedvillages #altaviadeimontiliguri #valbisagno

I had wanted to go back to Canate for 18 years and I was finally able to see this abandoned village again a few days ago as I had visited the place on my trekking along the Ligurian Mountains High Way trail.
The route can be covered without any problems. At Canate the meadows were blossoming, I remembered the houses with various furniture and with a certain setting but only few things remained … some bottles …
The main street was in order with fresh water…

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Canate è una frazione di Marsiglia nel comune di Davagna nell’entroterra di Genova ed e’ abbandonata (semi) da molti anni.
Veniva tramandato, fino a non molti anni fa dalle nonne ai nipoti, che il primo nucleo abitato fosse stato fondato da saraceni in fuga dalla costa e questo spiegherebbe il fatto che non abbia neanche una minuscola chiesetta e che effettivamente qualche discendente avesse dei tratti somatici orientaleggianti.

E’ situato in in piccolo pianoro soleggiato a 550m circa nei pressi del monti Lago e Alpesisa (989 m), lungo l’Alta Via dei Monti Liguri e nelle sue vicinanze scorre il rio Canate che va ad alimentare le acque un tempo incanalate nell’Acquedotto Storico di Genova ed oggi utilizzate dall’ente di ditribuzione dell’acqua di Genova.

Non è mai stato raggiunto da una strada carozzabile e le case furono allacciate alla linea elettrica intorno al 1930. Stupiscono alcune case costruite con particolare cura e con materiali di una certa qualità data la posizione non molto accessibile. Infatti la via più breve, per raggiungere la strada carrozzabile ed i mezzi pubblici a Prato, alla periferia di Genova, passava un tempo per un sentiero denominato dei mille scalini oggi frequentato dagli escursionisti.
Un tempo però molti abitanti andavano a lavorare nel porto di Genova e quindi pur percorrendo ogni giorno due ore per andare e due per tornare, spesso a dorso di mulo, potevano contare su una rendita e quindi permettersi qualche piccola comodità.

Il terreno esposto al sole permetteva lo sviluppo della vite che gli abitanti coltivavano su diverse fasce e infatti è stato possibile trovare damigiane, botti di legno e attrezzi per la produzione del vino. Il borgo aveva quindi anche un forno ed una classe elementare ed ogni famiglia aveva due o più mucche.

Il borgo è stato teatro di rappresaglie durante la seconda guerra mondiale, tanto da essere incendiato, ed e’ stato abbandonato dagli ultimi abitanti alla fine degli anni 50 allorquando Marsiglia, raggiungibile a piedi nel bosco, venne raggiunta dalla strada asfaltabile e da una corriera.

Informazioni storiche da:
– Felolo Luigi, “I turchi di Canate”, R Ni d”Aigura, Genova, nr. 20, Luglio – Dicembre 1993
– Fezzardi Marco “Monte Bano, molte storie. Guida ai villaggi abbandonati alle spalle di Genova”, Ed. Grafiche G7, 2004

25 APRILE FISCHIA IL VENTO sull’Alta Via dei Monti Liguri

Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...

25 APRILE FISCHIA IL VENTO sull’Alta Via dei Monti Liguri
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ALONG ALTA VIA DEI MONTI LIGURI CEMETERY WITH MOUNTAINS “Mountains are the beginning and the end of all natural scenery”

Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...

ALONG ALTA VIA DEI MONTI LIGURI CEMETERY WITH MOUNTAINS

“Mountains are the beginning and the end of alla natural scenery”
John Ruskin

“Le montagne sono l’inizio e la fine di ogni scenario naturale”
John Ruskin

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ALONG ALTA VIA DEI MONTI LIGURI CEMETERY NEAR CHURCH “Today is your day. Your mountain is waiting. So… get on your way”

Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...

ALONG ALTA VIA DEI MONTI LIGURI CEMETERY NEAR CHURCH

“Today is your day. Your mountain is waiting. So… get on your way”
Dr Suess

“Oggi è il tuo giorno. La tua montagna ti sta aspettando. Dai… mettiti in cammino”

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PASSEGGIATE A LEVANTE

PASSEGGIATE A LEVANTE
Amate la Liguria? Volete camminare lungo le coste o i suoi monti del levante?
Allora regalate o regalatevi questo libro per prepararvi per le future giornate da trascorrere all’aria aperta.
.:Una scelta di 45 itinerari (283 foto, 47 cartine) tra i molti che ho percorso nella Liguria di Levante e che vanno dalle semplici passeggiate a escursioni più impegnative, per tutte le stagioni. Molti sono percorsi conosciuti e famosi ma sempre belli da (ri)scoprire: Golfo Paradiso, Portofino, Antola, Val d’Aveto, Baia delle Favole, Cinque Terre, Golfo dei Poeti etc. nomi evocativi che meritano di essere conosciuti ed esplorati ma senza fretta, tra il verde dei boschi e l’azzurro del mare e dei laghi e il libro conduce in un viaggio a passo d’uomo alla scoperta del territorio, della natura e del paesaggio. Altri possono essere una scoperta come la cava della Valle Lagorara o l’intero complesso delle fortificazioni di Genova o l’itinerario particolare attraverso la storia con le statue del Cimitero Monumentale di Staglieno di Genova.
192 pagine  14 x 22 cm illustrato con   283 fotografie a colori   46 cartine
BLU editore, Torino
Nelle librerie o al sito dell’editore al link http://www.bluedizioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=476:passeggiate-a-levante&catid=51:titoli

PASSEGGIATE A LEVANTE di Enrico Pelos

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IL MULINO DI NEIRONE

Amate la Liguria? Amate le sue storie Particolari?
Allora regalatevi questo libro o l’ebook da sfogliare sul tablet.
.:La storia dei mulini prende a spunto il Mulino di Neirone, ma si parla anche di quello di Roccatagliata, di Corsiglia, di Costamaglio, etc. per parlare della storia dei mulini, ad acqua, a vento o eolici…
La pubblicazione – completa di fotografie anche di documenti dell’epoca – concerne la storia di uno degli ultimi mulini rimasti nella Val Fontanabuona di Genova, in Liguria ed ancora con grande ruota. E’ situato in un bel posto in mezzo ai monti liguri con interessanti escursioni e passeggiate e trekkings quali l’Itinerario dei Feudi Fliscani, l’Alta Via dei Monti Liguri, i 7 Passi, etc.
74 pagine illustrato con
36 fotografie a colori
6 documenti storici
1 cartina
LULU publishing Print http://www.lulu.com/content/713879 eBook http://www.lulu.com/shop/enrico-pelos/il-mulino-di-neirone/ebook/product-17505785.html

IL MULINO DI NEIRONE di Enrico Pelos

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TRANSUMANZA nel Portfolio “Genti delle Terre Alte” di Quota Zero rivista del CAI Sez. Ligure 2 2013

La Festa della Transumanza e’ una delle feste piu’ tipiche della Liguria montana e celebra il rito dell’accompagnamento degli animali da pascolo dai bei prati estivi in quota ai rifugi in zone a clima piu’ mite per l’avvvicinarsi della stagione fredda a causa della quale soffrirebbero sia gli animali che gli allevatori. A Mendatica, nell’Alta Valle Arroscia, si celebra questa ricorrenza, vecchia di secoli, ogni anno con un bel corteo con i costumi tipici delle malghe, feste e la gastronomia della cucina bianca.
La rivista del CAI Club Alpino Italiano, Sezione Ligure, è visionabile e scaricabile al link

The Festival of the Transhumance is one of the most typical of Liguria mountain festivals and celebrates the rite of the accompaniment of the animals from the beautiful summer meadows in to the shelters in areas with milder climate as the cold season is about to come and because of which suffer both animals and farmers. In Mendatica, in the upper Arroscia Valley, we celebrate this anniversary, centuries old, each year with a nice parade with costumes typical of the alpine pastures, festivals and gastronomy of the white kitchen.
The magazine from CAI Club Alpino Italiano, Liguria section, is downloadable at this link

mendatica festa transumanza quotazero rivista cai ligure 2013 2 - ph enrico pelos 2 700x

mendatica festa transumanza quotazero rivista cai ligure 2013 2 - ph enrico pelos 1 700x

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TRANSUMANZA 2013 MENDATICA

La Festa della Transumanza è una delle feste più tipiche della Liguria montana e celebra il rito dell’accompagnamento degli animali da pascolo dai bei prati estivi in quota ai rifugi in zone a clima più mite per l’avvvicinarsi della stagione fredda a causa della quale soffrirebbero sia gli animali che gli allevatori. A Mendatica si celebra questa ricorrenza, vecchia di secoli, ogni anno con un bel corteo con i costumi tipici delle malghe, feste e la gastronomia della cucina bianca.

TRANSUMANZA 2013 MENDATICA

TRANSUMANZA 2013 MENDATICA

TRANSUMANZA 2013 MENDATICA

TRANSUMANZA 2013 MENDATICA

The Festival of the Transhumance is one of the most typical of Liguria mountain festivals and celebrates the rite of the accompaniment of the animals from the beautiful summer meadows in to the shelters in areas with milder climate as the cold season is about to come and because of which suffer both animals and farmers. In Mendatica we celebrate this anniversary, centuries old, each year with a nice parade with costumes typical of the alpine pastures, festivals and gastronomy of the white kitchen.

Fotografie della transumanza di Mendatica del 2009 sono state pubblicate su R Ni d’Aigura 2010 (Nido d’aquila, rivista delle culture dele Alpi marittime) ed alcune sono visibili al link
o al link http://www.scribd.com/doc/82881950/R-NI-D%E2%80%99AIGURA-I-MIEI-ARTICOLI-LE-MIE-FOTO-di-Enrico-Pelos

 

 

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LIGURIA Luoghi Abbandonati FORTE TAGLIATA del GIOVO

FORTE TAGLIATA Lungo l’Altavia dei Monti Liguri tra le tappe 18 e 19 che portano da Le Meugge (516 m) a Pra Riondo (1096 m), si attraversa il Colle del Giovo e si passa nei pressi del Forte Tagliata, nel comune di Pontinvrea. Questo forte faceva parte del sistema difensivo che proteggeva le vie dal mare verso il Piemonte ed il nome ne riecheggia l’intenzione che era proprio quella di sbarrare la strada che anticamente era percorribile solo per mezzo di un ponte levatoio. Il forte è stato fortemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale.

FORTI del GIOVO LIGURE: FORTE TAGLIATA

FORTI del GIOVO LIGURE: FORTE TAGLIATA

FORTI del GIOVO LIGURE: FORTE TAGLIATA
Along Ligurian Mountains High Way Trek between Le Meugge The (516 m) and Pra Riondo (1096 m), you come crossing the Colle del Giovo and pass near the Forte Tagliata, in the municipality of Pontinvrea. This fort was part of the defensive system that protected the streets from the sea towards Piedmont and the name echoes the intention that it was precisely to block the road (its name Tagliata means cut) which was once accessible only by a drawbridge. The fort was heavily damaged during the Second World War.

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Forti di Genova FORTE GEREMIA lungo l’Alta Via dei Monti Liguri

FORTE GEREMIA Il Forte Geremia situato a 800 m slm si trova lungo la tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri che arriva dal passo del Faiallo, passa nei pressi del Bric del Dente e raggiunge il passo del Turchino. Il forte è uno dei pochi costruiti al di fuori della città di Genova e della sua grande cinta muraria, la sua costruzione risale al 1890 e proteggeva le vie che conducevano all’entroterra ligure e piemontese. Situato su un piccolo pianoro in una splendida posisione panoramica permette, nelle giornate limpide, la vista sulla sottostante Val Cerusa, su Genova e la costa, parte della Pianura Padana e delle colline del Monferrato, Portofino, la costa savonese, etc.
Il forte, abbandonato per molti anni, è stato ristrutturato parzialmente ed è oggi un bel punto di ristoro e di sosta del Parco Regionale del Beigua e dell’Alta Via.

Il Forte Geremia

FORTI DI GENOVA - GENOA FORTRESSES

Forte Geremia, particolare dell’ingresso principale

FORTI DI GENOVA - GENOA FORTRESSES

Forte Geremia, particolare di uno degli ingressi secondari

FORTI DI GENOVA - GENOA FORTRESSES

Panorama, dalla sommità del forte, sulla città di Genova e sulla costa.

FORTI DI GENOVA - GENOA FORTRESSES

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Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

Lungo uno degli itinerari che porta dalla Val Graveglia al monte Zatta nei pressi dell’Alta Via dei Monti Liguri…

LIGURIA Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

LIGURIA Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

LIGURIA Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

Ristorante abbandonato nei pressi della Colonia della Fondazione Devoto

LIGURIA Luoghi Abbandonati COLONIA FONDAZIONE DEVOTO

Along one of the routes leading from the Graveglia Valley to Mount Zatta along the Liguria Mountains High Way trekking.

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LIGURIA Luoghi Abbandonati CIMITERO VALDESE dei CEREGHINO – WALDENSIAN CEMETERY Of CEREGHINO

LIGURIA Luoghi Abbandonati CIMITERO VALDESE dei CEREGHINO – WALDENSIAN CEMETERY Of CEREGHINO
A volte, percorrendo il Levante della Liguria, si arriva in posti particolari come un piccolissimo e semplice cimitero abbandonato, con una storia molto interessante.
Siamo nei pressi di Favale di Malvaro e in un tranquillo boschetto tra i castagni si “narra” la storia travagliata della famiglia dei Cereghino, contadini ma anche musicisti e cantastorie della seconda metà del 1800, convertitisi al credo valdese e dei problemi che ebbero con la comunità cattolica di Favale di Malvaro.
Il luogo, molto picccolo ma significativo, ha consegnato questa famiglia alla storia anche perchè narra dell’amore tra Giuseppe Cereghino morto a 24 anni, e di Caterina Costa. Siccome non volevano seguire la fede cattolica il parroco di allora Don Cristoforo Repetti non volle sposarli, li osteggiò ed essendo andati a vivere insieme chiamò i carabinieri che li imprigionarono, nella torre di Chiavari per condotta immorale e cospirazione religiosa. Oggi sembra paradossale ma i tempi erano quelli. Furono però liberati poco dopo grazie addirittura all’intervento di un decreto del re di allora Carlo Alberto. Questo fatto fu però fatale a Giuseppe che mori dopo pochi mesi.
Conosciuti con il soprannome di Scialìn Andrea, Stefano, Antonio e Giovanni e Giuseppe Cereghino in inverno emigravano con le loro storie musicate verso il Piemonte e la Lombardia. In uno dei loro viaggi arrivarono a Torre Pellice dove iniziarono ad appassionarsi a quello che predicava la comunità Valdese e che si basava sulla Bibbia. Tornati a Favale cominciarono a parlare ai loro compaesani dove trovarono diverse persone che li ascoltarono. Costruirono così una chiesa (oggi è proprietà privata ma il proprietario ha avuto il grande pregio di ristrutturarla il minimo necessario e mantenendo allo stato originale gli ambienti) dove Stefano Cereghino venne nominato pastore e arrivando ad avere fino a oltre 110 fedeli.
Le loro canzoni sono tornate ad essere suonate grazie alla scoperta dei fogli originali da parte dei musicisti de “Il Gruppo” che ne hanno eseguito diverse ballate e che sono suonate anche dal gruppo “La Rionda”, che per alcune versioni è affiancato da Max Manfredi, rendendole ancora più suggestive.
Il posto merita la visita anche perchè è incastonato nei boschi in località Castello nella bella valle di Malvaro in Fontanabuona con la cornice dei monti Pagliaro tra i torrenti Arena e Castello e nei pressi del monte Ramaceto sull’Alta Via dei Monti Liguri.
Se ci andate fatelo con il dovuto rispetto dovuto a questi luoghi e se credete in qualcosa, qualsiasi sia il vostro credo, un piccolo pensiero potrà forse essere di conforto alle traversie che hanno dovuto passare.
Fortunatamente e finalmente nel gennaio di quest’anno Favale ha visto la posa di una targa ricordo come simbolo di “riappacificazione”.

Notizie storiche da un mio articolo, del luglio-dicembre del 2004, pubblicato sulla rivista R Ni d’Aigura (Il Nido d’Aquila) e per chi fosse interessato a saperne di più può andare al link http://www.enricopelos.it/articles/i%20cereghino%20e%20le%20loro%20canzoni%20itineranti%20di%20enrico%20pelos.pdf

LIGURIA Luoghi Abbandonati CIMITERO VALDESI CEREGHINO

 

LIGURIA Luoghi Abbandonati CIMITERO VALDESI CEREGHINO

 

LIGURIA Luoghi Abbandonati CIMITERO VALDESI CEREGHINO

Sometimes, along the Eastern Liguria, we arrive at a particular location such as a very small and simple abandoned cemetery, with a very interesting history.
We are near Favale di Malvaro and in a quiet wood between among chestnut trees you can now know the troubled history of the family of Cereghino, peasants but also musicians and storytellers of the second half of 1800. They converted to the Waldensian church and the problems they had with the Catholic community of Favale di Malvaro.
The place is very small but significant, this family has handed down in history because it also tells of the love between Joseph Cereghino died at age 24, and Catherine Costa. Since they do not want to follow the Catholic faith, then the parish priest Don Christopher Repetti, he would not marry them and as they start to live together he called the gendarmes that imprisoned them in the tower of Chiavari for immoral conduct and religious conspiracy. Today it seems paradoxical, but the times were those. But they were released shortly after even thanks to a decree of King Carlo Alberto. This fact, however, was fatal to Joseph, who died a few months later.
Known by the nickname od “Scialìn” Andrea, Stephen, Anthony and John and Joseph Cereghino in winter emigrated with their stories and music to Piedmont and Lombardy. In one of their travels arrived in Torre Pellice where they began to have a passion for what was preached by the Waldesian community mainly based upon the Bible. Back in Favale began to speak to their neighbors where they found several people who listen to them. They built a church (today it is private property, but the owner had the great sensibility of decorating the minimum necessary and keeping its original state environments) where Cereghino Stefano was appointed pastor and they had more than 110 faithful.
Their songs are to be played back with the discovery of the original sheets from the musicians of “The Group” who have performed several ballads, which are also played by the group “La Rionda,” which for some versions is joined by Max Manfredi, making them even more suggestive.
The place is worth a visit because it is also nestled in the woods in the small part village named Castle in the beautiful valley of Malvaro in Fontanabuona with the back of the mountain Pagliaro, between the rivers Arena and Castle and near Mount Ramaceto along the Ligurian Mountains High Way.
If you go there, do it with the due respect to these places and if you believe in something, whatever your beliefs, a little thought will perhaps be of comfort to the hardships that they had to go.
Fortunately and finally in January of this year Favale saw the laying of a plaque as a symbol of “reconciliation”.

Historical information from an article published, of July-December 2004 in the magazine R Ni of Aigura (The Eagle’s Nest) and for those interested to know more can go to the link http://www.enricopelos.it/articles/i%20cereghino%20e%20le%20loro%20canzoni%20itineranti%20di%20enrico%20pelos.pdf which is in Italian but with a comprehensive resume in the English language.

 

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LIGURIA PAESI (ex) ABBANDONATI Colletta di Castelbianco

Colletta, frazione del comune di Castelbianco, è oggi abitata anzi quasi “esclusiva”. I suoi attuali abitanti, avendone comprato muri e servizi, desiderano la quiete e la tranquillità in una delle più belle valli della Liguria – semisconosciuta alla maggior parte dei liguri – la Val Pennavaire. Si trova nell’immediato entroterra di Albenga, ai piedi del “selvaggio” monte Castellermo (o Castell’Ermo o Peso Grande m. 1092), al confine con il Piemonte, lungo uno delle importanti vie del sale che dalla costa permetteva il trasporto e lo scambio delle merci con il nord su fino in Svizzera.
Ci fu però un tempo, non molto lontano, che Colletta era stato abbandonato. E lo fu per tanti e tanti anni, dal lontano 1878 anno del terremoto.

Cercando lungo l’Alta Via dei Monti Liguri paesi, popoli e storie sono arrivato tanti anni fa in mezzo a queste case che seppure in rovina rimanevano ritte a testimoniare con la loro silente presenza il fascino di un luogo, immerso nella pace degli ulivi, che sarebbe tornato a far parte della storia.
Queste fotografie, riprese prima che fosse acquistato e trasformato nel primo “villaggio telematico” in Italia ad opera del famoso architetto Giancarlo De Carlo, mostrano l’aspetto di uno dei tanti paesi liguri abbandonati che, fortunatamente in questo caso, è tornato a rivivere ed entrando di diritto in quella corrente archittetonico-sociale definita come neoruralismo. L’inaugurazione avvenne nel 1998 con un concerto per Theremin di Lydia Kavina, nipote dell’inventore del precursore di tutti gli strumenti elettronici Leon Theremin da cui il nome.

Il primo a credere in questa avventura da “aquile solitarie” (vengono così definiti suoi abitanti in quanto persone desiderose di stare in un posto ritirato ma a contatto con il resto del mondo tramite le cosiddette nuove tecnologie, per allora) è stato un professore di Genova che ho avuto il piacere di conoscere.
Ho avuto però il piacere di conoscere e fotografare anche l’ultimo abitante. Cosi si autodefiniva anche se nelle frazioni limitrofe era definito come “abusivo”. Fatto sta che abitava felicemente nei locali dell’odierna “Locanda delle Antiche Pietre” con le sue caprette coltivando gli ulivi dei terreni circostanti e ricavandone un ottimo olio.
Colletta di Castelbianco è entrata a far parte della ristretta cerchia dei “borghi più belli d’Italia” (19 in Liguria).

Informazioni storiche da:
Enrico Zunino, Rita Olivari, “Notizie sulla storia del territorio e dell’insediamento di Colletta di Castelbianco” 1994.

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

COLLETTA di CASTELBIANCO (ex) Paese Abbandonato

Colletta, in the municipality of Castelbianco, is now inhabitated and almost “exclusive”. His current inhabitants, having bought walls and services, want peace and tranquility in one of the most beautiful valleys in Liguria – little known to most of the Ligurian – Val Pennavaire. It is located in the hinterland of Albenga, at the foot of the “savage” mountain Castellermo (or Castell’Ermo or Great Weight m. 1092), on the border with Piedmont, along one of the main routes of the salt from the coast allowed the transport and the exchange of goods with the north up to Switzerland.
But there was a time, not long ago, that Colletta was abandoned. And it was for so many years, from 1878 year of the earthquake.

Looking along the Alta Via dei Monti Liguri countries, people and stories I got many years ago in the midst of these houses even in ruins remained upright to show their silent presence the charm of a place immersed in the peace of the olive trees, which would come back to be part of history.
These photographs, taken before it was purchased and transformed into the first “electronic village” in Italy by the famous architect Giancarlo De Carlo, show the appearance of one of the many Ligurian abandoned villages, fortunately in this case, he returned to new life. The inauguration took place in 1998 with a concert for Theremin by Lydia Kavina, grandson of the inventor of the precursor of all electronic instruments Leon Theremin hence the name.

The first one to believe in this adventure for “solitary eagles” (defined so its inhabitants are people who want to stay in a solitary place but withdrew in contact with the rest of the world through the so-called new technologies, by then, was a professor from Genoa I had the pleasure to know.
But I had also the pleasure of meeting and photographing the last inhabitant. So called himself though in the neighboring villages was defined as “abusive”. The fact is that he lived happily in the premises of today’s “Inn of the Ancient Stones” with his goats cultivating the olive trees of the surrounding land and obtaining an excellent oil.
Colletta di Castelbianco became part of the inner circle of the “most beautiful villages in Italy” (19 in Liguria).

Historical information from:
Enrico Zunino, Rita Olivari, “Notizie sulla storia del territorio e dell’insediamento di Colletta di Castelbianco” 1994.

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R NI D’AIGURA, I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO di Cultura Alpina

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PASSEGGIATE A LEVANTE Canate di Marsiglia

Canate di Marsiglia è una ridente frazione – oggi semi abbandonata – dell’Appennino genovese.
Risale al tempo medievale, e si narra fosse stata fondata da antichi pirati in fuga dalla costa.
Alcune foto – fatte nel 1996 – ne mostrano alcuni aspetti e panoramiche.

Canate of Marsiglia is on the Genoise Apenines.
Its Origins go back to medieval times and ancient storytellers are saying that it was founded by pirates.
Some photos – made in 1966 – show here some aspects of the village.

Egidio Noris

È mancato Egidio Noris, il decano dei segnalatori dell’Alta Via dei Monti Liguri e di coloro che si occupano dei segnavia nei sentieri.
Non l’ho conosciuto ma ho sentito parlare di lui sin dai primi tempi dell’Alta Via
…che cammini tranquillo nei sentieri celesti.
Segnalatori all’opera sull’Alta Via
…li incontri raramente
sono quasi invisibili
ma quelli che vanno per sentieri, boschi e monti
con il sole, ma soprattutto con buio, pioggia, nebbia e neve
non li ringrazieranno mai abbastanza.(ep)

PASSEGGIATE A LEVANTE I Laghi del Gorzente, il Sentiero Natura sull’Alta Via dei Monti Liguri

Così appare il paesaggio in uno dei tratti del sentiero naturalistico dei laghi del Gorzente, alla “Pietra del Grano”, in una nebbiosa giornata invernale intorno ai zero gradi.

[geotag on]

PASSEGGIATE A LEVANTE P.so del Faiallo, Reixa e Argentea sull’Alta Via dei Monti Liguri con neve e ghiaccio sul mare

In questi giorni di nevicate abbondanti molti appassionati di sci, ciaspole, alpinismo, escursionismo e fotografia si sono dati tacito appuntamento su uno dei tratti più belli dell’Alta Via dei Monti Liguri, che qui è in uno dei punti più vicini al mare.
Il Passo del Faiallo è raggiungibile da Genova con una comoda strada, che porta fino all’Hotel Faiallo. Da qui la neve fa compagnia fino al Rifugio Argentea o a Pra Riondo. Quando si arriva sul crinale il freddo è intenso e la temperatura può anche arrivare a diversi gradi sotto lo zero. Il vento è sferzante e gelido, e il mare blu è sovrastato dalla coltre di nuvole bianche sopra la città di Genova.  Il panorama che spazia su gran parte della Liguria e arriva fino ai monti della Corsica non li fanno sentire.

Arroscia valley hand gliding – photo (c) Enrico Pelos.jpg

View from Saccarello mount – photo (c) Enrico Pelos.jpg

Piaggia and the snow graffiti – photo (c) Enrico Pelos.jpg

Along Liguria Pilgrim Ways 01 S Pietrino Toirano – photo (c) EnricoPelos

ALTA VIA DEI MONTI LIGURI Rainer Kriester park statues – photo (c)Enrico Pelos

ALTA VIA DEI MONTI LIGURI Cippo Confine – photo (c) Enrico Pelos

Alta Via dei Monti Liguri Beigua geopark – photo (c) Enrico Pelos

ALTA VIA DEI MONTI LIGURI 06 Giovo Beigua pass woods – photo (c) EnricoPelos

ALTA VIA dei MONTI LIGURI Il CD multimediale

Nel 2000 usciva il cd multimediale “Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri” per conto dell’Associazione dell’Alta Via dei Monti Liguri e dell’UnionCamere di Genova

Il CD multimediale "Lungo l'Alta Via dei Monti Liguri" con foto, sw/web design e produzione by enrico pelos
Il CD multimediale "Lungo l'Alta Via dei Monti Liguri" con foto, sw/web design e produzione by Enrico Pelos

Il cd, con fotografie dell’autore, è stato elaborato come software, design, scelta delle musiche della colonna sonora – tra i quali un brano dei liguri La Rionda – e produzione del materiale fino alla confezione e apposizione del bollino Siae.

L’incarico di elaborare una presentazione dell’Alta Via dei Monti Liguri, oggi datata perché con con i programmi odierni con pochi clic del mouse si assembla il tutto anche in grandi dimensioni, era stata per me – informatico al quale l’hw/sw per slideshow non offriva allora poco o niente (l’web era ancora di là da venire…) – quasi una sfida.

Le foto – originali da diapositive Velvia – avevo dovuto scannerizzarle. Non essietva nessun service e la digitalizzazione fotografica cominciava i piccoli passi con la grande novità dei PhotoCd della Kodak che portai anche dal mio amico fotografo Carlo che aveva un negozio. I files erano troppo grandi per i pc di allora che al massimo montavano un 486 con qualche mega di ram (si avete letto bene) e quindi ho dovuto ridurli a delle immagini a bassa risoluzione perchè il pc si sarebbe fermato. Gli hd erano poi al massimo da 420 Mb (anche qui avete letto bene). Per la presentazione ho dovuto preparare degli add-in che funzionassero con Power Point – unico programma di presentazione – per avere qualche effetto.

Stesso discorso per i files audio, riduzione della dimensione, senza scendere troppo di qualità sonora. Se erano troppo grandi il pc ci metteva molto a caricarli e di conseguenza la presentazione partiva in ritardo. Una volta fatto tutto il lavoro di selezione, sincronismo etc si passava alla masterizzazione. Un’avventura.
Qualcuno ricorderà ancora la tragica fantozziana scritta del “Buffer underrun“. La memoria aveva perso i dati per lo “sforzo” e anche se mancava solo un minuto dovevi buttare via il cd, perchè diventato inservibile. E ricominciare.
Un altro capitolo riguarderebbe le copertine che in massima parte dovevano essere fatte quasi a mano.
Comunque riuscii a fare le copie richieste e la presentazione piacque molto.

Parliamo di neanche 10 anni fa. Del Giurassico informatico insomma, o quasi.

The CD, with photographs by the author, is being developed as software, design, choice of music on the soundtrack – including a song by the Ligurian group La Rionda – and production of the material to the packaging and the SIAE procedure.

The task of developing a presentation about the Ligurian Mountains High Way trail, is today out of date, because with today’s programs with a few mouse clicks you all assembled a show also of a large dimensions, but it had been for me – to which the computer hw/sw for slideshows was not very little or nothing (the web was still to come …) – quite a challenge.

The photos – from the original Velvia slides – were all manually scanned. There was no photo scanning service and the small steps were just beginning with the big news of the Kodak PhotoCD that I took from Charles a friend photographer running also a shop. The files were too large for the PC so that at most a few were equipped with 486 megs of RAM (you read that right) and then I had to reduce them to low resolution images because the computer would stop. The HD was then a maximum of 420 Mb (again, you read that right). I had to prepare for the presentation few add-ins to work with PowerPoint – unique presentation program – to have some effect.

ThesSame it was for the audio files, size reduction, without loosing too much sound quality. If they were too big the PC took was long to load and therefore the presentation started late. Once you’ve done all the work of selection, timing , etc. you had to burn all in a cd. An adventure.
Does anyone still remember the tragic fantozziana written ” buffer underrun” . The memory had lost the data for the “effort ” and even if you had missed just one minute to throw away the CD , because it became useless. And start over. Another chapter would take the making of the cover also phisically as you had to do almost by hand.

However I was able to make therequested copies of the presentation and they were very pleased.

We are talking of about 10 years ago. Jurassic computer age, or nearly so.