JOVA BEACH PARTY XXMMII A VILLANOVA DI ALBENGA

Per chi è cresciuto a pane e Beatles, ed ha vissuto in prima persona le stagioni dei grandi raduni di Pink Floyd, Rolling Stones e Tangerine Dream…

andare a sentire Jovanotti, ed i molti altri artisti che lo hanno accompagnato sul palco, con il mix di musica hip hop, rap, disco, funk, world music è stata un po’ una sfida alle proprie esperienze emozionali sonore, supportate da ascolti musicali decennali di tipo e genere diversi.
Ma, trovandomi nella zona, l’evento del grande concerto del Jova Beach Party sembrava interessante anche perchè era la prima volta che in Liguria si svolgeva un concerto al livello dei molti visti in Inghilterra, o in altre parti d’Italia, per quantità di ascoltatori.

Il concerto non si è svolto proprio su una spiaggia, come inizialmente pensato alcuni anni fa, sia per ragioni logistiche sia per motivi ambientali dovuti alla non eccessiva grandezza delle spiagge della Riviera Ligure, al confronto con quelle della Riviera Adriatica, ed al particolare habitat naturale tra mare spiagge e flora che caratterizza le nostre località balneari.
Ma, poco lontano dalle spiagge del Ponente, è presente un ippodromo come quello di Villanova d’Albenga che ha messo tutti d’accordo. La località con i grandi spazi per i parcheggi nei dintorni e nelle zone limitrofe adiacenti anche all’aeroporto, ha fatto si che l’evento potesse essere organizzato.

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è riuscito a mettere insieme ben 20.000 persone, così hanno registrato le cronache, ed far lavorare insieme enti pubblici locali, provinciali e regionali, autorità e rappresentanti delle istituzioni, tutti nell’ottica di una buona sinergia per la riuscita della manifestazione con una ricaduta positiva anche dal punto di vista turistico e lavorative per molte ditte locali. La manifestazione è riuscita bene anche dal punto di vista organizzativo dei parcheggi e del traffico, sia di pomeriggio che anche in notturna dopo il concerto, ed anche se ha presentato alcune criticità, esse non sono state tali da presentare grandi problematiche.

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La musica del Jova si è svolta nell’arco di diverse ore – dalle 15 circa alle 23 e 15 circa – con molti ospiti ed un pubblico “tribù che balla” che “pensa positivo” e si diverte all’ascolto di molte sue canzoni, tra le quali le belle “A te” dedicata alla moglie, e “Le tasche piene di sassi” dedicata alla mamma. Il tutto senza dimenticare un omaggio alla terra Ligure con “Sapore di Sale” di Gino Paoli.

L’artista dal palco cantava anche che il suo è “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang”. Un po’ esagerato forse, ma accettabile, perchè la star del pop e cantautore impegnato nonché “sciamano” per caso e “pirata” divertente e innovativo è nato da genitori toscani ed in Toscana risiede, regione che è notoriamente terra di personaggi con una vena comico-burlesca naturale – si può quindi sorvolare sul paragone un po’ “irriverente” che è stato fatto del suo party con la 3 giorni di Woodstock, evento questo unico ed irripetibile – ed una solarità innata.

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IL MULINO DI NEIRONE Fontanabuona Dintorni Altri mulini Altre storie …ora anche su Amazon…

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La storia dei mulini prende a spunto il Mulino di Neirone il primo oggetto di ricerca nel 2005, ma poi si parla anche di quello di Roccatagliata, di Corsiglia, di Costamaglio, etc. per parlare della storia dei mulini, ad acqua, a vento o eolici… La pubblicazione – completa di fotografie anche di documenti dell’epoca – concerne la storia di uno degli ultimi mulini rimasti nella Val Fontanabuona di Genova, in Liguria ed ancora con grande ruota. E’ situato in un bel posto in mezzo ai monti liguri con interessanti escursioni e passeggiate e trekkings quali l’Itinerario dei Feudi Fliscani, l’Alta Via dei Monti Liguri, i 7 Passi, etc.
Un viaggio nell’entroterra ligure per andare a trovare un amico che ha deciso di andare a vivere fuori dalla grande città e precisamente a Neirone. E’ questa la storia di un rustico abbandonato che egli acquistato e in parte ristrutturato facendolo tornare a vivere nel mezzo di una valle un tempo ricca di mulini e di storia. Ora la quiete ed il silenzio – inusuali ormai per noi abitanti stressati delle città – ammantano i boschi di castagne.
L’acqua non fa più girare la ruota del mulino ma ha fatto scattare in me l’ingranaggio per far girare quella del tempo.
Questo libro prende quindi a spunto il Mulino di Neirone per raccontare altre storie di mulini dell’Appennino Ligure come quello di Roccatagliata, di Corsiglia, di Costamaglio, etc. per parlare della storia dei mulini, ad acqua, a vento o eolici…. Completo di tante belle fotografie e, per alcuni, con documenti originali, contiene inoltre le descrizioni degli itinerari che attraversano le terre un tempo della potente famiglia genovese dei Fieschi o altri interessanti i mulini descritti come l’IFF (Itinerario dei Feudi Fliscani) l’AVML (Alta Via dei Monti Liguri), il 7P l’Itinerario dei 7 Passi, l’ISC Itinerario Storico Colombiano, la Via dell’Ardesia o del Pane, il 2G dei 2 Golfi, Barbagelata… il Caucaso… la Valle dei Mulini a Portofino e Paraggi… sull’Acquedotto Storico di Genova… in Tèra Brigašca…

The history of the mills is inspired by the Mill of Neirone, the first object of research in 2005, but then I also talk about that of Roccatagliata, of Corsiglia, of Costamaglio, etc. to talk about the history of water, wind or wind mills … The publication – complete with photographs and documents of the time – concerns the history of one of the last remaining mills in Val Fontanabuona in Genoa, in Liguria and still with big wheel. It is located in a beautiful place in the middle of the Ligurian mountains with interesting excursions and walks and trekkings such as the Itinerary of the Feudi Fliscani, the Alta Via dei Monti Liguri, the 7 Passi, etc.
A trip to the Ligurian hinterland to visit a friend who has decided to go and live outside the big city and precisely in Neirone. This is the story of an abandoned farmhouse that he bought and partially restored, bringing him back to live in the middle of a valley once rich in mills and history. Now the stillness and silence – now unusual for us stressed inhabitants of the cities – cover the chestnut woods.
The water no longer turns the wheel of the mill but it has made me click the gear to turn that of time.
This book therefore takes inspiration from the Mill of Neirone to tell other stories of mills in the Ligurian Apennines such as the ones of Roccatagliata, of Corsiglia, of Costamaglio, etc. to talk about the history of water, wind or windmills …. Complete with many beautiful photographs and, for some, with original documents, it also contains descriptions of the itineraries that cross the lands that once belonged to the powerful Genoese Fieschi family or other interesting mills described as the IFF (Itinerary of the Feudi Fliscani), the AVML (Alta Via dei Monti Liguri), the 7P the Itinerary of the 7 Passes, the ISC Historical Colombian Itinerary, the Via dell’Ardesia or the Pane, the 2G of the 2 Gulfs, Barbagelata … the Caucasus … the Valley of the Mills in Portofino and Paraggi … on the Historical Aqueduct of Genoa … in Tèra Brigašca …

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 05 Fiori sull’acqua…

Villa Giardini Botanici Hanbury... fiori sull’acqua...
Villa Giardini Botanici Hanbury… fiori sull’acqua…

Luoghi (ex) Abbandonati PALASPORT DI GENOVA 4 – (ex) ABANDONED PLACES GENOA PALASPORT 4

Luoghi (ex) Abbandonati Palasport di Genova Fiera di Genova dove suonarono i Beatles… ed oggi in corso di ristrutturazione 4 - ex Abandoned Places Genoa Palasport where the Beatles played… and nowadays under renewal works 4...
Luoghi (ex) Abbandonati Palasport di Genova Fiera di Genova dove suonarono i Beatles… ed oggi in corso di ristrutturazione 4 – ex Abandoned Places Genoa Palasport where the Beatles played… and nowadays under renewal works 4…

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 04 Anfore e fiori sulla scalinata…

Villa Giardini Botanici Hanbury con anfore e fiori su una delle scalinate che portano al mare…

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 03 VILLA HANBURY CON LE PIANTE ESOTICHE

La mia Liguria di Ponente Villa Giardini Botanici Hanbury 03 – Villa Hanbury con la sua facciata e gli splendidi giardini con le piante esotiche…

Luoghi (ex) Abbandonati PALASPORT DI GENOVA 1 – (ex) ABANDONED PLACES GENOA PALASPORT 1

Luoghi (ex) Abbandonati Palasport di Genova Fiera di Genova dove suonarono i Beatles... - ex Abandoned Places Genoa Palasport where the Beatles played...
Luoghi (ex) Abbandonati Palasport di Genova Fiera di Genova dove suonarono i Beatles… – ex Abandoned Places Genoa Palasport where the Beatles played…

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 02 LA MORTOLA

Passeggiate a Levante e al Ponente de La mia Liguria VILLA GIARDINI BOTANICI HANBURY 01 VIA IULIA AUGUSTA

Lungo la Via Iulia Augusta verso Villa Hanbury…

EXPERIMENTAL JOURNEYS an Electronic music cd by Enrico Pelos for relax and meditation

All Music © 2022 by Enrico Pelos except
“Passeggiate a Levante” which is Enrico Pelos feat. Rita Tunes on guitar.
“Domina The Abandoned Discotheque (Extend. version & voices) Narrating voices: Enrico Pelos & Rita Tunes
Cover photo: Enrico Pelos
Art&Graphics: Enrico Pelos
Sound creation: Analog keyboards, Digital synth

Alcuni Estratti dai brani utilizzati nei mei filmati dei luoghi abbandonati ed altri soggetti miscelati in unica soundtrack … poco oltre 30 minuti di musica da ascoltare per il vostro relax e/o meditation e/o quando avete voglia di “ascoltare” il vostro “stream of consciousness”…

Some excerpts from the musics used in my films of abandoned places and other subjects mixed in a single soundtrack … just over 30 minutes of music to listen to for your relaxation and/or meditation and/or when you want to “listen” to your “stream of consciousness”…
Tracks excerpts liberamente tratti da:
01 Luoghi Abbandonati BALESTRINO Il PAESE ABBANDONATO – Soundtrack prepared for BALESTRINO Abandoned Place Slideshow (show on Enrico Pelos You Tube Channel)
02 ALTA VIA del MONTE BIANCO – Soundtrack prepared for MOUNT BLANC HIGH WAY Photo Slideshow (on Enrico Pelos You Tube Channel)
03 LATIUM LANDSCAPE – Tell Fans what is about: Soundtrack prepared for LATIUM LANDSCAPE Photo Slideshow (Slideshow on Enrico Pelos You Tube Channel)
04 PASSEGGIATE a LEVANTE (Feat. Rita Tunes) – Soundtrack prepared for my EASTERN LIGURIA WALKS slideshow presentation for my book “PASSEGGIATE a LEVANTE” (Slideshow on Enrico Pelos You Tube Channel)
05 A TASTE of ELBA ISLAND – Soundtrack prepared for my A TASTE of ELBA ISLAND slideshow presentation for my book “A TASTE of ELBA ISLAND” (Slideshow on Enrico Pelos You Tube Channel)
06 A MOMENTARY LAPSE of LIGURIA with nature relaxing music – Soundtrack prepared for my A MOMENTARY LAPSE of LIGURIA time-lapses around Liguria places and villages (Film on show on my Enrico Pelos YouTube Channel)
07 A DOG NAMED LILLY A Maltese Creature From Liguria – Soundtrack prepared for my DOG NAMED LILLY filmshow with time-lapses as she has passed away after almost 20 years as a wonderful trekking companion… (Film on show on my Enrico Pelos YouTube Channel)
08 A Momentary Lapse of Liguria da PONTE MORANDI a PONTE SAN GIORGIO – Soundtrack prepared for one of my MOMENTARY LAPSEs of LIGURIA to remember the worldwide known tragedy of PONTE MORANDI collapse and the reconstruction of the new PONTE SAN GIORGIO bridge (Film on show on my YouTube Channel)
09 Luoghi Abbandonati DOMINA The ABANDONED DISCOTHEQUE Abandoned Places – Soundtrack prepared for one of my film about the famous DOMINA DISCOTEQUE an Abandoned place in Toirano in Liguria (Italy) (may be ex in the near future…) (Film on show on my Enrico Pelos YouTube Channel)
10 Luoghi Abbandonati DOMINA The ABANDONED DISCOTHEQUE Abandoned Places(Extended version with voices feat. Rita Tunes) – Elongated version with voices (feat. Rita Tunes) of the Soundtrack prepared for one of my film about the famous DOMINA DISCOTEQUE an Abandoned place in Toirano in Liguria (Italy) (may be ex in the near future…) (Film on show on my Enrico Pelos YouTube Channel)

I brani completi si possono ascoltare su bandcamp al link:
The complete tracks can be heard on bandcamp at the link:
https://enricopelos.bandcamp.com/album/experimental-journeys

EXPERIMENTAL JOURNEYS CD electronicmusic

https://enricopelos.bandcamp.com/album/experimental-journeys

Un insieme di viaggi sui prati e i monti (l’autore è un escursionista fotografo autore di pubblicazioni) ma anche nelle sonorità delle sperimentazioni musicali che ha intrapreso onde creare delle colonne sonore per le sue presentazioni fotografiche sia di slideshows che di filmati.
A set of travels on meadows and mountains (the author is a hiker photographer author of publications) but also in the sounds of the musical experiments he has undertaken to create soundtracks for his photographic presentations of both slideshows and films.

https://enricopelos.bandcamp.com/album/experimental-journeys

MY PhotoWritingMusic GEAR

I receive sometimes queries regarding my landscape photography gear, my video making gear and even my outdoor gear.
Below, I have compiled a list of everything I own that I believe is worthy enough to mention.
I precise that I do not have any connection, endorsement or sponsorship of any sort from the mentioned brand name or any commercial tie whatsoever
(and in fact, you will not find any link… and by the way, you can easily find every brand with simple research…. )
These facts make me very independent and the expressed opinions are only mine
and only truth based on my photography and trekking direct experiences.

LANDSCAPE PHOTOGRAPHY GEAR>

Cameras:

– NIKON 800E      A really reliable camera. Thousands of photos, from freezing mountains to very warm deserts and not one photo went wrong (unless it was my fault…).

– NIKON 850     A camera I have not used so many times I would have wanted. Although an advancement regards to the D800E as they have changed many command bits&pieces I must confess that on many occasions instead of losing time in learning again many different things I prefer to use again the D800E.

– NIKON P1000     A very very long tele lens up to 2000 and more. It is not of the quality of the D800 lens but it is very useful in discovering long-distance sites…

– APPLE IPHONE 12 PRO MAX+DIJ GIMBLE     Very useful in many see&shot cases…

Video Cameras:

– CANON     

– NIKON 800E      A really reliable camera. Thousands of photos, from freezing mountains to very warm. deserts and not one photo went wrong (unless it was my fault…).

– APPLE IPHONE 12     Very useful in many see&shot cases…

Lenses:

– NIKON 12÷14 mm     The best … (triad)

– NIKON 70 mm     … Triad…

– NIKON 80÷300 mm    Very versatile in a lot of situations.

Filters:

– LEE     The best … although not many versatile for trekking… but wonderful for seascapes and waterscapes photography…

Tripods, Monopods and ball heads:

– MANFROTTO     Perhaps 10 tripods… of different sizes, weights, and shapes…

– BENRO     …L’Elegant Angel very light and sturdy… once my only trekking companion…

Backpacks and Bags:

– LOEWEPRO     Very good and versatile

– TAMRAC     Once, for me… for many years… the best trek backpack… it was a pity that did not evolve the production…

– NIKON is Nice and handy but not as special as the above ones…

Mics:

– RODE     The best for trek&hike photography…

– SHURE    The best for studio recording…

INFORMATICS PC&MACs: >

– MSI pc 1TB SSD + 1 HD 4TB in + external HD and NAS Very reliable pc. Only 1 update inside

– iMAC Old but gold

– iPad is Quite useful but not to bring on trekking… Very nice and useful for many apps but in the end… you lose too much time instead of doing photos…

Sw:

– PHOTOSHOP The best

– PHOTO MECHANICS Unique for some type of labelling and archiving

OUTDOORS GEAR>

– SALEWA Once the best (at least for me). That’s why I still keep on using very old garments until they will worn out. Nowadays there is not much different from other brands. It is the advantage of globalization would say, someone…

– TIMBERLAND Once the best (at least for me). That’s why I still use very old garments until they will worn out. Nowadays there is not much different from other brands. It is the advantage of globalization would say, someone…

– PATAGONIA Very best… I still wear some waistcoast over 40 years old but still the same… but nowadays as above….

– M0NTURA Nowadays one of the best… in its genre…

– FERRINO Nowadays one of the best… in its genre…

– LA SPORTIVA Very good and durable brand articles…

– SALOMON Very good and durable brand articles…

– MILLET Very good especially for some accessories…

– CORONEL TAPIOCCA Very good and, in some cases, with unique articles for particular situations but unfortunately no more available in Italy. It has a site .es but it is lacking of many articles…

CERIALE
Il corvo nero

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Luoghi Abbandonati Abandoned Places (ex?): La DISCOTECA DOMINA di Toirano by Enrico Pelos

Fotografie Video Fotoelaborazioni Testi: Enrico Pelos http://www.enricopelos.it
Editing Assembling Filmato: Enrico Pelos
Music: “DOMINA (The Abandoned Discotheque)”
Sound Design Created and Performed by Enrico Pelos
Voce Maschile Narrante: Enrico Pelos
Voce Femminile Narrante:Rita Tunes
Direction: by Enrico Pelos http://www.enricopelos.it

Uno dei ‘Luoghi Abbandonati’ più affascinanti che ho visitato è stata la discoteca Domina sopra Toirano. Il nome fa onore al luogo poiché il maestoso scenario nel quale è immersa domina la Val Varatella fino al mare. Sorta sulle “ceneri” di un ristorante abbandonato realizzato nel 1970, è costruita su 4 piani ed aveva 2 piste da ballo all’interno ed una all’esterno. Buona lettura e buona visione.
In questo periodo di giornate che erano un tempo le feste più importanti dell’anno e che adesso sono soprattutto di “clausura”, più o meno forzata dalle varie ondate pandemiche, in molti siamo “costretti” ad uscire solo lo stretto necessario, per lavoro, per necessità alimentari, per motivi sanitari extra covid… o altro più o meno indispensabile. Ecco che allora, invece di rattristarci e deprimerci, pur nella consapevolezza che forse non è che si ci sia molto da festeggiare se in Italia ad oggi sono sempre tante le vittime di Covid-19, in queste giornate che sono anche d’inizio inverno e non si può andare nei luoghi di vacanza, ci possono venire in aiuto i reportage del tipo “Viaggio intorno alla mia camera” come nel romanzo di Xavier de Maistre che nel marzo del 1974 fu costretto a restare chiuso per 42 giorni in una stanza.
Ed allora vi porto a fare un “viaggio” in un bel posto dell’immediato entroterra della Riviera di Ponente e precisamente alla discoteca abbandonata Domina di Toirano. Essa è poco distante da una delle frazioni della località conosciuta soprattutto per le sue famose grotte, ovvero in quella di Carpe, sulla strada che da Toirano porta su verso il Giogo prima, verso Bardineto e Calizzano poi e da qui in Piemonte. Una strada piena di curve e tornanti ben conosciuta dai molti motociclisti che la percorrono con particolare interesse e velocità (talvolta poco curanti delle linee di mezzeria…) per un week-end o vacanze dai monti al mare e viceversa.
Questa della discoteca Domina è una storia controversa. C’è chi la amava, anche solo per un drink visto lo splendido scenario nel quale era immersa, e chi la odiava, come molti degli abitanti delle zone vicine per i problemi di ordine pubblico che ebbe spesso ad affrontare. Il Domina però non è stata semplicemente una discoteca, ma per molti aspetti è stato un fenomeno culturale del suo tempo, pur con gli annessi e connessi in senso positivo e/o negativo.
La discoteca si chiamava inizialmente “Nanga”, poi si chiamò Domina e nel 2002 cambiò ulteriormente gestione passando sotto la direzionhe dell’Horus di Albenga. Nel 2007 il locale venne chiuso definitivamente. Il nome successivo Domina fu particolarmente azzeccato e non avrebbe potuto essere più incisivo data l’invidiabile vista spettacolare che dalla terrazza, o da altri punti nei pressi, permette di osservare i monti circostanti giù fino il mare ed alle città di Pietra Ligure, Loano Borghetto, Albenga, la mitica isola Gallinara
Fu proprio nel 1994 che la piccola località dell’entroterra del Ponente Ligure diventò la meta preferita degli amanti delle musica della notte. La costruzione venne realizzata a seguito della ristrutturazione di un ristorante allora esistente ed è ancora composta da 4 piani ed aveva un bel bar con paninoteca. Due erano le sale coperte ed all’esterno funzionavano a pieno ritmo, una piscina ed una pista in mezzo ai monti da far invidia ai tanti locali blasonati della costa. C’erano curati percorsi in mezzo al verde, scalette tra la macchia mediterranea, statue in stile pseudo-neoclassico. C’erano alberi di diverse specie tra i quali alcuni imponenti cipressi, che contornavano il belvedere.
Lo stare in piedi sulla terrazza o sul belvedere mi ha sempre fatto venire in mente i famosi versi di un immaginario cavaliere che alla curva si fermava, scendeva e dopo i passi di avvicinamento così diceva: “Da qui messere si domina la valle”, come cantava appunto il famoso gruppo rock progressive Banco del Mutuo Soccorso, anche se come genere musicale erano di qualche anno prima del genere della Domina…
Essa era anche conosciuta come “La discoteca sulla collina” o “La discoteca sulla montagna” e, specialmente a Pasqua, era affollatissima. Molti frequentatori venivano da Genova ed anche da località più lontane della Liguria, visto il famoso e spettacolare scenario del monti del circondario. Il successo ad un certo punto fu tale che venivano organizzati pullman da località anche da fuori Liguria e da varie parti d’Italia, vista anche la grande possibilità di parcheggio e senza problemi di rumore in quanto isolata e distante dalla più vicina frazione di Carpe di cui faceva parte.
Arrivavano anche gruppi in treno che scendevano alla stazione di Loano per poi proseguire in autobus. Altri viaggiavano su navette affollatissime da Torino, Milano e Genova. Molti partivano poi a piedi dalla stazione, risalendo la collina anche dai vicini paesi marittimi. Episodi perticolarissimi ed eccezionali per un locale di questo tipo, ma grande era il desiderio di arrivare in questo posto “unico” non foss’altro per il piacere di poter dire “Io c’ero”.
Nella discoteca Domina si avvicendarono alcuni tra i migliori dj dell’epoca con i loro mix di musiche, in prevalenza elettroniche, techno, trance, hardstyle, house, progressive. Furono ospiti delle serate vocalist e dj come Mario Più, Joe T Vannelli, Roberto Francesconi, Maurizio Benedetta, Zenith, Bruno Power, Tatanka e numerosi ospiti stranieri.
Si cominciava con la musica dal sabato pomeriggio e si andava avanti per 24 ore consecutive. L’idea conduttrice del locale era quella di ballare il più possibile in un ambiente di amicizia e fratellanza con gli altri frequentatori del locale, anche grazie agli inviti ed alle parole dei dj che incitavano il pubblico a sentirsi dei frequentatori particolari, diversi dagli schemi delle altre discoteche ovvero diversi dai “fighetti”, i “figli di papà” che con le auto di grossa cilindrata frequentavano solo i locali con la musica commerciale, imposta dalle varie etichette discografiche, ed accusati di “non ballare per non sudare”.
Eppure ci fu un tempo che quando gli altri locali chiudevano come ad esempio alle prime ore dell’alba e quindi i locali tutti giù in riviera come Le Vele, La Capannina, La Suerte erano chiusi, il “popolo della notte” si spostava lassù sulla montagna, lassù al Domina, e non era un sabato notte come tanti altri per la gente che ballava nel bell’anfiteatro naturale. Era considerata al tempo dagli esperti del settore la più bella location musicale del Nord Italia ed il tempio della musica tekno.
Purtroppo, come spesso succede in questi casi, oltre agli amanti della musica arrivarono anche manifestazioni più o meno autorizzate con eccessi dovuti a risse e circolazione di sostanze improprie di varia natura. All’indomani delle serate/nottate non era difficile vedere ragazzi che raggiungevano a piedi la costa di Borghetto o di Loano con schiamazzi e disturbi vari per gli abitanti delle frazioni vicine. Purtroppo la strada per Carpe aveva spesso macchine danneggiate e persone che stavano male. Peccato perchè nello stesso periodo molte famose discoteche del Nord Europa, come ad esempio il Paradiso di Amsterdam dove sono stato, avevano lo stesso pubblico ma non le stesse problematiche. Li tutto si svolgeva tranquillamente mentre al Domina veniva spesso chiamata la polizia che scortava e diffidava molti dei frequentatori che, come negli stadi, saccheggiavano il bar con minacce ed altri comportamenti.
Questi ed altri motivi portarono le autorità a revocare una prima volta la licenza nel 2002. Nel 2003 il locale fu interessato da una nuova gestione ma anche in questo caso il periodo di esercizio in modo “normale” ebbe la durata di un anno circa.
Negli anni seguenti seguirono periodi di abbandono – usata per molto tempo anche come discarica abusiva, fu anche segnalata anche dai rapporti del WWF di Savona – o di recupero con tentativi di messa all’asta dell’immobile. Sembrava, ad esempio, che nel 2014 si fosse vicini alla trasformazione e ristrutturazione del complesso in una casa di riposo. Nel frattempo il degrado e l’incuria si impossessarono della struttura. Inizialmente furono solo di interventi di writers vari che, data la tipologia del luogo e della posizione, si sentirono ispirati per composizioni varie più o meno artistiche, ma in seguito ci furono atti vandalici ed anche furti volti a portare via infissi quali ringhiere, corrimano, parapetti etc… rendendo la struttura anche molto pericolosa per persone che non avessero percorso le sue scale ed i suoi locali con particolare attenzione.
Situazioni simili di abbandono sono successe anche ad altri locali famosi delle zone vicine del Ponente anche se con diverse destinazioni o utilizzo d’uso nel corso degli anni. Si possono citare ad esempio la mitica Capannina di Alassio, chiusa nel 2009, lo Sporting Club di Finale, i bei giardini con le diverse piste di Ai Pozzi di Loano oggi trasformato in residence turistico alberghiero, l’Astral poi Rajah di Pietra Ligure diventata poi birreria e spaghetteria… ed altre. C’è stato qualche amante di quei tempi che l’ha fatta rivivere sulle pagine di Second Life, il famoso mondo virtuale elettronico digitale della piattaforma informatica che trova applicazione nei campi della creatività virtuale ricreando anche luoghi e musica non più esistenti nel mondo reale.
Si sono quindi susseguite altre aste di vendita: nel 2015 venivano richiesti come importo base 390.000€ circa, poi nel 2016 la richiesta si abbassò ulteriormente a 170.000€ sebbene Le stime iniziali fossero partite da circa mezzo milione di euro, ma la crisi del mercato immobiliare ha colpito tutti i settori.
In tempi recenti è stata infine acquistata ed i cartelli indicanti Proprietà Privata, posizionati in diverse parti della struttura, hanno appunto lo scopo di attestarne il nuovo cambio di destinazione. C’è l’intenzione di attuare un progetto di recupero a fini sportivi ma non solo, da parte di un noto personaggio del mondo dello sport e dello spettacolo della zona. Chi è di queste parti ha già capito a chi mi riferisco, se le voci che mi hanno informato sono fondate.
Tutta la zona dei monti intorno alla discoteca riveste anche un particolare interesse escursionistico, perchè da qui scende al mare, ma volendo si sale anche ad esempio al Giogo di Toirano sull’Alta Via dei Monti Liguri dove la vista spazia sul monte Carmo di Loano e molti altri monti.
Interessanti Passeggiate a Ponente sono poi il percorso escursionistico come il “Sentiero dei Daini” che aggira tutta la bastionata meridionale del Monte Varatella, con alcuni tratti di tipo alpinistico da percorrere con attenzione o come quello che si può raggiungere anche da dal tristemente famoso Ponte del Salto del Lupo che costeggia una parete rocciosa, si inoltra in una pietraia, per proseguire in altri tratti impegnativi fino ad arrivare proprio al bel paesaggio che si vede di fronte alla discoteca, ovvero l’antichissima chiesa di San Pietro ai Monti raggiungibile anche dal Giogo di Toirano o da Boissano.
Ci sono poi anche il “Sentiero Natura Rio della Valle“, diverse grotte come quella della valle della Giara, meta di speleologi esperti. Poco sotto troviamo le cave abbandonate con le belle pitture rupestri dell’amico Mario Nebiolo che, seppure sbiadite dal tempo, si fanno ancora intravedere tra le balze e le fasce del monte sovrastante.
E’ questa la storia di questo luogo ed il periodo nel quale ho scattato la maggioranza delle foto presenti in questa photo-gallery. L’edificio e l’ambiente circostante rimangono splendidi ed originali esempi, seppur nella loro decadenza e vandalizzazione, di un tempo che fu. Un muto testimone della memoria di serate che non torneranno più. Rimane però, a consolazione di coloro che frequentarono gli ambienti ed i luoghi del “locale sopra la montagna”, lo scenario affascinante della natura circostante che non è cambiato e rimane immutato con i suoi sentieri, le sue albe ed i suoi tramonti.
Ai fan delle discoteca DOMINA e ai miei followers dei Luoghi abbandonati suggerisco la lettura dell’articolo completo con molte foto pubblicato sul Blog di Trucioli.it

AUGURI DA ENRICO IV

…la chiesetta di San Bernardo di Rossiglione… – …Rossiglione San Bernardo church…

A DOG NAMED LILLY A DOG NAMED LILLY A MALTESE CREATURE FROM LIGURIA by Enrico Pelos

…Lilly Litte Maltese Trekking Dog has passed… on the film she walked with Rita & Enrico on the following Liguria Locations:
Passeggiata a Levante #13 Pian della Cavalla – Antola Park
Passeggiata a Levante #9 Forte puin – Forti di genova del Righi
Passeggiata a Levante #1 Alta Via dei Monti Liguri – Beigua Park
Passeggiate in Val Noci
Passeggiata Ceriale – Borghetto S.S. Castello Borelli (Luogo (ex) Abbandonato)
RigAntoCa Passeggiata Righi Antola Caprile
Ligurian Sea Coast
::
Photography & Shooting with Nikon Cameras: Enrico Pelos
Assembling Editing Direction : Enrico Pelos
Music : “A dog named Lilly” : Enrico Pelos
Sound Design with Keyboard Synth on Ableton Daw : Enrico Pelos
http://www.enricopelos.it

AUGURI DA ENRICO II

IL MULINO DI NEIRONE… Dintorni… altri mulini… altre storie… IV by enrico pelos

Un viaggio nell’entroterra ligure con l’amico Franco per andare trovare Rino l’amico del mulino…

da lì la storia e le molte altre di mulini … di persone… che ne seguirono… Suor Blandina e il Colorado… l’IFF o Itinerario dei Feudi Fliscani con Siestri Paese Abbandonato sulle orme della Dantesca Fiumana bella… su alcuni tratti dell’Alta Via dei Monti Liguri… fino ad arrivare ai Mulini di Cavassolo lungo l’Acquedotto Storico Genovese… ai mulini della Terra brigasca…

A trip in the Ligurian hinterland with his friend Franco to go and find Rino the friend of the mill … from there the story and the many others of mills … of people … who followed … Sister Blandina and the Colorado … the IFF or Itinerary of the Feudi Fliscani with Siestri Paese Abandonato in the footsteps of the beautiful Dantesque Fiumana … on some stretches of the Alta Via dei Monti Liguri … up to the Cavassolo Mills along the Historic Aqueduct Genovese … to the mills of the brigasque land…

www.enricopelos.it
https://linktr.ee/enricopelos

A TASTE OF ELBA ISLAND by enrico pelos

Updated edition with new photographs and texts in Italian and English of some of the typical places, unique beaches, and Abandoned Places on the Island of Elba …

Edizione aggiornata con nuove fotografie e testi in Italiano e in inglese di alcuni dei posti tipici, spiagge uniche, e Luoghi Abbandonati dell’Isola d’Elba…

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ALBENGA CAMPOCHIESA S. Giorgio Sagra du Michettin by night

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IL MULINO DI NEIRONE… Dintorni… altri mulini… altre storie… III

Un viaggio nell’entroterra ligure per andare a trovare un amico…

La storia dei Cereghino i cantastorie valdesi da Favale…
Le cave di ardesia abbandonate con i veicoli che ormai fanno parte del bosco…
I Mulini abbandonati di Genova Nervi… il mulino Bacicotto… di Favale… di Marsiglia… Amedeo Peter Giannini (San Jose, 6 maggio 1870 – San Mateo, 3 giugno 1949) era originario di Favale di Malvaro
La bella valletta di Niasca nei pressi di Paraggi e di Portofino un tempo con un mulino…

Il mulino è situato in un bel posto tra i monti liguri, con itinerari che attraversano le terre un tempo della potente famiglia genovese dei Fieschi ed è un invito a percorrere e raggiungere mete interessanti come l’IFF (Itinerario dei Feudi Fliscani) l’AV dell’AltaVia dei Monti Liguri, l’ISC Itinerario Storico Colombiano, la Via dell’Ardesia o del Pane, il 2G dei 2 Golfi, Barbagelata… il Caucaso… la Valle dei Mulini a Portofino e Paraggi… sull’Acquedotto Storico di Genova… in Tèra Brigašca…
fatti 3 paragrafi con 3 foto + la cover – next time mettere anche foto dell’interno del mulino……

ll grande ponte sul Rio Torbido sull’Acquedotto Storico Genovese e a fianco le case che un tempo erano mulini…

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IL MULINO DI NEIRONE… Dintorni… altri mulini… altre storie… II

IL MULINO DI NEIRONE_Dintorni… altri_mulini… ed altre storie…

Un viaggio nell’entroterra ligure per andare a trovare un amico che aveva deciso di vivere fuori dalla grande città ed ecco che da una semplice ricerca storica, sul mulino ed i suoi lavori di restauro, l’interesse si è poi allargato alle molte altre realtà del territorio, e non solo ligure, già esplorato in molte occasioni dal punto di vista escursionistico. Questa è la storia di un rustico abbandonato che egli acquistò, facendolo tornare a vivere nel mezzo di una valle, quella di Neirone, un tempo ricca di mulini e di storia. Ora la quiete ed il silenzio – inusuali ormai per noi abitanti stressati delle città – ammantano i boschi di castagni….

IL MULINO DI NEIRONE_Dintorni… altri_mulini… ed altre storie…
IL MULINO DI NEIRONE_Dintorni… altri_mulini… ed altre storie…
IL MULINO DI NEIRONE_Dintorni… altri_mulini… ed altre storie… Amadeo Peter Giannini… Suor Blandina…

Amedeo Peter Giannini (San Jose, 6 maggio 1870 – San Mateo, 3 giugno 1949) era originario di Favale di Malvaro in quando i suoi genitori erano partiti proprio da questa località per le Americhe.
Amadeo Giannini fondò la Bank of Italy nel 1904. Nel 1906 dopo il terremoto di San Francisco aiutò molti immigrati con piccoli prestiti permettendo loro di poter lavorare e vivere decorosamente. Fu il primo a servirsi della pubblicità e a finanziare la vendita a rate delle automobili. Nel 1919 fondò la banca d’America e d’Italia che divenne in seguito Bank of America e la prima nel mondo….

Suor Blandina, all’anagrafe Rosa Maria Segale, era nata nel 1850 a Cicagna in Val Fontanabuona, nei pressi della Via del Sale e dell’ISC Itinerario Storico Colombiano o Via del Pane. Ella fu una missionaria (dell’ordine delle Figlie della Carità di Emmitsburg fondato da Elizabeth Ann Bayley Seton, New York, 28 agosto 1774 – Emmitsburg, 4 gennaio 1821, la prima santa degli Stati Uniti) italiana emigrata negli Usa a fine 800 ed è celebre, narrano le cronache o le leggende, per i suoi incontri con Billy The Kid, il personaggio centrale del suo libro ‘At the end of the Santa Fe trail’.
I genitori si trasferirono che era piccolina quando aveva 4 anni a Cincinnati nell’Ohio con i 4 fratelli. L’8 dicembre 1868 prese i voti nel convento delle Suore della Carità con il nome di Blandina scelto in memoria di santa Blandina, che fu una martire nel 177 durante il regno dell’imperatore romano Marco Aurelio. Visse poi anche in Colorado e New Mexico. Inizialmente fu mandata nel Rio Grande e a sud delle Sangre de Cristo Mountains, nella Contea di Santa Fe, Nuovo Messico, e il 27 novembre 1872, fu inviata come missionaria a Trinidad. Lei pensava di andare a Cuba e invece si ritrovò in un centro minerario di frontiera nel paesaggio selvaggio e vasto del Colorado…

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Alta Via dei Monti Liguri Oggi al Col di Nava… il colle del miele e della lavanda… Giornataccia buia e tempestosa…

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10 anni Anniversario della scomparsa del Prof. Pierleone Massajoli, un grande amico e studioso della comunità brigasca e della cultura dei monti del Ponente della Liguria. Sul blog di Trucioli (1a parte + link alla 2a parte)

È ormai prossimo l’anniversario dei 10 anni († 20 10 2011) dell’assenza del Prof. Pierleone Massajoli. Torinese, ma ligure d’adozione, fu studioso e grande conoscitore soprattutto della cultura della terra brigasca. Egli però non fu solo questo perchè, tra i molti interessi, si occupò di cultura e antropologia Americana e India, ed anche di culture di stati singoli come Jugoslavia e Sardegna.
Mi fa quindi piacere tracciare un ricordo del tempo, 10 anni circa, nei quali ho avuto il piacere di conoscere lui e la sua famiglia e l’onore di collaborare con lui alla redazione della rivista R’ Ni d’Aigura (“Il nido d’aquila”, rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Marittime, Montane e dell’Appenino Ligure fondata nel 1983) e all’attività dell’omonima omonima Associazione Culturale.


Ricordo come fosse ieri quando, una sera del 1998, gli telefonai chiedendogli se gli avrebbe fatto piacere pubblicare sulla sua rivista alcune mie foto di un viaggio a Triora, Realdo, Verdeggia e della mia escursione a piedi fino alle cime del Monte Saccarello nell’ambito del mio progetto fotografico “Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri” (che verrà poi pubblicato sulla guida ufficiale della Camera di Commerico di Genova).

La permanenza a Triora e Realdo mi aveva fatto conoscere posti unici e affascinanti ed anche scoprire una rivista che si occupava di queste zone. Ebbi quindi l’occasione di leggerne un numero e la mia attenzione venne subito attirata dalla semplice grafica in bianco e nero e dalla tipologia ddegli articoli, molti dei quali mi permisero di conoscere a fondo la cultura e le zone che stavo attraversando ed impararne la loro storia.
Egli ne fu entusiasta e mi propose subito di collaborare al Centro Studi della Rivista, se l’avessi gradito, con mie fotografie ed articoli e ringraziandomi per la disponibilità.
Io mi misi a disposizione dedicando una parte del mio tempo, quando libero da impegni, e da allora ci siamo incontrati molte volte sia per qualche gita insieme, sia per impostare gli articoli per la redazione della rivista in quanto, avendo egli saputo che lavoravo nel campo informatico e grafico, gli avrebbe fatto piacere che la riorganizzassi, in chiave un po’ più moderna, sempre restando con la stampa rigorosamente in Bianco e Nero come ormai si erano abituati i molti affezionati lettori. Ed infatti, oltre che alla rivista mi dedicai anche alla realizzazione di un sito (le cui pagine sono ormai oggetto da archivio e con una parte di esso ancora visibile al link con https://web.archive.org/web/20091121010734/http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htm# ) e di un blog ( https://rnidaigura.blogspot.com/ ) sempre con l’attenzione di accrescere l’interesse per la rivista ed a supporto dell’attività editoriale e promozionale della stessa.

Ebbi così l’occasione di entrare in contatto con molti poeti e scrittori, storici, disegnatori e fotografi, famosi sia a livello ligure ma anche nazionale ed internazionale. Furono molti gli Autori e le Autrici che contribuirono alla rivista nel corso degli anni, ebbi l’occasione di conoscerne diversi di persona e con alcuni di essi di avere anche il piacere della loro amicizia. Molti interessanti articoli furono pubblicati, come ad esempio di (in ordine alfabetico e mi scuso se ne ho dimenticato qualcuno): Mauro Balma, Werner Bätzing, Maria Antonietta Beringheli, Attilio Giuseppe Boano, Paola Boschieri, Caterina Bottero Marro, Massimo Brizzolara, Enrico Calzolari, Giorgio Casanova, Marco Cassioli, Fabio Costa, Nicola Farina, Luigi Felolo, Ippolito Edmondo Ferrario, Giovanni Ferrero, Guido Ferretti, Werner Forner, Patrizia Gavagnin, Paolo Giardelli, Giovanni Meriana, Jacques Giusto E Jacques Guido, Lorenzo Lanteri, Maurice Mauviel, Sara Medica, Roberto Moriani, Sandro Oddo, Paolo Bruno Olindo, Pastorelli di Briga, Nillo Rebaudo, Diego Rossi, Cristina Sala, Annibale Salsa, Sandro Sbarbaro, Giulia Petracco Siccardi, Gabriella Stanchi e Marina Tranchina.
Ebbi anche l’occasione, oltre che come autore di articoli e fotografie, di impaginare i disegni dei molti artisti collaboratori della rivista. Ogni numero era un po’ una nuova emozione man mano che mi arrivavano, tramite il Prof. Massajoli o via mail gli articoli, i disegni e le foto e soprattutto era importante la composizione della copertina che aveva spesso un disegno a tema montanaro/pastorale inviato quasi sempre dalle artiste Elena Pongiglione o Etta Lanza. Altre opere furono inviate da artisti e disegnatrici come Vanda Chiappero, Desana, Paola Fossati, Pola Lodesani, Niccoli, Paola Pastura, Leo Pecchioni, Ivy Pelish, Sara Pettinari, Ilaria Pilastro, Paola Trebini. Altri contributi particolari furono pubblicati da fotografie e/o notizie dal regista Richard Blank o dal climber Mario Nebiolo. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e per un’altra c’era già pronta un’altra foto ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e c’era già pronta un’altra foto, ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme.
La rivista era anche l’occasione per la presentazione di libri sulla cultura alpina in generale e di molti dei lavori per la cultura brigasca che lo impegnarono per anni come ad esempio il Dizionario uscito in diversi volumi. Il nome dato ai “Brigaschi” deriva dalla cittadina di Briga Marittima, ora in Francia, da cui emigrarono molti abitanti per ragioni economiche, politiche e forse religiose, tra il XV e il XVI secolo. La rivista aveva, nei primi numeri le diciture “R Nì D’Áigüra“ e “A Vastéra” Uniun de Tradisiun brigasche con il simbolo della “Rosa dei Pastori” che per i Brigaschi è “A rösa di pastùu”.
E questo un motivo ricorrente, intagliato nei collari delle pecore, nelle scatole per il formaggio e della buonissima toma da pecore brigasche che si può trovare anche ad Albenga, o in rappresentazioni in pietra, come portali, chiese, stipiti. Esso rappresenta probabilmente la ruota del sole ed è considerato di buon augurio. Il simbolo era in uso da anni prima che fosse adottato da un partito nazionale, poiché all’epoca non si pensava a registrare i marchi. I paesi Brigaschi sono 2 in Liguria, entrambi in provincia di Imperia: Realdo (Rêaud), frazione del comune di Triora (fino al 1947 frazione di Briga Marittima) Verdeggia (Vërdegia), frazione del comune di Triora. Essi sono 5 nel Piemonte e tutti in provincia di Cuneo: Briga Alta (Briga Àuta) comune composto delle frazioni di Carnino (Carnin) Upega (Üpëga) Piaggia (A Ciagia) Viozene (Viusèna), ed una frazione del comune di Ormea. Altri sono in Francia: La Brigue (fino al 1947 Briga Marittima, dal 1947 al 1976 La Brigue de Nice, in brigasco Ra Briga, in ligure Briga, in piemontese Briga) inclusa la frazione Morignole (fino al 1947 Morignolo, in brigasco Morignoo). In alcuni numeri comparirà nell’intestazione anche la croce occitana, simbolo di appartenenza dei Brigaschi all’identità occitana e legata alla grande famiglia dell’area franco-piemontese.

Tra i viaggi fatti insieme ricordo quando andammo ad Armo, paese montano dell’Alta Valle Arogna in provincia di Imperia, per un concorso di poesia “Pochi ma boi” e la presentazione della rivista. Seguimmo le attività della giornata come la processione della tradizionale Festa della Madonna e conoscendo molte persone del paese. Ricordo un altro viaggio fatto a Mendatica, in occasione della Transumanza, nel quale feci molte foto durante le manifestazioni tradizionali, che vennero poi pubblicate sulla rivista. Mi parlò infine di questo film in corso a Balestrino (Inkheart La leggenda di cuore d’inchiostro) e per il quale voleva farmi conoscere alcuni dei personaggi coinvolti, visto che la produzione era inglese e sapeva che io avevo lavorato a lungo in Inghilterra. Ma non ci fu il tempo, anche perchè in quel periodo ero impegnato nel mio lavoro fotografico che mi portava a viaggiare spesso nel Levante Ligure.
Per un altro viaggio mi fece scoprire molte delle belle zone della Val Roja, anch’esse piene di intrecci culturali a cavallo di Francia e Italia con le storie di paesi divisi dalla guerra e poi dai trattati che li fecero cambiare in diversi casi, lingua e nazione.
Purtroppo il tempo non ci permise di andare insieme a Realdo, il suo luogo “magico” del quale mi parlava spesso e dove amava trascorrere lunghi periodi di svago e di studio, e nel quale avrebbe voluto farmi da “speciale” guida, dato che io avevo esplorato quei luoghi e che lui aveva saputo farmi appassionare a questo particolare Ponente Ligure, anche se poi il mio libro sarebbe stato per l’altro versante della Liguria nelle “Passeggiate a Levante” e che gli sarebbe comunque piaciuto.
Un giorno mi comunicò che non avremmo più avuto occasione di continuare la rivista insieme e mi dispiacque molto al pensiero di quello che poi avrebbe potuto succedere e me ne rattristai molto. Anche per questo suo entusiasmo che mi aveva ormai contagiato ho continuato ad interessarmi alla ricerca della cultura ligure soprattutto dei monti, percorrendoli per molti chilometri e facendo altre molte conoscenze come avrebbe voluto che io continuassi a fare, anche se non più per la sua bella rivista in Bianco e Nero.

> Descrizione con foto sul Blog di Trucioli

> Link a R Ni d’Aigura I miei articoli Le fotografie (estratto dei 10 anni)

> Link alla 2a parte su Trucioli, Blog della Liguria e Basso Piemonte

Luoghi Abbandonati I FORTI dello SBARRAMENTO di ZUCCARELLO Liguria di Ponente sul Blog di Trucioli

Alcune delle vie di comunicazioni importanti tra la Liguria ed il Piemonte sono quelle che passano attraverso la Val Neva e la Val Pennavàire.
A guardia di questi importanti passaggi vennero costruiti quattro forti: Il FORTE CENTRALE, il FORTE di MONTE ARENA, il FORTE di ROCCA LIVERNA’ ed il FORTE di POGGIO GRANDE.
I forti sono molto interessanti anche come mete di passeggiate e/o escursioni e sono facilmente raggiungibili…

Descrizione con altre foto sul Blog di Trucioli

Il FORTE CENTRALE era il più importante perchè costruito sulla strada che porta da Albenga a Garessio attraverso il Colle di San Bernardo lungo l’Alta Via dei Monti Liguri. Il FORTE CENTRALE è raggiungibile in macchina da Albenga e la strada passa proprio nel mezzo delle mura del forte del quale ad oggi rimangono solo alcuni locali come il corpo di guardia, il ponte sul Neva, un tempo di tipo levatoio, parte del fossato, feritoie… Il resto è stato distrutto per la necessità di far spazio alla grande cava costruita nei pressi.
Da queste parti il generale Massena (protagonista anche dei Forti di Genova…) stabilì il quartier generale per la Battaglia di Loano… Qui nacque e visse la bella Ilaria del Carretto (Zuccarello, 1379 – Lucca, 1405) figlia del marchese di Zuccarello, celebrata in un monumento in bronzo all’ingresso di Zuccarello e in quello famoso di Jacopo della Quercia a Lucca… sempre qui c’è il castello dei Clavesana, passato alla famiglia dei Del Carretto ed in seguito alla Repubblica di Genova. Poco distanti ci sono diverse pareti per arrampicata frequentate da climbers che arrivano da tutta Europa.

Il FORTE di MONTE ARENA rimane sopra il Forte Centrale ed è raggiungibile sia dalla cava sopracitata che da un percorso escursionistico facente parte del Sentiero Liguria. La strada è in parte sterrata ed in parte asfaltata (guidare o camminare con molta attenzione perchè sono entrambe, per lunghi tratti, sopra dei cigli di cava…). e attraversa una bella pineta con sopra i resti di uno dei castelli dei marchesi di Clavesana che porta a Castelbianco ed alle sue frazioni di Vesallo Veravo, Oresine e Colletta. Quest’ultimo era un Luogo abbandonato o Ghost Village a seguito del terremoto del 1887. Qui ebbi l’occasione di fotografare l’ultimo abitante sulla porta dell’attuale locanda. Colletta è stato recuperato e trasformato poi negli anni ’80…’90 in un luogo un all’avanguardia (per allora) nelle comunicazioni a livello abitativo privato e pioniere di quello che è oggi definito Smart Working. Il Borgo è oggi inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Altri percorsi su sentieri portano al forte come gli anelli o sentieri di Monte Arena. Una passeggiata fra storia e natura che, con panorami su due delle valli albenganesi di maggior suggestione, permette di camminare tra i monti del territorio ligure a pochi passi dal mare.
Il forte, di difficile visibilità ad occhio nudo dalle valli circostanti è ormai una struttura difensiva quasi totalmente interrata e fu costruito sul tratto finale della catena montuosa che divide la Val Neva dalla Val Pennavàire. Esso aveva tre piazzole con sei cannoni e due mortai ed è oggi quasi seminascosto dalla vegetazione. Un osservatore attento potrebbe però notare alcuni particolari interessanti come una ciminiera in ferro, una galleria scavata nel terreno, feritoie, tratti di mura seminterrati…
Esso sarebbe composto da un primo piano con 15 stanze collegate tra di loro da un lungo corridoio/cunicolo che si sviluppano per circa 200 m con altri 2 piani sotterranei che però non sono accessibili, interrati perchè probabilmente danneggiati e/o distrutti dai tedeschi in ritirata nel 1945.
Il forte è stato ceduto dal Demanio Militare al Comune di Zuccarello che dovrebbe valorizzarlo ai fini di una fruizione turistica per escursionisti, bikers, e turisti interessati alla storia ed alle bellezze di questi luoghi.

Il FORTE di ROCCA LIVERNA’
La Rocca Livernà è un’elevazione dell’interessante e spettacolare massiccio del Castellermo (o Peso Grande) e sovrasta la Valle Arroscia, la Piana di Albenga, e le valli Pennavaire e Neva. Fu proprio per questa sua posizione che divenne sede di alcune opere militari di difesa ormai in rovina e visitabili liberamente. Il Forte di Rocca Livernà è ragggiungibile da Albenga, sia proseguendo per Arnasco e da qui con una sterrata, oppure o a piedi da Albenga per il caratteristico borgo medievale di Conscente, frazione di Cisano sul Neva, con il suo castello del XV secolo e situato presso la confluenza dei torrenti Neva e Pennavàire.
Al forte si può arrivare anche percorrendo una comoda ed antica mulattiera di costruzione militare ed anche eventuali sentieri di collegamento per una salita più rapida.
La rocca si affaccia sulla Val Pennavàire proprio di fronte alla già citata cava del monte Arena. All’arrivo si supera una garitta in pietre a secco e dopo un tratto che costeggia un fossato si arriva all’entrata della Batteria di Rocca Livernà (482 m). La fortificazione fu costruiita tra il 1881 e il 1897 sulle rovine di un preesistente castello; era composta da cinque piazzole per artiglieria per due cannoni, comprendendo anche un livello inferiore che collega tra di loro altri locali. All’interno del forte è possibile usufruire di un’area picnic. Proseguendo lungo un sentiero militare si arriva sulla vetta della Rocca Livernà (553 m).
Essa venne costruita come struttura di appoggio e protezione del fondovalle col compito di impedire eventuali attacchi verso il Piemonte attraverso il Colle di San Bernardo di Garessio. In realtà questa costruzione, così come tutte le altre simili erette nel Ponente Ligure come ad esempio nell’area del Colle di Nava o in quella del Colle del Melogno, non fu interessata da episodi bellici di rilievo poichè nel frattempo l’evoluzione delle tecniche militari tra fine ‘800 e inizio ‘900 le resero obsolete poco tempo dopo dalla loro messa in servizio, nonostante il grosso impegno di spesa di denaro pubblico per la loro costruzione.

Il FORTE di POGGIO GRANDE.
Il Poggio Grande (813m s.l.m.) è raggiungibile in macchina fino al Santuario di Balestrino e poi con un tratto a piedi oppure con escursioni da Balestrino, Cisano sul Neva, da Peagna di Ceriale, ed altri percorsi.
La pianta della struttura è poligonale, ed è parzialmente interrata e circondata da un fossato rivestito di muri a scarpata e con le postazioni per l’artiglieria separate ricoperte da un manto erboso. Il forte è al centro della spianata. La facciata si presenta con archi in cotto agli ingressi dei locali dove, in alcuni casi, sono ancora visibili le scritte delle destinazioni d’uso originali. La costruzione del forte venne terminata nel 1897 e dalla posizione dominante sulla sommità di Poggio Grande (detto anche dei “Due Fratelli”), su tutte le valli circostanti aveva il compito principale di proteggere da eventuali attacchi di eventuali nemici dal mare. Da qui nelle giornate limpide è possibile vedere anche i monti della Corsica. La costruzione è imponente e si può comprenderne appieno la grandezza percorrendo la zona perimetrale sommitale e, considerata la posizione dominante, capirne l’importanza strategica.
Il santuario di Balestrino è meta di numerosi pellegrinaggi e venne costruito a seguito delle testimonianze di Caterina Richero, abitante in una delle frazioni, sull’Apparizione della Madonna il 5 ottobre 1949 all’età di nove anni, che sarebbe apparsa sulla vetta del Monte Croce. Attualmente è in corso la costruzione di un edificio più grande, onde ricevere il sempre maggior numero di pellegrini provenienti anche dall’estero. Nei sentieri intorno che portano al mare anche dal Monte Acuto (748m s.l.m.) ci sono ampi prati-pascoli con alcune caselle dei pastori molto ben conservate perchè fino a non moltissimi anni fa questo era anche un percorso di transumanza del bestiame che veniva portato a valle a Ceriale e ad Albenga nel periodo invernale.
Il forte è stato oggetto di una ristrutturazione parziale per farne una sede a fini escursionistici e per corsi ambientali. Del forte è ancora visibile l’insegna principale con il nome e, verso sera è possibile incontrare molti animali del bosco che risalgono dai luoghi di abbeverata dai torrenti o corsi d’acqua dalle vallate circostanti.

NOTA IMPORTANTE: questi forti, 3 dei quali in località abbastanza isolate, presentano, in alcuni casi, locali spesso in posizioni precarie. Prestare sempre molta attenzione nei percorsi principali e limitrofi. Non entrare da soli nei locali che potrebbero presentare – accessibii e non di proprietà privata – e informare sempre una persona di fiducia sui percorsi o mete scelte. Informarsi eventualmente anche presso le istituzioni di competenza dei luoghi citati, presenti anche sul web, per eventuali problematiche di accesso alle strade e/o ai siti.

Alcune note e info storiche da:
“Passeggiate a Ponente” di Giancarlo Ascoli e Ferdinanda Fantini ed. Blu, Torino 2007.
Alcuni siti istituzionali delle località citate.
wikipedia.org
luoghiabbandonati.it

A MOMENTARY LAPSE OF LIGURIA da PONTE MORANDI a PONTE SAN GIORGIO di Genova by Enrico Pelos

Riprese TimeLapse del ponte sul Polcevera dal passaggio ad ex Ponte Morandi al nuovo Ponte San Giorgio di Genova. Un pensiero a pochi giorni dall’Anniversario della Tragedia…

Itinerario Liguria PEAGNA DI CERIALE Rassegna dei Libri di Liguria lungo La Via Iulia Augusta sul Blog di Trucioli

Peagna è un piccolo borgo sulle alture di Ceriale in provincia di Savona. Passava da queste parti l’itinerario dell’Antica Via Iulia Augusta. Fu lungo questa strada che i romani proseguirono per il loro trionfale cammino di conquista verso le Gallie e la Spagna…
Anni fa era ancora possibile trovare qualche contadino, a cui, chiedendo della storia della zona, raccontasse che ancora capitava di trovare qualche rudere o piccoli reperti a testimonianza del loro passaggio…
Ed è del 2014 la ricorrenza del Bimillenario della sua costruzione, essendo essa stata iniziata tra il 12 e il 14 a.C. L’imperatore era allora Giulio Cesare Ottaviano Augusto e da lui prese il nome la strada che volle costruire per collegare Piacenza ad Arles… e la sua apertura fu possibile perchè i romani avevano conquistato le Alpi Marittime e vinto le temibili, anche per loro, tribù dei Liguri.
Il nome di Peagna sembra derivi proprio dalla sua posizione lungo l’antico percorso perchè ha origine da “peda mea” ovvero transito, passaggio o guado. Poco lontano dal centro della frazione c’è l’antica fonte Anthia e secondo la tradizione il borgo accolse gli abitanti della vicina frazione di Capriolo che dovettero fuggire, nel tardo medioevo, per un’invasione di formiche rosse (la stessa sorte toccò all’antico nucleo nascente dell’odierna Alassio sempre lungo il percorso della ‘antica Via Iulia Augusta).
Dopo la chiusura dell’unico negozio la frazione, che è raggiungibile da Ceriale in pochi minuti, sembrava destinata ad un declino che avrebbe potuto farla diventare uno dei Luoghi Abbandonati del nostro entroterra. Fortunatamente la vicinanza al mare, i terreni circostanti utilizzati a coltivazione, la quiete ed il silenzio del paesaggio circostante, fecero in modo che, a poco a poco, venisse “riscoperta” da molte persone.

Uno degli antichi edifici è utilizzato come sede dell’Associazione degli “Amici di Peagna” che cura La “Rassegna dei libri” nella Casa Girardenghi. La rassegna, con mostre e serate culturali a tema, aveva molti ospiti interessanti e spesso anche famosi, che la fecero conoscere sempre più in ambito regionale, nazionale ed internazionale. Molte case sono state restaurate, sono stati costruiti un parcheggio ed un luogo per rappresentazioni teatrali all’aperto.
La chiesa parrocchiale restaurata durante i 60 anni da parroco di don Fiorenzo Gerini (l’antica chiesa dedicata a S. Giovanni Battista è atigua) con la sua bella facciata dà sulla piazzetta pedonalizzata. Uno dei vecchi frantoi è diventato un B&B e lo spazio delle serate culturali è oggi diventato l’Auditorium dedicato all’amico Gianfranco Ascoli che per anni, insieme alla moglie Ferdinanda Fantini, fu uno dei promotori più attivi di tutte le manifestazioni culturali del borgo; insieme al Presidente Prof. Franco Gallea (vera memoria storica della Liguria ma non solo…), all’allora Vicepresidente Craviotto, molti altri e patrocinata dal Comune di Ceriale. Quanto tempo è passato da quelle serate insieme. Le prime volte ci andai anche con mio cognato Giovanni che pensava proprio di venire ad abitare nel borgo. In una delle serate, quella del 2003 feci una mostra fotografica con una presentazione multimediale (una novità per allora) ed alcuni interventi insieme all’amico scrittore Ippolito Edmondo Ferrario che più tardi mi avrebbe ben descritto come il fotografo “Selvadego” dei monti liguri nel suo bel romanzo “Miracolo a Castelvecchio di Rocca Barbena”.

Le case e le stradine di Peagna sono quasi tutte pedonali e tutto è tranquillo e tipicamente caratteristico del borgo ligure, con le sue creuze con panorami sul mare da prestarsi bene come set di un film.
È possibile la visita anche di un museo di importanti reperti fossili trovati nel vicino Rio Torsero. La frazione fu anche interessata dalle invasioni dei Saraceni ed ogni anno la Sagra dei Turchi è uno degli avvenimenti principali a ricordo di quei fatti antichi.

Peagna è interessante anche per gli amanti di escursioni, e trekking in quanto è un ottimo punto di partenza per delle belle passeggiate di interesse storico, paesaggistico ed ambientale come ad esempio, la più bella a mio parere, che porta al Santuario di Monte Croce o di Balestrino, dove narrano le cronache, apparve la Madonna, e dalla quale si può godere della vista panoramica sull’antico borgo abbandonato e volendo proseguire, che porta poi al forte di Poggio Grande, un tempo oggetto di parziale restauro ma oggi, de facto, un Luogo Abbandonato dove però verso sera è possibile incontrare la fauna dei boschi composta da agili e fuggenti caprioli. Altra passeggiata interessante è quella che porta alla Valle del Rio Ibà.
Consiglio di andare a Peagna al tramonto perchè il crepuscolo rende il luogo più suggestivo e dalle immediate alture si può avere un panorama unico verso l’isola Gallinara e sui monti circostanti.
Altre info sul blog di Trucioli

La strada aperta dai romani per le Gallie e la Penisola Iberica

Buona lettura e visione da un Socio Onorario degli “Amici di Peagna” e creatore del primo sito web della “Rassegna dei Libri di Liguria” (design & online per oltre 10 anni…)

Luoghi Abbandonati A PROPOSITO DI ITALIA CAMPIONE D’EUROPA 2020… LA PUERTA DEL SOL DI ALASSIO QUANDO NEL 1982 LO FURONO DEL MONDO sul Blog di Trucioli

A proposito di celebrazioni calcistiche, visto l’eccellente risultato degli Azzurri guidati dal Mancini allenatore dei Campioni d’Europa, non possono non venire alla mente anche i Campioni mondiali del 1982 di Bearzot.

Fu proprio all’“Hotel Restaurant” Puerta del Sol di Alassio andarono in ritiro, prima di partire per il più importante torneo calcistico del mondo. Questo bel grande complesso è stato poi abbandonato e in queste foto si vedono
alcuni degli aspetti del degrado negli anni…Le costruzioni con le loro particolarità architettoniche e paesaggistiche sono particolarmente affascinanti… e già si narra di qualche leggenda del fantasma di una bambina che sarebbe caduta…
che si aggirerebbe tra le varie stanze degli edifici con i profili merlati del complesso… all’imbrunire o in piena notte quando, con la luna piena le terrazze con quel che resta delle vetrate riflettono i raggi lunari che si prolungano sul mare…
Vai al link di trucioli.it per il testo completo e altre foto…

Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri LE ALPI LIGURI E LE SUE BELLEZZE NASCOSTE sul blog di Trucioli

Dal Blog coordinato dal bravo giornalista Luciano Corrado: “Il parco naturale regionale delle Alpi Liguri compie un altro passo per ottenere la Carta Europea per il turismo sostenibile nelle aree protette, la certificazione permette agli Enti gestori delle aree protette europee di ottenere e certificare una migliore gestione del territorio nell’ottica di un turismo sostenibile”. vai al link di trucioli.it per il testo completo e altre foto…

Le cascate dell’Arroscia in versione primaverile con acqua abbondante per lo sciogliersi delle nevi…
I monti Toraggio e Pietravecchia
Il forte “abbandonato” Bellarasco al Col di Nava.
La gola delle Fascette
La Festa della Transumanza a Mendatica
L’allevatore di Pecore Brigasche Lo Manto
Il monte Saccarello, il più alto dell’Alta Via dei Monti Liguri e della Liguria con i suoi 2200 m s.l.m.

Il monte Saccarello con la statua del Redentore

Montegrosso Pian latte
Realdo paese Brigasco e vero Nido d’Aquila
Triora

Montegrosso Pian Latte, alcune delle persone volontarie che organizzano la bella sagra annuale con i personaggi tipici a grandezza naturale.

La striscia di strada sterrata che porta alle malghe nei pressi del Colle del Garezzo.
Le cascate dell’Arroscia in versione invernale.

Luoghi Abbandonati POILAROCCA PAESE ABBANDONATO sul blog di Trucioli lungo l’Alta Via dei Monti Liguri

Poilarocca, uno dei più affascinanti Luoghi Abbandonati e Ghost Village della Liguria di Ponente sull’interessante blog di Trucioli.it … e ci fu un tempo che aveva tante case, stradine, fontane, la chiesetta e il forno. Un reportage con Notizie e fotografie dalla località di Mamma Maria che qui visse fino a 104 anni e che fino a 97 non aveva avuto bisogno di un medico curandosi solamente con le erbe selvatiche del bosco… Vita e tradizioni d’altri tempi. … L’attività principale era la pastorizia che si svolgeva a 1400 m e fin su tra le malghe dei monti lungo l’Alta Via dei Monti Liguri… da Mendatica e su al monte Frontè e al monte Saccarello… con viste e paesaggi fino al Mar Ligure… ma era anche molto attiva lavorazione della terra per avere segale, grano, patate, rape… la raccolta di funghi e castagne…

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Luoghi Abbandonati CA’ DI FERRE’ E S. ANNA ALLE TAGLIATE – eMail a Trucioli

Una lettera pubblicata dall’interessante blog di Trucioli.it relativa ad un articolo di Danilo Bruno che ringrazio e con l’Appello al salvataggio di molti dei borghi antichi spesso diventati luoghi abbandonati ma che in molti casi potrebbero ancora oggi essere recuperati…

CA’ DI FERRÈ LA CHIESA
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CA’ DI FERRÈ LA CHIESA
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S.ANNA ALLE TAGLIATE LA CHIESA
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Passeggiate a Levante Luoghi Abbandonati SIESTRI DI NEIRONE citato da Dante nella Divina Commedia

“Intra Sïestri e Chiaveri s’adima una fiumana bella”… inizia così la terzina in cui Dante Alighieri racconta l’incontro con Papa Adriano V dei Fieschi, nel XIX canto del Purgatorio. Siestri di Neirone è stata riconosciuta dall’Accademia della Crusca come il luogo di passaggio (o perlomeno di ispirazione forse dalle informazioni dalla nipote di Adriano, Alagia Fieschi, di cui era stato ospite)… della terzina del Sommo Poeta…
Oggi è uno dei Luoghi Abbandonati delle Passeggiate a Levante della Liguria lungo l’Itinerario dei Feudi Fliscani della Fontanabuona…
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“Intra Sïestri and Chiaveri, a beautiful stream begins” … thus begins the triplet in which Dante Alighieri tells of his meeting with Pope Adriano V dei Fieschi, in the nineteenth canto of Purgatory. Siestri of Neirone was recognized by the Accademia della Crusca as the place of passage (or at least perhaps inspired by information from Adriano’s granddaughter, Alagia Fieschi, of whom he had been a guest) … of the tercet of the Supreme Poet …
Today it is one of the Abandoned Places of the Walks to the East of Liguria along the Itinerary of the Feudi Fliscani della Fontanabuona …
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Passeggiate a Levante ORA ANCHE EBOOK

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passeggiate a levante NARCISI AL PIAN DELLA CAVALLA nel Parco dell’Antola 21 5 2021

Oggi passeggiata #13 alla fioritura dei Narcisi al Pian della Cavalla nel Parco dell’Antola. Fiori non molti, temperatura 6…9, gr a tratti soleggiato, con forte vento per tutto il giorno…

Passeggiate a Levante ITINERARI AL TRAMONTO VERSO LA SERA… VERSO LA NOTTE

Le passeggiate iniziate con la nebbia dell’alba e proseguite nelle giornate con i forti, i luoghi e i paesi abbandonati, itinerari sui monti e sulle coste… stanno per terminare e siamo arrivati al tramonto, alla sera… alla notte…

1 passeggiate a levante della liguria #22 percorrere i sentieri per vedere i tramonti sulle chiesette dei monti LUNGO L’ISC Itinerario Storico Colombiano
2 passeggiate a levante della liguria #45 percorrere i sentieri per vedere e vivere la sera sul mare a Tellaro…
3 passeggiate a levante della liguria # percorrere i sentieri per fotografare la notte sul paesino più pittoresco della Liguria – quando c’è la neve – … il presepe nel presepe di Pentema…

… e così finiscono le Passeggiate a Levante fotografiche … per il momento… forse…

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Passeggiate a Levante ITINERARI AL TRAMONTO…

Le passeggiate iniziate con la nebbia dell’alba e proseguite nelle giornate con i forti, i luoghi e i paesi abbandonati, itinerari sui monti e sulle coste… stanno per terminare e siamo arrivati al tramonto… ad alcuni dei migliori tramonti…

1 Passeggiata a levante #15…tramonto sul lago del Brugneto dai monti della Valbrevenna…
2) Il sole sta per tramontare… sull’Alta Via dei Monti Liguri… nei pressi del monta Alpesisa…sul lago di Val Noci…
3 Tramonto sul mare da alcuni dei luoghi abbandonati dei manufatti bellici…

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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI ABBANDONATI… BORGHI ABBANDONATI.. PAESI ABBANDONATI… OGGI MUTI TESTIMONI DI UN VIVERE ANTICO VI

Itinerari che passano vicini a luoghi, frazioni, borghi e paesi abbandonati…

1 …in mezzo ai boschi…
2 …in mezzo ai boschi…
3 …in mezzo ai boschi…

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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI ABBANDONATI… BORGHI ABBANDONATI.. PAESI ABBANDONATI… OGGI MUTI TESTIMONI DI UN VIVERE ANTICO V

Itinerari che passano vicini a luoghi, frazioni, borghi e paesi abbandonati…

1 …in mezzo ai boschi…
…in mezzo ai boschi con gli sfondi dei monti innevati…
3 … con quello che resta di una casa abbandonata ad Arena…

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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI ABBANDONATI… BORGHI ABBANDONATI.. PAESI ABBANDONATI… OGGI MUTI TESTIMONI DI UN VIVERE ANTICO IV

Itinerari che passano vicini a luoghi, frazioni, borghi e paesi abbandonati…

1 …Come in Val Noci… con le piante che si stanno riappropriando del territorio…
…Come in Val Noci… con i tavoli da picnic…
3 … con quello che resta di una cucina abbandonata neanche tanti anni fa… come si può vedere dalla tipologia degli elettrodomestici…

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Passeggiate a Levante della Liguria FORTI DI GENOVA II…

Itinerari fotografici… tra i forti di Genova…

1 Percorrere i sentieri di monte per arrivare ad una visione panoramica che comprende diversi forti di Genova… sullo sfondo il Santuario della Madonna della Guardia…
Percorrere i sentieri di monte per arrivare al Forte Puin… esso fu costruito intorno al 1815… fu a lungo abbandonato e poi affittato ad un privato che lo tenne per venti anni restaurandolo…
3 Il Forte Diamante sul monte omonimo (667 s.l.m.) è forse il più bello da raggiungere, tra quelli nelle immediate vicinanze di Genova (in realtà il forte è nel comune di Sant’Olcese), sulla panoramica ma ripida serpentina dal sentiero che parte dal Righi, (passa da queste parti la RigAntoCa con i suoi runners…) o dalla salita di Trensaco (anche con il trenino di Casella) o ancora dal sentiero AQ1 dell’Acquedotto Storico Genovese… Esso fu eretto tra il 1756 e il 1758 a difesa dell città insieme ai forti Fratello Maggiore, Fratello Minore, Puin, e Sperone… Fu da queste parti che venne ferito ad una gamba il poeta e capitano Ugo Foscolo negli scontri tra austriaci e francesi nel 1800…

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Passeggiate a Levante della Liguria FORTI DI GENOVA I E CASTELLI…

Itinerari… tra i forti di Genova… i suoi castelli…

1 Il Forte Diamante sul monte omonimo (667 s.l.m.) è forse il più bello da raggiungere, tra quelli nelle immediate vicinanze di Genova (in realtà il forte è nel comune di Sant’Olcese), sulla panoramica ma ripida serpentina dal sentiero che parte dal Righi, (passa da queste parti la RigAntoCa con i suoi runners…) o dalla salita di Trensaco (anche con il trenino di Casella) o ancora dal sentiero AQ1 dell’Acquedotto Storico Genovese… Esso fu eretto tra il 1756 e il 1758 a difesa dell città insieme ai forti Fratello Maggiore, Fratello Minore, Puin, e Sperone… Fu da queste parti che venne ferito ad una gamba il poeta e capitano Ugo Foscolo negli scontri tra austriaci e francesi nel 1800…
2 Percorrere i sentieri di monte per arrivare al Forte Geremia (806 m s.l.m.) sull’omonimo Bric a Masone lungo l’Alta Via dei Monti Liguri… Esso fu una fortezza militare del XIX secolo…
3 Percorrere i sentieri di monte per arrivare all’impervio quanto singolare e affascinate Castello della Pietra di Vobbia… nel Parco naturale regionale dell’Antola è oggi inserito nella lista dei monumenti nazionali italiani…

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Passeggiate a Levante della Liguria ITINERARI INCONTRI PERSONE…

Itinerari… incontri… persone…

1 Percorrere i sentieri di monte con le loro sorgenti…
2 Percorrere i sentieri di monte e gli incontri con la sapiente cultura del lavoro nei campi…
3 Percorrere i sentieri di monte e gli incontri con la sapiente cultura del lavoro nei campi… del lavoro della terra……

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Passeggiate a Levante della Liguria ITINERARI NATURALISTICI E RELIGIOSI…

Itinerari naturalistici… e religiosi…

1 Passeggiata a Levante della Liguria #11 e #12 al monte Antola… alla croce… alla cappella… al rifugio… La cappella ha la sua festa il 25 giugno, giorno dell’inaugurazione, e si popola di persone che arrivano a piedi da tutte le valli vicine…
2 Passeggiata a Levante della Liguria #7 L’aquila del CAI sul monte Reale sopra Ronco Scrivia sembra spiccare il volo su tutta la valle… Essa è proprio vicino al Santuario di N.S. di Loreto costruito nel 1858. Al suo fianco c’è anche un locale rifugio per gli escursionisti…
3 Passeggiata a Levante della Liguria # La croce sulla vetta della Biurca Nord che sovrasta il bivacco “Città di Busalla” sul versante est della Biurca alle Rocche del Reopasso… da Crocefieschi…

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Passeggiate a Levante della Liguria GLI ITINERARI NATURALISTICI…

Itinerari naturalistici… geologici…

Passeggiata a Levante della Liguria # «Chiunque sale i monti con le proprie forze è un alpinista sia che cammini sui sentieri che percorra le vie ferrate o che scali le più ardue pareti» (Reinhold Messner)… Lo sperone di roccia con le strane sembianze… alle Rocche del Reopasso da Crocefieschi…
Passeggiata a Levante della Liguria # Conformazioni geologiche lungo l’Anello della Val Gargassa…
Passeggiata a Levante della Liguria # Conformazioni geologiche lungo l’Anello della Val Gargassa…

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Passeggiate a Levante ITINERARI NEI LUOGHI ABBANDONATI E PAESI ABBANDONATI OGGI MUTI TESTIMONI DI UN VIVERE ANTICO III

Itinerari che passano vicini a luoghi ormai abbandonati… come bunker … manufatti bellici… postazioni dismesse della Marina Militare…

Escursione sul Monte di Portofino… Uno dei bunkers in spesso cemento armato… “ricordo” abbandonato – da oltre 70 anni ormai – dall’Esercito Tedesco della Seconda Guerra Mondiale…
Itinerario verso un manufatto bellico abbandonato… con vista mare… in attesa del tramonto… e il calar della sera…
Verso quello che resta di una delle postazioni di avvistamento delle 5 Terre… dismessa e abbandonata da tempo dalla Marina Militare Italiana…

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