10 anni Anniversario della scomparsa del Prof. Pierleone Massajoli, un grande amico e studioso della comunità brigasca e della cultura dei monti del Ponente della Liguria. Sul blog di Trucioli (1a parte + link alla 2a parte)

È ormai prossimo l’anniversario dei 10 anni († 20 10 2011) dell’assenza del Prof. Pierleone Massajoli. Torinese, ma ligure d’adozione, fu studioso e grande conoscitore soprattutto della cultura della terra brigasca. Egli però non fu solo questo perchè, tra i molti interessi, si occupò di cultura e antropologia Americana e India, ed anche di culture di stati singoli come Jugoslavia e Sardegna.
Mi fa quindi piacere tracciare un ricordo del tempo, 10 anni circa, nei quali ho avuto il piacere di conoscere lui e la sua famiglia e l’onore di collaborare con lui alla redazione della rivista R’ Ni d’Aigura (“Il nido d’aquila”, rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Marittime, Montane e dell’Appenino Ligure fondata nel 1983) e all’attività dell’omonima omonima Associazione Culturale.


Ricordo come fosse ieri quando, una sera del 1998, gli telefonai chiedendogli se gli avrebbe fatto piacere pubblicare sulla sua rivista alcune mie foto di un viaggio a Triora, Realdo, Verdeggia e della mia escursione a piedi fino alle cime del Monte Saccarello nell’ambito del mio progetto fotografico “Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri” (che verrà poi pubblicato sulla guida ufficiale della Camera di Commerico di Genova).

La permanenza a Triora e Realdo mi aveva fatto conoscere posti unici e affascinanti ed anche scoprire una rivista che si occupava di queste zone. Ebbi quindi l’occasione di leggerne un numero e la mia attenzione venne subito attirata dalla semplice grafica in bianco e nero e dalla tipologia ddegli articoli, molti dei quali mi permisero di conoscere a fondo la cultura e le zone che stavo attraversando ed impararne la loro storia.
Egli ne fu entusiasta e mi propose subito di collaborare al Centro Studi della Rivista, se l’avessi gradito, con mie fotografie ed articoli e ringraziandomi per la disponibilità.
Io mi misi a disposizione dedicando una parte del mio tempo, quando libero da impegni, e da allora ci siamo incontrati molte volte sia per qualche gita insieme, sia per impostare gli articoli per la redazione della rivista in quanto, avendo egli saputo che lavoravo nel campo informatico e grafico, gli avrebbe fatto piacere che la riorganizzassi, in chiave un po’ più moderna, sempre restando con la stampa rigorosamente in Bianco e Nero come ormai si erano abituati i molti affezionati lettori. Ed infatti, oltre che alla rivista mi dedicai anche alla realizzazione di un sito (le cui pagine sono ormai oggetto da archivio e con una parte di esso ancora visibile al link con https://web.archive.org/web/20091121010734/http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htm# ) e di un blog ( https://rnidaigura.blogspot.com/ ) sempre con l’attenzione di accrescere l’interesse per la rivista ed a supporto dell’attività editoriale e promozionale della stessa.

Ebbi così l’occasione di entrare in contatto con molti poeti e scrittori, storici, disegnatori e fotografi, famosi sia a livello ligure ma anche nazionale ed internazionale. Furono molti gli Autori e le Autrici che contribuirono alla rivista nel corso degli anni, ebbi l’occasione di conoscerne diversi di persona e con alcuni di essi di avere anche il piacere della loro amicizia. Molti interessanti articoli furono pubblicati, come ad esempio di (in ordine alfabetico e mi scuso se ne ho dimenticato qualcuno): Mauro Balma, Werner Bätzing, Maria Antonietta Beringheli, Attilio Giuseppe Boano, Paola Boschieri, Caterina Bottero Marro, Massimo Brizzolara, Enrico Calzolari, Giorgio Casanova, Marco Cassioli, Fabio Costa, Nicola Farina, Luigi Felolo, Ippolito Edmondo Ferrario, Giovanni Ferrero, Guido Ferretti, Werner Forner, Patrizia Gavagnin, Paolo Giardelli, Giovanni Meriana, Jacques Giusto E Jacques Guido, Lorenzo Lanteri, Maurice Mauviel, Sara Medica, Roberto Moriani, Sandro Oddo, Paolo Bruno Olindo, Pastorelli di Briga, Nillo Rebaudo, Diego Rossi, Cristina Sala, Annibale Salsa, Sandro Sbarbaro, Giulia Petracco Siccardi, Gabriella Stanchi e Marina Tranchina.
Ebbi anche l’occasione, oltre che come autore di articoli e fotografie, di impaginare i disegni dei molti artisti collaboratori della rivista. Ogni numero era un po’ una nuova emozione man mano che mi arrivavano, tramite il Prof. Massajoli o via mail gli articoli, i disegni e le foto e soprattutto era importante la composizione della copertina che aveva spesso un disegno a tema montanaro/pastorale inviato quasi sempre dalle artiste Elena Pongiglione o Etta Lanza. Altre opere furono inviate da artisti e disegnatrici come Vanda Chiappero, Desana, Paola Fossati, Pola Lodesani, Niccoli, Paola Pastura, Leo Pecchioni, Ivy Pelish, Sara Pettinari, Ilaria Pilastro, Paola Trebini. Altri contributi particolari furono pubblicati da fotografie e/o notizie dal regista Richard Blank o dal climber Mario Nebiolo. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e per un’altra c’era già pronta un’altra foto ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme. Solo in un’occasione venne pubblicata in copertina una fotografia e c’era già pronta un’altra foto, ma non ci fu più il tempo per un nuovo numero insieme.
La rivista era anche l’occasione per la presentazione di libri sulla cultura alpina in generale e di molti dei lavori per la cultura brigasca che lo impegnarono per anni come ad esempio il Dizionario uscito in diversi volumi. Il nome dato ai “Brigaschi” deriva dalla cittadina di Briga Marittima, ora in Francia, da cui emigrarono molti abitanti per ragioni economiche, politiche e forse religiose, tra il XV e il XVI secolo. La rivista aveva, nei primi numeri le diciture “R Nì D’Áigüra“ e “A Vastéra” Uniun de Tradisiun brigasche con il simbolo della “Rosa dei Pastori” che per i Brigaschi è “A rösa di pastùu”.
E questo un motivo ricorrente, intagliato nei collari delle pecore, nelle scatole per il formaggio e della buonissima toma da pecore brigasche che si può trovare anche ad Albenga, o in rappresentazioni in pietra, come portali, chiese, stipiti. Esso rappresenta probabilmente la ruota del sole ed è considerato di buon augurio. Il simbolo era in uso da anni prima che fosse adottato da un partito nazionale, poiché all’epoca non si pensava a registrare i marchi. I paesi Brigaschi sono 2 in Liguria, entrambi in provincia di Imperia: Realdo (Rêaud), frazione del comune di Triora (fino al 1947 frazione di Briga Marittima) Verdeggia (Vërdegia), frazione del comune di Triora. Essi sono 5 nel Piemonte e tutti in provincia di Cuneo: Briga Alta (Briga Àuta) comune composto delle frazioni di Carnino (Carnin) Upega (Üpëga) Piaggia (A Ciagia) Viozene (Viusèna), ed una frazione del comune di Ormea. Altri sono in Francia: La Brigue (fino al 1947 Briga Marittima, dal 1947 al 1976 La Brigue de Nice, in brigasco Ra Briga, in ligure Briga, in piemontese Briga) inclusa la frazione Morignole (fino al 1947 Morignolo, in brigasco Morignoo). In alcuni numeri comparirà nell’intestazione anche la croce occitana, simbolo di appartenenza dei Brigaschi all’identità occitana e legata alla grande famiglia dell’area franco-piemontese.

Tra i viaggi fatti insieme ricordo quando andammo ad Armo, paese montano dell’Alta Valle Arogna in provincia di Imperia, per un concorso di poesia “Pochi ma boi” e la presentazione della rivista. Seguimmo le attività della giornata come la processione della tradizionale Festa della Madonna e conoscendo molte persone del paese. Ricordo un altro viaggio fatto a Mendatica, in occasione della Transumanza, nel quale feci molte foto durante le manifestazioni tradizionali, che vennero poi pubblicate sulla rivista. Mi parlò infine di questo film in corso a Balestrino (Inkheart La leggenda di cuore d’inchiostro) e per il quale voleva farmi conoscere alcuni dei personaggi coinvolti, visto che la produzione era inglese e sapeva che io avevo lavorato a lungo in Inghilterra. Ma non ci fu il tempo, anche perchè in quel periodo ero impegnato nel mio lavoro fotografico che mi portava a viaggiare spesso nel Levante Ligure.
Per un altro viaggio mi fece scoprire molte delle belle zone della Val Roja, anch’esse piene di intrecci culturali a cavallo di Francia e Italia con le storie di paesi divisi dalla guerra e poi dai trattati che li fecero cambiare in diversi casi, lingua e nazione.
Purtroppo il tempo non ci permise di andare insieme a Realdo, il suo luogo “magico” del quale mi parlava spesso e dove amava trascorrere lunghi periodi di svago e di studio, e nel quale avrebbe voluto farmi da “speciale” guida, dato che io avevo esplorato quei luoghi e che lui aveva saputo farmi appassionare a questo particolare Ponente Ligure, anche se poi il mio libro sarebbe stato per l’altro versante della Liguria nelle “Passeggiate a Levante” e che gli sarebbe comunque piaciuto.
Un giorno mi comunicò che non avremmo più avuto occasione di continuare la rivista insieme e mi dispiacque molto al pensiero di quello che poi avrebbe potuto succedere e me ne rattristai molto. Anche per questo suo entusiasmo che mi aveva ormai contagiato ho continuato ad interessarmi alla ricerca della cultura ligure soprattutto dei monti, percorrendoli per molti chilometri e facendo altre molte conoscenze come avrebbe voluto che io continuassi a fare, anche se non più per la sua bella rivista in Bianco e Nero.

> Descrizione con foto sul Blog di Trucioli

> Link a R Ni d’Aigura I miei articoli Le fotografie (estratto dei 10 anni)

> Link alla 2a parte su Trucioli, Blog della Liguria e Basso Piemonte

Luoghi Abbandonati L’ABBAZIA DI CASSINELLE CON L’ANTICA CRIPTA

Antichissima abbazia abbandonata, con cripta, risalente al 1300…

L’antica abbazia appartenne un tempo alla potente famiglia dei Fieschi, poi passò ai Grimaldi che ancora regnano a Monaco di Montecarlo…. La particolare cripta di famiglia ha resistito nei secoli… silenziosa e misteriosa circondata dall’alone di qualche leggenda… in questo posto… lontano da centri abitati… Un tempo…

A very ancient abandoned abbey, with crypt and documents that go back to 1300…
A nice walk in the Genoese inland reachable from Sestri Ponente or from a path that descends in the thick woods of chestnut and oak trees.
The ancient abbey once belonged to the powerful Fieschi family, then passed to the Grimaldis who still reign in Monaco di Montecarlo ….
The particular family crypt has endured over the centuries … silent and mysterious with the allure of some legend … in this place… far from the center inhabited … Once …

LUOGHI ABBANDONATI – ABANDONED PLACES

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#LuoghiAbbandonati #AbandonedPlaces #passeggiatealevante #EnricoPelos #Zoagli #Tigullio #PaesiAbbandonati #AbandonedVillages #BorghiAbbandonati #FrazioniAbbandonate #GhostTowns #Urbex #Rurex

Staglieno… but not only…. COMMONWEALTH WAR GRAVES JP Shorthall

The Grave of the Young Corporal J. P. Shortall who sacrificed his young life – at age of 24 – for Italy on the 30th September 1943.

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Passeggiate a Levante PETER HOOK DEI JOY DIVISION, che uso’ foto di Staglieno nei suoi dischi, SUONERA’ A GENOVA…

joy division a staglieno

#PeterHook, bassista fondatore di #JoyDivision e New Order, suonera’ a #Genova il 12 ai #MagazzinidelCotone.
Nella copertina di #Closer …. “Love will tear us apart”  foto di #PeterSaville e #BernardPierreWolff
Insieme agli “Art of Noise” utilizzarono foto delle statue di Staglieno per copertine dei loro dischi come descritto a pagina 63 di “Passeggiate a Levante”…

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Luoghi Abbandonati ABBAZIA DI CASSINELLE

Antichissima abbazia abbandonata, con cripta, risalente al 1300…

LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

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LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

LUOGHI ABBANDONATI - ABANDONED PLACES

A very ancient abandoned abbey, with crypt and documents that go back to 1300…

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STAGLIENO … but not only… CIMITERO CEREGHINO VALDESE Favale di Malvaro in Fontanabuona

A volte, percorrendo il Levante della Liguria (e in alcune foto, sullo sfondo, passa l’Alta Via dei Monti Liguri),, si arriva in posti particolari come un piccolissimo e semplice cimitero abbandonato, con una storia molto interessante. Siamo nei pressi di Favale di Malvaro e qui potete conoscere la storia travagliata della famiglia dei Cereghino, contadini e cantastorie della seconda metà del 1800 e dei problemi che ebbero con la comunità cattolica di Favale di Malvaro.

LIGURIA CEMETERIES ... but not only...

LIGURIA CEMETERIES ... but not only...

Il luogo ha consegnato questa famiglia alla storia anche perchè narra dell’amore tra Giuseppe Cereghino e Caterina Costa. Siccome non volevano seguire la fede cattolica il parroco di allora Don Cristoforo Repetti non volle sposarli ed essendo andati a vivere insieme agì in modo da farli imprigionare a Chiavari per condotta immorale e cospirazione religiosa. Oggi sembra paradossale ma i tempi erano quelli. Furono però liberati poco dopo ma questo fatto fu però fatale a Giuseppe che mori dopo pochi mesi. Conosciuti con il soprannome di “Scialìn” i Cereghino in inverno emigravano verso il Piemonte e la Lombardia. In uno dei loro viaggi arrivarono a Torre Pellice dove iniziarono ad appassionarsi a quello che predicava la comunità Valdese. Tornati a Favale costruirono così una chiesa (oggiproprietà privata) dove Stefano Cereghino venne nominato pastore e arrivando ad avere fino a oltre 110 fedeli. Le loro canzoni furono soperte dai musicisti de “Il Gruppo” e suonate anche da “La Rionda” con Max Manfredi. Il posto merita la visita anche perchè la località è nella bella valle di Malvaro in Fontanabuona con il monte Pagliaro, i torrenti Arena e Castello, e il monte Ramaceto sull’Alta Via dei Monti Liguri. Se ci andate fatelo con il dovuto rispetto dovuto a questi luoghi. A Favale è stata posata, nel gennaio del 2014, una targa ricordo come simbolo di “riappacificazione”. Notizie storiche da un mio articolo, del luglio-dicembre del 2004, pubblicato sulla rivista R Ni d’Aigura (Il Nido d’Aquila) e per chi fosse interessato a saperne di più può andare al link http://www.enricopelos.it/articles/i%20cereghino%20e%20le%20loro%20canzoni%20itineranti%20di%20enrico%20pelos.pdf Altre foto su http://www.enricopelos.it/

LIGURIA CEMETERIES ... but not only...

LIGURIA CEMETERIES ... but not only...

WALDENSIANS CEMETERY of CEREGHINO Family
Sometimes, along the Eastern Liguria, we arrive at a particular location such as a very small and simple abandoned cemetery, with a very interesting history. We are near Favale di Malvaro and you can now know the troubled history of the family of Cereghino, peasants but also and storytellers of the second half of 1800 and the problems they had with the Catholic community of Favale di Malvaro. The place has handed down in history because tells of the love between Joseph Cereghino and Catherine Costa. Since they do not want to follow the Catholic faith, then the parish priest Don Christopher Repetti, did not marry them and, as they start to live together, he act to have them in prison in Chiavari for immoral conduct and religious conspiracy. Today it seems paradoxical, but the times were those. But they were released shortly after but this fact, however, was fatal to Joseph, who died a few months later. Known by the nickname od “Scialìn” the Cereghinos in winter emigrated to Piedmont and Lombardy. In one of their travels arrived in Torre Pellice where they began to have a passion for what was preached by the Waldesian community. Back in Favale they built a church (today private property) where Cereghino Stefano was appointed pastor and they had more than 110 faithful. Their songs are played by the musicians of “The Group” and also by the group “La Rionda” with Max Manfredi. The place is worth a visit because it is in the beautiful valley of Malvaro in Fontanabuona with mount Pagliaro, between the rivers Arena and Castle, and near mount Ramaceto along the Ligurian Mountains High Way trek. If you go there, do it with the due respect. In January of year 2014 Favale saw the laying of a plaque as a symbol of “reconciliation”. Historical information from an article published, of July-December 2004 in the magazine R Ni of Aigura (The Eagle’s Nest) and for those interested to know more can go to the link http://www.enricopelos.it/articles/i%20cereghino%20e%20le%20loro%20canzoni%20itineranti%20di%20enrico%20pelos.pdf which is in Italian but with a comprehensive resumé in the English language. More photos at http://www.enricopelos.it/

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Staglieno … but not only… LADY D’ARBANVILLE

Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...

LADY D’ARBANVILLE

“My Lady d’Arbanville, why do you sleep so still?
I’ll wake you tomorrow
and you will be my fill, yes, you will be my fill.
My Lady d’Arbanville why does it grieve me so?
But your heart seems so silent.
Why do you breathe so low, why do you breathe so low”
Cat Stevens

Altre notizie su Staglieno con l'”Itinerario nel cimitero monumentale di Staglieno di Genova” a pag. 60 di “PASSEGGIATE A LEVANTE”, fotografie e testi di Enrico Pelos, Blu edizioni.
nelle librerie
oppure online http://www.bluedizioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=476:passeggiate-a-levante&catid=51:titoli

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Staglieno … but not only… ALLA TURBIE SULLA VIA JULIA AUGUSTA

LIGURIA CEMETERIES ... but not only...

 

Staglieno … but not only… ALLA TURBIE SULLA VIA JULIA AUGUSTA

nei pressi del grande monumento eretto in onore di Augusto…

near the monument built to honor Augustus…

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Staglieno … but not only… COMMONWEALTH WAR CEMETERIES (IV)

Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...

Staglieno … but not only… COMMONWEALTH WAR CEMETERIES (I)

100 ANNI FA STAVA PER COMINCIARE LA I GUERRA MONDIALE
70 ANNI FA AVREBBE INIZIATO A VOLGERE AL TERMINE LA II GUERRA MONDIALE

Sebbene Genova abbia dovuto subire pesanti bombardamenti da parte delle Forze Alleate del Commonwealth per il particolare momento storico che stava vivendo l’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale molti uomini soldati, marinai e civili che componevano i corpi d’armata che combatterono in Italia persero la vita sul suolo italiano, sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, contribuendo con il loro sacrificio alla fine della guerra.
Molti di loro riposano da decenni nel nostro paese nella particolari sezioni a loro riservata dei Commonwealth War Graves Cemeteries.
I loro nomi meritano di non rimanere nell’oblio.

100 YEARS AGO WAS TO BEGIN THE Ist WORLD WAR
70 YEARS AGO WAS STARTED TO TURN AT THE END THE II WORLD WAR

Although Genoa had to suffer heavy bombing by the Allied Forces of the Commonwealth for the particular historical moment that was experiencing Italy during the Second World War many soldiers, sailors and civilians fought in Italy lost their life on Italian soil, both during the first and the second world war, contributing with their sacrifice to the end of the war.
Many of them are buried in our country in particular sections reserved for them and called Commonwealth War Graves Cemeteries.
Their names do not deserve to be forgotten.

“LA GUERRA È LA LEZIONE CHE I POPOLI NON IMPARANO MAI ABBASTANZA”

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Staglieno … but not only… COMMONWEALTH WAR CEMETERIES (III)

Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...

Staglieno … but not only… COMMONWEALTH WAR CEMETERIES (III)

100 ANNI FA STAVA PER COMINCIARE LA I GUERRA MONDIALE
70 ANNI FA AVREBBE INIZIATO A VOLGERE AL TERMINE LA II GUERRA MONDIALE

Sebbene Genova abbia dovuto subire pesanti bombardamenti da parte delle Forze Alleate del Commonwealth per il particolare momento storico che stava vivendo l’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale molti uomini soldati, marinai e civili che componevano i corpi d’armata che combatterono in Italia persero la vita sul suolo italiano, sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, contribuendo con il loro sacrificio alla fine della guerra.
Molti di loro riposano da decenni nel nostro paese nella particolari sezioni a loro riservata dei Commonwealth War Graves Cemeteries.
I loro nomi meritano di non rimanere nell’oblio.

100 YEARS AGO WAS TO BEGIN THE Ist WORLD WAR
70 YEARS AGO WAS STARTED TO TURN AT THE END OF THE WORLD WAR II

Although Genoa had to suffer heavy bombing by the Allied Forces of the Commonwealth for the particular historical moment that was experiencing Italy during the Second World War many soldiers, sailors and civilians fought in Italy lost their life on Italian soil, both during the first and the second world war, contributing with their sacrifice to the end of the war.
Many of them are buried in our country in particular sections reserved for them and called Commonwealth War Graves Cemeteries.
Their names do not deserve to be forgotten.

“LA GUERRA È LA LEZIONE CHE I POPOLI NON IMPARANO MAI ABBASTANZA”

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Staglieno … but not only… COMMONWEALTH WAR CEMETERIES (II)

Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...
100 ANNI FA STAVA PER COMINCIARE LA I GUERRA MONDIALE
70 ANNI FA AVREBBE INIZIATO A VOLGERE AL TERMINE LA II GUERRA MONDIALE

Sebbene Genova abbia dovuto subire pesanti bombardamenti da parte delle Forze Alleate del Commonwealth per il particolare momento storico che stava vivendo l’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale molti uomini soldati, marinai e civili che componevano i corpi d’armata che combatterono in Italia persero la vita sul suolo italiano, sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, contribuendo con il loro sacrificio alla fine della guerra.
Molti di loro riposano da decenni nel nostro paese nella particolari sezioni a loro riservata dei Commonwealth War Graves Cemeteries.
I loro nomi meritano di non rimanere nell’oblio.

100 YEARS AGO WAS TO BEGIN THE Ist WORLD WAR
70 YEARS AGO WAS STARTED TO TURN AT THE END THE II WORLD WAR

Although Genoa had to suffer heavy bombing by the Allied Forces of the Commonwealth for the particular historical moment that was experiencing Italy during the Second World War many soldiers, sailors and civilians fought in Italy lost their life on Italian soil, both during the first and the second world war, contributing with their sacrifice to the end of the war.
Many of them are buried in our country in particular sections reserved for them and called Commonwealth War Graves Cemeteries.
Their names do not deserve to be forgotten.

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Staglieno … but not only… COMMONWEALTH WAR CEMETERIES (I)

Staglieno borough of Genoa, Staglieno  Monumental cemetery of Genoa, ... but not only...

Staglieno … but not only… COMMONWEALTH WAR CEMETERIES (I)

100 ANNI FA STAVA PER COMINCIARE LA I GUERRA MONDIALE
70 ANNI FA AVREBBE INIZIATO A VOLGERE AL TERMINE LA II GUERRA MONDIALE

Sebbene Genova abbia dovuto subire pesanti bombardamenti da parte delle Forze Alleate del Commonwealth per il particolare momento storico che stava vivendo l’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale molti uomini soldati, marinai e civili che componevano i corpi d’armata che combatterono in Italia persero la vita sul suolo italiano, sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, contribuendo con il loro sacrificio alla fine della guerra.
Molti di loro riposano da decenni nel nostro paese nella particolari sezioni a loro riservata dei Commonwealth War Graves Cemeteries.
I loro nomi meritano di non rimanere nell’oblio.

100 YEARS AGO WAS TO BEGIN THE Ist WORLD WAR
70 YEARS AGO WAS STARTED TO TURN AT THE END THE II WORLD WAR

Although Genoa had to suffer heavy bombing by the Allied Forces of the Commonwealth for the particular historical moment that was experiencing Italy during the Second World War many soldiers, sailors and civilians fought in Italy lost their life on Italian soil, both during the first and the second world war, contributing with their sacrifice to the end of the war.
Many of them are buried in our country in particular sections reserved for them and called Commonwealth War Graves Cemeteries.
Their names do not deserve to be forgotten.

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FORTE RICHELIEU DEDICA A UN SOLDATO INGLESE UCCISO DA UN FULMINE

Passeggiate a Levante

Una notizia relativa al Forte Richelieu e ad un soldato inglese venuto a morire, per una disgrazia, in terra straniera.
Una lapide a ricordo è a Staglieno che così recita:
JOHN HARMAN
LIEUT: NEL 2 BATT. 14 REG.
CHE HA LASCIATO QUESTA VITA
IL 18 DI LUGLIO DEL 1814

ALL’ETÀ DI 19 ANNI

EGLI FU UCCISO DA UN FULMINE
MENTRE ERA DISTACCATO
AL FORTE RICHELIEU
VICINO ALLA CITTÀ DI GENOVA

Altre notizie su Staglieno con l'”Itinerario nel cimitero monumentale di Staglieno di Genova” a pag. 60 e sul Forte Richelieu che è lungo uno degli itinerari della passeggiata “La via dei Forti e l’antica muraglia genovese” a pag 54 di PASSEGGIATE A LEVANTE, Blu edizioni.

#StaglienoButNotOnly #ItalianCemeteries #Staglieno #StaglienoCemetery #EnricoPelos #PasseggiateaLevante #Genova #FortidiGenova #ForteRichelieu

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http://www.enricopelos.it/forti%20di%20genova

JOHN HARMAN
LIEUT: IN THE 2 BATT. 14 REG.
WHO DEPARTED THIS LIFE
THE 18 OF JULY 1814

AGED XIX YEARS

HE WAS KILLED BY LIGHTNING
WHILST ON DETACHMENT
AT FORT RICHELIEU
NEAR THE TOWN OF GENOA

Staglieno cemetery … but not only… – EX CIMITERO DI CAMPAGNA

ITALIAN CEMETERIES ... but not only...

EX CIMITERO DI CAMPAGNA
« The boast of heraldry, the pomp of power,
And all the beauty, all that wealth e’er gave,
Awaits alike the inevitable hour.
The paths of glory lead not but to the grave. »
(Thomas Gray)

« Il vanto di un nome illustre
lo sforzo del potere
e tutta la bellezza
tutta la ricchezza che mai sia stata data,
attende allo stesso modo l’ora inevitabile.
I sentieri della gloria non portano che alla tomba. »

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Staglieno … but not only… L’AFFRESCO ALL’INGRESSO

LIGURIA CEMETERIES ... but not only...

L’AFFRESCO ALL’INGRESSO

“Studia come se vivessi per sempre
vivi come se morissi domani.”
(Mahatma Gandhi)

“Live as if you were to die tomorrow.
Learn as if you were to live forever.”

#StaglienoButNotOnly #Liguria #Liguriacemeteries #CimiteriLiguri #EnricoPelos

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Staglieno … but not only… L’ANGELO E LA COLOMBA

LIGURIA CEMETERIES ... but not only...

“How many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand ?
Yes, how many times must the cannon balls fly
Before they’re forever banned ?
The answer my friend is blowin’ in the wind
The answer is blowin’ in the wind.”
(Bob Dylan)

“Quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
Prima di dormire sulla sabbia?
Sì, quante volte devono volare le palle di cannone
Prima che siano per sempre bandite?
La risposta amico mio sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento”

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Staglieno … but not only… L’ANGELO DELL’ANNUNCIAZIONE

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“L’angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d’improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali”
(Fabrizio De André)

“The angel came down, like every night,
to teach me a new prayer:
Then, suddenly, he loosed my hands
and my arms became wings”

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Staglieno … but not only… CARAVELLA DI CRISTOFORO COLOMBO

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CARAVELLA DI CRISTOFORO COLOMBO

“Ah Genovese, il tuo sogno! il tuo sogno!
Secoli dacché dormi nella tomba,
la riva che scopristi conferma il sogno tuo.”

“Ah Genoese, thy dream! thy dream!
Centuries after thou art laid in thy grave,
The shore thou foundest verifies thy dream!”
(Walt Whitman)

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Staglieno Cemetery ANGEL WITH WINGS

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“I saw the angel in the marble and carved until I set him free.”
Michelangelo

“Ho visto l’angelo nel marmo e l’ho scolpito fino a che non l’ho liberato.”
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Staglieno Cemetery HAT IN HAND

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“Even if people censure me, they should do so hat in hand.”
Gustav Mahler

“Anche se la gente mi censura, deve farlo il cappello in mano”
Gustav Mahler #StaglienoCemetery #StaglienoButNotOnly #Staglieno #EnricoPelos #GustavMahler

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1o MAGGIO KARL MARX “LAVORATORI DI TUTTO IL MONDO UNITI” “WORKERS OF ALL LANDS UNITE”

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1o MAGGIO KARL MARX “LAVORATORI DI TUTTO IL MONDO UNITI” “WORKERS OF ALL LANDS UNITE”
Marx educato nel razionalismo illuminista, diventò il massimo Teorico della concezione materialistica della storia ed ebbe un peso decisivo sulla storia di molti paesi.
Secondo lui l’economia politica aveva trascurato il rapporto tra il lavoratore e il suo lavoro per celare l’alienazione tipica del lavoro della società industriale moderna.
Dall’alto della sua tomba, all’Highgate Cemetery di Londra, sembra quasi voler dire “Io ho scritto certe cose ma voi non è che avete proprio capito…”
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1o MAGGIO KARL MARX “WORKERS OF ALL LANDS UNITE”
Marx was the greatest theorist of the materialist conception of history and had a decisive influence on the history of many countries.
According to him the political economy had neglected the relationship between the worker and his work to conceal the alienation of labor typical of modern industrial society.
From the heght of his tomb in Highgate Cemetery in London he seems to say “I’ve written some particular things but it’s very true that you did not you really understand …”

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